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“La PerugiAssisi. Quando la pace si fa storia” al Salone del Libro di Torino
Domenica 17 maggio gli organizzatori della Marcia PerugiAssisi illustreranno il libro che documenta il percorso della manifestazione dal 1961 a oggi e il programma che condurrà alla sua prossima edizione, nel 2027. L’iniziativa è presentata dalla Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace spiegando: > Urge una politica di pace. Urge disperatamente una politica di pace.  > > Per costruirla insieme, dal basso, abbiamo organizzato il Giro d’Italia per la > Pace che culminerà il 9 e 10 ottobre a Perugia con una grande assemblea delle > città per la pace e di tutti gli operatori e operatrici di pace. > > L’anno scorso, il 12 ottobre abbiamo organizzato la 28° Marcia PerugiAssisi > con oltre 200mila partecipanti. > > Quest’anno è la PerugiAssisi che si moltiplica per resistere alla > guerra, organizzare la speranza e fare di ogni città un “Cantiere” e una > “Scuola” di pace. > > Poi, tutti assieme, in un grande comitato nazionale unitario, organizzeremo > la Marcia PerugiAssisi del 2027. > > Il libro La PerugiAssisi. Quando la pace si fa storia si apre con una grande > foto del genocidio del popolo palestinese in corso a Gaza e non solo, simbolo > di tutte le crudeltà del mondo che continuano nell’impunità e nel silenzio > generale. > > È un documento unico sulla storia delle donne, degli uomini e delle > istituzioni che si battono per la pace. > > È un atto di resistenza contro il tentativo di cancellare ogni memoria scomoda > dell’impegno per la pace. > > È un omaggio al pacifismo politico e al grande popolo della pace impegnato a > fare da argine ai criminali e ai loro complici, ai cinici, agli indifferenti e > agli ipocriti che stanno trascinando l’umanità nella terza guerra mondiale. Alla presentazione di La PerugiAssisi. Quando la pace si fa storia (Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace, 2025) nel programma del Salone Internazionale del Libro di Torino, un’iniziativa a calendario domenica 17 maggio 2026 dalle 15 alle 16, in svolgimento nello Spazio Umbria – stand V102 W101/V118 W117 al padiglione Oval del Lingotto, e condotta da Amelia Rossi insieme all’autore del libro, Flavio Lotti, interverranno: * Paola Caridi, giornalista e scrittrice * Massimiliano Presciutti, presidente del Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani * Enzo Fortunato, padre francescano, giornalista e scrittore * Giuseppe Quaglia, docente del Politecnico di Torino, e Roberta Ricucci, docente dell’Università di Torino – referenti di RUniPace * Carlo Garrone, presidente Coordinamento Comuni per la Pace della Provincia di Torino * Barbara Debernardi, dirigente Direzione Didattica P. P. Lambert di Oulx (Torino) * Maurizio Ghiberti, Rete WelcomingAsti Redazione Italia
May 13, 2026
Pressenza
Stop Rearm Europe: Al via “Comuni per la Pace e contro il riarmo”
“Al via l’iniziativa ‘Comuni per la Pace e contro il riarmo”, la nuova fase della mobilitazione sui territori della campagna europea ‘Stop rearm europe’ volta ad attivare e coinvolgere, attraverso la presentazione di ordini del giorno e delibere d’iniziativa popolare (https://stoprearmitalia.it/comuni-contro-il-riarmo/), cittadini ed enti locali contro l’aumento delle spese militari previsto dal Piano di riarmo europeo e dalla decisione presa di in sede Nato di destinare il 5% del Pil degli Stati Ue alla Difesa e all’industria degli armamenti”. Lo annunciano i promotori italiani della Campagna europea “Stop Rearm Europe” (https://stoprearm.org/), Arci, Ferma il Riarmo (Sbilanciamoci, Rete Italiana Pace e Disarmo, Fondazione Perugia Assisi, Greenpeace Italia), Attac e Transform Italia, che lo scorso 21 giugno a Roma ha visto oltre 100mila persone in piazza con la manifestazione nazionale ‘No guerra, riarmo, genocidio, autoritarismo’. “L’attuazione del Piano di riarmo Ue e l’aumento al 5% del Pil per le spese militari indicato dalla Nato incideranno sulle risorse destinate ai Comuni con ulteriori tagli ai servizi pubblici e alla spesa sociale, fino a comprometterne la funzione pubblica e sociale – spiegano – Proponiamo quindi che in ogni Comuna venga votata una delibera che schieri l’Ente Locale per la Pace e contro ogni politica di riarmo. Ogni investimento negli armamenti rende, in termini occupazionali, solo 3.000 posti per ogni miliardo, mentre, a parità di investimento, renderebbe 8.000 posti nel settore ambientale, 12.000 nel settore sanitario e 14.000 nel settore dell’istruzione. Ad oggi sono già 15 miliardi complessivi le risorse sottratte ai Comuni a causa del Patto di Stabilità, attraverso il blocco delle assunzioni di personale e l’azzeramento delle possibilità d’investimento, e la Legge di Bilancio 2025 ha già previsto un ulteriore taglio di complessivi 1,3 miliardi per il periodo 2025-2029. In vista della prossima legge di bilancio, l’autunno che verrà sarà il più ‘bollente’ degli ultimi decenni in termini di lotta e mobilitazione in Italia e in Europa”. Redazione Italia
July 11, 2025
Pressenza