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SCIOPERO FEDEX: PER LA TUTELA DELLA SALUTE E SICUREZZA, PER LA DIFESA DEL POSTO DI LAVORO E DEL SALARIO.
Spett.le FedEx Express e p.c. alle Società in appalto operanti lungo la filiera FedEx, la scrivente Organizzazione Sindacale, con la presente, dichiara lo stato di agitazione nazionale a tutela di tutti i lavoratori e le lavoratrici operanti all’interno della filiera FedEx Express, sia dipendenti diretti sia lavoratori impiegati presso le aziende in appalto. Lo stato di agitazione è da intendersi aperto per tutti i lavoratori diretti Fedex e per quelli degli appalti , in continuità con i precedenti stati di agitazione già proclamati: sul sito di Bologna per i lavoratori diretti FedEx (facchini); sul sito di Modena per i lavoratori in appalto Moving S.r.l. (autisti). Fatte salve le specificità delle singole vertenze territoriali, emerge con assoluta chiarezza un comune denominatore, che costituisce il tema centrale e rivendicato del presente stato di agitazione nazionale: l’allontanamento, la sospensione o l’espulsione dal ciclo produttivo di lavoratori che hanno ricevuto un giudizio di idoneità parziale, con indicazione di limitazioni alla mansione. In particolare: nel caso di Modena, la risposta dell’azienda in appalto è stata il licenziamento del lavoratore; nel caso di Bologna, i lavoratori interessati sono stati immediatamente sospesi dall’attività lavorativa. Tali condotte delineano un quadro estremamente grave e inaccettabile, che evidenzia una assoluta mancanza di tutela da parte di FedEx Express nei confronti di lavoratori che, a seguito di sopravvenute limitazioni fisiche, vengono di fatto considerati non più proficui per le esigenze produttive. Si sottolinea come tali limitazioni non siano casuali, ma derivino in larga misura dalla gravosità del lavoro svolto per anni all’interno delle realtà lavorative FedEx, caratterizzate da ritmi intensi, carichi fisici elevati e condizioni operative usuranti. A Bologna, peraltro, i manager aziendali arrivano ad affermare che i casi di lavoratori con limitazioni sarebbero “troppi”, quasi si trattasse di una responsabilità individuale da imputare ai lavoratori stessi. Al contrario, FedEx dovrebbe interrogarsi seriamente su come mai proprio all’interno dei propri magazzini e delle proprie attività si accumulino nel tempo patologie analoghe e ricorrenti. In tutti questi anni FedEx ha davvero messo al primo posto la salute dei lavoratori? Ha realmente fatto tutto il possibile, sotto il profilo della prevenzione, della sicurezza e della tutela della salute, per evitare che tali situazioni si determinassero? La scrivente Organizzazione Sindacale ritiene di no. Riteniamo che i lavoratori siano stati trattati come meri strumenti da spremere e che, una volta non più funzionali alle esigenze produttive siano stati allontanati, peraltro in assenza di un serio confronto sindacale, in un contesto di sostanziale impunità che appare propria di una grande multinazionale. La salute delle lavoratrici e dei lavoratori è un diritto primario e indisponibile, non un fastidio o un ostacolo alla produttività. Per queste ragioni, lo stato di agitazione è dichiarato su tutta la filiera FedEx, a tutela della salute, della dignità e del salario dei lavoratori e delle lavoratrici. Si richiede pertanto l’apertura immediata di un confronto nazionale con FedEx Express, volto ad affrontare in maniera strutturale le tematiche sopra esposte e a interrompere pratiche che colpiscono lavoratori già duramente segnati dalle condizioni di lavoro. In assenza di risposte adeguate, lo stato di agitazione proseguirà con ogni conseguente iniziativa di mobilitazione. Si Cobas Nazionale . L'articolo SCIOPERO FEDEX: PER LA TUTELA DELLA SALUTE E SICUREZZA, PER LA DIFESA DEL POSTO DI LAVORO E DEL SALARIO. proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
60 lavoratori in appalto alla Fiege di Arese stanno lottando contro i licenziamenti.
