Tag - corsa al riarmo

Referendum: voci diverse per un NO e…
…. e un caro amico della “bottega” che invece vota Sì. Interventi di Raffaele Barbiero, Valerio Calzolaio, Davide Fabbri, Luigi Ferrajoli, Gianni Lixi, Mario Sommella. Con una breve replica di Daniele Barbieri all’amico che nell’urna “tradirà”… A seguire i link ai nostri articoli precedenti. L’invito di Valerio Calzolaio Domenica prossima andrò a votare e voterò no. I referendum contengono vari
Trionfo di Takaichi in Giappone. Strada spianata al riarmo del Sol Levante
La scommessa lanciata da Sanae Takaichi, da ottobre nominata prima presidente del Partito Liberale Democratico (PLD) e poi prima ministra del Giappone, è riuscita. Le elezioni anticipate chiamate per rafforzare la sua risicata maggioranza le hanno consegnato non solo la maggioranza assoluta della camera bassa del Sol Levante, ma i […] L'articolo Trionfo di Takaichi in Giappone. Strada spianata al riarmo del Sol Levante su Contropiano.
February 10, 2026
Contropiano
Papa Leone dice no al riarmo
Nel messaggio per la 59a Giornata mondiale della pace, Papa Leone XIV denuncia la corsa al riarmo fino a proporre un “disarmo integrale”. Arriva a citare le cifre del Sipri sull’aumento delle spese militari del 9,4% rispetto all’anno precedente per arrivare a una cifra complessiva di 2.718 miliardi di dollari (il 2,5% del PIL mondiale). Mi chiedo se i politici cattolici saranno capaci di riflettere e meditare per poi agire di conseguenza rifiutandosi di votare i programmi di crescita della spesa per nuovi sistemi d’arma, di negare il proprio voto agli incentivi previsti in finanziaria per le aziende di armi e di interrompere questa spirale di morte. Il Papa arriva a denunciare “le campagne di comunicazione e programmi educativi, in scuole e università, così come nei media, che diffondono la percezione di minacce e trasmettono una nozione meramente armata di difesa e di sicurezza”. E poi denuncia l’appalto che questa maldestra politica della sicurezza e della difesa ha effettuato all’intelligenza artificiale e a ogni altra forma di tecnologia e cibernetica in grado di colpire con più efficienza e senza controllo umano diretto, gli obiettivi da eliminare. Altro che post-umano, siamo all’antiumano. Mosaico di pace
December 19, 2025
Pressenza
Sono gli interessi dell’industria militare a spingere la corsa al riarmo
Riceviamo e pubblichiamo da Gianni Alioti, attivista di ‘Weapon Watch’ ed uno dei maggiori esperti italiani di produzioni militari Nel 1988, il punto più alto raggiunto durante la Guerra Fredda, le spese militari nel mondo, a valori costanti, avevano raggiunto i 1.750 miliardi di dollari, nel 2024 le stesse hanno raggiunto ii massimo storico di 2.718 miliardi di dollari (+55% in termini reali).(Fonte SIPRI) L’andamento delle spese militari – a valori costanti- dal 1988 al 2024 dimostra quanto non sia vero che abbiamo goduto di un “dividendo della pace”. Ciò è vero solo nella prima metà degli anni ‘90 per effetto degli accordi di disarmo tra Urss e Usa e tra la Nato e il Patto di Varsavia, che sancirono la fine della ‘Guerra fredda’. Poi le spese militari hanno ripreso a crescere (specie dal 1999), con una flessione negli anni successivi alla crisi finanziaria del 2008-2009, per poi impennarsi negli ultimi dieci anni. Sul piano ReArm Europe, l’ingente trasferimento di risorse pubbliche verso le spese militari (+800 miliardi entro i prossimi quattro anni e l’obiettivo del 5% del Pil entro il 2035) e la preparazione alla guerra con la Russia, si innesta su un decennio (2014-2024) di crescita delle spese militari nei paesi Ue (+ 121%) e della voce armamenti (+325%)- dati depurati dall’inflazione – (Fonte Consiglio Europeo). L’ultimo rapporto della Agenzia europea della difesa ha confermato che l’anno scorso, le spese militari nei 27 paesi Ue hanno raggiunto 343 miliardi di euro e quest’anno raggiungeranno i 392 miliardi di euro (+11% in termini reali). E’ grave che il piano di riarmo europeo sia