Tag - intimidazioni

Alziamo la voce per Gaza, difendiamo i giornalisti e la libertà di informazione
La Rete #NoBavaglio denuncia la crescente ondata di esposti disciplinari temerari contro giornalisti che stanno raccontando con rigore ciò che accade a Gaza e in altri scenari di guerra. Colpire colleghi come Nico Piro, Carlo Bartoli, Beppe Giulietti, Matteo Pucciarelli significa tentare di intimidire l’intera professione, usando in modo distorto […] L'articolo Alziamo la voce per Gaza, difendiamo i giornalisti e la libertà di informazione su Contropiano.
March 8, 2026
Contropiano
Palestina libera. Il grido dell’umanità che Israele e Meloni vorrebbero zittire con la forza
L’ultimo caso è quello di Ali Mohammed Hassan che lavorava in uno degli store ufficiali delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. Quando un gruppo di tifosi israeliani entrato nel negozio ostentando la loro bandiera si è avvicinato al bancone, lui ha detto: “Palestina libera”. Una tifosa israeliana che filmava […] L'articolo Palestina libera. Il grido dell’umanità che Israele e Meloni vorrebbero zittire con la forza su Contropiano.
February 16, 2026
Contropiano
Napoli, provocazione organizzata contro il seminario ANPI sulla Russia: strappate bandiere e microfono
Un’aula stracolma, circa trecento persone presenti, una partecipazione ampia e giovanile: il seminario “Russofilia, Russofobia, Verità”, ospitato all’Università Federico II di Napoli presso il Dipartimento di Filosofia, ha dimostrato quanto il bisogno di analisi critica e di confronto sul tema della guerra e dell’informazione sia oggi forte e sentito. Un […] L'articolo Napoli, provocazione organizzata contro il seminario ANPI sulla Russia: strappate bandiere e microfono su Contropiano.
December 23, 2025
Contropiano
Catania. L’incendio alla biblioteca della “Pestalozzi” non è un caso limite
Il vile incendio che ha distrutto la biblioteca “Alessia nel Paese delle Meraviglie” dell’Istituvo Pestalozzi di Catania non è un caso limite, è l’ultimo atto criminale mafioso consumato in città contro la scuola pubblica statale: ●Istituto “Vitaliano Brancati”: gennaio 2024, danneggiate aule, corridoi e segreteria, appiccato il fuoco a documenti […] L'articolo Catania. L’incendio alla biblioteca della “Pestalozzi” non è un caso limite su Contropiano.
December 2, 2025
Contropiano
Nelle Marche un nuovo ‘avvertimento’ ai Giovani Democratici di Filottrano
Sullo sfondo vicende che da anni mettono la cittadina al centro di dinamiche nazionali. “Abbiamo trovato recapitata davanti alla nostra sede questa statuetta rotta, con i cocci intorno alla base e la testa di un’aquila infilzata a un’asta. Un gesto da parte di qualcuno a cui evidentemente non andiamo troppo a genio, un atto vergognoso e indegno da cui non ci faremo di certo intimidire e che nessuna forza politica che si batte su un terreno democratico meriterebbe di ricevere. Un’aquila con le ali lasciate lì per non sbagliare volatile e con la testa come impalata”. Questa la denuncia via Instagram del 19 novembre dei Giovani Democratici (in seguito GD) di Filottrano, in provincia di Ancona. Non è la prima volta che la loro sede è oggetto di azioni intimidatorie e vandaliche. La prima fu il 1° luglio 2023, quando venne devastata. Più volte poi nel tempo, mentre le persone erano dentro in riunione, all’esterno sono stati fatti scoppiare da ignoti dei petardi molto potenti. Un fatto di cui sono stato direttamente testimone la sera del 15 dicembre 2023, quando ero nella sede per un incontro pubblico su tematiche ambientali. Il circolo dei GD di Filottrano è animato da giovani molto più radicali rispetto alla politica del PD e soprattutto è una realtà politica molto isolata dal PD delle Marche, a causa di alcune loro iniziative legate al territorio. Ma va rilevato che il PD delle Marche, dopo la sconfitta elettorale del 2020 