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XVI Forum nazionale dell’altra Cernobbio
Si terrà sabato 5 settembre 2026 a Cernobbio (Sala di Via delle Cinque Giornate 5) il XVI Forum nazionale dell’altra Cernobbio, promosso dalla campagna Sbilanciamoci! insieme alla Rete Italiana Pace e Disarmo. Il titolo dell’edizione di quest’anno è Un’economia di pace. Contro la guerra, un nuovo modello di sviluppo.   Parteciperanno economiste ed economisti, ricercatori, sindacalisti ed esponenti della variegata galassia delle associazioni che fanno parte delle due reti promotrici, alle quali aderiscono oltre 100 organizzazioni. Contro l’economia di guerra, un nuovo modello di sviluppo Le proposte delle associazioni e della società civile all’Altra Cernobbio il 5 settembre Contro l’economia di guerra e per un nuovo modello di sviluppo: il prossimo 5 settembre — in contemporanea al workshop dello Studio Ambrosetti — i rappresentanti delle organizzazioni della società civile si incontrano a Cernobbio (Sala Conferenze in Via Cinque Giornate 8) per il forum di Sbilanciamoci! e della Rete Italiana Pace e Disarmo. Tra i temi in discussione, le proposte, anche per la prossima legge di bilancio, per un’economia di pace: un modello di sviluppo sostenibile, fondato sui diritti, il lavoro e l’ambiente, la difesa e il rilancio del welfare, la sanità, il diritto allo studio, la transizione ecologica. All’apertura, il segretario della FIOM Michele De Palma, il coordinatore delle campagne della Rete Italiana Pace e Disarmo Francesco Vignarca, la presidente di Emergency Rossella Miccio, la rappresentante della Rete a Pieno Regime Federica Borlizzi e l’economista Paolo Maranzano si confronteranno sull’impatto della guerra sull’economia e sul lavoro. La segretaria della CGIL Lombardia Valentina Cappelletti, il direttore di Altreconomia Duccio Facchini e gli economisti Alessandro Volpi e Lucrezia Fanti discuteranno di guerra, economia internazionale e globalizzazione. Nel pomeriggio, il co-portavoce di Sbilanciamoci! Giulio Marcon, l’economista Andrea Di Stefano, il presidente dell’ARCI Walter Massa, la segretaria nazionale del PD Elly Schlein e il segretario della CGIL Piemonte Giorgio Airaudo si confronteranno sulle proposte di un’economia fondata sul lavoro e sui diritti. Nell’ultima sessione, la co-portavoce di Sbilanciamoci! Cecilia Begal, il presidente di Terra! Fabio Ciconte, il segretario della FILT Stefano Malorgio e il segretario della FLAI Giovanni Mininni, il coportavoce di Avs Angelo Bonelli, discuteranno di transizione ecologica e nuovo modello di sviluppo. Il forum si concluderà alle 20.30 con lo spettacolo “Ho visto un Re…” allo Spazio Gloria, in Via Varesina 72 a Como. A aprire, coordinare e concludere i lavori nelle diverse sessioni forte l’impegno degli esponenti comaiuschi dell’Arci, di ecoinformazioni, della Cgil, del coordinamento comasco per la Pace. Con il sostegno di: FLAI, FILT, CGIL Lombardia, ARCI.  Media partner: ecoinformazioni.  