Tag - Dmitrij Palagi

Palestina e Francesca Albanese: atti approvati e bocciati dal Consiglio Comunale di Firenze
È stata approvata la risoluzione mediata in Commissione 7 (Pari opportunità, pace, diritti umani, relazioni internazionali, immigrazione) che riconosce l’importanza della Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani nei Territori Occupati palestinesi e del suo lavoro, per la quale è stata sanzionata dall’Amministrazione Trump. Continua a essere la benvenuta a Firenze ed è invitata a presentare il suo rapporto dell’estate 2025.  Era la sostanza che avevamo ritenuto importante salvaguardare anche quando era partita la raccolta firme per darle le Chiavi della Città: non è tanto l’aspetto simbolico del riconoscimento a interessarci, ma la sostanza. Ci dispiace che le destre abbiano voluto citare la recente strage di Sidney, senza sapere che avevamo già depositato un ordine del giorno che esprime solidarietà alle Comunità Ebraiche (a partire da quella colpita in Australia e da quella di Firenze) per quanto avvenuto nel primo giorno di Hanukkah, passato all’unanimità. Sono stati invece bocciati i due ordini del giorno successivi. In uno chiedevamo la cittadinanza onoraria o le Chiavi della Città a Francesca Albanese: era giusto capire chi era favorevole alla proposta e chi no, anche fuori dalle mediazioni.  Non è passata neanche la richiesta di chiudere il Consolato onorario di Israele a Firenze e di cambiare il Presidente della Fondazione Meyer prima della fine del suo mandato, per mancanza del numero legale e boicottaggio delle destre, insieme a Italia Viva. Continueremo a mobilitarci al servizio e al fianco dei movimenti e della cittadinanza che da decenni denuncia i crimini che si stanno compiendo in Palestina. Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune Redazione Toscana
December 19, 2025
Pressenza
Pista Peretola: fermiamo la speculazione bipartisan
I Consigli comunali di Pisa e Firenze prendano posizione chiara contro il progetto ricorrendo al Tar! L’abbiamo fatto una volta insieme a movimenti, associazioni, comitati, e lo rifaremo: bloccheremo la realizzazione della Pista di Peretola. La pubblicazione del decreto Via da parte del Ministero dell’Ambiente rappresenta un passaggio molto preoccupante: siamo di fronte all’ennesima forzatura calata dall’alto per provare un ulteriore assalto per portare avanti un progetto insostenibile con gravi criticità ambientali, idrauliche e territoriali, dai pesanti impatti sulla salute sulla popolazione. Siamo di fronte, come denunciamo con coerenza da anni, ad una commistione di interessi trasversali sempre più forte che pone al centro la speculazione e il profitto privato anziché la tutela del territorio, della cittadinanza e del lavoro, visto che il progetto di Corporacion America è sempre stato spalleggiato in maniera bipartisan, dal PD alla Lega, da Giani a Meloni, da Renzi a Salvini fino a Funaro, che si sono mobilitati con ogni forzatura possibile per sostenerlo anche con finanziamenti pubblici. L’unica preoccupazione di chi governa a livello locale e nazionale è quella di mandare messaggi rassicuranti ai poteri forti, arrivando persino a sostenere che sarà un’opera che tutelerà l’ambiente: un esempio di negazionismo scientifico da manuale. È necessario rilanciare una forte mobilitazione dentro e fuori le istituzioni contro questa grande opera e il modello liberista su cui si fonda. Per questo siamo tornati alla carica nei nostri rispettivi consigli comunali per calendarizzare urgentemente una discussione sia a Pisa e a Firenze per intraprendere tutte le azioni, anche in sede legale, per bloccare il progetto. A Pisa il 27 novembre è già stata calendarizzata la nostra mozione e a Firenze troveremo il modo di superare il tentativo di stallo imposto da un impegno ad approfondire l’atto proposto già a luglio 2024. Per noi il sistema aeroportuale si deve fondare sugli interessi pubblici e delle comunità, ponendo in primo piano la questione degli impatti ambientali e delle alternative progettuali a partire anche dall’opzione zero. In questo senso, è tutto il sistema del trasporto pubblico che va ripensato, promuovendo, potenziando e dirottando gli investimenti verso la mobilità su ferro. Ciccio Auletta – Diritti in comune Pisa: Una città in comune  – Rifondazione  Dmitrij  Palagi: Sinistra Progetto Comune Firenze Redazione Toscana