60 lavoratori(maggioranza donne ) hanno iniziato una lotta, attivando il primo  sciopero alla Fiege di Arese che vede come  fornitore la soc coop Adriatica ex ucsa. I lavoratori e soprattutto lavoratrici devono essere trasferite ( e quindi quasi sicuramente licenziate) senza ancora conoscere il luogo dove dovranno essere trasferite dopo essere state sfruttate per 10-15- 20 anni. Come si cobas abbiamo attivato da subito la richiesta alla prefettura e all’ispettorato di Milano per costringere sia il fornitore che il committente a comunicare il luogo del trasferimento, ma ad oggi nessuna risposta è arrivata da queste istituzioni. La società Adriatica soc coop- ex Ucsa-  è da noi ben conosciuta,  per essere una società che ha il vizietto di evadere  i contributi PREVIDENZIALI dei lavoratori, usare metodi repressivi e provocatori verso chi   si iscrive al SI COBAS, oltre al mancato  rispetto  degli istituti contrattuali. In pratica la mancata comunicazione del luogo del trasferimento serve  al fornitore per mettere  le lavoratrici di fronte al fatto compiuto in modo da non potersi difendere. La società Adriatica Ha sbagliato i calcoli, non solo perchè c’è il SI COBAS, ma anche  perché  un gruppo compatto di dipendenti non è disposto ad accettare queste condizioni dopo essere stati sfruttati per decine di anni  con salari da fame. La lotta andrà avanti nei prossimi giorni mettendo in campo  iniziative sindacali più dure. Sì cobas Novara L'articolo 60 lavoratori in appalto alla Fiege di Arese stanno lottando contro i licenziamenti. proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
CONTRO I LICENZIAMENTI ALLA PERONI A ROMA.
Gli operai PERONI E SDA non mollano !!! Ottava giornata di mobilitazione da parte dei lavoratori che per anni hanno prestato servizio all’ interno della Peroni di Roma e che ora, a causa di una procedura di licenziamento attivata dall’ azienda fornitrice Masterjobs, sono a rischio licenziamento. Momenti di tensione quando un tir ha provato ad investire i lavoratori in sciopero, per cui uno degli operai, ha dovuto richiedere l’ intervento dell’ ambulanza. Da stamattina al loro fianco decine di lavoratori anche di altri magazzini come quelli Sda del Lazio , anch’essi in sciopero dall’ alba per 4 corrieri del bancario Sda della filiale di Roma 1 licenziati . In dietro non si lascia nessuno! Come ci hanno insegnato i lavoratori della logistica in questi anni: SOLO LA LOTTA PAGA ! Avanti si cobas! Sì cobas nazionale. L'articolo CONTRO I LICENZIAMENTI ALLA PERONI A ROMA. proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Gli Epstein Files: il marciume del sistema borghese a livello mondiale.
RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO UNA RIFLESSIONE DEL CIP TAGARELLI SU GLI EPSTEIN FILES  CHE DIMOSTRA LA DECADENZA E LA DEGENERAZIONE DEL SISTEMA BORGHESE, UN SISTEMA CHE VA ABBATTUTO PER CREARE  UN MONDO NUOVO E LIBERARE L’UMANITA’ DALLA SCHIAVITU’ DEL CAPITALISMO. BUONA LETTURA SI COBAS NAZIONALE I particolari li abbiamo letti sui giornali. Quello che qui ci interessa è analizzare fatti orribili che però costituiscono un sistema. 1. Un gruppo di uomini (e alcune donne) facenti parte degli strati più alti del potere mondiale – finanzieri, industriali, banchieri, ministri, politici, ecc. ecc. – forti dei loro patrimoni e del loro potere sulla vita di innumerevoli milioni di persone, si fanno il loro bordello personale. Le bambine, le ragazze, le donne coinvolte diventano semplicemente pezzi di carne (umana) su cui questi porci (con tante scuse ai maiali…) sfogavano i loro istinti criminali, perversi e mentalmente distorti, certi dell’impunità dato il loro ruolo sociale. 