
Quando lo Stato è il trafficante
Progetto Melting Pot Europa - Monday, October 6, 2025Esiste un rapporto che spiega la vendita di esseri umani alla frontiera da parte di apparati di polizia e militari tunisini, l’interconnessione fra respingimenti e l’industria del sequestro nelle prigioni libiche. Si chiama State trafficking 1 ed è uscito nel marzo del 2025, nato dalla collaborazione tra ricercatori (collettivo RRx), testimoni in Libia e Tunisia, giuristi.
State Trafficking svela la tratta di migranti tra Tunisia e Libia
Un rapporto con 30 testimonianze da un confine esterno della UE
Redazione
1 Marzo 2025
Fa luce sulla violenza di Stati che agiscono negando diritti umani, grazie ai finanziamenti e l’appoggio dell’UE che tenta, con ogni mezzo, di ridurre drasticamente gli arrivi in Italia delle persone migranti lungo la rotta del Mediterraneo centrale.
Se questo rapporto esiste è grazie alla parola di testimoni che hanno deciso di raccontare. Esiste perché ricercatori, giuristi, attivisti hanno trascritto le parole di queste persone, catturate all’inferno.
La frontiera è una linea geografica, come quella gialla che divide le pagine del rapporto, a ricordare quella che separa Tunisia e Algeria, ma anche lo spazio che separa due mondi: uno che domina l’altro, stabilendo quali vite contino e quali no.
La frontiera è un sistema di respingimento permanente che vive nei deserti, nei porti militarizzati, negli accordi tra Stati che respingono, nel mare.
Venerdì 10 ottobre se ne parla a Marsiglia, per far conoscere State trafficking, per amplificare e riconoscere il valore della testimonianza di chi, dall’altra parte della linea, aspetta di poter partire.
Per ricollocare il discorso nel cuore di un luogo che incarna la frontiera europea: quella geografica, sociale, culturale, politica.
- Il rapporto (Consulta qui) presenta 30 testimonianze di migranti espulsi dalla Tunisia alla Libia tra giugno 2023 e novembre 2024, evidenziando una caratteristica saliente che emerge dai loro racconti: la vendita di esseri umani al confine da parte della polizia e dell’apparato militare tunisino, nonché l’interconnessione tra l’infrastruttura che sta dietro alle espulsioni e l’industria dei rapimenti nelle prigioni libiche. In questo senso, il rapporto documenta eventi e situazioni che nelle scienze sociali e nel diritto internazionale sono classificati come “crimini di Stato” ↩︎