Con la collaborazione di: Anpi provinciale Como, Arci Lombardia, Area Soci Comasca – Coop Lombardia, Asc Lombardia, Auser Como, Cgil Como, Cooordinamento comasco per la Pace, Git Banca etica Como, L’isola che c’è Como, Legambiente Como, Rebbio solidale/Parrocchia di Rebbio. Video presentazione Tutte le info sull’iniziativa su ecoinformazioni.com media partner del Forum. I temi affrontati quest’anno sono quelli della riduzione delle spese militari e della riconversione dell’industria bellica, delle conseguenze dannose delle guerre sull’economia e sulla vita delle persone, della necessità di un modello di sviluppo sostenibile e di qualità fondato sui diritti, la pace, l’ambiente. Faro per le organizzazioni promotrici è una politica di pace fondata sulla cooperazione e sulla democrazia internazionale, un’economia di giustizia, contro le diseguaglianze. Il Forum si concluderà con gli impegni e le proposte verso la legge di bilancio 2027 e le elezioni politiche: al centro gli investimenti pubblici per la transizione ecologica, la riconversione del sistema produttivo, la sanità e l’istruzione pubblica, i servizi sociali per il welfare e l’accoglienza dei cittadini migranti. “Mentre al workshop dello Studio Ambrosetti – affermano Cecilia Begal e Giulio Marcon, co-portavoce  di Sbilanciamoci- ci ripropongono da 40 anni le stesse ricette fallimentari che hanno fatto crescere diseguaglianze, guerre e peggioramento del clima, noi vogliamo dire che un’altra economia è possibile: quella fondata sulla pace, i diritti, la sostenibilità” I lavori si articolano in due momenti: la mattina (ore 9.30-13.00) dedicata a “L’impatto della guerra sull’economia e la società”, con le sessioni sulla militarizzazione dell’economia e sulle conseguenze per la globalizzazione, il lavoro e le produzioni; il pomeriggio (ore 14.00-17.00) dedicato a “Le alternative dell’economia di pace”, con le sessioni su un’economia del lavoro, dell’ambiente e dei diritti e su un modello di sviluppo sostenibile. La giornata si chiuderà alle ore 21.00 allo Spazio Gloria (via Varesina 72, Como) con “Ho visto un Re…”, “concerto” teatrale di diverse compagnie contro i Re e le loro guerre, presentato da Dario Onofrio (Arci) e con l’intervento di Cecilia Begal, co-portavoce di Sbilanciamoci!. Ecoinformazioni
September 3, 2026
Pressenza
Il Reddito Scolastico Comunale. Manifesto programmatico. Progetto pilota per il Comune di Como – di Luca Michelini
1. Una nuova Europa Gli ultimi trent’anni sono stati caratterizzati dal progressivo diffondersi dell’ideologia e della politica economica neoliberista, che mirano a destrutturare l’offerta di servizi pubblici, nell’utopia, priva di fondamenti scientifici e storici, che alcuni bisogni individuali e collettivi possano essere soddisfatti altrettanto bene, se non meglio, attraverso il ricorso ad aziende private [...]
June 26, 2026
Effimera
Dongo. L’antifascismo non si processa
Venerdi 19 giugno ore 9 presso il Tribunale di Como si terrà la seconda e ultima udienza del processo a Cecco Bellosi per danneggiamento alla teca e alla lapide raffigurante Benito Mussolini e Claretta Petacci a Giulino di Mezzegra. Considerate, la teca e la lapide che in realtà sono la […] L'articolo Dongo. L’antifascismo non si processa su Contropiano.
June 16, 2026
Contropiano
A Novedrate la libertà viene insegnata dalle Forze Armate!