2. Tutti questi individui rappresentano la classe dirigente mondiale del capitalismo. Sono coloro che hanno dichiarato guerre e stermini in nome dei “valori occidentali”, costati milioni di morti – sempre in nome dei “diritti umani” – calpestati allegramente invece nelle loro isole private. Gli Epstein files sono la declinazione di questi “valori””: pedofilia, pornografia, stupri, tratta di esseri umani, torture, impunità, ricatti. Nel nostro paese la vecchia Democrazia Cristiana scriveva, sui suoi manifesti, che “i comunisti mangiano i bambini”… adesso scopriamo chi davvero mangia i bambini. 1. Facciamo una piccola digressione. Chiunque abbia letto un libro o visto un film di spionaggio (tipo James Bond..) sa cosa è la “trappola al miele”. In poche parole una bella donna coinvolge in una situazione scabrosa il “nostro” eroe e ,o si rende, ricattabile dall’avversario. Se torniamo indietro nella storia, qualcuno ricorderà lo scandalo politico a sfondo sessuale detto “Affare Profumo”, che fece cadere un intero governo conservatore inglese nel lontano 1963 (John Profumo era l’allora ministro e segretario di Stato per la guerra) 2. Ora, come mai tutti i potenti coinvolti non si sono (apparentemente) resi conto che potevano essere filmati, ricattati, costretti a fornire ad Epstein informazioni riservate, persino a danno dei loro stessi paesi? La risposta è nell’assoluta impunità di cui erano certi.  Si ritengono onnipotenti e al di fuori delle “leggi” umane che noi invece – che non siamo né ricchi né potenti – dovremmo rispettare. 1. Il leone Epstein lavorava per il Mossad, il servizio segreto di Israele, grazie ai contatti della sua complice Ghislaine Maxwell, figlia di quel Robert Maxwell – uno dei più ricchi e influenti imprenditori a livello mondiale – che, morto, venne sepolto sul Monte degli Ulivi a Gerusalemme. L’allora primo ministro nazi-sionista, Yitzhak Shamir lo commemorò con una frase oggi molto più chiara e comprensibile: “Ha fatto più cose per Israele di quante se ne possano dire”. Così diventano  più chiari anche l’indifferenza, la complicità, il sostegno attivo, la partecipazione al primo genocidio del nuovo secolo –  quello che lo stato nazi-fascista di Israele sta compiendo in Palestina – di questa ributtante e inumana élite capitalista mondiale.   Nota: diventato, ahimé per lui, pericoloso per il sistema che aveva creato, Epstein è stato opportunamente “suicidato” in carcere. Parola di Henry Kissinger: “Gli Stati Uniti non hanno amici ma solo interessi”: evidentemente non valgono solo per gli Stati (Vietnam, Afganistan, Siria…) ma anche per gli individui…. 1. La “giustizia” statunitense era già a conoscenza di molte delle informazioni che oggi escono sui giornali (Epstein era stato già condannato nel 2008 ma godette di un “accordo di non perseguibilità” che prevedeva l’immunità federale per lui e i suoi complici…). Se il banco è saltato, ricordiamolo, lo si deve invece al coraggio di una delle vittime di questo marcio sistema di protezione, Virginia Giuffrè, morta poi suicida. Gli Epstein Files mostrano in tutto il suo orrore la putrefazione di questo sistema mondiale che lega profitti, potere, impunità per i pochi detentori della ricchezza  mondiale e distruzione, sofferenze e morte per i tanti altri. La barbarie è tra noi e governa la nostra vita. A noi spetta – per la nostra vita, il nostro futuro, la nostra stessa umanità – organizzarci e unirci per abbattere l’ormai putrido sistema capitalistico.   L'articolo Gli Epstein Files: il marciume del sistema borghese a livello mondiale. proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Classifica di qualità – febbraio 2026
Tre volte l’anno L’Indiscreto stila, grazie a un pool di “grandi lettori” composto da critici/e, librerie, riviste letterarie, editor, traduttori/trici, giornalisti/e culturali, fumettisti… L'articolo Classifica di qualità – febbraio 2026 sembra essere il primo su L'INDISCRETO.