stato imposto dalla Comunità Europea senza un vero dibattito pubblico e una approvazione parlamentare, sia per le ragioni etiche e politiche che per le conseguenze sulla tenuta del welfare e sulle politiche di contrasto alla crisi climatica. Rispetto al coordinamento del piano ReArm Europe, ai fini di una difesa comune europea e del rafforzamento dell’industria europea della difesa, all’orizzonte di questa Ue non c’è in agenda alcun percorso per una difesa comune europea. Per la prima volta, invece, la Comunità Europea ha un commissario all’industria della difesa e dello spazio. Rispetto al passato, il budget europeo destinato a spese militari sarà tale da poter favorire politiche di coordinamento e integrazione dell’industria europea. Sono gli interessi dell’industria militare pertanto, a condurre le danze con la politica in Europa, a pieno servizio del complesso militare-industriale e finanziario. Ad esempio, la tedesca Rheinmetall è il più importante hub europeo sia per l’espansione a Est delle produzioni militari,compresa l’Ucraina, sia nel potenziamento del settore del munizionamento e dei veicoli corazzati a livello globale (a partire dalla joint venture con Leonardo). Nei fatti, le scelte strategiche di Rheinmetall confermano come, prescindendo dalla retorica sul recupero di autonomia dell’industria europea verso quella americana nel campo della difesa, non emerga in realtà una strategia coerente in ambito Ue. Un’industria militare europea in competizione con quella nord-americana non esiste, mentre c’è una compenetrazione e interdipendenza produttiva e tecnologica tra le due sponde dell’Atlantico. Insieme a un’integrazione dei mercati, con una presenza diretta reciproca delle aziende Usa nel mercato europeo e delle aziende europee nel mercato americano, è presente, soprattutto, una integrazione finanziaria. Gli azionisti che controllano le cinque maggiori aziende al mondo per fatturato militare sono anche i principali azionisti delle più importanti aziende europee: Airbus, BAE Systems, Rolls Royce, Leonardo, Hensoldt, Rheinmetall, JSC Ukrainian Defense Industry ecc. E’ questa la vera dinamica che ci spinge al riarmo ! Redazione Italia
November 25, 2025
Pressenza
Immagini eloquenti e dichiarazione dei partecipanti al corteo del 15 novembre
Il corteo che ha sfilato per la città e raggiunto lo stabilmento FACO di Leonardo S.p.A. a Cameri – in provincia di Novara – è illustrato nel fotoreportage fornito dai promotori dell’iniziativa. “Essere qui oggi vuol dire non solo ‘dire no alla guerra’, ma anche non coinvolgere i cittadini in una guerra che nessuno vuole ed è finanziata dallo Stato – hanno spiegato gli organizzatori a nome di tutti i partecipanti – Noi non ce l’abbiamo con i lavoratori, ma si deve sapere che qui vengono assemblati gli F35 e si realizzano i cassoni alari. Noi protestiamo contro la politica industriale perché qui si produce un tassello del mosaico bellico e il 30% della Leonardo SpA è di proprietà dello Stato. I nostri soldi non vogliamo che vengano investiti nella guerra, ma nella salute e nel sociale. Per cui le guerre che ci sembrano lontane sono invece tanto vicine e la partita si gioca anche in casa nostra. Non solo si uccide là, ma anche qui con i tagli alla Salute e al Sociale a favore della guerra”. PRESSENZA : * contro Leonardo SpA e le fabbriche di morte del governo italiano * Rete Antimilitarista del Nord Italia: contro “la guerra, la militarizzazione e le politiche del governo Meloni” ALTRE FONTI : * Corriere di Novara / Manifestazione a Cameri contro la guerra e gli F 35   Redazione Piemonte Orientale
November 16, 2025
Pressenza
Non accettiamo un governo che blatera di “casa” mentre investe nel riarmo
