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“Il cileno”, biografia di un uomo in fuga dal golpe di Pinochet
Nel Cile qualche anno dopo il golpe, il giovane minatore socialista esperto di esplosivi Aldo Marin (Camillo Arancibia), realmente esistito e fattosi notare all’apice delle proteste contro Pinochet, per sfuggire all’esercito del dittatore decide di rifugiarsi in Italia, a Torino, lasciando con grande strazio la moglie e il figlio di tre mesi. Insieme all’amico Chapa (Abdrew Bargsted) Aldo trova lavoro in fabbrica. Come il Cile anche l’Italia, immersa negli anni di piombo, vive tensioni epidermiche. Luciana (Sara Serraiocco) una dottoressa che aiuta le donne ad abortire e insegna all’università, conosce Aldo e segna in maniera decisiva il suo destino. Il giovane cileno non guadagna abbastanza ma, grazie al suo talento dinamitardo, viene ingaggiato da un gruppo anarchico votato alla lotta armata: Aldo accetta di fabbricare bombe, opponendosi però a installarle in prima persona, compromesso labile ed ipocrita che non lo metterà al sicuro. Il film di Sergio Castro-San Martín – anche sceneggiatore con Simona Nobile – raffigura l’anima straziata del suo protagonista, esule sia nel suo Paese che in quello che lo ha accolto, sradicato come tutti coloro che si ritrovano senza una vera madre patria, in una situazione che non comprendono appieno e che non hanno completamente scelto: cadere nella lotta armata appare più che mai suicida e conferma l’inadeguatezza dell’azione cruenta per risolvere i conflitti. Nell’elaborazione del regista assieme a Simona Nobile c’è un’epoca di spunti che riguardano il legame tra la cultura italiana e quella cilena a seguito del golpe: un momento storico di accoglienza e vicinanza verso un popolo di esuli, che oggi, in un mondo ancora più caotico e violento, sembra politicamente lontano. Il cileno (2026) Un film di Sergio Castro San Martín con Camilo Arancibia, Sara Serraiocco, Andrew Bargsted, Gaetano Bruno, Lorenzo Richelmy. Genere: Biografico Durata: 100 minuti. Produzione: Svizzera, Cile, Italia 2026. Uscita nelle sale: 27 agosto 2026  Bruna Alasia
August 24, 2026
Pressenza
E sì, si muore per amore. Addio a Marjane Satrapi, la voce libera di Persepolis
L’autrice franco-iraniana che ha raccontato al mondo il volto umano dell’Iran è morta a 56 anni. Con Persepolis ha combattuto stereotipi, repressione e pregiudizi attraverso il linguaggio universale del fumetto. Trailer di Persepolis, il film d’animazione scritto e diretto da Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, tratto dall’omonima graphic novel autobiografica. https://www.mymovies.it/film/2007/persepolis/news/il-trailer-ufficiale-del-film-hd/ Marjane Satrapi, fumettista, illustratrice e regista franco-iraniana, è morta il 4 giugno 2026 all’età di 56 anni. La notizia è stata diffusa dai familiari, che hanno parlato di una donna consumata dal dolore dopo la perdita del marito Mattias Ripa, scomparso poco più di un anno fa e da lei definito pubblicamente «l’amore della mia vita». La sua scomparsa priva il mondo della cultura di una delle voci più originali e coraggiose degli ultimi decenni. Attraverso il fumetto, il cinema e l’illustrazione, Satrapi ha costruito un ponte tra culture diverse, raccontando la complessità dell’Iran senza cedere né agli stereotipi occidentali né alla propaganda del regime. Nata il 22 novembre 1969 a Rasht, sulle rive del Mar Caspio, e cresciuta a Teheran, visse da adolescente la rivoluzione islamica del 1979 e gli anni della guerra tra Iran e Iraq. Proveniva da una famiglia colta e impegnata sul piano civile e culturale. A quattordici anni i genitori la mandarono a studiare a Vienna nel tentativo di sottrarla al clima sempre più repressivo instaurato dal nuovo regime. L’esperienza europea la mise però di fronte a un’altra forma di difficoltà: quella dell’esilio, dello sradicamento e del pregiudizio. Dopo un ritorno in Iran e gli studi alla Facoltà di Belle Arti di Teheran, decise di lasciare definitivamente il Paese e si stabilì a Parigi nel 1994. Fu proprio nella capitale francese che nacque l’opera destinata a renderla famosa nel mondo. Pubblicato tra il 2000 e il 2003, Persepolis racconta la sua infanzia, l’adolescenza e il difficile rapporto con un Paese amato profondamente ma attraversato da profonde contraddizioni. Il