
Obiettori di coscienza israeliani
Assopace Palestina - Sunday, October 26, 2025di Mattan Helman,
Refuser Solidarity Network, 25 ottobre 2025.

Cari tutti,
sono Mattan. Sono un obiettore di coscienza e all’età di 20 anni ho trascorso diversi mesi in una prigione israeliana per essermi rifiutato di prestare servizio nell’esercito israeliano. Giovedì sera a Tel Aviv, decine di persone si sono riunite per sostenere Daniela Schultz, una ragazza di 18 anni che domenica rifiuterà il servizio militare obbligatorio. Insieme hanno riempito la strada con tamburi e canti che si sono propagati ben oltre la piazza: “Daniel si rifiuta e noi la amiamo!” e “Sul fronte interno e sul campo, ogni soldato è complice di omicidio”.
La decisione di Daniel non è astratta. È diventata maggiorenne durante la guerra di Gaza, studiando insieme a compagni di classe palestinesi le cui famiglie venivano uccise. Ha visto come il loro dolore, la loro paura e il loro sfollamento fossero trattati come rumore di fondo rispetto all’“unità nazionale”. Rifiutarsi, per lei, era l’unico modo per rimanere umana. Sosteniamo il coraggio e la posizione di principio di Daniel in così giovane età, e chiediamo a tutti i nostri sostenitori di inviare a Daniel una lettera di sostegno.
Ogni nuova generazione di obiettori amplia lo spazio del possibile. Quando Daniel si presenterà al centro di reclutamento militare e dirà di no, parlerà non solo per sé stessa, ma per migliaia di persone che non riescono ancora a immaginare quel “no” come un’opzione. Affronterà l’isolamento, le minacce e la prigionia perché ha scelto di rendere visibile ciò che lo stato ci chiede di dimenticare: che la partecipazione al genocidio non è inevitabile.
Il rifiuto è sempre stato il cuore pulsante di questo movimento. È il momento in cui la coscienza interrompe la macchina, quando l’obbedienza cede il passo alla solidarietà. Il coraggio di Daniel e di altri come lei ci ricorda che anche in un momento di profonda paura, la resistenza cresce.
Siamo solidali con Daniel, con la sua generazione e con tutti coloro che scelgono la coscienza piuttosto che la complicità.
In solidarietà,
Mattan Helman
Refuser Solidarity Network