November 16, 2025
Pressenza
Firenze si mobilita immediatamente per la Flotilla e per Gaza: le foto
Ieri pomeriggio si è svolta nel centro di Firenze l’immediata manifestazione di protesta per il blocco e l’arresto della Global Sumud Flotilla in acque internazionali. La manifestazione è iniziata nel pomeriggio a Piazza Indipendenza per poi dirigersi verso la Stazione di Santa Maria Novella con l’intento di effettuare un blocco simbolico della Stazione, protetta da un cordone di polizia. Il Consigliere Comunale Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune, presente alla manifestazione ha dichiarato: “La Città di Firenze deve agire concretamente anche verso l’economia israeliana, promuovendo campagne di boicottaggio e di interruzione di relazione anche con i soggetti economici che favoriscono le azioni del governo israeliano, estendendo la decisione a chi rende possibile la violazione del diritto internazionale a Gaza e negli altri Territori Occupati. Chiederemo anche che la Global Sumud Flotilla, a partire da chi ha subito l’intervento di Israele ed è legato alla nostra Città, riceva un pubblico riconoscimento da parte di Palazzo Vecchio. Con questa posizione continuiamo a partecipare, aderire e sostenere le tante mobilitazioni in corso, comprese quelle spontanee e quelle organizzate in occasione dell’importante sciopero generale di domani, ringraziando USB, CGIL e tutte le realtà che saranno nelle piazze della Città.Ringraziamo quei movimenti che da anni e anni non hanno mai smesso di tenere alta l’attenzione su quanto avviene in Palestina. Niente di quello che sta avvenendo era difficile da prevedere. Per questo sono ancora più gravi le dichiarazioni del Governo Meloni sulla Global Sumud Flotilla e su chi domani rinuncerà al suo salario per una causa giusta. Eravamo in piazza ieri, saremo in piazza oggi e domani.” Le proteste sono continuate in serata con un presidio di fronte all’Ospedale di Careggi organizzato da Sanitari per Gaza. Foto di Francesco Mazzinghi Redazione Toscana
October 3, 2025
Pressenza
Dmitrij Palagi: “fare rete per un cambio dei rapporti di forza a favore della pace”
Recentemente Sinistra Progetto Comune ha presentato un bilancio del suo anno di attività nelle istituzioni. Ne parliamo con Dmitrij Palagi che ne è l’ex candidato a Sindaco e attuale Consigliere Comunale a Firenze.   Sinistra Progetto Comune, dal primo Consiglio Comunale del 16 luglio 2024, ha depositato 574 atti. Di questi 52 testi sono stati approvati dal Consiglio comunale». Così inizia il vostro informativo. Cosa significa secondo te fare il consigliere dell’opposizione di sinistra? Non dare per scontato il significato della parola sinistra, dopo anni in cui si è scelto di sostituire la discussione pubblica sul potere con il traguardo del governare, senza avere chiaro quali sono gli obiettivi per cui si dovrebbe governare. Non amo chi si intesta la facoltà di dare patenti e giudizi, non ho titoli per dire se noi siamo la “vera sinistra” e non mi interessa. Penso che sia necessario dare la maggiore utilità possibile al ruolo elettivo confermato nel 2024, mettendolo a disposizione di chi è tagliato fuori da un sistema di relazioni che finisce per contare molto più dei singoli partiti, a livello locale e nazionale. Stare all’opposizione ci permette di stare anche dalla parte del torto, quando è necessario, oltre i calcoli strettamente legati al consenso elettorale e provando a forzare i confini della legalità, denunciando le tante assenze del sistema istituzionale (a partire dal diritto alla casa e da quello della salute, passando per il vuoto di politiche sociali a cui si tenta di rispondere con logiche meramente repressive). La funzione di consigliere comunale garantisce un punto di vista peculiare, fortemente legato anche a un rapporto di prossimità con chi ogni giorno vive la città, a prescindere da