No ai CPR, né a Castel Volturno né altrove
Con un ribasso del 25%, l’appalto per la costruzione del CPR – Panopticon di
Castel Volturno è stato aggiudicato per 31,4 mln di euro alla cordata guidata
dalla Ge.Di Group Spa di Altamura, parte del consorzio stabile Conpat Scarl, che
si è candidata insieme a studi di architettura e di ingegneria campani (maggiori
dettagli nell’articolo
altreconomia.it/e-stata-aggiudicata-la-gara-in-deroga-per-la-costruzione-del-cpr-di-castel-volturno/).
In deroga – come è legale purtroppo per i i CPR – a tutto, anche al fatto che la
Regione Campania avesse istituito una zona a protezione speciale dal punto di
vista naturalistico. Per non dire della fortissima opposizione del territorio.
E’ prevista la sua apertura verso fine 2028 circa.
NO AI CPR, NE’ A CASTEL VOLTURNO NE’ ALTROVE
Una terra già ferita, da secoli violentata e saccheggiata, teatro di
sfruttamento e discriminazione – ieri del bracciantato meridionale e ora delle
persone migranti che sulla Terra dei Fuochi, ridotte in schiavitù, gettano il
proprio sudore e il proprio sangue – non può subire anche l’onta della
costruzione di un luogo di tortura e deportazione, a suggellare il razzismo di
Stato che la pervade.
Tanto meno nella conformazione ignobile e disumana prevista del Panopticon,
emblema da sempre di repressione e disumanizzazione, in passato soprattutto
anche degli oppositori di regime. E oggi infatti il nemico n. 1 è lo “straniero”
, sempre più spesso nella sua variante junior del “maranza”.
Ieri, in una variegata inedita compagine che teneva insieme vescovi e centri
sociali, anche noi abbiamo sfilato tra quei campi di fatica per dirlo forte e
chiaro, con un’unica voce proveniente da decine di migliaia di corpi di ogni
colore: No ai CPR, né a Castel Volturno né altrove!
Oggi, domenica 25 ottobre, si continua a Napoli con l’assemblea del Network
Against Migrant Detention che abbiamo contribuito a creare, all’ex Asilo
Filangieri.
Per compattare, ora più che mai, un fronte unico e resistente che si opponga
alle politiche razziste, repressive ed espulsive, delle quali la detenzione
amministrativa in generale, i CPR e i più evanescenti “luoghi idonei” sono la
massima, orrenda, espressione.
A difesa dei diritti fondamentali dall’aggressione della violenza di Stato ora
in atto nella sua massima potenza e pervasività.
Fermi preventivi, daspo, zone rosse, utilizzo di dati biometrici per il
riconoscimento, repressione del dissenso con decreti “sicurezza” liberticidi,
sono della stessa matrice dei CPR, e insieme a questi vanno abbattuti.
A tutela della libertà di tutte e di tutti.
qui foto e video: https://www.facebook.com/NoaiCPR/posts
Redazione Italia