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Il mezzo è il fine: proposta di adesione alla Marcia Mondiale per la pace e la nonviolenza
Mercoledì scorso si è svolto a Milano l’incontro per la Quarta Marcia Mondiale per la pace e la nonviolenza. Mi ha invitato Guido, della Casa per la pace di Milano. Non ci vedevamo da quando entrambi siamo risultati maturi all’esame di Stato. Frequentavamo, infatti, lo stesso liceo a Milano e già allora eravamo insieme nel collettivo della scuola. Non ci vediamo da 35 anni, ma ci siamo capiti al volo. Solo le relazioni ci faranno uscire dall’abisso e questo ritrovarsi fa parte della riemersione dall’oscurità delle guerre che dobbiamo iniziare o, meglio, continuare. Anche il luogo dell’incontro è significativo. Si tratta del Cohousing Base Gaia di Milano, l’unica esperienza di questo tipo della città lombarda. Una cooperativa edilizia che, acquistando un terreno in zona MM Cimiano e costruendoci sopra un edificio, è riuscita a calmierare i costi esorbitanti del mercato immobiliare meneghino. Non solo: essendo un cohousing, ha un’alta percentuale di spazi comuni insieme agli alloggi dei coabitanti. E proprio in uno di questi spazi si è svolta la riunione milanese per la Quarta Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. Non è un caso: è proprio la bellezza che si crea quando mezzi e fini coincidono. Le altre edizioni della Marcia sono state realizzate da un gruppo di persone che ha attraversato molti paesi del globo, incontrando altre persone semplici e anche qualche “grande” della Terra, come Ban Ki-Moon, l’ex segretario delle Nazioni Unite. Questa quarta edizione si svolgerà invece con centinaia, speriamo migliaia, di manifestazioni che avranno luogo in ogni città e in ogni paese, tra il 16 settembre e il 4 ottobre 2026. “Chi non sa cosa fare e soffre per la situazione che vive potrà mettersi al collo un cartello e manifestare”, ha spiegato Rafael de la Rubia l’altra sera. Rafael era l’oratore dell’incontro. Attivista spagnolo, figura centrale dell’umanesimo universalista, è il fondatore e il principale promotore della Marcia Mondiale. “Non sai cosa fare? Ti senti bloccato? Bisogna manifestarlo! Partendo dalla propria manifestazione individuale ci si unisce e si trovano azioni da fare insieme”, ha proseguito a spiegare Rafael “Dobbiamo ricordarci che siamo esseri umani, esseri sociali. Chi vuole può essere coinvolto”. Il discorso è stato ampio e ha toccato molti punti che abbiamo incontrato anche noi nelle Local March for Gaza, come la manipolazione del concetto di Pace, termine che può dire tutto e niente. Per questo la Marcia non è solo per la pace ma anche per la nonviolenza: un binomio che chiarisce meglio mezzi e fini di questa iniziativa e che si è manifestato nell’incontro di Milano, avvenuto in un luogo che realizza l’obiettivo della cooperazione tra gli individui nella coabitazione. C’è stata anche la possibilità, da parte mia, di raccontare la nostra esperienza delle Local March for Gaza, del nostro unirci per reagire all’accettazione dell’inaccettabile: la progressiva e colpevole propaganda che fa del genocidio una possibilità tollerabile. Credo che la nostra esperienza sia molto vicina alla proposta di Rafael de la Rubia e dell’organizzazione internazionale “Mondo senza Guerre e senza Violenza”, l’associazione che ha dato vita al progetto della marcia. Penso sia una proposta importante e vi propongo di aderire come singoli e come Local March for Gaza, ogni singola Local sul proprio territorio. Potete farlo QUI E’ un’azione, per continuare a camminare insieme scritto per le Local March for Gaza Ettore Macchieraldo
April 16, 2026
Pressenza
Local March for Gaza in Lombardia: Il cammino è un paradosso
