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Il balletto su Hormuz, cercando una via d’uscita
Buio e controbuio. Il poker sembra l’unica scuola frequentata dall’amministrazione Trump. In poche ore il tycoon è passato dall’urlo “riaprite lo Stretto, bastardi!” allo strilletto impotente “allora lo chiudo anch’io”. Cambiando peraltro la “narrazione” statunitense sul non accordo nei colloqui di Islamabad (“l’Iran non intende rinunciare a suo programma nucleare”) […] L'articolo Il balletto su Hormuz, cercando una via d’uscita su Contropiano.
April 13, 2026
Contropiano
Ecco come l’Europa ferma i migranti nel Mediterraneo. Report di SOS Mediterranee
Nuova analisi sulla trasparenza del programma SIBMMIL, il più importante strumento di collaborazione tra Italia e Libia: quasi la metà del budget stanziato non è tracciabile. Ormai da anni la collaborazione tra Italia e Libia per fermare i migranti in arrivo dal Mediterraneo centrale è una realtà consolidata, rafforzata dal Memorandum di Intesa firmato nel 2017 tra i due Paesi, con il sostegno dell’Unione Europea. Il programma decennale più importante di questa collaborazione è SIBMMIL – Support to Integrated Border and Migration Managementin Libya – che si è concluso lo scorso anno.  Grazie alla collaborazione con IrpiMedia, SOS MEDITERRANEE ha analizzato la destinazione e l’utilizzo dei 61,2 milioni di euro stanziati per SIBMMIL.  Il tracciamento è stato possibile solo per poco più di 34 milioni. Non si hanno informazioni pubbliche e accessibili per gli altri 27,1 milioni, pari al 44% circa del budget.  Il programma SIBMMIL è anche il programma con cui l’Europa ha finanziato diverse autorità di Tripoli, tra cui la Guardia Costiera libica. La stessa Guardia Costiera che negli anni ha portato avanti un trend di violenza crescente sia verso le navi umanitarie sia verso le persone migranti: almeno 24 attacchi alle navi umanitarie tra il 2021 e il settembre del 2025. Anche la nave Ocean Viking è stata oggetto degli spari della Guardia Costiera libica nell’agosto 2025.  A compiere questo attacco, che ad oggi rimane impunito, è stata la motovedetta della Guardia Costiera libica Houn 664: una imbarcazione donata dall’Italia nel giugno 2023 proprio nell’ambito di SIBMMIL, grazie a un bando da 3,3 milioni di euro per questa e una seconda motovedetta. IrpiMedia ha ricostruito i movimenti della Houn, che opera tra Tripoli, Al Khoms – porto ad est della capitale libica, con forte presenza turca – e Misurata: oggi sappiamo che in quest’area la motovedetta ha intercettato almeno 321 migranti e il suo equipaggio ha compiuto svariati altri episodi di intimidazione e violenza.  “L’Europa finanzia la Libia sapendo e accettando il rischio che con le attrezzature fornite e con le conoscenze acquisite compirà azioni illegali, violente e discriminatorie contro le persone migranti, ma anche contro le navi del soccorso civile – dichiara Valeria Taurino, Direttrice di SOS MEDITERRANEE. “Nonostante questo, il commissario alla migrazione dell’UE Magnus Brunner ha detto “non abbiamo alternative” al collaborare con le autorità libiche,  come se questa fosse una necessità inevitabile invece di una scelta politica precisa, che normalizza la violenza e la violazione del diritto pur di tenere le persone lontane dall’Europa. Inoltre, denunciamo la scarsa tracciabilità dei fondi spesi per finanziare la Libia: i cittadini europei hanno il diritto di sapere come vengono utilizzate risorse pubbliche destinate a sostenere attori coinvolti in gravi e documentate violazioni dei diritti umani”. Nel corso della conferenza stampa che si è tenuta alla Camera lunedì 16 marzo, l’organizzazione ha chiesto un’indagine piena, indipendente e trasparente sull’attacco contro la nave Ocean Viking, per accertare i fatti e garantire che i responsabili diretti degli spari e la relativa catena di comando siano chiamati a rispondere ai sensi del diritto nazionale e internazionale. “Chiediamo inoltre” prosegue Taurino “il rafforzamento dei meccanismi di monitoraggio degli accordi di cooperazione in materia migratoria e di gestione delle frontiere conclusi con Paesi terzi, con particolare riferimento alla cooperazione Italia-Libia. Chiediamo l’accesso alla documentazione rilevante e una valutazione periodica del loro impatto sui diritti fondamentali.” Il report è scaricabile qui.   Redazione Italia
March 16, 2026
Pressenza
Roma. Depositata la Delibera di Iniziativa Popolare. Parte raccolta di firme per chiedere stop ai rapporti tra Comune e Israele
Questa mattina il Comitato promotore “Roma sa da che parte stare” ha depositato in Campidoglio una Proposta di Delibera di Iniziativa Popolare finalizzata all’interruzione immediata di ogni rapporto fra Roma Capitale e lo Stato di Israele. Il comitato ha poi tenuto una conferenza sul piazzale spiegando le motivazioni della campagna. […] L'articolo Roma. Depositata la Delibera di Iniziativa Popolare. Parte raccolta di firme per chiedere stop ai rapporti tra Comune e Israele su Contropiano.
