Insegneremo disobbedienza
Fiumicino, “Legalmente Marciando”: oggi non si vola, si marcia…ma c’è
l’Aeronautica Militare!
“Legalmente Marciando”, a dispetto del nome, non è una gara podistica o una
parata militare, ma una manifestazione simbolica che coinvolge le scuole del
circondario del Comune di Fiumicino che la organizza in collaborazione con
l’Aeronautica Militare.
Fiumicino, vuoi per la contiguità con lo scalo aereo più importante d’Italia
vuoi per la vicinanza di presenze militari di rilievo, (dalle varie postazioni
radar, all’aeroporto di Furbara sede del 17° stormo specializzato in operazioni
CSAR, ad alto rischio) non è nuovo ad attività che fanno della retorica
panpenalista (la ben nota “educazione alla legalità”) uno dei propri cavalli di
battaglia.
Il problema, dal nostro punto di vista di insegnanti della scuola pubblica,
tutte in teoria “scuole di pace”, è che il patriottismo/militarismo associato ad
una legalità fine a sé stessa, che si traduce in semplice obbedienza a
prescindere dalla giustezza delle leggi, normalizza non solo il valore
intrinseco dell’obbedienza ma appunto la presenza e il connubio con la divisa
militare, in questo caso quella blu scuro dell’Aeronautica. […]
Stefano Bertoldi
Salerno, presentazione Calendario Esercito 2026 con le scolaresche al grido “Lo
giuro!”
A Salerno il 18 febbraio 2.26 presso la Caserma dei Carabinieri “Gianalfonso
D’Avossa” è stato presentato il CalendEsercito 2026. Come altre volte, coloro
che inviano all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle
università l’informazione, la raccolgono da emittenti e stampa locali. Si tratta
di servizi sempre molto compiaciuti, senza alcun accenno critico, come questo di
“Telecolore”.
La presentazione di “Lo giuro” avviene alla presenza delle autorità militari,
religiose, del rettore dell’università cittadina. Come di consueto, sono
invitate le scolaresche di alcuni istituti superiori. Giurare è un verbo
performativo, la pronuncia coincide con il comportamento espresso. Si giura per
dimostrare sincero impegno al rispetto di un obbligo. Un tempo giuravano – in
quanto impiegati civili dello Stato, all’insegna della bona fides verso il
Governo in carica, il Ministero e la sua amministrazione – anche le/ gli
insegnanti, pratica fascista abolita solo nel 1981. […]
Cultura infausta quella fondata su Patria e Nazione, che continua produrre
guasti, basta leggere le Nuove Indicazioni Nazionali per il primo ciclo
dell’istruzione (DM 19 dicembre 2025 n. 211;
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2026/01/27/26G00021/SG), dove il
suprematismo italiano è continuamente richiamato. Nella premessa e nel quadro
delle competenze per i tre ordini di scuola, è presente in altre formule, più
ambigue e più pervasive: il richiamo alla lingua nazionale, alla sua cultura di
impianto latino-romano come cornice per l’integrazione e per l’inclusione dei
non nativi (e dei nativi privi di accesso al diritto di cittadinanza!). Le virtù
del buon soldato sono seduttive, la lealtà appare nella sua prima accezione di
rispetto degli obblighi verso il proprio paese, rimanda a sentimenti che
potrebbero costituire anche l’impianto etico di un buon cittadino che rispetta
le regole, la legalità, nell’obbligazione che sanziona la disobbedienza. […]
[Ma] la guerra in corso, la collaborazione dei colossi dell’industria degli
armamenti alla pubblicazione, il ritorno della leva obbligatoria in Europa (da
noi, forse) fanno purtroppo pensare alle possibili vite distrutte, oggi: nuovi
orfani vittime di un giuramento.
Renata Puleo
Cagliari, liceo artistico “Foiso Fois” e nautico “Buccari” all’orientamento per
le carriere militari
Anche quest’anno scolastico le scuole superiori in Sardegna avranno il loro
punto di riferimento nel Comando militare dell’Esercito – Sardegna per
«informazione e orientamento sulle opportunità di arruolamento e prospettive di
carriera» nell’arma dell’Esercito. Così dice la circolare pubblicata nel sito
dell’URS Sardegna e diramata ai vari Istituti scolastici, comunicando altresì
che il «Comando promuove le visite da parte delle studentesse e degli studenti
presso gli Enti/Reparti dell’Esercito stanziati nell’Isola».
Quindi si prevedono non solo incontri nell’ambiente scolastico, ma anche visite
a siti militari.
Il liceo artistico di Cagliari “Foiso Fois” è una delle scuole che da ottobre
hanno diramato l’avviso a studenti studentesse, famiglie, docenti, aggiungendo
tra i siti visitabili anche i musei militari e dando così quel tocco di cultura
che può servire a rendere l’incontro con gli ambienti militari più proponibile,
anche se non esattamente giustificabile.
