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Aeroporto Ridolfi: mancano garanzie sulla sicurezza e sulla salute
In questi giorni la Giunta dell'Emilia Romagna ha dato il via al "Progetto di legge sugli scali per sostenere attrattività, intermodalità e sviluppo sostenibile", che prevede l'abolizione della council tax e il finanziamento pubblico di 2 milioni di euro annui per i 3 scali di Rimini, Forli e Parma. L'obiettivo è rendere più competitivi e attrattivi per le compagnie low cost gli scali minori. Si ipotizza il raggiungimento di 20 milioni di passeggeri annui a livello regionale :  quasi 8 milioni in più degli attuali, da distribuire prevalentemente negli scali minori considerata la non lontana saturazione del Marconi. Per il Ridolfi si prospetta quindi uno sviluppo esponenziale dei volumi di traffico e questo in una situazione in cui l'applicazione delle normative vigenti a tutela della salute e sicurezza delle popolazioni impattate risulta, tuttora, molto carente e lacunosa. Il Tavolo delle Associazioni Ambientaliste e il Comitato Sorvolati fanno presente che le misure per la valutazione e il contenimento dell'inquinamento acustico prodotto dai velivoli, regolamentate da quasi 30 anni (D.M. 31/10/1997) e mai rese operative dal Ridolfi, che sono compito della Commissione aeroportuale (Enac atp 3/07/ 2007), non sono ancora state avviate. La Commissione si è costituita e riunita per la prima ed unica volta nel giugno 2025. Essa deve provvedere alla zonizzazione acustica del territorio circostante impattato, individuando zone di rispetto con livelli massimi di emissione rumore sostenibili e stabilire monitoraggi e procedure anti rumore. In assenza della zonizzazione tutti gli interventi di monitoraggio, mitigazione, risanamento, compensazione previsti a tutela della salute pubblica sono attualmente inesistenti. Si rileva il ritardo nella presentazione e approvazione delle mappe di vincolo che definiscono le limitazioni agli ostacoli che possono costituire potenziali pericoli per il velivolo e i suoi passeggeri, in ottemperanza agli articoli 707/708 del Codice della Navigazione. C'è inoltre un aspetto estremamente importante da considerare che riguarda la tutela della sicurezza e incolumità delle persone dal rischio di incidenti (Safety). Il prospettato forte aumento del traffico aereo dell'aeroporto Ridolfi rende ineludibile, oltre che urgente, affrontare la situazione maggiormente critica da questo punto di vista che riguarda le scuole del Polo Aeronautico Spaziale. Il fatto che le scuole siano state regolarmemte autorizzate a livello edilizio, non risolve il problema della sicurezza di chi le frequenta, tant'è che se non fossero state edificate o programmate prima del PRA (2012), ma successivamente, avrebbero incontrato il divieto di costruzione per il rischio derivante dalla vicinanza alla pista di volo (zona C del PRA). L' altissima concentrazione di istituti scolastici, classificati dal CdN come "siti sensibili",  e l'altissimo carico antropico e indice di affollamento, esigono una tutela particolare ed impongono la messa in campo di tutte le misure utili alla riduzione del rischio e alla mitigazione del danno. Per valutare il rischio corso individualmente da quanti frequentano le scuole (studenti, docenti, ricercatori, personale, ecc.) ed attivare misure di riduzione di esso, è necessario che Comune e/o Regione richiedano ad Enac l'elaborazione delle Curve di Isorischio ( CdN art .715 regolamento 2025. art 3, comma 6), cosa che le Associazioni sollecitiano venga fatta in tempi brevi. Per mitigare le conseguenze di un eventuale incidente dovrebbe essere adeguatamente operativo il Piano di Emergenza Esterno coordinato dalla Prefettura in collaborazione con le varie strutture di emergenza tra cui la Protezione Civile, la quale non ci risulta abbia inserito l'Aeroporto Ridolfi nell'elenco delle infrastrutture da considerare a rischio, nonostante la delibera del Consiglio Comunale sul Piano di Rischio Aeroportuale risalga al 2012. Infine l'aeroporto Ridolfi è l'unico aeroporto regionale sprovvisto di un piano di sviluppo, masterplan, in obbligo al gestore FA airport in base al CdN. Quello presentato nel 2023 non è stato recepito da Enac, quindi non ha avviato la procedura di compatibilità ambientale né quella di conformità urbanistica. A fronte delle misure e