Lettera di “Donne e Uomini contro la guerra” ai sindaci sulla presenza di ordigni nucleari a Ghedi
Riportiamo la lettera che “Donne e Uomini contro la guerra” e CS 28 Maggio di
Rovato hanno mandato – riguardo la presenza di ordigni nucleari alla base
militare di Ghedi – ai sindaci e ai consiglieri comunali di Brascia, Ghedi,
Bagnolo Mella, Montichiari, Montirone, Leno, Castenedolo, Gottolengo, Isorella e
Borgosatollo.
Gentile signor/a Sindaco/a
Pensiamo che sicuramente lei sia a conoscenza del grave pericolo che incombe su
larga parte della Lombardia e segnatamente sul suo comune in considerazione
del fatto che a Ghedi sono stoccate almeno 20 testate atomiche pronte per essere
caricate sui caccia bombardieri F35 (le famigerate B61-12) e del fatto che
sempre più minacciosi venti di guerra soffiano sul mondo, sull’Europa e
sull’Italia. Ormai, infatti, sono oggetto di cronaca quotidiana le efferatezze
belliche, gli eccidi l’utilizzo di armi sempre più distruttive fino alla
minaccia dell’uso di ordigni atomici nel cuore dell’Europa – Ucraina e non solo
-, in Palestina, in Iran e in medio oriente.
Che la base di Ghedi costituisca una minaccia per centinaia di migliaia di
persone innocenti che vivono a grande distanza da Brescia ce lo dimostra la
stampa locale e nazionale che non raramente ci aggiorna sull’intensificarsi
delle manovre e esercitazioni aeree aventi come epicentro la stessa base.
Che la medesima base, con effetti devastanti sulla Lombardia, sia possibile e
probabile obiettivo di ritorsioni e di attacchi nucleari sventratori è
consapevolezza evidentemente condivisa anche dalla nostra Regione che, con
diverse disposizioni, ha affrontato il tema di possibili situazioni di
contaminazione diffusa di tipo nucleare e radiologico e delle conseguenti
emergenze:
– Gli allegati alla deliberazione regionale 7670 del 28.12.2022 riguardano
infatti anche la gestione delle emergenze radiologiche e nucleari.
– Con deliberazione 1237/2023, inoltre, è stato deciso di istituire 30
microdepositi sul territorio regionale, dedicati allo stoccaggio di milioni di
compresse di ioduro di potassio al fine di proteggere la tiroide
dall’assorbimento di iodio radioattivo emesso in seguito a un incidente
nucleare. Più recentemente la Direzione Generale Welfare della Lombardia ha
organizzato il corso “Procedure Regionali per le Emergenze Radiologiche e
Nucleari”, rivolto principalmente agli operatori di regione, ARPA e ATS. Le
varie ATS stanno organizzando sul tema corsi simili in ogni provincia.
Aggiungiamo ancora che, sulla base di un documento riservato del Ministero della
Difesa italiano del 2020, Greenpeace ha calcolato che in caso di deflagrazione
atomica per incidente o per attacco bellico che il “fall-out” radioattivo
coinvolgerebbe dai 2 ai 10 milioni di persone secondo la direzione dei venti.
Fonte: “Parere giuridico sulla presenza di armi nucleari in Italia” editore
Multimage 2022.
Siamo certi che anche Lei, sia dal punto di vista umano sia in qualità di capo
del Comune, l’istituzione pubblica più vicina e con maggiori responsabilità per
la tutela della salute della cittadinanza, condivida la nostra preoccupazione.
Per questo Le chiediamo un intervento attivo pubblico sia per l’informazione
costante e approfondita alla popolazione, sia per quanto riguarda le misure
preventive ed emergenziali da mettere in atto per garantire la sicurezza della
cittadinanza sia per quanto riguarda la sollecitazione ad agire in tal senso
rivolta a tutte le istituzioni connesse dalla Regione al Prefetto al governo al
Presidente della Repubblica.
In attesa di un Suo riscontro porgiamo cordiali saluti,
Donne e Uomini contro la guerra
CS 28 Maggio di Rovato
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Redazione Sebino Franciacorta