cosa ha votato e se ha votato. Quanto può realizzare del proprio programma un consigliere di opposizione? Molto, se non agisce in modo isolato. Occorre un equilibrio tra quello che vive nella società, facendo pressione sulle istituzioni, e il rispetto dei rapporti di forza dentro “il Palazzo”. Qualche volta può capitare di dover consegnare il risultato a chi siede in maggioranza, ma è irrilevante. Il valore di un progetto radicato può prescindere da riconoscimenti spesso effimeri. Ci sono poi risultati ai limiti dell’invisibilità: non sempre si può dimostrare che senza la sinistra di opposizione sarebbero state fatti ulteriori errori, o scelte sbagliate. Ribadisco però l’importanza di non dimenticarsi delle dinamiche quotidiane sul territorio: il Consiglio comunale deve evitare in ogni modo di essere un luogo isolato, altrimenti smette di avere una funzione, solo nel migliore dei casi a favore di Sindaca e Giunta, che a loro volta si ritrovano spesso all’interno di logiche dove il pubblico appare molto fragile (basta pensare a quanto abbiamo esternalizzato con gli appalti e alla debolezza dei bilanci degli enti locali, vincolati da trasferimenti e progetti con programmi di gran lunga superiori alla durata di un mandato elettorale). Grazie alla funzione di proposta di Sinistra Progetto Comune si sono viste iniziative e risoluzioni da parte del Comune di Firenze sui temi caldi della pace nel mondo. Quali sono le cose più significative e cosa c’è ancora da fare. La scelta del Comune di Firenze di riconoscere lo Stato di Palestina ha aperto la nuova consiliatura e certamente non è un merito specifico di Sinistra Progetto Comune, ma appartiene alla Città, ai movimenti e alle realtà che hanno mantenuto costante la mobilitazione in questi anni. È stata importante anche l’adesione all’appello contro gli euromissili e l’impegno per rimanere nelle reti a sostegno del disarmo nucleare. Palazzo Vecchio ha una tradizione importante: Firenze è stata dichiarata operatrice di pace e ha un tessuto sociale vivo, plurale, attivo, spesso capace di costruire convergenze. C’è però molto da fare, soprattutto sul tema della cooperazione internazionale e sulle azioni concrete. Abbiamo già ottenuto aperture su questo, si tratta di capire quali sono i margini di azione rispetto al bilancio comunale. A settembre rilanceremo, in vista del bilancio di previsione che arriverà prima della fine del 2025. Ci sono poi nuovi appelli e campagne che dovranno trovare spazio nella Commissione dedicata a queste tematiche. Abbiamo ottenuto un primo via libera all’interruzione dei rapporti con il Governo di Israele e a una ricerca dei rapporti economici che potremmo avere con aziende che sostengono l’esecutivo Netanyahu: adesso questo testo, passato con il parere favorevole in Commissione, deve essere votato dal Consiglio comunale. Proporremo anche di aderire alla campagna di boicottaggio dei prodotti israeliani all’interno delle farmacie comunali. In questi giorni si è rilanciata, dal mondo pacifista, l’idea di “Firenze Città di Pace” come vedi questa iniziativa e in che modo pensi di appoggiarla. Credo sia importante, perché rischia altrimenti di essere un’etichetta senza azioni coerenti da parte dell’Amministrazione. Nel tempo sono state avanzate proposte pratiche e simboliche, che non hanno ancora ricevuto riscontro. Ci confronteremo con gli altri gruppi consiliari che hanno mostrato interesse sulle tematiche in questione, più volte trovando momenti di sintesi, perché si possa definire un testo in cui fissare gli impegni concreti su cui procedere come Comune, nel confronto aperto e partecipato con il mondo pacifista. Come obiettivo penso sia importante anche l’idea di fare rete, non tanto tra singoli enti, ma tra percorsi che sappiano moltiplicare la partecipazione sui territori e fare in modo che determini un cambio dei rapporti di forza a favore della pace. Redazione Toscana
August 4, 2025
Pressenza
La rivoluzione di un’altra memoria