Dal 23 al 30 agosto l’associazione “Studenti con le Stellette” ha organizzato presso l’Università eCampus di Novedrate, in provincia di Como, un corso della durata di una settimana e rivolto a studenti e studentesse di quarta superiore. Scopo del corso è quello di suscitare negli studenti “i valori delle associazioni d’arma”, “lo spirito di corpo” e “l’amor patrio”, tutto condotto ovviamente con uno stile prettamente militare. Le attività saranno divise tra lezioni in aula e visite nelle sedi di Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco e nel carcere di Opera. I partecipanti acquisiranno anche competenze nel primo soccorso e nella protezione civile che potranno essere spese nel servizio civile. “Tutto questo verrà poi affiancato da addestramento formale e attività inerenti”. Parole molto chiare sull’intento del corso che vuole formare militarmente le giovani generazioni e che crede che una buona educazione civica debba passare innanzitutto dall’addestramento militare. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università non possiamo non sottolineare quanto questo tipo di formazione possa essere dannosa per giovani che dovrebbero essere educati alla democrazia. Utilizzare l’inquadramento tipico delle Forze Armate per trasmette senso civico è infatti quantomeno contraddittorio. In effetti è solamente la natura strumentale dei corpi militari e di polizia che consente di sospendere la democrazia al loro interno e di costituire degli organi profondamente gerarchici. Pretendere di fare educazione civica estendendo i valori e le abitudini militari a tutto il resto della società mette tra parentesi in maniera ingiustificata la natura strumentale e la sospensione della democrazia che ne deriva, rischiando fortemente di insinuare in giovani menti un’idea distorta della società così come è voluta dalla nostra Costituzione. Al contrario, l’Osservatorio auspica che quella “libertà” con cui è stato intitolato il corso possa essere ottenuta dalle giovani generazioni attraverso esperienze che esaltino la ricchezza e varietà della società civile e non l’abitudine all’obbedienza cieca. Fonte: https://studenticonlestellette.weebly.com/avvisi-per-gli-allievi.html Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Como, banda musicale e pace: un carnevale grottesco degli Anticorpi militari
A Como sfila uno strano corteo, anzi una banda musicale, ogni giovedì. Il servizio nel numero di marzo di Altraeconomia, si riferisce alla marcia della pace del 25 gennaio scorso (leggi qui l’articolo su Altraeconomia). A prima vista la banda appare, soprattutto nel video pubblicato sui social, inquietante. I musicisti portano divise militari, caschi, berretti e giacche graduate. I gradi sulle spalline sono penzolanti, strappati, le medaglie appuntate storte, gli stivali sporchi. Reduci con i loro strumenti a chiedere quel riconoscimento per le ferite, e la fame, e il freddo, e la paura costate per la Patria, come spesso è accaduto, in Italia dopo le guerre mondiali, negli USA dopo il Vietnam? No, nemmeno. È un carnevale grottesco, sovvertitore come lo è il giovedì prima della penitenza quaresimale delle ceneri. Il giorno grasso, smargiasso, in cui ogni offesa, ogni risata è possibile e libera il cuore dalla paura, fa disobbedire con allegria feroce. I protagonisti della stramba sfilata sono il gruppo di improvvisazione teatrale Anticorpi Militari, che anima le scene del Teatro Popolare di Como, dal 2001. Il basco, la stella, il canto follemente patriottico, ogni autorità, zar, scià e re, capovolti e, nelle divise improvvisate, sguaiati, finalmente nudi.  La marcia dei marines nel film M*A*S*H di Robert Alteman del 1970 si svolge nell’ospedale psichiatrico per reduci della guerra di Corea. Si cerca di curare dai traumi di una delle tante guerre infami, perse dall’Impero americano, con l’umorismo, con l’accettazione della follia come fattore secondario della guerra. In un post di Mappa Mundi (rivista Limes) di qualche giorno fa, l’esperto di turno ricordava come in Israele si stanno reclutando anche coloro che, dopo essere stati a Gaza, sono ricoverati in Ospedale Psichiatrico: quando la Patria chiama il sacrificio va fatto, ogni rischio va corso. La famosissima Mickey Mouse Cloub March, nel film FullMetal Jacket di Stanley Kubrick del 1987, secondo l’onnipresente testo prodotto dalla AI, è un rimedio ingenuamente disneyano alla brutalità dei combattimenti, in Vietnam, altra sconfitta infame. Io penso – provando a usare le mie più lente sinapsi – che nessuno meglio di Topolino, cittadino modello, sempre vincente, con la sua linda casetta