January 23, 2026
Contropiano
Bologna: il cda dell’Università vuole riprendere gli accordi con Israele
Pochi giorni fa è circolato in Unibo un documento relativo ad un’istruttoria del CdA dell’Ateneo con una proposta di delibera volta a neutralizzare le già limitate potenzialità della delibera del 23/09/2025 in materia di rescissione di accordi con università, aziende ed enti israeliani. La delibera approvata in autunno, durante le […] L'articolo Bologna: il cda dell’Università vuole riprendere gli accordi con Israele su Contropiano.
January 19, 2026
Contropiano
L’Università di Venezia Ca’ Foscari interrompe gli accordi con Israele
La decisione è stata presa dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione dell’ateneo lagunare. L’Università Ca’ Foscari Venezia “condanna i crimini gravissimi di cui, secondo quanto emerso dai pronunciamenti della Corte Penale Internazionale e dalle risoluzioni dell’Onu, si è reso e si rende responsabile il governo di Israele nei confronti della popolazione palestinese di Gaza e Cisgiordania. Da molti mesi tutto il mondo assiste all’uccisione di decine di migliaia di civili, oltre che alla distruzione sistematica delle istituzioni educative palestinesi, a cominciare dalle università. Davanti a questo scenario, l’Ateneo si impegna a non avviare accordi e collaborazioni con enti, istituzioni e università di Israele, implicati, direttamente o indirettamente, nella campagna militare in corso e a congelare quelle in essere, fino alla cessazione dell’offensiva militare in corso e alla manifestazione da parte del governo israeliano dell’intenzione di rispettare i diritti fondamentali del popolo palestinese, il diritto internazionale e umanitario, e le risoluzioni delle Nazioni Unite” dichiara la nota dell’università.   ANBAMED
September 29, 2025
Pressenza
Roma Capitale rompa subito gli accordi con Israele. Venerdi 12 appuntamento in Campidoglio
Il sionismo è qui, silenzio e inazione sono complici del genocidio Il Sindaco Gualtieri e la giunta di Roma Capitale sono complici dello stato di occupazione, del regime di apartheid e del genocidio in atto in Palestina per mano dello Stato terrorista d’Israele. Il Campidoglio non ha mai ritenuto necessario […] L'articolo Roma Capitale rompa subito gli accordi con Israele. Venerdi 12 appuntamento in Campidoglio su Contropiano.
September 7, 2025
Contropiano
Università di Firenze, cinque dipartimenti sospendono accordi con atenei israeliani
Pubblichiamo la mozione di condanna nei confronti delle azioni del governo israeliano contro la popolazione palestinese e giunta all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università da parte di cinque Dipartimenti dell’Università di Firenze, nella speranza che altri Dipartimenti, Collegi e Università possano prendere posizione sul genocidio in atto in Palestina. Per sostenere attivamente il dissenso riguardo ai crimini di guerra commessi dalle autorità politiche e militari israeliane nei confronti della popolazione civile palestinese della Striscia di Gaza e della Cisgiordania negli oltre 20 mesi scorsi, cinque Dipartimenti dell’Ateneo fiorentino hanno approvato delle delibere che sospendono o interrompono gli accordi istituzionali che avevano in atto con università israeliane: – il Dipartimento di Matematica e Informatica – DIMAI – si è ritirato dall’accordo vigente con l’Università Ben-Gurion; – il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale – DICEA – e il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali – DAGRI – hanno sospeso la loro partecipazione allo stesso accordo con l’Università Ben-Gurion; – il Dipartimento di Architettura – DIDA – ha sospeso la sua partecipazione all’accordo con Ariel University; – il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali – DSPS – ha sospeso il protocollo di cooperazione con il Centro Blavatnik per la Cybersecurity dell’Università di Tel Aviv. Oltre 500 tra docenti, ricercatori, tecnici amministrativi e bibliotecari, collaboratori ed esperti linguistici, dottorandi e studenti, ritenendo urgente e non rinviabile un’analoga discussione da parte degli altri Dipartimenti, hanno diffuso un “Appello per una presa di posizione dei Dipartimenti UNIFI sui crimini di guerra nei Territori Palestinesi”. Denunciamo in particolare lo “scolasticidio” che si sta perpetrando ai danni della popolazione palestinese, limitando