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Mobilità a Milano, così non va! E i cittadini si inventano il mantello volante
Mercoledì 16/7 pomeriggio si è svolta una Commissione consiliare sulla mobilità che ha di nuovo visto la combattiva partecipazione dei rappresentati dei principali comitati che animano il movimento milanese per il Trasporto Pubblico Locale (TPL) – AspettaMI, La 73 non si tocca, il Comitato Basmetto- ed altri cittadini. Dopo oltre 4 settimane di attesa per la convocazione di una commissione espressamente richiesta dai comitati per avere risposte, questi sono riusciti a mettere sul tavolo molti dei temi di cui volevano parlare (e riparlare) e, da cittadini veramente immersi nei problemi del TPL milanese, hanno posto domande molto precise, a cui però non hanno ricevuto risposta. “Purtroppo – spiega Adriana Berra di AspettaMI – ci è toccato riascoltare le conferenze dell’Assessora alla Mobilità Censi e dei dirigenti ATM su argomenti che abbiamo già sentito tante volte. Inoltre, ATM ha dedicato alle risposte tecniche appena 10 minuti. Questo anche a causa degli interventi di alcune consigliere che hanno preso molto tempo per dire nulla di utile dal punto di vista delle risposte e delle informazioni ai cittadini”. Durante la Commissione è di nuovo emerso prepotentemente il tema della crisi del trasporto di superficie milanese, i tagli alle frequenze e i salti delle corse di bus, tram e filobus che per i cittadini significano attese lunghe e lunghissime (anche superiori ai 30 minuti) alle fermate. Attese che sono ben documentate da oltre un migliaio di fotografie commentate e postate nel gruppo Facebook “AspettaMI, Milanesi in attesa dei bus”, nato nel maggio 2024 e oggi forte di quasi 4.800 membri, cittadini e utenti ATM. “L’unico dato che è arrivato in risposta alle nostre domande – spiega Adriana Berra – è che in ATM sono stati assunti 330 conducenti da gennaio a luglio 2025. Ma, come ho spiegato durante il mio intervento, il dato di vero interesse per noi cittadini è il saldo tra gli autisti che sono entrati in ATM e quelli che ne sono usciti, che a quanto ci riferiscono gli autisti stessi continuano a essere tanti. Per ammissione della stessa ATM, nel 2024 il saldo era di 5 autisti al mese: calcolate voi quanti mesi ci vogliono per avere in organico i 400 nuovi autisti che servirebbero per riportare il trasporto di superficie alla normalità!”. Ritorno alla normalità che era stato stimato per la metà del 2025 dall’ex AD di ATM Arrigo Giana e per settembre 2025 dall’Assessora alla Mobilità Arianna Censi e che invece sembra ancora molto lontano. Infatti, come evidenziato da Sonia Ferrari del Comitato Basmetto, un confronto tra la Carta della Mobilità di ATM del 2024 e quella del 2025 (pubblicate sul sito di ATM) mostra che le frequenze dei mezzi di superficie si sono ulteriormente diluite. In particolare, le linee cosiddette “di forza” nelle ore di punta sono passate da una frequenza di 3-10 minuti (2024) a 4-12 minuti (2025) nell’orario invernale, da 4-11 minuti a 6-12 minuti nell’orario estivo, e da 8-12 minuti a 8-20 minuti nell’orario di agosto. Le altre linee, non di forza, nelle ore di punta sono passate da una frequenza di 6-18 minuti (2024) a 7-20 minuti nell’orario invernale e da 7-30 minuti a 8-30 minuti nell’orario estivo. Anche l’orario estivo – anacronistico in una città come Milano – per i mezzi di superficie nel 2025 è stato prolungato di una settimana, fino al 7 settembre. Guardando la Carta della Mobilità, si scopre tra l’altro che anche la M4 sembra aver aumentato le frequenze: infatti mentre nel 2024 non erano previste variazioni di orario tra quello invernale e quello estivo, nel 2024 la M4 fa orario estivo dal 9 al 17 agosto. Per voce di Adriana Berra, i comitati hanno avvisato che la lotta dei cittadini per il ripristino delle vecchie tabelle orarie dei mezzi di superficie – precedenti alle rimodulazioni introdotte da ATM nel 2023-2024- non si fermerà, annunciando per il prossimo autunno nuove mobilitazioni, anche per ottenere il riconoscimento di un bonus del 30% sul valore degli abbonamenti ATM. La richiesta del bonus era stata già avanzata con una petizione civica pubblicata da Sonia Ferrari sul portale della Partecipazione del Comune di Milano a febbraio 2025. La petizione in soli tre giorni aveva raccolto 1.000 firme (conferite con lo Spid) e si avviava a raccoglierne moltissime altre, ma è stata improvvisamente chiusa, nonostante il regolamento della Partecipazione prevedesse che potesse restare aperta tre mesi. In seguito, la richiesta è stata respinta con una nota di una dirigente dell’Assessorato alla Mobilità. I comitati e il loro seguito di cittadini, però, non si danno per vinti, convinti come sono che, “la spina dorsale della mobilità milanese deve rimanere il trasporto di superficie, l’unico che garantisce quella capillarità fondamentale per avere l’accessibilità e l’inclusività che vengono continuamente invocate come un mantra dall’amministrazione comunale”, come ha puntualizzato Adriana Berra. A dispetto del mantra, il trasporto pubblico a Milano, anche quello sotterraneo, oggi presenta grossi problemi di accessibilità, come è stato ben documentato in Commissione anche dalle testimonianze di due cittadini disabili e richiamato anche da un rappresentante del Codacons. Ai ritardi dei mezzi di