valore dell’opera non risiede soltanto nella testimonianza storica. Satrapi riuscì a fare qualcosa di raro: raccontare l’Iran dall’interno senza trasformarlo in una caricatura. In anni in cui il Paese veniva spesso identificato esclusivamente con il fondamentalismo religioso, la repressione e i conflitti geopolitici, Persepolis mostrò al mondo famiglie, amicizie, ironia, paure e speranze. In altre parole, mostrò persone. L’autrice spiegò più volte che uno degli obiettivi del suo lavoro era contrastare i pregiudizi sul proprio Paese. Attraverso gli occhi di una bambina prima e di una giovane donna poi, il lettore scopre che nessun popolo può essere ridotto al proprio governo e che dietro ogni evento storico esistono vite reali, spesso ignorate dalle narrazioni ufficiali. Anche il tema del velo, frequentemente utilizzato in Occidente come simbolo assoluto della condizione femminile iraniana, viene affrontato con maggiore complessità. Nelle sue opere il problema non è soltanto un indumento imposto, ma il più vasto sistema di controllo delle idee, dei comportamenti e della libertà individuale. Nel 2007 Persepolis divenne un film d’animazione scritto e diretto dalla stessa Satrapi insieme a Vincent Paronnaud. Realizzato con uno stile grafico fedele al fumetto originale, il film vinse il Premio della Giuria al Festival di Cannes e ottenne una candidatura agli Oscar, contribuendo a far conoscere la sua opera a un pubblico ancora più ampio. Negli ultimi anni Satrapi era diventata una delle voci internazionali più ascoltate a sostegno delle donne e dei giovani iraniani. Dopo la morte di Mahsa Amini e le proteste del movimento “Donna, Vita, Libertà”, intervenne ripetutamente nel dibattito pubblico denunciando le violazioni dei diritti umani e sostenendo la società civile iraniana. Nel gennaio 2025 rifiutò la Legion d’Onore francese, criticando la politica di Parigi nei confronti del regime iraniano e chiedendo maggiore coerenza nella difesa dei diritti fondamentali. Con la morte di Marjane Satrapi scompare una grande artista, ma resta intatta la forza del suo messaggio. Persepolis continua a parlare a lettori di ogni età perché non racconta soltanto l’Iran. Racconta la libertà, l’identità, l’esilio, il coraggio di restare se stessi e la necessità di guardare oltre i pregiudizi. La sua eredità più importante non è forse soltanto quella artistica. Satrapi ci ha insegnato che raccontare una storia personale può diventare un atto politico, che l’ironia può convivere con la denuncia e che conoscere davvero un popolo significa ascoltarne le persone, non fermarsi alle immagini costruite dal potere o dai luoghi comuni. È per questo che la sua voce continuerà a essere ascoltata ben oltre la sua scomparsa. FONTI E APPROFONDIMENTI Vatican News – Addio a Marjane Satrapi, l’autrice di Persepolis https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2026-06/marjane-satrapi-morta-persepolis-iran-fumetto.html Cineteca di Bologna – Persepolis https://cinetecadibologna.it/distribuzione/film/persepolis/ Cineteca di Bologna – Genesi e realizzazione di Persepolis https://cinetecadibologna.it/distribuzione/approfondimento/genesi-e-realizzazione-persepolis/ Marjane Satrapi – Biografia https://it.wikipedia.org/wiki/Marjane_Satrapi Persepolis – Scheda del film https://it.wikipedia.org/wiki/Persepolis_(film) Lucia Montanaro
June 4, 2026
Pressenza
Milei usa l’estradizione di Bertulazzi per riabilitare la dittatura
L’estradizione di Bertulazzi fa parte di una più generale riscrittura e cancellazione della storia e dei crimini della dittatura, all’interno della quale i soli colpevoli e responsabili diventano gli oppositori, coloro che hanno combattuto la dittatura e da questa sono stati perseguitati: ex prigionieri politici, i militanti assassinati, le migliaia di desaparecidos, i minori rapiti […]
È morto ad Atene Ammar Bakdash, segretario del PC siriano
Ammar Bakdash, segretario generale del Comitato centrale del Partito comunista siriano (Pcs), è morto il 13 luglio 2025 all’età di 71 anni. È stato presidente del Comitato per le leggi finanziarie dell’Assemblea del popolo della Siria, fino a quando l’Assemblea è stata sospesa dopo la caduta di Bashar al-Assad e l’imposizione […] L'articolo È morto ad Atene Ammar Bakdash, segretario del PC siriano  su Contropiano.
July 16, 2025
Contropiano