February 11, 2026
L'INDISCRETO
SABATO 31 GENNAIO 2026: MANIFESTAZIONE A BRESCIA CONTRO RAZZISMO E REPRESSIONE!
SABATO 31 GENNAIO 2026 IL SI COBAS MANIFESTA A BRESCIA CONTRO IL FOGLIO DI VIA DATO AL NS COORDINATORE ABBAS PER IL GRAVE DELITTO DI  AVER FATTO UNO SCIOPERO CONTRO IL LICENZIAMENTO DEL DELEGATO SI COBAS A MONDO CONVENIENZA CHE CHIEDEVA DIRITTI E RICEVE REPRESSIONE. SI INVITANO TUTTI I LAVORATORI, ASSOCIAZIONI, CENTRI SOCIALI, COMITATI, AD ESSERE  PRESENTI A BRESCIA PER UNA RISPOSTA DI CLASSE . SI COBAS NAZIONALE L'articolo SABATO 31 GENNAIO 2026: MANIFESTAZIONE A BRESCIA CONTRO RAZZISMO E REPRESSIONE! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Dichiarazione del Sindacato dei Lavoratori delle Compagnie di Autobus di Teheran e dei Sobborghi che condanna il massacro dei manifestanti
PUBBLICHIAMO UN COMUNICATO DEL SINDACATO DEI LAVORATORI  DEGLI AUTOBUS  IN IRAN RISPETTO AL MASSACRO DI MIGLIAIA DI PERSONE AVVENUTO DA PARTE DEL REGIME DEGLI AIATOLLA’. ANCORA UNA VOLTA LA CLASSE OPERAIA E  LE MASSE IRANIANE,COME  QUELLE  DI TUTTO IL MONDO, DEVONO ORGANIZZARSI PER ABBATTERE IL SISTEMA CAPITALISTA SOTTO QUALSIASI BANDIERA SI PRESENTI IN IRAN SOTTO LA BANDIERA  TEOCRATICA RELIGIOSA, IN ISRAELE SOTTO LA BANDIERA DEL SIONISMO E IN AMERICA SOTTO LA BANDIERA, NON PIU’ DELLA DEMOCRAZIA,  MA DELLE ARMI DELLA PRIMA POTENZA MONDIALE CHE DETTA LEGGE INVIANDO LE SUE NAVI E AEREI . NON E’ CAMBIANDO UNA DI QUESTE BANDIERE CHE I PROLETARI E LE MASSE POVERE POTRANNO LIBERARSI DAL GIOGO IMPERIALISTA MA SOLO UNENDOSI SUL PIANO INTERNAZIONALE CON TUTTI I LAVORATORI  DEL MONDO A PARTIRE DALLE METROPOLI OCCIDENTALI I CUI GOVERNI   DOMINANO SUI TERRITORI MONDIALI SOLO PER I LORO PROFITTI. SI COBAS NAZIONALE  BUONA LETTURA 27 gennaio 2026 Sindacato dei Lavoratori degli Autobus di Teheran … Il popolo oppresso del nostro paese sta ancora una volta piangendo i propri figli. Questa volta, il massacro dei manifestanti contrari alle politiche economiche e sociali della Repubblica Islamica è ancora più diffuso e orribile rispetto ai massacri di strada degli anni ’80, così come a quelli di dicembre 2017/gennaio 2018, novembre 2019 e settembre 2022. L’immenso shock che ha colpito la società non deriva dalla sorpresa – perché abbiamo sempre conosciuto l’entità della malizia e brutalità delle forze repressive al potere – ma piuttosto dal fatto che i leader, senza la minima considerazione, decisero di procedere con il massacro di migliaia di bambini in questo paese. Questo dimostra ancora una volta che ogni speranza di riforma o cambiamento all’interno del sistema è definitivamente perduta, anche per gli individui più ottimisti e ingenui. Il governo in carica ha dimostrato ancora una volta di non dare valore alla vita delle persone e dei nostri figli. Come può essere commesso un massacro del genere e poi, con un comportamento spietato e disumano, esporre i corpi delle vittime agli occhi del pubblico? Un governo del genere può mantenere qualche legittimità nella mente della gente? A seguito della pubblicazione della dichiarazione del Sindacato intitolata “Sostenere la giusta lotta del popolo; Avanzando verso una vera libertà e uguaglianza, non verso