Firenze rilancia la “diplomazia delle città”: presentata a San Miniato la piattaforma “Firenze Città Operatrice di Pace”
Rafforzare il ruolo di Firenze come città promotrice di pace, la difesa del
diritto internazionale e la diplomazia e democrazia dal basso: è questo
l’obiettivo della piattaforma “Firenze Città Operatrice di Pace”, presentata
questo sabato mattina, 10 gennaio 2026, nella Sala Ex Frantoio dell’Abbazia di
San Miniato al Monte. Al centro della proposta, l’istituzione di una Consulta
comunale permanente per la pace, capace di coordinare associazioni, cittadini e
istituzioni in un impegno stabile contro la guerra, il riarmo e la progressiva
erosione del diritto internazionale. Ispirato all’eredità di Giorgio La Pira e
all’articolo 11 della Costituzione, il documento è sostenuto da numerose realtà
sociali, culturali e religiose della città.
PADRE BERNARDO GIANNI: «DALL’INDUSTRIA DELLA GUERRA ALL’ARTIGIANATO DELLA PACE»
Ad aprire la conferenza è stato Padre Bernardo Gianni, priore di San Miniato al
Monte, che ha collocato l’iniziativa in una cornice simbolica e storica di forte
intensità. L’antico frantoio del monastero – ha ricordato – diventa metafora di
un laboratorio della pace, dove al modello dell’industria bellica si contrappone
un paziente e faticoso artigianato della pace.
Richiamandosi esplicitamente a Giorgio La Pira, Padre Bernardo ha ricordato la
missione storica di Firenze come città chiamata a irradiare speranze di pace,
civiltà e umanità, soprattutto in tempi segnati dal rischio di una nuova guerra
globale. Centrale nel suo intervento anche il riferimento al dialogo tra La Pira
e Martin Buber, da cui emerge una visione radicale: non sono i governi a
generare la pace, ma gli uomini e le donne di buona volontà che si parlano, si
ascoltano e costruiscono dal basso un consenso umano e morale.
In un contesto internazionale segnato dal ritorno della “diplomazia della forza”
e dall’indebolimento del multilateralismo, Padre Gianni ha ribadito l’urgenza di
luoghi di confronto autentico, sul modello delle antiche piazze e dei fori,
capaci di contrastare la normalizzazione della guerra e la violazione dei
confini e del diritto. Firenze – e San Miniato in particolare – può e deve
essere uno di questi luoghi.
MORENO BIAGIONI: UNA TRADIZIONE FIORENTINA CHE VIENE DA LONTANO
Moreno Biagioni, portavoce dell’iniziativa, ha ricostruito il percorso storico
che lega Firenze all’impegno per la pace, ricordando come già quarant’anni fa il
Consiglio comunale approvò all’unanimità la delibera “Firenze città operatrice
di pace”, con il contributo decisivo di figure come Ernesto Balducci.
Accanto a La Pira, Biagioni ha evocato una vera e propria costellazione
fiorentina della pace: da Mario Primicerio ad Alberto L’Abate, da Gigi Ontanetti
a Danilo Dolci, fino alle esperienze della Tenda della Pace in piazza San
Giovanni e al ruolo del Social Forum europeo del 2002, che fece di Firenze un
epicentro mondiale delle mobilitazioni pacifiste.
Oggi, ha sottolineato Biagioni, il contesto è forse ancora più grave: la guerra
torna a essere legittimata apertamente, il diritto internazionale viene violato
senza più neppure il ricorso a giustificazioni retoriche e la legge del più
forte prende il posto delle regole condivise. Da qui l’urgenza di rilanciare
Firenze come soggetto politico attivo per la pace, chiedendo all’amministrazione
comunale l’istituzione di un forum o consulta permanente, dotata di continuità,
risorse e capacità di intervento: dalla promozione della diplomazia, allo
sviluppo dei corpi civili di pace, dal contrasto al riarmo e alla
militarizzazione fino all’educazione nelle scuole.
ANDRÉS LASSO: LA CENTRALITÀ DEL DIRITTO INTERNAZIONALE
Andrés Lasso si è concentrato sul cuore politico del documento e, fra gli altri,
in particolare, la difesa e l’applicazione del diritto internazionale. Nato da
anni di mobilitazioni, incontri e presìdi – come le “domeniche della pace”
all’Isolotto – il percorso che ha portato alla piattaforma risponde al bisogno
di maggiore incisività e di una massa critica capace di andare oltre la
frammentazione delle iniziative.
Lasso ha denunciato con forza la crescente delegittimazione delle istituzioni
internazionali, ricordando come affermazioni quali “il diritto internazionale
vale fino a un certo punto” segnino uno slittamento culturale gravissimo ma
anche tolgano il velo dell’ipocrisia a molte posizioni e atteggiamenti di molti
governi. Al contrario, il documento ribadisce la centralità dell’ONU, della
Corte Internazionale di Giustizia, delle sue risoluzioni e dei suoi relatori
speciali, a partire da Francesca Albanese, ricordando fra gli altri il
pronunciamento del luglio 2024 sull’occupazione illegale dei territori
palestinesi.
Non si tratta in primis di riscrivere il diritto internazionale, ha insistito
Lasso, ma anzitutto di applicarlo. E in questo senso Firenze, forte della sua
storia e delle figure che l’hanno attraversata – da La Pira a Terzani – può
giocare un ruolo controcorrente, portando nel dibattito pubblico locale e
nazionale una voce autorevole in difesa delle regole comuni e della diplomazia
come alternativa alla guerra.
Alla fine della conferenza stampa si sono susseguiti diversi interventi dei
partecipanti, con spunti e stimoli interessanti che saranno affrontati nella
prossima assemblea. C’è stato anche il saluto di Cosimo Guccione, presidente del
Consiglio comunale di Firenze, che ha confermato la ricezione formale del
documento e l’impegno delle istituzioni cittadine con la volontà di avviare un
confronto istituzionale per darvi seguito. Pur evitando di cristallizzarsi sulla
soluzione della “consulta”, Guccione ha espresso apertura alla creazione di un
tavolo o forum permanente che metta in rete associazioni, cittadini e
rappresentanti istituzionali sul tema della pace.
L’obiettivo, ha spiegato, è creare le condizioni perché questo percorso non
resti simbolico ma diventi fertile, capace di produrre continuità e risultati.
Un luogo visibile, condiviso, in cui lavorare insieme non solo sulle grandi
questioni internazionali, ma anche sulle relazioni quotidiane, sui territori e
sui modi concreti di vivere la pace. Un impegno che il Consiglio comunale, ha
assicurato, è pronto a sostenere nelle forme possibili.
Padre Bernardo Padre Bernardo Padre Bernardo, Moreno Biagioni, Andres Lasso al
tavolo della conferenza Bandiera della pace Padre Bernardo, Moreno Biagioni,
Andres Lasso al tavolo della conferenza Padre Bernardo, Moreno Biagioni, Andres
Lasso al tavolo della conferenza Partecipanti nella Sala Ex Frantoio di San
Miniat0 Intervento Cosimo Guccione alla conferenza Interventi alla conferenza
Interventi alla conferenza Padre Bernardo, Moreno Biagioni, Andres Lasso al
tavolo della conferenza Partecipanti nella Sala Ex Frantoio di San Miniat0 Padre
Bernardo Padre Bernardo, Moreno Biagioni, Andres Lasso al tavolo della
conferenza Vista Firenze da San Miniato Padre Bernardo, Moreno Biagioni, Andres
Lasso al tavolo della conferenza
Foto Cesare Dagliana, Leonardo Cappellini, Paolo Mazzinghi
Paolo Mazzinghi