Il cammino è un paradosso. Per capire questa affermazione bisogna riferirsi a questo significato del termine: “dimostrazione che, partendo da presupposti riconosciuti validi, arriva a conclusioni che sembrano contrastare col senso comune o che appaiono contraddittorie”.(De Mauro) Oppure bisogna andare a camminare con altri e farlo per una giusta causa. Lo abbiamo fatto con la Local March for Gaza Passi di Pace, da Milano a Lecco. Qui trovate alcune testimonianze rilasciate dai camminatori e dai sindaci incontrati lungo il cammino. Paradossi che svelano la realtà.     Ettore Macchieraldo
March 31, 2026
Pressenza
Noi continuiamo a camminare
Sulla via di Francesco fino a Roma per consegnare le firme della nostra petizione Local March for Gaza: Newsletter 28 ottobre – 2 novembre 2025 A quasi due settimane dalla firma dell’accordo di pace, a Gaza la situazione resta drammatica. I bombardamenti non sono cessati, le vittime crescono e la fame è ancora usata come arma di guerra. Quella in corso non è una pace: è una tregua di facciata. Quando Trump ha annunciato di aver “portato la pace dopo tremila anni di conflitto”, sapevamo che era un inganno. Il conflitto non dura da tremila anni, ma da poco più di cento: nasce con il movimento sionista e la colonizzazione della Palestina ottomana, dove ebrei, cristiani e musulmani palestinesi vivevano come un’unica popolazione da oltre 1500 anni. Con la Dichiarazione Balfour, il 2 novembre 1917, la Gran Bretagna tradisce le aspirazioni d’indipendenza della Palestina e avvalla il progetto politico sionista. Da allora: 1948, la Nakba (“catastrofe” in arabo); 1967, la seconda epurazione dopo la Guerra dei Sei Giorni e l’occupazione dei territori palestinesi di Gaza e della Cisgiordania; 2023–2025, l’assedio e il genocidio tutt’ora in corso. La storia si ripete sotto nomi diversi, ma la logica è la stessa: occupazione e “annientamento”pulizia”. Parlare di “tremila anni di conflitto” significa cancellare la verità — quella del colonialismo, dell’espulsione, dell’occupazione — e sostituirla con un racconto biblico di rivalità eterna tra “popoli” predestinati. Un mito funzionale solo a chi vuole legittimare i crimini di Israele come destino, non come scelta politica. Per questo oggi camminare è ancora più importante. Da luglio a oggi, la Local March for Gaza ha attraversato decine di territori, collegando centinaia di realtà locali, reti solidali, gruppi di camminatori e pellegrini. Abbiamo raccolto quasi 10.000 firme a sostegno della causa palestinese: segni concreti di una coscienza che resiste e non dimentica. Ogni passo è testimonianza di una giustizia che si costruisce condividendo fatica, parole e strada. Cammineremo a oltranza, ben oltre il 2 novembre — giorno che segnerà una tappa cruciale e simbolica. Nel giorno della Dichiarazione Balfour (2 novembre 1917) porteremo a Roma le firme raccolte in questi mesi: saranno un messaggio di memoria, riconciliazione e pace. Perché siamo un popolo in cammino, e il nostro è un camminare che costruisce relazioni e futuro. Per questo invitiamo i camminatori e le camminatrici d’Italia a camminare con noi. Ma invitiamo anche le associazioni attive sui temi della pace e dei diritti umani, nonché i cittadini e le cittadine di Roma a raggiungerci alle soste organizzate per firmare la petizione, conoscerci e condividere con noi momenti di riflessione. Camminare oggi è un atto politico e poetico, un gesto di cura e resistenza. Camminare è il nostro modo di esserci, di non distogliere lo sguardo, di custodire la memoria mentre tutto spinge all’oblio. PROGRAMMA DELLA GIORNATA • Ore 10:00 – incontro in Piazza Sempione: lettura della petizione e possibilità di firmare la petizione • Ore 11:00 – Partenza del cammino lungo la ciclabile dell’Aniene, con passaggio dinanzi al monumento dedicato ad Ugo Forno (attraversamento di via Salaria e passaggio su viale della Moschea) • Ore 13:00 – Arrivo