tutele, da anni previste e regolamentate, in particolare   dalle normative ENAC ed EASA, quelle citate sono alcune tra le condizioni con cui lo scalo di Forlì si approccia ad essere integrato dalla Regione Emilia Romagna nel "sistema" aeroportuale. Ma, secondo le Associazioni scriventi, sistema dovrebbe essere condivisione di regole e garanzie di base omogenee tra tutti i soggetti coinvolti. Forlì risulta essere in forte ritardo sull'applicazione delle regole anche rispetto agli altri territori regionali, aspetto questo che evidentemente non è stato considerato di ostacolo nell'erogazione di finanziamenti pubblici. Non è chiaro come gli Enti competenti, a partire dalla Regione ER, intendano procedere per creare un sistema sostenibile integrato dato che nel progetto di legge le fuggevoli parole "sostenibile" e "ambiente" rimangono vuote di contenuto e ancor più di programmi operativi. Il TAAF e Sorvolati concludono: è necessario e urgente che i cittadini siano messi nella condizione di poter esercitare i diritti loro riconosciuti dalle leggi, possibilmente in tempi che prevedano la medesima solerzia messa in campo per affrontare l'aspetto economico e logistico. Solo con la piena applicazione delle normative previste a garanzia del diritto alla salute e alla sicurezza individuale e collettiva si può parlare di sviluppo  sostenibile. Tavolo Associazioni Ambientaliste di Forlì Redazione Romagna
March 14, 2026
Pressenza
Forlì: Il Comitato Sorvolati e il Tavolo delle Associazioni Ambientaliste chiedono risposte sulle attività dell’aeroporto Ridolfi
Forlì, 1 luglio 2025 – Il Comitato Sorvolati e il Tavolo delle Associazioni Ambientaliste fanno presente che molti cittadini forlivesi chiedono quale norma di sicurezza e buon senso sia dietro alle autorizzazioni che permettono voli radenti, virate e manovre varie sulla città (case, scuole, case di riposo, centri commerciali, piscina comunale e quant’altro) e chi le ha rilasciate. Attività di prova degli aerei ed esercitazione per rilascio brevetti che, a rigor di logica, anche in  attuazione di tutti i regolamenti ENAC sulla sicurezza, andrebbero svolte in spazi poco abitati per limitare i rischi alla popolazione. Altra cosa che lascia perplessi i residenti sono gli orari in cui vengono svolte tali attività: dal primo pomeriggio a pomeriggio inoltrato, e in periodo estivo. Proprio nelle ore in cui le persone riposano o si rilassano devono invece subire rumore sicuramente molto più alto rispetto a quanto previsto dal regolamento e dalla zonizzazione acustica comunale. Perché questi voli vengono programmati in orari critici e non al mattino o nel tardo pomeriggio? Ma c’è chi controlla? Dove sono le centraline per il monitoraggio?   Se negli stessi orari un cittadino accendesse anche solo un tagliaerba, riceverebbe la visita della polizia municipale, rischiando una contravvenzione. Sembra di essere di fronte ad un atteggiamento a dir poco superficiale e di impunibilità, da parte di quanti, a vario titolo, dovrebbero garantire sicurezza e applicazione dei regolamenti  (aeroportuali e comunali). I cittadini vogliono sapere chi si stia occupando della loro sicurezza, della loro salute e del loro benessere psico-fisico.  Più volte è stato anche richiesto dal TAAF l’inversione di pista per fare atterrare e decollare gli aerei verso Cesena e non su Forlì, limitando, ovviamente, disagi e danni in caso di eventuali incidenti, ma, tranne inutili e sterili promesse, nulla è stato fatto. Anzi ora l’intero abitato forlivese viene spesso sorvolato da questi voli touch and go, manovre che consistono nell’atterrare su una pista e ripartire immediatamente senza fermarsi completamente.  L’argomento viene dalle autorità dribblato e non si trovano interlocutori con cui parlare per cercare di capire e risolvere la questione della convivenza tra attività aeroportuali e diritti alla salute e sicurezza dei cittadini che continuano a  subire gli effetti di una gestione non rispettosa dei regolamenti.  L’interesse dei gestori e della Regione è solo orientato sulla richiesta di nuovi voli a Forlì per alleggerire Bologna e per limitare le ingenti perdite del Ridolfi. Ma se un aereo cadesse sulla città (cosa non improbabile), chi ne risponderebbe, economicamente, moralmente e penalmente?    Tavolo Associazioni Ambientali Forlì Redazione Romagna
July 3, 2025
Pressenza