che ha consegnato la Regione alla destra, e quella ancora più rovinosa del settembre scorso, che ha consolidato il potere di Fratelli d’Italia, è un partito agonizzante, attraversato da faide interne di gruppi dirigenti legati a irriducibili Raʾīs territoriali. Tanto che sui post Facebook e Instagram in cui i GD denunciano l’atto del 19 novembre, l’unico like (ben pochi peraltro) di solidarietà del partito è quello del sindaco della vicina città di Jesi. Il solo commento istituzionale espresso in maniera estesa sui post è quello della vicesindaca di Filottrano Ivana Ballante, un’autorevole dirigente di FdI, che ha attraversato la militanza a destra già dall’MSI-Destra Nazionale e si avventura su Facebook in un commento di disquisizione zoologica: “Scusate….un’aquila??…sembrerebbe un ariete… però”. Filottrano è una realtà di provincia molto particolare, seppur con poco più di ottomila abitanti. Dal 2024 è guidata da una giunta di destra, capeggiata da un sindaco nato come ‘civico’, l’imprenditore del tessile Luca Paolorossi, e con vicesindaca proprio l’avvocatessa Ivana Ballante. Questa cittadina in anni lontani era nelle Marche una delle roccaforti elettorali del MSI-DN e da un anno e mezzo a questa parte si trova a vivere un’esperienza amministrativa che potrebbe paragonarla, con le dovute proporzioni demografiche, alla Terni di Bandecchi. L’attuale sindaco, che è stato individuato dalla destra marchigiana, in effetti tanto ‘civico’ e avulso dalla politica non è: vanta una candidatura nel 2008 alla Camera dei Deputati con Forza Nuova, ed è stato, non ancora sindaco, il primo ad invitare nel suo territorio il generale Vannacci, che da eurodeputato della Lega, è poi tornato nuovamente a Filottrano nel dicembre 2024, accolto stavolta da Paolorossi in veste di sindaco. Alle scorse regionali di settembre, dopo aver aderito al partito di Salvini, Vannacci si è candidato con la Lega, risultando il più votato delle Marche, ma non è entrato in Consiglio Regionale a causa dei meccanismi di ripartizione dei seggi. Da tempo questa tranquilla realtà delle Marche, da sempre famosa nel mondo per la sua tradizione imprenditoriale nel tessile, è anche, grazie al nuovo sindaco, sulla scena nazionale per i suoi legami con il mondo legato a Visibilia, all’imprenditore abruzzese Altair D’Arcangelo e al suo gruppo Virgo. Per primo Report su Rai3 il 25 gennaio scorso se ne è occupato con un approfondito servizio sulla vicenda. Poi un’inchiesta de Il Fatto Quotidiano del 1° febbraio 2025 ha confermato che “i legami tra il Fondo Virgo e il neosindaco Luca Paolorossi sono anche imprenditoriali: nel 2023 società del gruppo di D’Arcangelo hanno investito 910 mila euro per comprare il 70% della sua Paolorossi Group srl”. Ma le relazioni di Paolorossi attraversano anche il mondo PD molto vicino alla segretaria Schlein, nella figura del deputato Alessandro Zan. Riporta sempre Il Fatto Quotidiano nella stessa inchiesta: “Paolorossi, il 25 agosto 2024 a Chieti, dove è nato D’Arcangelo, ha consegnato il Premio Virgo all’europarlamentare Alessandro Zan, le cui attività imprenditoriali sono legate a D’Arcangelo da sponsorizzazioni, come quelle al Gay Pride di Padova, del quale pure Paolorossi è stato sponsor. Sarà forse un caso che a luglio scorso, appena prima di cedere la sua quota del 52%, Zan ha spostato a Filottrano, in piazza Garibaldi 7, la sede della Be Proud srl con la quale ha organizzato il Pride Village di Padova? La sede è stata oi riportata a Padova poche settimane dopo. A quello stesso indirizzo ha sede Bithouseweb, società della galassia D’Arcangelo alla quale Zan ha ceduto le quote di Be Proud. E di chi è l’edificio di piazza Garibaldi a Filottrano? Di Domus, altra srl (100 mila euro di capitale) del gruppo Virgo di D’Arcangelo, che a Filottrano due anni fa ha comprato per un milione di euro due cadenti palazzi