Giovedì 10 luglio 2025 presso la Biblioteca delle Oblate di Firenze, si è tenuta la presentazione del saggio di Lorenzo Guadagnucci “Un’altra memoria”. Sono intervenuti insieme all’autore, Valentina Baroni, giornalista, vicedirettrice di Fuori Binario, autrice del libro sulla GKN “La fabbrica dei sogni“ e Dimitrij Palagi, consigliere comunale di Firenze, vicepresidente Commissione consiliare 7, pari opportunità, pace, diritti umani, relazioni internazionali, immigrazione. Il libro è incentrato sulla riflessione che la memoria delle stragi nazifasciste (da Sant’Anna di Stazzema, a Marzabotto – Montesole, alle Fosse Ardeatine) è diventata in gran parte un rito sterile, autoreferenziale e complice dell’indifferenza verso i crimini del presente, quali ad esempio quello in corso a Gaza. Viene denunciata l’incoerenza del condannare le stragi del passato ma tollerando quelle di oggi e non considerando quelle che ci ha visto attori come italiani. Al contrario ci sarebbe la necessità di una memoria viva, politica, attiva, capace di denunciare gli orrori e le guerre di oggi, affermare il valore universale di ogni vita umana e difendere il Diritto Internazionale oggi screditato e sotto attacco. Dmitrij Palagi nella introduzione ha invitato a “non farci ingannare dal titolo del libro” ed ha evidenziato come in esso “si parte da una presenza anche fisica nei luoghi della memoria, a un rapporto con il camminare nei luoghi della memoria e interrogarsi su quello che attraversa tutto e tutti noi quando partecipiamo ai momenti istituzionali”. Ha ricordato ad esempio che la sindaca di Firenze Funaro non era mai stata contestata quanto durante l’ultima celebrazione del 2 giugno a Firenze, una contestazione che nasceva dalla domanda che fa nascere questo libro. In questo senso questo “non è un libro sul passato perché si interroga sul senso che hanno le istituzioni per come sono state costruite nel secondo dopoguerra mentre oggi sta venendo meno l’intero assetto su cui è costruita la legittimazione delle nostre democrazie occidentali”. Valentina Baroni ha sottolineato come viene trattata la memoria oggi e come Guadagnucci “lo fa attraverso riferimenti bibliografici attraverso una grandissima conoscenza di questo tema ma lo fa andando nei posti con il proprio corpo e questa è una particolarità perché è qualcosa che coinvolge il lettore”. “La parola chiave di tutta questa riflessione è una parola antica che non mi aspettavo, è la parola ‘rivoluzione’: il nostro approccio deve essere rivoluzionario, una parola antica ma Lorenzo la usa in una maniera nuova, perché nel mondo in cui ci troviamo oggi, in cui tutto sembra crollare,  in questa incertezza totale in cui ci troviamo,  questa parola non compare mai nel dibattito pubblico come salvifica e quindi già l’averla citata l’averla messa in fondo al libro dopo tutti questi stimoli che arrivavano per me è stata una cosa che ancora di più mi ha fatto pensare”. Lorenzo Guadagnucci ha ricordato come “questo libro nasce esattamente quasi un anno fa la mattina del 12 agosto a Sant’Anna di Stazzema quando ci siamo ritrovati con un gruppo di camminatori che tutti gli anni fanno un percorso a piedi da Montesole a Sant’Anna, sui luoghi della memoria delle stragi nazifasciste. Da qualche anno in questo gruppo si è è sviluppata l’insoddisfazione per la ritualità della cerimonia ufficiale del 12 agosto e abbiamo aggiunto un piccolo rito che facciamo all’alba alla Baccareccia, una delle frazioni dove è stata attuata la strage e dove è morta Elena la mamma del mio papà”.  Ci siamo trovati lì con la presenza del nostro corpo, ma la testa era altrove ed ho pensato che il mio contributo più onesto da dare a quella giornata fosse di non raccontare la storia che normalmente raccontavo di mia nonna …  perché mi sembrava improprio raccontare una storia, suscitare quindi commozione e attenzione su una vicenda di 80 anni fa, mentre eravamo in un luogo della memoria che stava dimostrando il suo fallimento, mentre erano in corso le stragi a Gaza con il contributo militare politico mediatico di tutte le democrazie occidentali compresa la nostra. A che serve la meria delle stragi di allore se poi “dimentichiamo”, facciamo finta di non vedere, non interveniamo sulle stragi di oggi. Continua Guadagnucci “c’è un bisogno di rigenerare questa memoria se vogliamo continuare a credere che abbia un valore, un senso, che possa essere un punto di riferimento per la comunità, un momento di unione, di ispirazione.  