all’Auditorium Parco della Musica e pausa pranzo presso il monumento di piazza Jan Palach, musica e poesia, possibilità di firmare la petizione • Ore 14:30 – Ripartenza verso Ponte Milvio, proseguendo sulla ciclabile del Tevere fino a ponte Regina Margherita • Ore 16:30 – Arrivo a piazza del Popolo: incontri, musica e poesia, possibilità firmare la petizione • Ore 17:00 – Raccolta delle firme arrivate a Roma dalle Marce Locali per Gazae consegna dell’opera realizzata per raccoglierle dall’artista Davide Dormino a nome del collettivo Arti In Sumud. Come sempre, ricordiamo le Local March for Gaza in calendario fino al 28 ottobre 2025: – 24-25 ottobre Local March for Gaza Quartiere Croce di Casalecchio di Reno (Bologna – Emilia Romagna), Due giorni di cammino e incontri in attesa della tappa romana. – 18 ottobre – 3 novembre Bike for Gaza Biella -Roma Questa settimana sosteniamo la petizione promossa da Amnesty International e da numerose organizzazioni internazionali per la liberazione del dottor Hussam Abu Safiya, pediatra di Gaza, sequestrato dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024 e da allora detenuto senza accuse, in condizioni disumane come centinaia di altri medici e infermieri palestinesi. Lo scorso 16 ottobre 2025, un tribunale israeliano ha prolungato di altri sei mesi la sua detenzione arbitraria. Continuiamo a chiedere la sua immediata scarcerazione: https://www.amnesty.it/appelli/gaza-liberta-per-il-dottor-hussam-abu-safiya/ …e a camminare.   Ettore Macchieraldo
October 24, 2025
Pressenza
Cambiare il mondo pedalando
> “la bicicletta è il mezzo di trasporto più usato al mondo” Inizia così il libro che David Byrne scrisse nel 2010 sul suo mezzo di trasporto preferito. Il diario della bicicletta è anche il modo in cui l’ex cantante dei Talking heads propone la sua prospettiva per cambiare il mondo, anche solo come punto di vista. Il mezzo è il fine, questo lo abbiamo capito usando i nostri piedi per portare un po’ di Palestina nei paesi. Abbiamo iniziato con la Local March for Gaza sul Cammino di Oropa e dal 14 luglio, giorno della consegna delle prime 509 firme in Prefettura a Milano, non ci siamo più fermati. Camminare è un atto politico, abbiamo scritto nel nostro ultimo comunicato. Lo è anche andare in bicicletta. Ieri mattina è partita la Bike4Gaza, il percorso proposto e organizzato da Marco Ganni in solidarietà con la Palestina, che incontrerà a Roma i camminatori delle Local March for Gaza. Insieme consegneremo le firme della Petizione al Quirinale. Ero alla partenza della Bike4Gaza e già si vedeva che la prospettiva sul mondo cambiava. In verità c’erano diversi gruppi di ciclisti che si erano dati appuntamento alle 9:00 del mattino agli Zumaglini di Biella. Nessuno, però, era vero come quello organizzato da Marco: una bici diversa dall’altra, qualcuna parecchio sgarrupata, anche un intervento di riparazione al volo da parte della Ciclofficina Thomas Sankara di Occhieppo Inferiore, nessuno vestito come gli altri, qualcuno aveva anche i pantaloni alla zuava (quasi). Insomma erano molto, molto umani. E’ stata una bellissima partenza. Ho chiesto ieri sera a Marco come fosse andata la prima tappa. > “È andata benissimo, oltre ogni più rosea aspettativa. L’accoglienza e il > supporto a Vercelli da parte del Circolino Isola e dei membri del direttivo > provinciale ANPI sono stati commoventi. Decine e decine di attestati di > solidarietà, e di firme di adesione alla petizione. La stessa accoglienza > anche in piazza Cavour da parte degli attivisti locali pro Palestina. Siamo > arrivati e ripartiti con la scorta delle volanti della questura e a Robbio, la > gran parte del gruppo, ha fatto rientro a Biella, come previsto. Anche domani > a Pavia (saremo in 6 per questo tratto) e dopodomani a Piacenza sono previsti > incontri con l’amministrazione