Eren Keskin: il videomessaggio di Abdullah Öcalan riflette le fasi della questione curdaEren Keskin ha affermato che il video messaggio di Abdullah Öcalan dopo anni di
isolamento riflette la fase attuale della questione curda.
Eren Keskin, co-presidente dell’Associazione per i diritti umani (IHD) e uno dei
primi avvocati di Abdullah Öcalan 26 anni fa, ha commentato la diffusione del
suo videomessaggio affermando: “Il fatto che il signor Öcalan e il movimento di
liberazione curdo siano riconosciuti come parte in causa e che i colloqui si
svolgano in questo contesto è chiaramente riflesso in questo video”.
La pubblicazione del video messaggio di Abdullah Öcalan dopo 26 anni ha
scatenato un ampio dibattito pubblico. L’avvocatessa e difensore dei diritti
umani Eren Keskin, riflettendo sul messaggio, ha affermato che a Imrali è stato
imposto da tempo uno stato di isolamento.
Eren ha affermato che il video messaggio segna una svolta significativa nella
questione curda e ha proseguito: “Sono stata uno dei primi dodici avvocati
assegnati a Öcalan dopo il suo trasferimento in Turchia e, per molti anni da
allora, a parte il suo limitato team legale, nessuno ha avuto contatti diretti
con lui, se non durante il cosiddetto ‘processo di risoluzione’. Esisteva un
grave stato di isolamento.
Sebbene negli ultimi anni l’isolamento si sia intensificato, la realtà è che fin
dall’inizio il carcere di Imrali ha sempre operato in condizioni di isolamento.
È un carcere così isolato che la sua struttura amministrativa è rimasta
sconosciuta per anni. Operava al di fuori dei confini dell’ordinamento giuridico
turco e le norme giuridiche non venivano mai applicate correttamente. Questa
situazione si è protratta per decenni.
Conferma che Öcalan è riconosciuto come parte legittima
Eren Keskin ha sottolineato che la trasmissione a tutto il pubblico delle
immagini di una persona tenuta in isolamento così rigido è di per sé indicativa
di quanto sia progredita la questione curda. Ha dichiarato: “Per me,tutto questo
dimostra che il signor Öcalan e il movimento di liberazione curdo sono ora
ufficialmente riconosciuti come parte in causa, e che i colloqui si stanno
svolgendo in questo contesto. A parte questo, naturalmente, le persone sono
rimaste profondamente commosse perché non lo vedevano in alcuna forma da così
tanti anni”.
Una soluzione pacifica è profondamente significativa
In qualità di difensore dei diritti umani, ha ricordato la grave violenza della
guerra e le gravi violazioni dei diritti umani da parte dello Stato,
sottolineando che parte del dolore è stato purtroppo visto come unilaterale,
mentre l’immensa sofferenza in Kurdistan è stata ampiamente ignorata. Ha
affermato: “Assassini, uccisioni da parte dello JITEM, omicidi da parte delle
forze di contro guerriglia, sparizioni forzate durante la detenzione, incendi di
villaggi… Noi, come Associazione per i diritti umani (IHD), siamo stati l’unica
organizzazione della società civile a documentare tutto questo negli anni ’90.
Abbiamo anche subito molte perdite come organizzazione. È proprio per questo che
una risoluzione pacifica ha sempre avuto un profondo significato per noi. E per
questo motivo, il fatto che le armi ora tacciano e che la pace sia di nuovo sul
tavolo è estremamente importante”.
Anche lo Stato deve assumere provvedimenti
Eren Keskin ha sottolineato che il processo deve anche portare a una più ampia
democratizzazione e ha dichiarato quanto segue: “Finora, il movimento curdo ha
compiuto tutti i passi visibili. Ma anche lo Stato è giuridicamente obbligato ad
agire. Ad esempio, il rilascio dei prigionieri politici, il rilascio dei
prigionieri gravemente malati e la garanzia della libertà di espressione e di
associazione non sono ancora stati completati. Le immagini più recenti
dimostrano quanto questo passo sia chiaro e determinato, e la cerimonia
simbolica che si terrà questo fine settimana mostrerà ancora una volta quanto
seriamente una parte stia prendendo questo processo. Spero che d’ora in poi
anche lo Stato inizi ad assumersi le proprie responsabilità”.
L'articolo Eren Keskin: il videomessaggio di Abdullah Öcalan riflette le fasi
della questione curda proviene da Retekurdistan.it.