E quindi da lì è partito questo viaggio che è anche un viaggio fisico. Perché questa memoria è così inutile rispetto all’oggi? Perché non sa dire niente sulle vicende così gravi che accadono sulla striscia di Gaza ed io credo che questa vicenda sia una svolta storica ed abbia cambiato completamente il senso della nostra democrazia.  Io non credo che abbiamo nemmeno più il diritto di parlare di democrazia: è una svolta anche sotto il profilo istituzionale, buona parte della costruzione istituzionale fatta dopo il ‘45 sulla base dell’esperienza della Seconda guerra mondiale viene demolita giorno per giorno, voto in Parlamento per voto in Parlamento, le Nazioni Unite umiliate le corti internazionali irrise”. “Penso anche che l’antifascismo oggi sia in una crisi molto grave, perché non mi pare che abbia colto la gravità di questo passaggio, tant’è che i voti nei Parlamenti nazionali e europei sono univoci, gli antifascisti votano con i postfascisti su cose determinanti come le politiche delle armi”  “Non penso di dover abbandonare l’antifascismo, credo però che questo scarto che c’è stato tra il passato e il presente potrebbe avere a che fare con il fatto che abbiamo sviluppato una memoria storica prevalentemente vittimistica,  cioè una memoria nella quale i fatti che abbiamo incluso nel nostro calendario civile sia soprattutto sui fatti della guerra in cui gli italiani sono stati vittime, le strage di civili, che sembrano che siano state fatte solo contro gli italiani, quindi si parla di Montesole, di Marzabotto, delle fosse Ardeatine,…   ci concentriamo su noi italiani come vittime della guerra contro i civili, ma dimentichiamo tutta l’altra parte, cioè quella in cui gli italiani, perlomeno quelli con la divisa, sono stati autori di stragi altrettanto gravi e c’è una lunga sequenza di episodi storici ormai noti dalla Grecia all’Albania alla Jugoslavia per non parlare dell’Etiopia e quindi c’è sicuramente una memoria monca, una memoria parziale”. Dimitrij Palagi: un tema presente nel libro è che la memoria può essere terreno di scontro. “Chi ha ereditato la cultura della Repubblica Sociale Italiana e non l’ha mai rinnegata, ma magari l’ha nascosta, non ha nessun tipo di problema ad attaccare utilizzando la memoria, a scegliere il giorno in cui può vittimizzarsi. E’ una visione per cui il giorno del ricordo non è tanto il problema della Jugoslavia, è il problema che quelli erano slavi e quindi è vero che gli italiani erano fascisti, ma tutto sommato erano italiani e quindi perché noi dovremmo ricordare la nostra parte cattiva invece delle nostre vittime?  Questo è effettivamente il paradigma che ci viene proposto perché noi facciamo sempre più fatica il Giorno della Memoria o i giorni delle stragi a poter dire che si può anche fare conflitto sulla memoria e sulla storia, perché la memoria non corrisponde esattamente alla disciplina storica e alla ricerca delle fonti, ma l’uso e la memoria è fondativa dell’identità”. “Non  c’è rivoluzione senza movimento, cioè la rivoluzione è il passaggio in cui a un certo punto il movimento rompe, crea uno spazio vuoto e si ricomincia a ricostruire, nel ricostruire il rischio, come c’è scritto nel libro, è che si cada nella visione del potere che c’è dall’alto verso il basso, cioè l’idea è conquisto il potere, con il rischio di ricadere nelle stesse logiche e nelle stesse contraddizioni che tra l’altro hanno anche segnato il novecento: non a caso nella parte finale del  libro c’è scritto che deve essere una rivoluzione non violenta”. Lorenzo Guadagnucci ha poi ripreso il tema della Rivoluzione: “io effettivamente penso che è un concetto che dobbiamo recuperare, è stato accantonato, è stato considerato superato, è una parola praticamente impronunciabile, ti sorridono con sufficienza quelli che ti guardano mentre la dici, però io penso che sia una dimensione alla quale in realtà facciamo riferimento ogni volta che ci impegniamo nella società e cerchiamo di intervenire sulle questioni più grosse, le uniche di cui dovremmo occuparci: il cambiamento climatico, le guerre che si preparano.  