drammaticamente l’accesso allo studio in una situazione già da anni compromessa. Con l’appello invitiamo tutta la comunità universitaria a fare la sua parte, raccogliendo elementi utili da portare in discussione nelle prossime sedute dei propri Consigli di Dipartimento per discutere la sospensione o l’interruzione degli accordi con università israeliane. Testo dell’appello: Care, cari, nei mesi scorsi cinque dipartimenti del nostro Ateneo hanno approvato delle delibere con le quali è stata sospesa o ritirata la loro adesione ad accordi del nostro ateneo con alcune università israeliane, precisamente: – il Dipartimento di Matematica e Informatica – DIMAI – si è ritirato dall’accordo vigente con l’università Ben-Gurion; – il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale – DICEA – e il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali – DAGRI – hanno sospeso la loro partecipazione allo stesso accordo con l’università Ben-Gurion; – il Dipartimento di Architettura – DIDA – ha sospeso la sua partecipazione all’accordo con Ariel University; – il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali – DSPS – ha sospeso il protocollo di cooperazione con il Centro Blavatnik per la Cybersecurity dell’università di Tel Aviv. Riteniamo urgente e non rinviabile un’analoga discussione da parte degli altri dipartimenti dell’Università di Firenze aderenti ad accordi con università israeliane, in ragione dei crimini di guerra commessi dalle autorità politiche e militari israeliane nei confronti della popolazione civile palestinese della Striscia di Gaza e della Cisgiordania negli oltre 20 mesi scorsi. Ricordiamo inoltre le accertate responsabilità, dirette o indirette, di gran parte del sistema universitario israeliano, coinvolto nelle azioni di pianificazione, implementazione, monitoraggio, giustificazione legale o negazione dei crimini di guerra. Tutto questo è in palese contrasto con i principi e i valori contenuti nello Statuto e nel Codice Etico dell’Università di Firenze; come comunità accademica abbiamo il dovere di prendere posizione. Invitiamo tutti voi – studenti, da subito assai attenti e partecipi della drammatica situazione palestinese, ricercatori, docenti, collaboratori ed esperti linguistici, personale tecnico amministrativo – a raccogliere elementi utili per portare in discussione nelle prossime sedute dei consigli di dipartimento una delibera che miri a questo obiettivo. Sperando che il nostro invito possa essere accolto, ci mettiamo a disposizione per condividere informazioni utili allo scopo. I sottoscrittori: Daniele Angella, Prof. Ordinario Leonardo Bargigli, Prof. Associato Fiammetta Battaglia, Prof.ssa Associata Costanza Carbonari, RTD-A Giulio Castelli, RTD-A Maria De Santis, Prof.ssa Associata Lorenzo Ferretti, Dottorando Gianmarco Giovannardi, RTD-A Daniela Poli, Prof.ssa Ordinaria Giuliano Secchi, Dottorando Simone Secchi, Prof. Associato Alberto Tonini, Prof. Associato Vanessa Torcasso, Personale TA Iacopo Zetti, Prof. Associato.  Per informazioni potete contattare: – Leonardo Bargigli, Professore Associato – Dipartimento DISEI, leonardo.bargigli@unifi.it, 0039 335 60 70 188 (https://cercachi.unifi.it/p-doc2-2013-000000-B-3f2b3a2f362930.html) – Giulio Castelli, Ricercatore Legge 240/10 a tempo determinato – Dipartimento DAGRI, giulio.castelli@unifi.it, 0039 340 85 96 486 (https://cercachi.unifi.it/p-doc2-0-0-A-3f2b3b2f352e30.html) – Daniela Poli, Professoressa Ordinaria – Dipartimento DIDA, daniela.poli@unifi.it, 0039 333 6847022 (https://cercachi.unifi.it/p-doc2-2016-0-A-2b333c2c3727-1.html) – Daniele Angella, Professore Ordinario – Dipartimento DIMAI, daniele.angella@unifi.it, 0039 338 8738311 (https://cercachi.unifi.it/p-doc2-2013-000000-A-3f2b3c2e39282e-0.html) Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
July 20, 2025
Pressenza
La Siria qaedista verso la firma degli Accordi di Abramo. La Turchia sta a guardare
L’Amministrazione USA si aspetta che la Siria sia il prossimo paese arabo a firmare gli Accordi di Abramo. Lo ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt:” Il presidente spera certamente che altri paesi della regione aderiscano agli Accordi di Abramo. Quando ha incontrato il presidente Sharaa, una delle […] L'articolo La Siria qaedista verso la firma degli Accordi di Abramo. La Turchia sta a guardare su Contropiano.
July 2, 2025
Contropiano