comunale e con gruppi di attivisti. Insomma, la > prima giornata è stata un vero successo.” D’altronde, se ha ragione David Byrne a dire che la bici è il mezzo di trasporto più usato al mondo, a forza di pedalare (o anche a piccoli passi) vedrete che riusciremo a cambiarlo. In partenza dagli Zumaglini erano in 18, oggi fino a Pavia sono in 6. Chi vuole aggregarsi, anche solo per un tratto, è ben accetto. Ecco le tappe e il contatto di Marco: 18/10/25 BIELLA-VERCELLI-ROBBIO km 70 19/10/25 ROBBIO-PAVIA km 60 20/10/25 PAVIA-PIACENZA km 60 21/10/25 PIACENZA-FIDENZA-FORNOVO km 80 22/10/25 FORNOVO-BERCETO-PONTREMOLI km 69 23/10/25 PONTREMOLI-AULLA-MASSA km 66 24/10/25 MASSA-S.ANNA DI STAZZEMA-CAMAIORE km 42 25/10/25 CAMAIORE-LUCCA-ALTOPASCIO km 43 26/10/25 ALTOPASCIO-FUCECCHIO-GAMBASSI TERME km 53 27/10/25 GAMBASSI TERME-SAN GIMINIANO-SIENA km 51 28/10/25 SIENA-SAN QUIRICO D’ORCIA km 55 29/10/25 SAN QUIRICO D’ORCIA-RADICOFANI km 35 30/10/25 RADICOFANI-BOLSENA-MONTEFIASCONE km 65 31/10/25 MONTEFIASCONE-VITERBO-SUTRI km 50 01/11/25 SUTRI-FORMELLO-ROMA km 60 02/11/25 ROMA 03/11/25 ROMA (consegna firme petizione al Quirinale) TOT KM 870 circa Per contatti 347 1526155 Marco articolo pubblicato su Local March for Gaza Ettore Macchieraldo
October 19, 2025
Pressenza
Local March for Gaza: Camminare è un atto politico
Dai cammini d’Italia a Roma: 10.000 firme per una pace giusta in Palestina. Dopo mesi di cammini, incontri e raccolte firme, il 2 novembre le Local March for Gaza arriveranno a Roma, fulcro dei cammini storici e cuore della politica italiana, portando con sé oltre 10.000 firme autografe raccolte lungo più di 30 percorsi. Camminare è un atto politico: riportare la Palestina nei paesi che abbiamo attraversato, nelle piazze e nelle coscienze, per chiedere che la Pace non resti una parola vuota ma un impegno concreto di giustizia. Arriviamo a Roma non per consegnare, ma per unire: tutte le firme raccolte confluiranno in un unico contenitore simbolico che diventerà il segno visibile di un impegno condiviso, civile e collettivo. Potente e altrettanto simbolico è il fatto che la data di arrivo a Roma coincida con il 2 novembre, anniversario della Dichiarazione Balfour (1917), giorno in cui — per la memoria palestinese — ha inizio una lunga ingiustizia. Con quella dichiarazione, la Gran Bretagna — invece di garantire l’indipendenza promessa ai popoli arabi dopo la Prima guerra mondiale — si impegnò a favorire la creazione di un “focolare nazionale” per il popolo ebraico in Palestina, ponendo le basi per un secolo di conflitto e spoliazione. Le Local March for Gaza non sono cortei di protesta, ma processioni laiche, una staffetta di intenzioni che ha unito comunità, istituzioni, associazioni e che ha attraversato territori e paesi di molte aree marginalizzate, riscoprendo la forza del cammino come gesto di relazione e coscienza. Ogni passo, ogni firma, ogni incontro ha ribadito una verità semplice: la “gente comune” non è indifferente, si sente impotente. Desidera la pace, la considera un diritto, per sé come per la gente comune a Gaza che ha perso tutto, compreso il futuro. La petizione che portiamo a Roma chiede che l’Italia: * sostenga un cessate il fuoco permanente a Gaza e nei Territori occupati; * Sostenga la richiesta di accesso umanitario immediato e illimitato alla Striscia di Gaza * condanni le violenze dei coloni israeliani e la politica di pulizia etnica in corso; * sospenda ogni collaborazione militare ed economica con chi viola il diritto internazionale; * Promuova attivamente percorsi di pace, riconciliazione e dialogo; * riconosca lo Stato di Palestina, garantendo al popolo palestinese il diritto alla libertà e all’autodeterminazione. Camminare per Gaza significa difendere il senso stesso dell’umanità, risvegliare la coscienza collettiva e