un ritorno al passato“, anche noi, come più di 93 milioni di persone in tutto il paese, siamo stati privati dell’accesso a Internet e ad altri mezzi di comunicazione; un blackout sistematico che è durato fino agli ultimi giorni, e ancora oggi le comunicazioni restano inaffidabili. Tuttavia, l’unione continua a sottolineare il suo principio fondamentale e inviolabile: la vera liberazione del popolo iraniano è possibile solo attraverso la leadership collettiva e la partecipazione consapevole, organizzata e indipendente dell’intera classe operaia, così come di altri strati oppressi del paese, e non attraverso un intervento militare degli Stati Uniti e di Israele. né da nessun’altra potenza straniera assetata di potere o dalle loro forze affiliate e alleate. Pur condannando fermamente il massacro delle popolazioni svantaggiate del paese, il Sindacato offre le sue più sincere condoglianze alle famiglie e ai cari dei caduti durante l’insurrezione di gennaio e chiede il rilascio immediato e incondizionato di tutti i detenuti. Sentiamo parlare di esecuzioni ogni giorno. Il governo deve sapere che anche l’esecuzione di migliaia di prigionieri politici negli anni ’80 non ha fermato il popolo dal continuare a chiedere giustizia, libertà ed uguaglianza. Le uccisioni e le esecuzioni di massa di oggi, in una società molto più grande, meglio informata e diversificata, non solo riusciranno a contenere profonde proteste sociali e malcontenti, ma aumenteranno anche la portata della rabbia pubblica. La via meno costosa per il popolo e il paese è che vi ritiriate immediatamente e mettiate fine immediatamente alla macchina da guerra, alla repressione e alla distruzione del paese. Viva la libertà, l’uguaglianza e la solidarietà del popolo! La soluzione per i lavoratori e il popolo risiede nell’unità e nell’organizzazione.   Il Sindacato dei Lavoratori della Compagnia degli Autobus di Teheran e dei suoi sobborghi orientali membro della Rete Sindacale Internazionale di Solidarietà e Lotta. L'articolo Dichiarazione del Sindacato dei Lavoratori delle Compagnie di Autobus di Teheran e dei Sobborghi che condanna il massacro dei manifestanti proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
ASSEMBLEA LAVORATORI ZARA MILANO.
SI E’ SVOLTA SABATO 17 GENNAIO L’ASSEMBLEA, PARTECIPATISSIMA,  DEI LAVORATORI NOTTURNI CHE FANNO LE PULIZIE E IL CARICO E SCARICO NEI VARI NEGOZI  ZARA DI MILANO(DA VIA TORINO A DUOMO, ECC). VISTO I BASSI SALARI DOVUTI ALL’APPLICAZIONE DEL CCNL MULTISERVIZI, I LAVORATORI HANNO  DECISO DI CHIEDERE ALL’AZIENDA CHE HA L’APPALTO IN QUESTI  NEGOZI QUATTRO PUNTI RIVENDICATIVI PER RECUPERARE ALMENO UNA PARTE DI SALARIO  MANGIATO DELL’INFLAZIONE GALOPPANTE: 1. UN PASSAGGIO DI LIVELLO PER TUTTI. 2. TICKET DI ALMENO 8 EURO. 3. RICONOSCIMENTO DEL LAVORO ALLO SCARICO E CARICO. 4. PDR LEGATO SOLO ALLA PRESENZA   . I  LAVORATORI SONO DETERMINATI A RAGGIUNGERE QUESTI RISULTATI CON LA LOTTA SE L’AZIENDA NON ACCETTERA’ QUANTO RIVENDICATO.     DOPO 1O, 15 ANNI DI LAVORO BASTA CON SALARI DA FAME! SI COBAS MILANO, DELEGATI E LAVORATORI DI ZARA   L'articolo ASSEMBLEA LAVORATORI ZARA MILANO. proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.