nobiliari. Altra casualità: amministratore unico della Domus, da ottobre 2022, è Luca Paolorossi. Nel dicembre 2022 si tenne l’iniziativa “Il palcoscenico dei borghi e lo spettacolo del Made in Italy”, organizzata da Paolorossi e Virgo, a cui parteciparono il presidente della regione Marche Francesco Acquaroli, l’allora sottosegretario alla cultura Vittorio Sgarbi, Barbara D’Urso, il ct della Nazionale di calcio Roberto Mancini (di Jesi, a due passi da Filottrano) e la ministra Daniela Santanché, che inviò un videomessaggio di saluto. Dinamiche ed intrecci che portano anche in Abruzzo, e che sono legate anche alle vicende del Chieti Calcio. E proprio i GD di Filottrano, senza alcun supporto del partito regionale, ma al contrario nella totale distanza, sicuramente a causa anche dell’imbarazzante coinvolgimento dell’on. Zan, sono sempre sul pezzo a segnalare pubblicamente tutte queste storie molto opache, che si riversano sulla quotidianità del loro paese. Tra il gesto di mercoledì e la devastazione della sede di due anni fa, c’è indubbiamente una differenza, ma sono comunque episodi che confermano comunque un aspetto più generale: oggi la politica, il potere in generale, è in mano ad una generazione adulta, autoreferenziale e gerontocratica, che non perde mai occasione per auspicare l’impegno della generazione più giovane. Ma quando poi questa si impegna in maniera difforme a un sistema politico padronale e familistico, va incontro ad episodi come quelli accaduti ai Giovani Democratici di Filottrano.   Leonardo Animali
November 20, 2025
Pressenza
Bologna. Un ricercatore dell’Università preso di mira da sionisti e soldati dell’IDF
Oggi vogliamo denunciare un caso di censura e diffamazione che restituisce il senso dell’ingiustizia e della gravità che la complicità con Israele può comportare. La storia che vi racconteremo ha come teatro l’ateneo più antico dell’Occidente, l’Università di Bologna, che porta avanti collaborazioni con istituzioni ed enti israeliani, nonostante gli […] L'articolo Bologna. Un ricercatore dell’Università preso di mira da sionisti e soldati dell’IDF su Contropiano.
October 14, 2025
Contropiano
La Storia non si ferma davanti a un portone
Riportiamo il testo di un appello lanciato da vari docenti napoletani a difesa delle studentesse e degli studenti che hanno occupato le proprie scuole in solidarietà con la causa palestinese. Qui il link per poter firmare. *** Come docenti e lavoratorə della scuola per la Palestina, vogliamo prendere parola su […] L'articolo La Storia non si ferma davanti a un portone su Contropiano.
October 10, 2025
Contropiano
Amministratori locali sotto tiro: un’intimidazione al giorno da quindici anni
Un’intimidazione al giorno, ogni giorno, per quindici anni. È il drammatico dato che emerge dal 15° Rapporto “Amministratori sotto tiro” presentato da Avviso Pubblico, un lavoro prezioso frutto dell’impegno costante di analisti, accademici e studiosi che hanno scandagliato il fenomeno in ogni angolo del Paese. Dal 2010 al 2024, sono stati censiti 5.716 atti intimidatori, di minaccia o violenza contro sindaci, assessori, consiglieri comunali o municipali, dipendenti e funzionari degli enti locali. Una media impressionante: 381 intimidazioni l’anno, 32 al mese, una al giorno. Dietro ogni numero c’è un volto, una storia, una comunità intera. E la fotografia del 2024 conferma quanto il fenomeno sia tutt’altro che in remissione: 328 gli episodi censiti nell’anno, in aumento del 4% rispetto al 2023. Un dato che interrompe il calo registrato negli ultimi cinque anni. Il bersaglio preferito? I Sindaci, colpiti nel 61% dei casi. Ma non solo. Sono stati vittime anche assessori, consiglieri, funzionari e perfino candidati alle elezioni amministrative, la cui esposizione alle intimidazioni è più che raddoppiata rispetto all’anno precedente. “Le cifre parlano di