Gulala Salih: “sostituire alla guerra i piani di pace e la diplomazia”Intervento di Gulala Salih di UDIK alla staffetta partigiana a Mestre.
Ringrazio l’ANPI per l’invito all’adesione della staffetta partigiana di oggi,
sono onorata di essere qui rappresentando udik “unione donne italiane e kurde”
in modo particolare come donna kurda, proveniente da una famiglia partigiana che
ha lottato da sempre contro il fascismo per la difesa dei diritti di pace e di
uguaglianza sociale. Per dare continuità a questa lotta famigliare dopo qualche
anno dal mio arrivo e dopo che ho conosciuto meglio la costituzione, il frutto
della lotta antifascista e la resistenza partigiana che hanno portato alla
liberazione dell’Italia, mi sono iscritta all’ANPI e ci tengo a dire
orgogliosamente che è l’unica tessera che possiedo, quindi grazie per questa
opportunità.
Da anni ho presente nella mia mente la frase di Eve Merriam “Io sogno di dare
alla luce un bambino che chieda: ‘Mamma, che cosa era la guerra?” questo era il
mio desiderio e il mio sogno, che i miei figli e la generazione dopo di me non
vedessero e non conoscessero la guerra con cui sono nata e cresciuta. Ma
purtroppo mi è rimasta anche questa delusione, perché le delusioni sono tante.
Mi stupisce e mi dispiace in questo periodo sentire dire che viviamo un periodo
buio, purtroppo l’avete scoperto tardi, perché la guerra, tante guerre erano già
in atto, perché il periodo buio c’era già, e noi, popolo kurdo viviamo questo
buio già da un secolo, per non dire tutto il Medio Oriente oltre ad altri paesi
come la Somalia, lo Yemen, l’Eritrea, venivano ignorati e sono rimasti
nell’indifferenza totale dell’Occidente che con la guerra ha disegnato i confini
del medio Oriente creando alcuni stati, e oggi sempre con la guerra vuole
ridisegnare i confini ed eliminare quello che ha creato.
Tutti questi scenari di guerra non sono mai stati presi seriamente in
considerazione o meglio era presa in considerazione la produzione delle armi per
poi venderle, è chiaro che la pace metterebbe in crisi la vendita delle armi e
l’economia di tanti paesi, e tra queste la nostra Italia.
Quindi il buio e le guerre che ci sono oggi sono il risultato del fallimento
della politica dell’Occidente e della Comunità Europea che ancora oggi non ha un
progetto di pace, di diritti e di una vera democrazia, non hanno una politica
sociale, invece hanno solo la politica dell’economia e ora la politica di
riarmare l’Europa che doveva essere garante della pace e la prevenzione dei
conflitti in tutto il mondo, difensore dei principi e dei valori comuni:
libertà, democrazia e uguaglianza. Ad oggi l’Europa non ci è riuscita. Un’Europa
in cui vediamo la destra oscurantista che cerca di togliere diritti, seminare
l’odio, la discriminazione e la diseguaglianza sociale.
Abbiamo bisogno e vogliamo un’Europa che sia capace di realizzare e
concretizzare i suoi principi e obbiettivi per la quale è nata, che sia capace
di sostituire alla guerra i piani di pace e la diplomazia, un Europa che
garantisce i diritti del lavoro, la sanità, l’inclusione sociale e l’accoglienza
degli immigrati.
Continuerò a impegnarmi e a lavorare con l’ANPI, così lavorerò per l’Europa, ma
anche per il mio popolo.
Unione Donne Italiane e Kurde (UDIK)