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Prosegue il traffico d’armi nei nostri porti, protetto dalla polizia
Livorno: polizia interviene per garantire carico di armi da Camp Darby, ma la lotta contro il traffico di armi non si ferma Alle prime luci della mattina di sabato 18 aprile, a Livorno, grazie alla segnalazione da parte dei lavoratori è scattata la mobilitazione contro l’ennesimo transito di materiale bellico: era previsto il transito della nave Freeberg carica di munizioni ed esplosivi, proveniente dalla base americana di Camp Darby. Decine di attivisti contro la guerra, tra cui i membri della federazione USB di Livorno, hanno bloccato il ponte mobile di via Mogadiscio per impedire il transito, ma la  celere è intervenuta per garantire il passaggio di armi (caricando di peso i manifestanti e portandoli via, come si evince dal video postato dal Coodinamento Antimilitarista Livornese, facebook.com/reel/, ndR). Un atteggiamento che denunciamo con forza: evidentemente i tentativi del governo di smarcarsi dagli interessi bellici americani sono solo di facciata, dato che per garantire il traffico di armi da una base USA si fa ricorso alla polizia. Traffico di armi che continua ad alimentare guerre e genocidio, mentre sta  trascinando i lavoratori e le lavoratrici italiani verso una crisi senza precedenti con prezzi alle stelle e inflazione crescente. USB è solidale con tutte e tutti quelli che sono scesi in piazza questa mattina a Livorno: la lotta nei porti contro il traffico di armi continuerà senza farsi intimidire, a cominciare dal prossimo sciopero dei porti del 7 maggio e dalla manifestazione nazionale operaia del 23 maggio. Link al comunicato per condivisione: Livorno: polizia interviene per garantire carico di armi da Camp Darby Unione Sindacale di Base
April 18, 2026
Pressenza
Livorno. La polizia interviene al porto per garantire carico di armi da Camp Darby
Alle prime luci della mattina di sabato 18 aprile, a Livorno, grazie alla segnalazione da parte dei lavoratori è scattata la mobilitazione contro l’ennesimo transito di materiale bellico: era previsto il transito della nave Freeberg carica di munizioni ed esplosivi, proveniente dalla base americana di Camp Darby. Decine di attivisti […] L'articolo Livorno. La polizia interviene al porto per garantire carico di armi da Camp Darby su Contropiano.
April 18, 2026
Contropiano
Per una Giornata internazionale di azione congiunta dei porti
Appello “La pace è finita” è ciò che sentiamo dire dalla maggior parte dei nostri governi Come sindacati dei lavoratori #portuali, abbiamo firmato la dichiarazione “I lavoratori portuali non lavorano per la guerra” a Genova il 26 settembre e ribadiamo l’attualità degli impegni contenuti in questo documento. Questi includono la […] L'articolo Per una Giornata internazionale di azione congiunta dei porti su Contropiano.
December 24, 2025
Contropiano
Livorno: il presidio ha impedito l’attracco della Severn. La mobilitazione al porto continua…
Cominciata lunedì 22 settembre scorso, in concomitanza con lo sciopero nazionale contro il genocidio dei palestinesi, e proseguita nei giorni successivi, in cui era previsto l’arrivo del mercantile americano con a bordo un carico destinato alla base USA “Camp Derby”, la mobilitazione coinvolge i portuali e i cittadini livornesi nella lotta contro il traffico di armi e nella solidarietà con la Global Sumud Flotilla. Alla manifestazione del 22 settembre, indetta dal Gruppo autonomo portuale e dall’USB livornesi, si erano aggregate le sedi locali di Filt Cgil e Uiltrasporti e hanno partecipato numerosi cittadini e studenti. “Mentre Livorno si prepara all’arrivo in porto della nave della morte americana, che arriverà in porto nei prossimi giorni trasportando un carico di armi, ci prepariamo alla mobilitazione e contemporaneamente alla partecipazione allo sciopero del 22 settembre – proclamava USB Livorno il 15 settembre – La partecipazione allo sciopero e l’organizzazione di un presidio ai varchi portuali è coerente con il percorso di lotta condiviso con tutte le realtà che hanno animato le recenti manifestazioni per la Palestina. In quest’ottica condivideremo con queste realtà i vari passaggi del percorso di sciopero e delle azioni ad esso collegate. Ovviamente siamo pronti alla mobilitazione immediata in caso di attacco alla Flotilla e a organizzare blocchi immediati” [22 settembre sciopero generale. Livorno presidio in porto / USB porti – 15 SETTEMBRE 2025]. Nello stesso giorno, un articolo pubblicato sul sito di THE WEAPON WATCH – Osservatorio sulle armi nei porti europei e mediterranei annunciava che fondo finanziarionorvegese NBIM / Norges Bank Investment Management, il più grande al mondo, recentemente ha deciso di disinvestire i propri capitali da cinque banche israeliane che finanziano gli insediamenti illegali in Cisgiordania e dalla Caterpillar Inc., la rinomata azienda statunitense produttrice di bulldozer che fabbrica i modelli CAT D9 impiegati dall’esercito americano dal 1954 e dal 1956 anche dalle forze armate israeliane. Dopo aver cominciato a farne uso nella guerra di Suez, l’IDF impiega questi bulldozer incessantemente, soprattutto nelle operazioni militari che conduce nei territori palestinesi, in paricolare in questi anni a supporto dell’espansionismo coloniale in Cisgiordania e nell’assedio della Striscia di Gaza. L’articolo di THE WEAPON WATCH inoltre spiegava che attualmente “una filiale americana di Leonardo (Leonardo DRS Sustainment Systems) sta fornendo [alla Caterpillar] i trailer a due assi che trasportano i carri armati e i bulldozer utilizzati a Gaza dai militari israeliani” e che per il trasporto dagli Stati Uniti i D9 della Caterpillar “viaggiano in parte o del tutto disassemblati” su di un bulk carrier – “porta rinfuse” – nelle cui grandi stive carica merci di varie tipologie e che si chiama Severn. Precisando che questa enorme nave mercantile appartiene alla flotta della SLNC / Schuyler Line Navigation Company che “nell’agosto 2024 è stata acquisita da JP Morgan Chase, una delle quattro più importanti banche americane, con l’intento dichiarato di rafforzare i programmi marittimi governativi e «restore America’s maritime dominance», secondo le parole del presidente Trump” – l’articolo di THE WEAPON WATCH mostrava la foto scattata il 2 giugno scorso al porto New Jersey in cui si vede la Severn ormeggiata al molo in cui c’era un carico di CAT D9 pronto per venire imbarcato… … e siccome le rotte di navigazione pubblicate su Vessel Finder indicavano che nei seguenti 7 e 9 luglio ha attraccato nei porti di Ashdod e Haifa, si desume che i bulldozer a bordo della Severn siano stati consegnati all’esercito israeliano. Poi, dopo una sosta a Port Said, in Egitto, la Severn si è diretta verso Livorno, dove era attesa e in cui avrebbe sostato per scaricare dei “mezzi e caterpillar destinati a Camp Darby, base militare dell’esercito italiano dove sono stanziate e operano unità militari statunitensi, situata nella Tenuta di Tombolo del comune di Pisa” [Così i portuali di Livorno hanno fermato una nave militare americana con armi per Camp Darby / OPEN – 24 SETTEMBRE 2025]. Qualche mese prima l’USB Toscana aveva avvertito che “dal 10 al 20 giugno ogni mattina tra le 9.50 e le 12.50, la circolazione ferroviaria tra Pisa e Livorno” era stata interrotta per realizzare dei “lavori di rinnovo degli scambi a Tombolo”, uno snodo centrale per “il traffico di armi, esplosivi e munizioni tra il porto di Livorno, il Canale dei Navicelli e Camp Darby, il più grande arsenale USA fuori dal suolo americano” [Linea ferroviaria Pisa-Livorno chiusa per lavori? / USB Toscana – 19 GIUGNO 2025]. Quest’estate molte iniziative avevano coinvolto i portuali livornesi insieme ai colleghi liguri – genovesi e spezzini -, italiani – di Ravenna, Taranto, Trieste,… – e del Mediterraneo – ateniesi, marsigliesi, tunisini,… – a contrastare le consegne di armi, munizioni e carburante all’esercito israeliano e il 25 giugno, in occasione della mobilitazione all’aeroporto di Montichiari che ha impedito la partenza di una fornitura di missili destinata in Medio Oriente, l’USB ha lanciato una campagna contro il carico, scarico e trasporto di armamenti e materiale bellico. Domenica 21 settembre in una terrazza sul lungomare di Livorno era stato organizzato un flash-mob, coordinato dal gruppo Livorno per Gaza in collaborazione con l’Associazione Culturale Livorno Palestina, in cui 180 partecipanti hanno raffigurato la bandiera palestinese con altrettanti ombrelli colorati di rosso, bianco, verde e nero. Dal mattino di lunedì 22 settembre, quando al porto è confluita la manifestazione di lavoratori e studenti che hanno aderito allo sciopero nazionale, la mobilitazione ha impegnato i portuali livornesi per 3 giorni e 3 notti di seguito alla vigilanza del molo e in una serie di iniziative – un concerto, una manifestazione e molte riunioni. Nella notizia pubblicata il 24 settembre, il quotidiano online del trasporto marittimo, SHIPPING ITALY, riporta un estratto del comunicato della Prefettura livornese che informava: “la SLNC Severn non trasporta armamenti, né esplosivi, ma esclusivamente mezzi e materiali logistici (generatori, mezzi di cantiere e attrezzature di supporto). L’operazione non ha alcun collegamento con Israele o con la crisi di Gaza, né in entrata né in uscita, ma rientra in attività di cooperazione logistica già programmate da tempo con la base statunitense di Camp Darby, nell’ambito dell’Office of defence cooperation, con finalità esclusivamente difensive e di supporto al territorio italiano” [Presidio a Livorno: Cgil e Uiltrasporti con Usb contro nave Usa per Camp Darby / SHIPPING ITALY – 24 SETTEMBRE 2024]. Inoltre, il reportage di SHIPPING ITALY riferisce che * il portavoce di USB Livorno, Giovanni Ceraolo, in un’intervista a IL TIRRENO aveva spiegato che la Severn arrivava dall’approdo americano di Paulsboro “con a bordo caterpillar militari” dopo esser “transitata anche dal porto israeliano di Eilat” e aveva dichiarato “Il nostro obiettivo è che il cargo non venga scaricato ed è il motivo per il quale abbiamo proclamato l’agitazione e uno sciopero immediato di 48 ore se la nave dovesse arrivare. Vogliamo che tutta la cittadinanza ci segua e abbiamo chiesto al prefetto Giancarlo Dionisi e all’Autorità di sistema di scongiurare questo sbarco, anche perché ci risulta che altri mezzi militari verranno poi caricati”; * al presidio è intervenuto il sindaco di Livorno, Luca Salvetti, che ha dichiarato: “Noi non arriviamo secondi né al sindaco di Genova né a Ravenna, che ha detto no all’approdo della nave perché il Comune è proprietario di quel terminal. Io non ce l’ho lo strumento per dire di no, perché le banchine non sono mie. Livorno non è seconda a nessuno in quanto a mobilitazioni per la pace e per chi soffre e quello che sta accadendo in porto è una situazione complicata e gestita con buon senso, ma anche facendo riferimento ai valori di questa gente. Io sto con questa gente, anche perché il Governo ha taciuto su questo, senza dare alcuna indicazione”. Il presidio ha raggiunto lo scopo: il 23 settembre il Prefetto di Livorno ha annunciato che la Severn non avrebbe attraccato al porto della città, a cui si sarebbe solo avvicinata restando in rada. La mobilitazione dei livornesi quindi è continuata. Da ieri, 24 settembre, in un’area del porto nei pressi della rotatoria del Ponte Genova, tra via Leonardo Da Vinci e via delle Cateratte, è allestito un presidio permanente a cui i portuali e i cittadini fanno riferimento anche per coordinare le iniziative di solidarietà con la Global Sumud Flotilla, nel frattempo attaccata dalle forze armate israeliane. La Severn, che intanto navigava in alto mare senza segnalare la propria posizione, nella