restituire alla parola “pace” la sua radice: giustizia. Call to Action: un invito aperto Ognuno di noi può trasformare l’indignazione in responsabilità concreta. Aderire significa non restare indifferenti e sostenere, con la propria presenza, una richiesta collettiva di giustizia e dignità per il popolo palestinese. Per questo invitiamo associazioni, enti locali, scuole, università, giornalisti, cittadini e cittadine a unirsi a noi a Roma il 2 novembre 2025, per partecipare alla tappa conclusiva del cammino. Chi non potrà essere fisicamente presente potrà aderire firmando e diffondendo la petizione su www.localmarchforgaza.it. Roma sarà una tappa simbolica, non la fine: le Local March for Gaza continueranno a camminare, testimoniare e firmare a oltranza, come rete viva e diffusa di cammini per la giustizia e la dignità del popolo palestinese. Inoltre domani mattina, sabato 18 ottobre, partirà da Biella la biciclettata Bike4Gaza. La destinazione finale sarà Roma, dove il 2 novembre il gruppo in bicicletta si congiungerà con quello della Local March for Gaza. Anche in questo caso è possibile unirsi a una o più tappe o partecipare anche solo con una firma – qui tutte le info per partecipare. Camminare è un atto politico, ma anche una preghiera laica in movimento. Continueremo a camminare perché i diritti di un popolo non possono fondarsi sulla cancellazione di quelli di un altro. Da Oropa a Roma, dal nord al sud d’Italia, abbiamo imparato che il cammino è la forma più antica e concreta di solidarietà. E continueremo a percorrerlo, insieme, fino a quando la parola “Pace” non tornerà a coincidere con verità, giustizia e libertà. Roma è una meta importante: mentre segna un punto di arrivo annuncia una nuova partenza. Siamo un parlamento che cammina, un camminare che progetta il futuro. Coordinamento Local March for Gaza Appello e petizione: https://www.localmarchforgaza.it/ Calendario delle Local March fo r Gaza fatte e da fare: https://www.localmarchforgaza.it/local-march-in-programma/ Ettore Macchieraldo
October 17, 2025
Pressenza
Passi oltre il silenzio – la Local March for Gaza nell’Area Metropolitana di Torino
Sabato 30 agosto è passata da Torino la prima tappa della marcia Passi oltre il silenzio, iniziativa inquadrata tra le Local March for Gaza iniziate con la Local march for Gaza sul Cammino di Oropa; ho incontrato i marciatori di passaggio nella tappa di Torino; il centinaio di marciatori hanno fatto tappa in piazza Vittorio Veneto provenienti da Moncalieri e sono ripartiti per San Mauro. Associata alla marcia c’è una petizione in cinque punti per cui si raccolgono le firme, sia durante le marce che via internet, firme che per l’iniziativa specifica verranno consegnate al Prefetto di Torino durante l’ultima tappa dalla marcia, prevista per sabato 27 settembre. La petizione chiede che l’Italia * Dichiari pubblicamente il sostegno a un immediato cessate il fuoco permanente a Gaza e nei Territori occupati della Cisgiordania, e si impegni per una soluzione politica che garantisca sicurezza, diritti e autodeterminazione al popolo palestinese. * Sospenda ogni forma di esportazione di armi e componenti militari verso Israele, in coerenza con la legge 185/1990 che vieta la vendita di armi a Paesi in guerra o che violano sistematicamente i diritti umani, e dell’articolo 11 della Costituzione italiana secondo il quale l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. * Sostenga la richiesta di accesso umanitario immediato e illimitato alla Striscia di Gaza per gli aiuti medici, alimentari e civili, rafforzando il ruolo delle organizzazioni italiane e internazionali attive sul campo. * Condanni ogni forma di violenza contro i civili, inclusi gli attacchi indiscriminati, gli sfollamenti forzati, l’uso di armi proibite, e chieda l’applicazione delle risoluzioni ONU