un’escalation che non può e non deve lasciarci indifferenti, ha sottolineato Gaetano Manfredi, presidente dell’ANCI e sindaco di Napoli. Le geografie più colpite – Puglia, Lombardia, Sicilia, Calabria e Campania – si configurano come sentinelle di un malessere latente che serpeggia nel tessuto sociale, con una significativa incidenza di tali atti riconducibile a dinamiche interpersonali, tensioni politiche e, non meno preoccupante, a conflitti di natura sociale”. E’ nei piccoli comuni che la minaccia si fa più feroce: ben il 52% degli episodi del 2024 si è verificato in enti sotto i 20mila abitanti. Sono territori dove chi amministra vive a stretto contatto con i cittadini, dove un atto intimidatorio non colpisce soltanto una persona, ma rischia di tradursi in cessione di pezzi di democrazia e diritti di tutti i cittadini. Perché un sindaco minacciato è un sindaco più solo, più timoroso, più vulnerabile, e questo può influire sulle decisioni che riguardano intere comunità. E sono le regioni storicamente segnate dalla presenza mafiosa – Sicilia in testa con 51 casi, poi Calabria (43), Campania e Puglia (41 ciascuna) – a concentrare oltre la metà degli atti censiti in questi 15 anni. Ma la minaccia si estende anche al Centro-Nord, con il Veneto in testa (23 casi), seguito dal Lazio (21) e dalla Lombardia (19). Il Rapporto evidenzia un dato inquietante: un’intimidazione su quattro proviene da cittadini comuni, a volte esasperati da decisioni amministrative, altre volte mossi da disagio sociale o da derive estremiste, capaci di trasformare il malcontento in violenza. Un dato che interroga sulla sfiducia delle persone nei confronti del sistema democratico, che si esprime nella ricerca di una giustizia privata quando le istituzioni pubbliche appaiono fragili nella loro capacità di dare risposte efficaci e tempestive ai bisogni. “Il Rapporto Amministratori sotto tiro, ha scritto Roberto Montà, Presidente di Avviso Pubblico, nelle pagine introduttive del Rapporto, ricorda e attesta che esiste la buona politica. A fronte di tanti, troppi scandali, connivenze e collusioni con il sistema criminale e corruttivo, da denunciare senza sconti, nei circa ottomila Comuni del nostro Paese opera una maggioranza di donne e uomini – personale politico e amministrativo – che svolge “con disciplina e onore” le proprie mansioni, secondo quanto richiamato nell’articolo 54 della Costituzione. Lo fanno in nome di un interesse collettivo, per la difesa e lo sviluppo del bene comune. Lo fanno per quello che Giovanni Falcone definiva “spirito di servizio”. Raccontare questa normalità, diffusa in tutta Italia, aiuta a disinnescare una narrazione dei nostri tempi, quel “sono tutti uguali” declinato in senso dispregiativo, che non solo è falso, ma contribuisce ad alimentare la società del rancore in cui stiamo vivendo”. Il Rapporto “Amministratori sotto tiro” si arricchisce quest’anno di due importanti sezioni: una dedicata all’analisi delle violenze politiche in Europa, realizzata in collaborazione con ACLED (Armed Conflict Location and Event Data), e una raccolta di 10 storie di amministratrici e amministratori locali vittime di intimidazioni – dai casi più recenti a quelli più lontani nel tempo, in testo e in video – per dare un volto umano a questa piaga che lacera la vita democratica del Paese. Donne e uomini verso cui si esercitano pressioni indebite, troppo spesso isolati nell’esercizio del loro mandato. Ognuno di questi atti intimidatori è un colpo inferto non solo a una persona, ma al cuore delle nostre istituzioni democratiche, perché la minaccia a chi amministra si traduce in un silenzioso furto di diritti per tutti i cittadini. Qui il Rapporto “Amministratori sotto tiro” di Avviso Pubblico: https://www.avvisopubblico.it/home/wp-content/uploads/2025/07/AP_volume_AST_2025_DIGITAL.pdf.  Giovanni Caprio
July 10, 2025
Pressenza