mattinata giovedì 25 settembre è stata avvistata al largo di La Spezia, dove per le h 14 dello stesso giorno è stato indetto un presidio davanti al Provveditorato (viale Italia 87). In questo periodo i portuali e i pacifisti di La Spezia sono mobilitati anche per la riconversione della “mostra navale” Seafuture, cioè della fiera dedicata alla commercializzazione di vascelli e attrezzature nautiche per le marine militari che inaugurerà il 29 settembre e fino al 2 ottobre “ospita” le delegazioni di 46 nazioni, tra cui 14 nell’Indice di Democrazia redatto dal settimanale THE ECONOMIST elencati tra i regimi autoritari (Algeria, Camerun, Gibuti, Egitto, Etiopia, Mauritania, Azerbaijan, Iraq, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Vietnam, Pakistan e Arabia Saudita) e 8 tra i regimi autocratici e repressivi (Ecuador,Messico, Perù, Costa d’Avorio, Tanzania, Tunisia, Bangladesh e Turchia) [Appello alle Amministrazioni pubbliche spezzine: revocate il patrocinio a Seafuture / PRESSENZA – 11 SETTEMBRE 2025]. Domani e dopodomani, 26 e 27 settembre, i portuali livornesi e spezzini si recheranno a Genova per partecipare a due incontri: venerdì 26 con le rappresentanze dei lavoratori dei porti europei e sabato 27 con gli attivisti impegnati nelle battaglie contro il traffico d’armi [Genova, 27 settembre: incontro pubblico con le delegazioni dei portuali europei / PRESSENZA – 25 SETTEMBRE 2025]   La rassegna di fotografie che documentano le iniziative svolte a Livorno dal 21 al 25 settembre 2025 è tratta dal profilo Facebook di BL / Buongiorno Livorno. 21 settembre 2025 22 settembre 2025 23 settembre 2025 23 settembre 2025 23 settembre 2025 23 settembre 2025 24 settembre 2025 24 settembre 2025 25 settembre 2025   > Le navi di JP Morgan che portano i Caterpillar a Israele Maddalena Brunasti
September 25, 2025
Pressenza
Minaccia di licenziamento per il lavoratore che si è opposto al traffico di armi
IL DELEGATO USB DELL’AEROPORTO DI MONTICHIARI, VICINO BRESCIA, È STATO RAGGIUNTO DA UNA CONTESTAZIONE DISCIPLINARE DA PARTE DELL’AZIENDA PRESSO LA QUALE LAVORA DA PIÙ DI VENT’ANNI, PER AVER DIVULGATO LA NOTIZIA DEL PASSAGGIO DI MISSILI CHE ERA PREVISTO PER LO SCORSO 25 GIUGNO. La GDA Handling ha inviato ieri, 9 luglio, una nuova contestazione a Luigi Borrelli, delegato USB, eletto nella RSU dell’azienda e Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, accusandolo di rendere note informazioni riservate e di aver raccontato del clima di repressione che sta subendo da tempo da parte dell’azienda. Luigi è stato già sanzionato più volte dalla stessa azienda con multe e giorni di sospensione e sempre con la stessa motivazione legata alla movimentazione di materiale bellico. A Luigi viene anche contestato di aver rivendicato il rifiuto di movimentare le armi durante un Convegno promosso da USB e dal Centro Giuridico Abdel Salam – Ceing lo scorso 11 giugno, convocato proprio per discutere delle tutele giuridiche di lavoratori e delegati che si rifiutino di collaborare ad attività connesse con la guerra. L’utilizzo di aeroporti civili per movimentare le armi è quindi una notizia che non va divulgata né i lavoratori possono opporsi a questo coinvolgimento coatto in operazioni di guerra: questo è il chiaro segnale intimidatorio che arriva a Luigi e a chi vuole opporsi al trasporto delle armi. SOLIDARIETÀ A LUIGI BORRELLI: LOTTARE CONTRO LA GUERRA E IL GENOCIDIO È DOVERE DI OGNI SINDACATO. BLOCCARE IL TRASPORTO DELLE ARMI È LEGITTIMO. INSIEME A LUIGI: NOI NON LAVORIAMO PER LA GUERRA!   * COMUNICATO STAMPA divulgato da USB il 10/07/2025 NOTIZIA CORRELATA: 25 GIUGNO 2025 – I lavoratori dell’aeroporto civile-commerciale bresciano indicono uno sciopero, il volo in partenza dall’aeroporto viene cancellato e la partita di missili destinata in Medio Oriente rimane a terra – L’aereo carico di armi non è decollato da Montichiari     Unione Sindacale di Base
July 10, 2025
Pressenza