Le proposte che vengono da tutti i gruppi, i movimenti di qualsiasi tipo che si impegnano su questo tema in realtà sono proposte rivoluzionarie nel senso che sono in totale contrasto rispetto al sistema oggi dominante, qualsiasi ripensamento sull’economia, sull’organizzazione sociale, sulla politica, sulle diplomazie, sui rapporti fra stati, in questo momento per avere senso deve avere un carattere rivoluzionario perché siamo di fronte a un tale degrado che il riformismo è inservibile per usare queste due categorie riformismo e rivoluzione”. “Siamo malati di moderatismo, c’è stata una dittatura, ci hanno veramente manipolato in questo, un sistema di pensiero, un sistema mediatico, politico che ha insistito su questo tema e ci ha fortemente condizionato. Io quindi credo che la dimensione della rivoluzione debba essere nel nostro presente e poi quello che mi porta anche a fare una distinzione tra antifascismo debole e antifascismo forte: l’antifascismo debole è l’antifascismo che contesta ai fascisti di essere fascisti, che fa presidio, che fa custodia della memoria. Tutto questo va bene e non credo che vada sprecato, ma mi sembra veramente insufficiente: lo chiamo antifascismo debole perché non è abbastanza rispetto a quello che è successo, non è abbastanza rispetto a tutte le sfide che abbiamo di fronte, noi di tutta la tradizione antifascista che è grandiosa, lo sappiamo, tutte le cose migliori che abbiamo nascono perché abbiamo avuto una resistenza, c’è stato un pensiero antifascista nei vent’anni del regime. La tensione rivoluzionaria dell’antifascismo, questa è l’unica vera cosa che ci interessa oggi, più di tutte le altre, loro pensavano e si preparavano a un cambiamento radicale, non stavano a cercare mediazioni”. Paolo Mazzinghi
July 11, 2025
Pressenza
Aeroporto di Peretola: la politica dia priorità alla tutela della popolazione sorvolata
“La risposta a un’interrogazione, data dalla Vicesindaca, conferma quanto le istituzioni siano in ritardo, sulla pelle delle persone”, dichiara Dmitrij Palagi. La Sindaca di Firenze lo ha chiarito più volte. Lei è a favore del nuovo aeroporto di Peretola, a differenza di quella di Prato, che però non è più in carica. In campagna elettorale abbiamo sentito più volte tornare fuori una frase ormai stantia: «serve per tutelare la popolazione sorvolata». Ieri ci è stato confermato che chi dice così o mente, o ignora un fatto fondamentale (o comunque lo sminuisce): è necessario attuare delle misure di tutela della salute di chi da decenni si ritrova ad affrontare l’impatto acustico del traffico aereo. Invece Toscana Aeroporti annuncia nuove tratte, maggiori utili e un sacco di traguardi, che in nessun caso sono a favore dell’ambiente. Sono stati confermati numeri che conoscevamo già, a seguito di un accesso agli atti. Nell’estate del 2024, rispetto al 2023, si è registrato un +24% di persone trasportate e un +12% di movimenti aerei. Nell’estate 2023 i voli oltre mezzanotte sono stati 118, nel 2024 sono calati a 23, mentre nell’estate 2023 i voli oltre 00:15 sono stati 69, nell’estate 2024 solo 1. Questo ha determinato una mitigazione dell’impatto sulle centraline che registrano il rumore, anche se la postazione del carrello temporaneo (in via della Saggina) ha superato i valori di riferimento, con una leggera diminuzione rispetto al 2023. Ma il piano di contenimento e abbattimento del rumore aeroportuale è ancora in corso di approvazione da parte dell’autorità competente, cioè il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Le reti di monitoraggio evidenziano che c’è bisogno di agire, ma tutto resta fermo, mentre chi vive sotto le tratte aree convive con un disagio reale e quotidiano. Sull’inquinamento atmosferico Palazzo Vecchio non ha dati recenti. Poi però diciamo che è urgente agire per contrastare i cambiamenti climatici e migliorare l’aria che respiriamo. Dmitrij Palagi – Sinistra Progetto Comune Redazione Toscana
July 2, 2025
Pressenza