e della giustizia internazionale, compresa la Corte Penale Internazionale. * Promuova attivamente percorsi di pace, riconciliazione e dialogo, anche attraverso il sostegno a progetti di educazione alla pace, scambi tra giovani, iniziative artistiche e culturali che favoriscano l’empatia e il riconoscimento reciproco. Enzo Bauducchi spiega così la motivazione profonda di questa iniziativa: “Perché camminare? Perché il cammino è un momento in cui si sta insieme e insieme si capisce che possiamo essere una massa critica importante, che non è vero che non contiamo nulla, ma che dobbiamo scuoterci dall’indifferenza e dal silenzio e dire basta.” I prossimi appuntamenti e percorsi di Passi oltre il silenzio sono: * Sabato 13 settembre Settimo – Mappano – Borgaro – Venaria * Sabato 20 settembre Druento – Pianezza – Rivoli * Sabato 27 settembre Rivalta – Beinasco – Nichelino – Torino: termine della Local March davanti alla prefettura. Giorgio Mancuso
August 31, 2025
Pressenza
Dall’Italia profonda per la Palestina libera
Si stanno svolgendo in tutta Italia le Local March for Gaza Partite dalla prima marcia, realizzata sul Cammino di Oropa tra il 10 e il 14 luglio scorsi, ce ne sono in programma altre 10. Obiettivo finale la consegna a Roma delle firme a fine ottobre, inizio novembre. Ecco due brevi resoconti delle Local March in corso. > Primo giorno effettivo di marcia sul Cammino dei Briganti, in Marsica, > Abruzzo. > > Vorrei che fosse una vacanza, paesaggi favolosi, gente stupenda; tanta gente, > tanta gente che grida “Palestina libera”. > > Raggiungiamo la Local March for Gaza sul Cammino dei Briganti dopo la > partenza, a Poggetello. Purtroppo il nostro treno è arrivato tardi. Sarebbe > stato bellissimo partire con la banda insieme a tutto il gruppo. Non importa, > siamo comunque stati accolti da applausi. > > Nella sosta a Tubione, Nazarena ha letto la petizione. Sempre commovente! > > Arriviamo a Scanzano, invadiamo il paese di colori. > > Stanchi ma sorridenti, infine, arriviamo alla meta: San Donato. > > Una lunga tavolata conclude il primo giorno della Local March sul Cammino dei > briganti. Alle immagini di paesaggi da fiaba si sovrappongono quelle > drammatiche di Gaza distrutta, rasa al suolo. > > Ai sensi di colpa perché non moriamo sotto le bombe, si sovrappone la voglia > di agire affinché tutto questo finisca. > > Con il pensiero siamo già a Roma a consegnare le migliaia di firme che stiamo > raccogliendo durante i Cammini. > > E con speranza sempre più viva brindiamo alla Palestina libera > > di Ivana Novello Il secondo giorno sul Sentiero Liguria > Che dire? Emozione e speranza crescono passo dopo passo, col consolidarsi > delle relazioni personali e con la consapevolezza che tante altre Local March > prendono il via in questi giorni > > Abbiamo condiviso pensieri di pace non solo fra di noi – camminatrici e > camminatori dai 9 ai 70 anni – ma anche con persone trovate per caso. > > Abbiamo incontrato amministratori locali e legato scarponi con suole staccate. > Ci siamo asciugati qualche lacrima per le parole di Alessia, partecipante > disabile che ci ha regalato riflessioni commoventi. > > Abbiamo sudato tanto e accolto con gioia infantile la sorpresa dell’amica > Sonia che ci attendeva a Laigueglia per offrirci una simbolica fetta di > anguria. > > Insomma abbiamo vissuto le gioie, gli imprevisti e i doni del cammino che > sempre ci apre spiragli di possibilità. Chissà, forse il bene può ancora > vincere. > > di Marina Pissarello > >   Ettore Macchieraldo
August 25, 2025
Pressenza
La Local March for Gaza riparte da Albenga
