Tag - Pentagono

Per una ricognizione sulle basi straniere in Italia
di Carlo Tombola (ripreso da gliasinirivista.org). A seguire «C’è poco da ridere eppure…», una breve nota della “bottega” Disegno di Armin Greder tratto da Noi e loro (Else edizioni 2019) Questo articolo è stato realizzato con la collaborazione di The Weapon Watch, osservatorio sulle armi nei porti europei e del Mediterraneo che ha sede a Genova (www.weaponwatch.net, mail info@weaponwatch.net). Si serve infatti
L’AI va in guerra (c’era già, ma qualcosa è cambiato?)
È impressionante, ma non inaspettata, la velocità con cui siamo passati a parlare di intelligenza artificiale intesa come il tuo copilota personale o lavorativo che toglierà di mezzo un sacco di compiti noiosi, a intelligenza artificiale intesa come tecnologia che facilita un bombardamento. Voglio dire, è ovvio che questo secondo […] L'articolo L’AI va in guerra (c’era già, ma qualcosa è cambiato?) su Contropiano.
March 13, 2026
Contropiano
La guerra all’Iran costa agli USA quasi un miliardo al giorno
Il Center for Strategic and International Studies (CSIS) è un importante think tank con sede a Washington. È considerato tra i migliori al mondo, e l’allineamento con la politica statunitense è evidente nella sua storia (fondato da un ammiraglio, Kissinger tra i consiglieri, la NATO tra chi lo ha sovvenzionato) […] L'articolo La guerra all’Iran costa agli USA quasi un miliardo al giorno su Contropiano.
March 10, 2026
Contropiano
Peter Thiel: tecnofascismo e fanatismo cristiano
di Mario Sommella (*) L’OMBRA DI THIEL SU ROMA Il miliardario dell’apocalisse, Palantir e la nuova strategia della tensione.   UN CENACOLO SEGRETO NELLA CAPITALE Dal 15 al 18 marzo 2026, Peter Thiel sarà a Roma. Non per un convegno accademico, non per una conferenza pubblica, non per un incontro con le istituzioni democratiche del nostro Paese. L’eminenza grigia del
L’AI va in guerra
il primo articolo di Carola Frediani per Guerre di rete il secondo di Simone Valesini per Wired una proposta per il dibattito di Maria Laura Mantovani Guerre di Rete – L’AI va in guerra (c’era già, ma qualcosa è cambiato?) Analisi di una crisi annunciata. Nella foto, Dario Amodei, Ceo di Anthropic, credits Wikimedia Guerre di Rete – una newsletter
Le guerre iniziano nei data center
di Mario Sommella (*)   Il codice della guerra. Come le Big Tech sono diventate l’industria degli armamenti del XXI secolo La guerra del nostro tempo non comincia più soltanto nelle caserme, nei ministeri o nelle fabbriche di acciaio. Comincia nei data center, nei contratti cloud, nei modelli di intelligenza artificiale addestrati su una potenza di calcolo che nessuno Stato,
February 22, 2026
La Bottega del Barbieri
Testimonianza di un combattente cubano a difesa di Maduro
Yohandris Varona Torres, un militare cubano che è sopravvissuto all’attacco degli Stati Uniti al Venezuela lo scorso 3 gennaio per catturare Nicolás Maduro, ha raccontato quanto accaduto in quella madrugada. Secondo quanto riferito venerdì alla stampa della sua natale Camagüey, durante l’omaggio resogli in quella provincia ai 32 cubani morti […] L'articolo Testimonianza di un combattente cubano a difesa di Maduro su Contropiano.
January 20, 2026
Contropiano
Il Pentagono pronto a schierare 1.500 soldati in Minnesota
La pagina Facebook The Other 98% riporta gli ultimi inquietanti sviluppi nel braccio di ferro tra le autorità federali e i cittadini di Minneapolis: il Pentagono annuncia di essere pronto a inviare 1.500 soldati “nel caso in cui la violenza nello Stato del Minnesota dovesse intensificarsi.” Il Pentagono ha ordinato a 1.500 soldati in servizio attivo di prepararsi per un possibile dispiegamento in Minnesota a causa dei crescenti disordini. Non all’estero. Non per rispondere a un uragano. Non per una guerra straniera. A Minneapolis. Proprio ora. In risposta alle proteste scatenate dall’uccisione di Renee Nicole Good da parte di un agente dell’ICE. Questo potrebbe essere un punto di svolta. L’amministrazione insiste che si tratta “solo di una preparazione” e che non è stata presa alcuna decisione definitiva, ma il punto è proprio questo. Le unità di fanteria dell’11ª Divisione aviotrasportata – addestrate al combattimento, non al controllo della folla – sono state messe in standby mentre il presidente minaccia pubblicamente di invocare l’Insurrection Act, una reliquia della legislazione del XIX secolo concepita per reprimere le ribellioni, ora rispolverata per intimidire i civili che chiedono giustizia. Ciò che rende la situazione ancora più estrema è che il governatore democratico del Minnesota, Tim Walz, non ha richiesto questo intervento, ma ha invece attivato la Guardia Nazionale dello Stato per supportare le forze dell’ordine locali e gestire le proteste, esortando pubblicamente Trump a “calmare gli animi”. Cerchiamo di essere chiari su ciò che sta accadendo. L’applicazione delle leggi federali sull’immigrazione si espande in modo aggressivo nelle comunità. Un civile viene ucciso. Scoppiano le proteste. E invece di un allentamento della tensione, trasparenza o giustizia, la risposta è un’escalation: la CBP, la polizia responsabile della sicurezza delle frontiere, che sorveglia gli edifici federali, gli agenti dell’ICE dipinti come “patrioti”, i manifestanti etichettati come “insurrezionalisti” e l’esercito che si mette silenziosamente in posizione. Non si tratta di sicurezza pubblica. Si tratta di potere. Ogni svolta autocratica nella storia moderna segue lo stesso copione: ridefinire il dissenso come disordine, descrivere la polizia e le forze di sicurezza come ultima linea della “legge” e normalizzare la presenza dei soldati nella vita civile. Il linguaggio si inasprisce. Le leggi si allargano. Si crea un precedente. Una volta invocato l’Insurrection Act, il confine tra governo civile e forza militare non solo si confonde, ma crolla. Quello che si sta testando a Minneapolis non è solo il controllo della folla. Si tratta di capire se gli americani accetteranno le truppe armate come risposta alle proteste, se resteremo indifferenti mentre l’esercito si schiera contro il proprio popolo, se la paura prevarrà sulla memoria. E una volta che questa porta si apre, raramente si chiude in silenzio.   Anna Polo
January 19, 2026
Pressenza
#stopthegenocideingaza🇵🇸 #Pentagono: sistema anti-droni da #Leonardo in partnership con start up di #Israele di Antonio Mazzeo La holding delle armi Leonardo consolida i propri affari con il Pentagono grazie alla partnership con una delle start up israeliane coinvolte nel genocidio dei palestinesi nella Striscia di Gaza. https://antoniomazzeoblog.blogspot.com/2026/01/pentagono-sistema-anti-droni-da.html
January 14, 2026
Antonio Mazzeo