L’istituto tecnico nautico “Buccari” di Cagliari (ora denominato “trasporti e
logistica” e da vari anni accorpato al tecnico Marconi) ha già svolto a novembre
2025 un incontro in sala conferenze con la Marina militare, dedicato alle classi
quinte, e presenzierà il 13 aprile, con le classi quarte, alla “Giornata del
mare 2026”, presso la sede operativa della Guardia di Finanza al porto canale di
Cagliari. Le iniziative hanno la finalità di “orientamento”.
Anche in questo caso l’iniziativa della scuola sta sulle orme della circolare
indirizzata dal MIM all’Ufficio scolastico regionale nel mese di ottobre e
avente come oggetto “Marina Militare italiana – Attività d’informazione e
orientamento sulle opportunità di arruolamento e prospettive di carriera”.
Sempre in quest’ottica il 7 gennaio c’è stato per le classi quarte e quinte,
nella sala conferenze della scuola, l’incontro con un ex studente diplomato al
Buccari, che adesso è allievo della Scuola Sottoufficiali della Marina Militare
di Taranto. La circolare prevede che l’allievo parli del proprio percorso
postdiploma evidenziando “gli strumenti” che permettono ai ragazzi di “definire
il proprio ruolo nella società, sulla base delle proprie aspirazioni e
competenze”, evidentemente all’interno di contesti militari, infatti il giovane
“illustrerà le carriere che è possibile intraprendere frequentando la Scuola
Sottoufficiali”. Anche questa iniziativa è collocata nei moduli di
“orientamento”, che al Buccari hanno una particolare insistenza con la Marina
militare.
In questo insieme di incontri con figure della Marina militare e della vita
marittima decisamente orientate ad arruolare “militarmente” lo studente o
studentessa del Buccari, si nota un altro incontro, svolto per le classi quinte
il 9 dic. presso il teatro Massimo, con un diverso genere di figura, cioè
Giuliana Sgrena, la giornalista del Manifesto che ha presentato il suo libro
intitolato “Me la sono andata a cercare – diari di una reporter di guerra”.
Qui lo sguardo dei/delle discenti potrà leggere la realtà da un punto di vista
differente, non solo quello della bella carriera prospettata dalle attività di
“orientamento” con i militari, ma quella della guerra vera e propria col suo
orrore e distruttività. Da iniziative come queste si desume che la sensibilità
su queste tematiche tra chi ha il ruolo di docente non si sia fatta cancellare.
Gli studenti e le studentesse che svolgono l’orientamento dovrebbero aver
presente che la vita militare può comportare un coinvolgimento diretto nelle
operazioni di guerra, e, come vediamo dall’attualità dei nostri giorni, le
guerre dilagano, con i lutti e le tremende ingiustizie che si trascinano dietro.
Non a caso i corpi d’arma militare del nostro Stato (e dei vari Stati europei)
sono alla ricerca di nuove e giovani reclute, e incombe la forte possibilità che
sia reintrodotta la leva obbligatoria.
Che ruolo vorrebbe avere lo studente, la studentessa, nei terribili contesti
della guerra? Quello del soldato che deve obbedire agli ordini? Quello di un/una
civile che vorrebbe evitare le guerre e il riarmo accelerato? La seconda opzione
si può praticare già da subito, cerchiamo di capire come.
Circolare Liceo artistico Cagliari sull’orientamento con l’Esercito Italiano
Intervento dell’Osservatorio all’assemblea promossa dalla Cgil a Pisa
Vale la pena ricordare che la leva non è abrogata, ma solo sospesa; la presenza
di militari nelle scuole presenta obiettivi ben chiari: guadagnare il consenso
delle giovani generazioni al riarmo, alla cultura di guerra e al militarismo,
favorire atteggiamenti accondiscendenti verso la sostanziale riscrittura della
storia novecentesca, abbattere ogni critica e obiezione etica e morale alle
tecnologie duali, all’utilizzo della scienza a fini bellici. Nell’università
proprio i ristretti fondi per la ricerca rappresentano l’occasione per privati e
multinazionali di guadagnare spazi e consensi presentandosi come finanziatori e
mecenati della libera ricerca che poi libera non è.
Le giovani generazioni vanno lusingate, conquistate e indirizzate ad
atteggiamenti acritici e passivi, lo strumento migliore è iniziare fin dalla
tenera età a far passare l’idea che la guerra sia normale, anzi indispensabile a
salvaguardare il nostro stile di vita, gli interessi del Paese, ad accaparrarsi,
ovunque siano, le materie critiche. Per raggiungere questi scopi hanno dovuto
attaccare fin dalle fondamenta il mondo della scuola, promuovere non conoscenze
ma competenze, favorire la cultura del merito e della performance per
giustificare le disuguaglianze crescenti acuite nel tempo dall’arrestarsi del
classico motore sociale.[ …]
La guerra acuisce le disuguaglianze economiche e sociali, alimenta ingiustizie e
disparità, la guerra non porta benefici se non a chi produce armi e
speculazione. Meglio fermarla e con essa la devastante cultura militarista.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università