Stamattina erano in 52 alla partenza della seconda Local March for Gaza da Albenga. Fiorite dalla prima sul Cammino di Oropa  che ha aperto la strada a ben altre 9 marce. Con oltre 160 pellegrini, quella di Oropa ha attraversato luoghi significativi del Piemonte orientale, per poi culminare a Milano, portando una richiesta chiara, consegnata in Prefettura: la petizione già firmata da oltre 500 persone per un cessate il fuoco immediato, la sospensione delle armi e l’accesso umanitario a Gaza. Oggi, 23 agosto, ad Albenga in Liguria c’erano 52 persone alla partenza, che hanno percorso 7,4 km e raccolto firme per la petizione. Stavolta le firme verranno raggruppate tutte, da tutte le Local March for Gaza d’Italia e portate a Roma a fine ottobre. Domani, 24 agosto, partirà la terza Local March for Gaza, stavolta da Sante Marie in Abruzzo e percorrerà il Cammino dei Briganti. Dice Ivana in viaggio con me: > “Cammino dei Briganti. 1 giorno > Partiti! Alla stazione di Torino la mia bandiera palestinese è stata accolta > con dei “brava”, “grazie signora”, sorrisi, approvazioni. > Domani saremo sul Cammino dei Briganti con la Local March for Gaza. > Sventoleremo le bandiere di un popolo vessato, imprigionato, torturato, > affamato, assassinato per dire “Basta” al nostro governo opportunista e > guerrafondaio. Per chiedere che finalmente apra gli occhi su una tragedia > umanitaria di cui continua a negarne l’esistenza, per chiedere che sospenda il > commercio di armi con Israele, che spinga per l’apertura di un corridoio > umanitario a Gaza, e si attivi perché si fermi l’avanzata dei coloni in > Cisgiordania. > Domani saremo in tanti, saremo un lungo arcobaleno nato da qualche goccia di > rugiada nel cuore di alcune persone speciali; un arcobaleno che occuperà il > cielo d’Italia e raggiungerà Roma per scuoterla dall’inedia. Cammineremo > pacificamente, ci armeremo di non violenza contro la violenza. Per fermare > tutte le guerre. E ci riusciremo perché saremo sempre di più ad “invadere” > senz’armi i sentieri del mondo.” Chi vi scrive è in viaggio su un treno notte per raggiungere insieme a altri 3 sodali, di cui una è appunto Ivana,  la marcia abruzzese. Anche ad Albenga ci sono tra i camminatori dei partecipanti alla prima Local March. Una sorta di staffetta che si realizza e fa tesoro delle esperienze, Viaggiamo con negli occhi e nel cuore le parole di Muin Masri, scrittore palestinese residente a Ivrea: > “Non so se un giorno riavrò la mia patria e se tornerò a casa mia da uomo > libero, ma ho aspettato 77 anni e, se necessario, ne aspetterò ancora 2000 ai > bordi della Storia. Non importa se pioveranno missili per sempre sulla mia > testa o se ci sarà, finalmente, il sole; non importa se dormirò ancora per > molto nelle tende con la mia donna, i miei figli e i miei nipoti o se, prima o > poi, troverò una sistemazione dignitosa all’ombra del vecchio ulivo. > > Quando nasci e vivi da palestinese non ti importa niente di niente, non ti > importa a quanti funerali devi ancora assistere o se un giorno avrai un > matrimonio con musica, balli e tanti invitati. Una delle cose più importanti è > vedere tanta gente mai conosciuta prima, dedicare il loro tempo libero a > portare la tua causa in giro per il Belpaese, camminare ovunque per venirti > incontro e abbracciarti con lo sguardo. > > Carissimi camminatori delle LocalMarchforGaza, a nome di ogni palestinese e di > ogni oppresso, vi ringrazio di cuore, siete la nostra unica speranza, luce in > questo mondo di buio.” Stiamo viaggiando con il buio non solo per impattare meno sull’ambiente, ma soprattutto perché non abbiamo paura. Come hai detto tu, Muin, la libertà esiste quando si vince la paura e si fa quello che serve a tutti, in primo luogo agli oppressi. Ettore Macchieraldo
August 23, 2025
Pressenza
Le Local March for Gaza si moltiplicano