superficie e al problema delle scale mobili e degli ascensori spesso fuori uso nelle stazioni della metropolitana, questa estate a Milano si aggiunge anche l’ostacolo rappresentato da diversi grossi cantieri aperti in contemporanea, che rendono impercorribili ai mezzi pubblici ampie zone del centro città. Vista la difficoltà che i cittadini trovano nell’aggirare questi “blocchi”, nel gruppo Facebook AspettaMI è stata ironicamente lanciata una nuova proposta per la mobilità dolce: FlyMe, un mantello volante noleggiabile dalle 6 alle 22. Chi invece sui problemi della mobilità non vuole sorvolare, può unirsi alla lotta dei comitati attraverso il gruppo Facebook AspettaMI: AspettaMI – Milanesi in attesa dei bus | Facebook. La Commissione di mercoledì 16/7 è rivedibile al link: MOBILITÀ + PARTECIPATE del 16/07/2025 Ufficio stampa di AspettaMI, Milanesi in attesa dei bus aspettami.posta@libero.it AspettaMI – Milanesi in attesa dei bus | Facebook     Redazione Milano
July 18, 2025
Pressenza
Tranvieri a Milano, cotti dal sole
Riceviamo dal sindacato degli autoferrotranvieri milanesi A.L. Cobas SGC (sindacato generale di classe) e più che volentieri pubblichiamo questo comunicato, anche perché la forma di scrittura ha raggiunto degli ottimi livelli di semplicità e capacità comunicativa, cosa che spesso nei sindacati manca. Buona lettura. Siamo sicuri che sarà interessante, per capire non solo cosa avviene in un luogo specifico di lavoro, ma anche quali sono le dinamiche che toccano la stragrande parte dei lavoratori e delle lavoratrici di questo Paese. Non faremo la fine della rana bollita! Nuova estate, vecchi problemi  Sono decenni che i tranvieri milanesi denunciano le altissime temperature che si sviluppano all’interno dei vecchi tram, quelli corti. Qualche anno fa i lavoratori raccolsero circa 300 firme, poi consegnate alla RSU locale, con le quali si chiedeva l’installazione di un sistema di “climatizzazione” affinché le temperature fossero sopportabili per i passeggeri, ma soprattutto per i conducenti. Come tutto ciò che finisce nelle mani delle RSU, anche queste firme finirono in qualche cassetto e ai lavoratori non fu data nessuna risposta sul perché non si potesse installare l’aria condizionata su questi tram. Non è neanche concesso togliere la paretina che almeno farebbe passare un po’ d’aria, dicono “per la sicurezza”: ma quale sicurezza?  Se qualche conducente dovesse svenire per il caldo non osiamo neanche immaginare cosa potrebbe succedere. A questo punto chiediamo una cosa banalmente realizzabile: basta prendere un piccolo impianto di aria condizionata (come quello di una Panda) e rinfrescare almeno la cabina, visto che i conducenti rimangono al posto guida per più di sette ore al giorno. Chiediamo a tutti i soggetti interessati di fare del benessere dei conducenti una priorità; ai sindacalisti di farsi qualche turno pomeridiano su questi tram, cosi si ricordano cosa vuol dire lavorare al caldo e ai colleghi ricordiamo di quando questi signori gli chiedevano il voto. Ora non bastano più le letterine e la vigile attesa. Sappiamo già che la risposta sarà che le Carrelle (così sono chiamati questi vecchi tram) andranno via via in dismissione, ma nel frattempo rischiamo di fare la fine della rana bollita! Analogo problema, mai risolto, lo riscontrano i conducenti di bus che ogni anno combattono contro i guasti all’aria condizionata. Qui il problema è l’assenza di manutenzione programmata e conservativa, ormai affidata totalmente ai privati attraverso gli appalti. Ciò ha decretato il disastro delle officine, che è quotidianamente sotto gli occhi di tutti. Da sempre diciamo che gli appalti sono il cancro che attanaglia tutti i servizi pubblici. In ATM se guardiamo come sono gestite le pulizie dei bagni e delle vetture nessuno può negare il disastro e se pensiamo che agli appalti e sub-appalti sarà affidato l’intero servizio pubblico di trasporto ci vengono i brividi… d’estate! Non solo aria condizionata Il cambiamento climatico, con estati sempre più torride, impone un cambio di mentalità della dirigenza aziendale, ferma ai primi del ‘900, che obbliga i conducenti a somigliare ai cocchieri del secolo scorso. La cura della salute e del benessere dei lavoratori deve passare anche attraverso la fornitura di un abbigliamento consono alla mansione svolta e all’ambiente di lavoro. Occorre dotare i conducenti di abbigliamento leggero e di qualità: magliette e pantaloni di cotone, leggeri e, perché no, corti (tipo bermuda). Oppure, per tutelare la cieca immagine dell’azienda, si è disposti a sacrificare la salute dei tranvieri? È preferibile vedere un tranviere in bermuda o uno con i pantaloni tirati su fino al ginocchio, come siamo costretti a fare per difenderci dall’afa? Nel frattempo quello che va fatto urgentemente è accorciare gli orari pomeridiani, in particolar modo nei mesi estivi e aumentare le pause, soprattutto ai conducenti alla guida delle Carrello. Sostituire immediatamente i bus con aria condizionata guasta, intervenendo anche sulle assurde resistenze degli operatori della Sala Operativa. Ricordiamo che sicurezza, salute, benessere, appalti, carichi di lavoro, abbigliamento e salari sono da più di tre anni i temi che hanno contraddistinto le nostre battaglie e i nostri scioperi e che porteremo sempre avanti!   Redazione Milano
July 1, 2025
Pressenza