Francesco, medico sulla Flotilla, contesta Tajani con una bandiera palestinese e viene trascinato via dai  Carabinieri Piazza Carignano, Torino — Stamattina Francesco di @Ultima.Generazione ha denunciato la complicità di questo governo proprio davanti ai ministri Tajani, Bernini, Zangrillo e Pichetto Fratin, presenti per gli Stati Generali della Casa. Ironico, no? Mentre loro parlano di “casa” mentre milioni di persone a Gaza vengono private della loro, grazie anche ai cannoni italiani della OTO-Melara (Leonardo Spa). E anche adesso, con una “pace” che sa di ricatto, l’occupazione israeliana illegale e gli attacchi ai civili palestinesi continuano a provocare decine di morti. Francesco, medico, nelle settimane scorse era a bordo della Flotilla e, mentre stava navigando verso le coste di Gaza per consegnare medicine e dare il cambio ai medici palestinesi stremati da due anni di genocidio, era stato rapito illegalmente dai militari israeliani in acque internazionali. Tajani non mosse un dito per difendere Francesco e le altre decine di persone degli equipaggi delle Flotille sequestrate in acque internazionali e deportate in Israele. Del resto, per lui, “il diritto vale ma fino a un certo punto”. Oggi a Torino diverse centinaia di persone sono scese in piazza manifestando pacificamente umanità e la propria contrarietà a governo che sfratta e si rende complice del genocidio a Gaza. La risposta dello Stato? Cariche e repressione, cittadini feriti per aver osato manifestare. A questa repressione dobbiamo rispondere con una serie di azioni nonviolente di disobbedienza civile, con scioperi, con la continua presenza nelle strade. Quello di Francesco è un invito per tutte e tutti: riusciremo a ottenere risultati concreti solo se la pressione continuerà, giorno dopo giorno, finché questo governo non sarà costretto ad ascoltare. Smettiamo di accettare passivamente un governo che blatera di “casa” mentre investe nel riarmo, lasciando indietro sanità, istruzione e transizione ecologica. Boicottiamo e mandiamoli a casa! Commenta ora con BOICOTTIAMO e ti inviamo il link per aderire al boicottaggio dei supermercati che stiamo facendo ogni sabato. #UltimaGenerazione qui il video  facebook.com/reel Ultima Generazione
October 25, 2025
Pressenza
Strasburgo vota compatta per un’escalation con la Russia
È stata approvata, con larga maggioranza, la mozione che chiedeva al Parlamento Europeo una “risposta unitaria dell’UE alle violazioni russe e alle minacce di guerra ibrida“. Votata il 9 ottobre, questa mozione agita nuovamente lo spauracchio delle provocazioni arrivate dal Cremlino e che a più riprese si sono dimostrate completamente […] L'articolo Strasburgo vota compatta per un’escalation con la Russia su Contropiano.
October 11, 2025
Contropiano
L’Eurocamera fa ricorso sul SAFE, von der Leyen traballa ancora un po’
Il Parlamento Europeo, attraverso la sua presidente Roberta Metsola, ha presentato alla Corte di Giustizia UE una richiesta di annullamento del regolamento del SAFE, lo strumento per gli acquisti comuni della difesa europea. In questo modo, Strasburgo dà una spallata alle decisioni della Commissione Europea e di von der Leyen. […] L'articolo L’Eurocamera fa ricorso sul SAFE, von der Leyen traballa ancora un po’ su Contropiano.
August 23, 2025
Contropiano
Fuori la guerra dalla città di Genova!
Venerdì sera centinaia di cittadini e cittadine hanno partecipato a una assemblea pubblica a Genova proposta e organizzata dal locale Coordinamento “Disarmiamoli”. In una piazza gremita abbiamo portato a conoscenza dei presenti che l’idea del governo centrale e della giunta regionale sulla duplice natura della nuova diga foranea (uso civile […] L'articolo Fuori la guerra dalla città di Genova! su Contropiano.
July 26, 2025
Contropiano
13 luglio, mobilitazione regionale contro la base USA di Camp Darby
MOBILITAZIONE REGIONALE CONTRO LA BASE USA DI CAMP DARBY 13 LUGLIO 2025. 18 PRESIDIO ALL’INGRESSO DELLA BASE, Via Vecchia Livornese 788 Pisa Dai presidi di Pisa e Firenze di Lunedì 23 giugno, convocati in tutta Italia dopo gli attacchi degli USA all’Iran e l’assemblea a Pisa del 1 luglio come […] L'articolo 13 luglio, mobilitazione regionale contro la base USA di Camp Darby su Contropiano.
July 4, 2025
Contropiano