e il giardinetto con il barbecue, sia un incitamento a far grande l’America, l’America che si è fatta da sè. E dunque invincibile, millenaristicamente capace di una crociata, come quella in atto, contro un nemico di cui nulla si sa se non che va annientato. Prima furono i comunisti dai cui difendere i nostri bambini, ora gli sciiti, i terroristi in turbante, da cui salvare donne costrette al velo e al dominio maschile per renderle simili alle libere ed emancipate signore occidentali. A questo penso, e rincuora che ancora ci siano “anticorpi”, nel doppio senso che i teatranti attribuiscono al termine: difese immunitarie e disprezzo per quel che fa corpo disciplinato, accorpamento, caserma, divisa, gerarchia. Perché disprezzare è anche far vedere il prezzo, il valore di ogni vita e pensare che non ne ha, che sta nella classe di ciò che è in-appropriabile e non può esser oggetto di cattura nella catena del valore del capitale umano.  Ad accompagnare il video ci sono anche alcune tavole di un fumetto disegnato da Chiara Piccinno e scritto da Teresa Crgurić. I fondi raccolti andranno ai portuali di Genova che, nella rimozione generale ad opera dei conduttori dei TG della televisione di cui paghiamo il canone, provano a lottare per non imbarcare armi verso i teatri di guerra. I camalli, i facchini, i trasportatori, lavoro vivo, insomma. Le Linee Guida dell’educazione Civica, qui sul sito più volte citate,  confondono i concetti espressi nella nostra Costituzione, mescolano la difesa e l’offesa potenziale: Patria, inno, bandiera, tutto nella tradizione della diade Atene e Gerusalemme. Righe che sono una prosa ideale per la propaganda militare nelle scuole, tanto che ogni incontro o gita con le Forze Armate, tempo sottratto alla didattica, i solerti docenti lo dovranno segnare sul registro elettronico come ore di Educazione Civica. Nulla è più trasversale di questa materia di insegnamento, che nemmeno dovrebbe avere statuto a sé. Forse, suggerisco, provino i docenti qualche volta a dire “preferirei di no” e chissà, in un soprassalto di etica professionale, provino a proiettare in quelle due ore uno dei film che ho citato più su, o mostrino i lavori delle due fumettiste. È più facile di quel che sembra, lo scriviamo sempre sul nostro Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università: se arrivano gli ispettori si spiega loro l’inutilità della visita visto che i docenti sono ancora protetti da quella stessa Costituzione violata dal Ministero di Giuseppe Valditara. Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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CARCERE: 150 DETENUTI IN RIVOLTA NEL PENITENZIARIO DI COMO, “UN FATTO DRAMMATICAMENTE ANNUNCIATO”
Altissima tensione nel carcere di Como dove, nella tarda serata di giovedì, “sarebbe stato sventato un tentativo d’evasione”. Pochissime le notizie filtrate dal carcere Bassone, se non le veline della polizia penitenziaria, in cui si parla “disordini da parte di circa 150 detenuti e di contusi tra agenti e reclusi“. “Purtroppo non siamo stupiti di quanto è accaduto”, – afferma Fabrizio Baggi, compenente della direzione nazionale di Rifondazione Comunista ai microfoni di Radio Onda d’Urto – “da anni denunciamo le condizioni disumane nelle quali versano le persone private della libertà personale all’interno della stragrande maggioranza delle carceri italiane e, in modo particolare, nella nel penitenziario di Como che, come è risaputo, è uno dei peggiori sul piano del sovraffollamento, della mancanza pressoché totale di attività di reinserimento sociale, della mancanza di personale qualificato come psicologi e mediatori culturali”. Fabrizio Baggi, compenente della direzione nazionale di Rifondazioe Comunista. Ascolta o scarica
November 14, 2025
Radio Onda d`Urto
STRAGI SUL LAVORO: DUE OPERAI MORTI IN POCHE ORE IN LOMBARDIA, UNO NELLA CAVA DI BOTTICINO (BS)
Strage senza fine sul lavoro: in Lombardia due morti soltanto questa mattina. Un operaio è morto schiacciato dai detriti nel Comasco, un’altro è stato vittime di una dinamica simile in una cava del Bresciano. In un’azienda di Faloppio, un uomo di 57 anni ha perso la vita schiacciato da un masso che si è staccato per cause ancora da accertare. A Botticino, in provincia di Brescia, è morto sul lavoro un operaio di 54 anni. Mentre lavorava all’estrazione e lavorazione del marmo in una cava, è stato travolto da una lastra, per cause in corso di accertamento. La cava è stata posta sotto sequestro. Il commento di Fabio Mascia segretario generale Fillea CGIL Brescia. Ascolta o scarica
June 23, 2025
Radio Onda d`Urto