12 agosto, Biella – Sulla scia del successo della prima “Local March for Gaza” sul Cammino di Oropa, che ha visto oltre 160 pellegrini marciare fino a Milano per chiedere il cessate il fuoco immediato, il movimento si espande in tutta Italia con nuove marce locali. Queste iniziative, descritte come “lacrime che si uniscono per creare una pioggia benefica di speranza,” rappresentano un invito all’azione per trasformare il dolore in movimento pacifico. Il successo della marcia iniziale, che si è conclusa con la consegna in Prefettura di una petizione firmata da oltre 500 persone, ha ispirato la creazione di un kit di mobilitazione, un “vademecum” che fornisce le linee guida per organizzare marce locali. Il documento sottolinea i valori fondamentali di nonviolenza, multiculturalità e autonomia che caratterizzano il movimento. Nel prossimo futuro, diverse nuove marce sono già in programma, a testimonianza della crescente solidarietà: * Liguria: Dal 23 al 25 agosto, una marcia si snoderà da Albenga a Cervo, con Marina Pissarello e Marina Manieristi come referenti. * Cammino dei Briganti (Abruzzo): Dal 24 al 27 agosto 2025, la marcia partirà da Sante Marie e terminerà ad Avezzano, guidata da Luca Gianotti e Fabiana Mapelli. * Area Metropolitana di Torino: Dal 30 agosto al 27 settembre, il cammino “Passi oltre il silenzio” si svolgerà sulla Corona delle Delizie, con tappe in diverse città e conclusione in Piazza Castello. * Val Maira: Dal 30 al 31 agosto 2025, una staffetta a piedi di 24 ore seguirà il fiume dalle sue sorgenti. Il referente è Marta Campostano. * Modena: Il 30 e 31 agosto, il “Cammino di pace per Gaza” attraverserà Vignola e Spilamberto, con Claudio Ansaloni come referente. Il movimento, che si basa sul camminare come atto di solidarietà, culminerà a fine ottobre a Roma, dove le firme raccolte sulla petizione verranno consegnate alle autorità competenti, in un gesto concreto per richiamare l’attenzione sulla necessità di pace e giustizia. In parallelo, il 16 agosto, l’ecomuseo della Trappa ospiterà l’evento “Parole per Gaza,” un’iniziativa che si collega idealmente al movimento, mettendo in evidenza il potere della parola unito a quello del cammino. Per ulteriori informazioni e per scoprire come partecipare, si invita a visitare il sito web del comitato e a consultare il vademecum. Contatti: adesioni@localmarchforgaza.it QUI la petizione per il cessate il fuoco immediato, la sospensione delle armi e l’accesso umanitario a Gaza. https://www.localmarchforgaza.it Redazione Piemonte Orientale
August 12, 2025
Pressenza
E’ su PeerTube il video della Local march for Gaza
E’ on line il video realizzato da Alberto Conte sulla Local March for Gaza Un’esperienza di lotta nonviolenta per il cessate il fuoco a Gaza, per la libertà per i palestinesi e, quindi, per il genere umano. Partiti da Oropa (BI) per il primo cammino che ha portato almeno 160 persone dai monti a valle per dire che dobbiamo “restare umani”, passo dopo passo disporsi all’ascolto dell’altro e rigettare la violenza in ogni sua forma. Cosa c’è di più non violento del camminare? Scrivo su Pressenza, tra i promotori della Marcia mondiale per la pace e la nonviolenza, ma si può citare la Perugia – Assisi , o, addirittura, le marce da Selma a Montgomery Le Local march prendono ispirazione da tutto ciò e dalla Global March to Gaza, declinandola sui territori e usando come mezzo il cammino. A proposito di mezzi… si sa che per i nonviolenti il fine non giustifica affatto i mezzi, come sostiene ogni buon manuale di politica da Macchiavelli in poi. E allora il video è caricato su una piattaforma libera. Si chiama PeerTube PeerTube non profila, non ruba i tuoi dati, non è governata da algoritmi opachi e moderazioni oscure. E, soprattutto, non veicola camapgne di disinformazione a favore del governo d’Israele e del genocidio dei palestinesi. Quindi : Viva PeerTube, Viva le marce, Viva la nonviolenza, Viva la libertà e buona visione di Ettore Macchieraldo     Ettore Macchieraldo
August 2, 2025
Pressenza