Messico, la rivolta per il diritto all’acqua
“Alloggio”, “Sanità”, “Istruzione pubblica”, “Fermare il genocidio” sono alcuni
degli slogan che hanno inondato le strade nelle ultime settimane. Decine di
migliaia di giovani di diversi paesi si manifestano nella sfera pubblica per
cause contestualmente diverse, ma che convergono nell’esigenza di protezione dei
loro diritti fondamentali. Un elemento trasversale e notevole delle recenti
mobilitazioni avvenute nelle città di Spagna, Francia, Albania e Italia, è la
denuncia collettiva di un sistema anacronistico, incapace di garantire le
condizioni presupposte nella idea di dignità umana. La attuale pluralità dei
repertori di protesta si scontra con le classiche tattiche di delegittimazione
mediatica, l’allestimento di scene scandalose dai noti blocchi neri (black bloc)
e un uso sproporzionato della forza da parte della polizia.
Tuttavia, non si tratta di un fenomeno strettamente europeo. Contemporaneamente,
la terza metropoli più estesa del Messico sta attraversando una delle sue
maggiori crisi di governabilità nella storia recente. La Zona Metropolitana di
Guadalajara in Jalisco economicamente rappresenta approssimativamente il 5% del
PIL del paese ed è una delle aree più popolate del Messico. Soltanto quest’anno,
è stata una delle sedi del mondiale di calcio in mezzo a scandali di corruzione;
sono state scoperte quasi 500 borse piene di resti umani di persone scomparse
nelle vicinanze dello stadio mundialista[i]; e la riconfigurazione del Cartel
Jalisco Nueva Generación (CJNG) dopo la caduta del suo capo “El Mencho”,
considerato dalle autorità statunitensi uno dei gruppi criminali più pericolosi
a livello mondiale.
All’inizio di questo mese, centinaia di migliaia di famiglie della Zona
Metropolitana di Guadalajara hanno iniziato a ricevere nelle loro case acqua
contaminata. Studi rivelano che il sistema di distribuzione dell’acqua che
rifornisce centinaia di località contiene metalli neurotossici come mercurio,
piombo, rame e alluminio, e persino feci umane[ii].
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Foto di: Alejandro de la Torre @alegan_dro
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Da settimane, il liquido che sgorga dai bagni, dalle cucine o dai lavandini in
buona parte delle case jalisciensi spicca per il suo fetore e un colore che
varia tra il giallo, il marrone e persino il nero.
L’11 ottobre, migliaia di cittadini hanno manifestato chiedendo alle autorità
una riparazione immediata dei sistemi di purificazione e approvvigionamento
dell’acqua. Testate giornalistiche hanno definito questa una manifestazione
intergenerazionale poiché, data la generalità della crisi, si è resa palese una
pluralità di manifestanti, da famiglie con bambini, giovani, lavoratori e
anziani[iii].
La risposta del governo è stata durissima. Di fronte a una manifestazione
pacifica, la polizia ha reagito con gas lacrimogeni, manganellate, infiltrazione
di black bloc, pietre e, come se non bastasse, acqua a pressione. Non contenti
di ciò, 39 persone sono state prelevate da elementi della polizia e imprigionate
fuori dal processo. A seguito della pressione cittadina sui social e da parte di
organizzazioni per i diritti umani, della divulgazione di video delle detenzioni
arbitrarie e persino della richiesta da parte della stessa presidente della
Repubblica, Claudia Sheinbaum, i cittadini sono stati liberati. Alcune di queste
vittime di detenzione illegale hanno documentato di essere state umiliate e
aggredite dalle autorità.
Il governatore di Jalisco, Pablo Lemus, in diversi mezzi di comunicazione, ha
rilasciato dichiarazioni contraddittorie. Da un lato, ha criminalizzato
duramente le proteste; dall’altro, ha ammesso che gli schieramenti di brutalità
poliziesca sono stati errori condannabili di alcuni agenti. E, quando è stato
interrogato sulla soluzione del problema dell’acqua, le sue risposte sono state
ugualmente erratiche. Ha segnalato che il problema della contaminazione era noto
al governo da più di un decennio; ha riconosciuto che l’infrastruttura è
obsoleta; e, come prima soluzione, ha ordinato una chiusura parziale del sistema
idrico, allo scopo di limitare il passaggio di acqua contaminata. Tuttavia, le
vere cause, che sono più di 70 scarichi illegali di acque reflue nella diga Las
Pintas, continuano a essere trascurate[iv].
D’altro canto, gli attivisti denunciano che la negligenza nel trattamento
dell’acqua fa parte di una strategia per privatizzarla in combutta con l’azienda
israeliana Mekorot, responsabile operativo dell’apartheid idrico. La pressione è
stata tale che lo stesso Lemus è stato costretto a promettere pubblicamente che
non consegnerà l’acqua di Jalisco a imprese israeliane[v].
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Foto Salvador alc Creative Commons Attribution 4.0 International
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È importante sottolineare che sia lo Stato di Jalisco che la città di
Guadalajara sono governati dal partito di opposizione Movimiento Ciudadano,
essendo uno dei pochi bastioni elettorali non ancora conquistati dal partito
egemonico (Morena), motivo per cui lo scontro partitico persiste. A ciò si
aggiunge che, nelle elezioni di metà mandato del 2027, saranno in gioco 125
comuni di Jalisco, il che delinea un panorama estremamente complesso per la
risoluzione del problema dell’acqua.
La repressione dell’11 ottobre non ha smorzato del tutto gli animi di protesta.
Soltanto una settimana dopo si è tenuta una seconda manifestazione a cui ha
partecipato un numero approssimativo di dieci mila persone, in maggioranza
giovani[vi]. Guadalajara si unisce al novero di città del mondo in cui i giovani
difendono i loro diritti fondamentali dai “poteri selvaggi”, come li chiama
Luigi Ferrajoli.
Sebbene sia vero che i repertori di protesta possano destare sfiducia in
frazioni della cittadinanza, la verità è che la resistenza e la disobbedienza
civile fanno parte della vita democratica e fungono da leva di emergenza quando
la rappresentanza politica è cooptata o si rifiuta di ascoltare. Per migliaia di
giovani questo è il loro rito di passaggio alla sfera pubblica, e se le
generazioni che ci succedono sono disposte a resistere alla violenza fisica e
simbolica per difendere i diritti, possiamo serbare con noi un po’ di speranza.
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[i] Un estadio mundialista rodeado de cadáveres
(17/12/2025)https://elpais.com/mexico/2025-12-17/un-estadio-mundialista-rodeado-de-cadaveres.html
[ii]Qué daños provocan a la salud las sustancias halladas en agua contaminada de
Jalisco (12/10/2026)
https://www.sinembargo.mx/4886118/que-danos-provocan-a-la-salud-las-sustancias-halladas-en-agua-contaminada-de-jalisco/
[iii] México: una generación sedienta se moviliza ante la crisis del agua
(20/10/2026)
https://www.dw.com/es/méxico-una-generación-sedienta-se-moviliza-ante-crisis-del-agua/a-79716639
[iv] Detectan 77 descargas irregulares en sistema antiguo (20/10/2026)
https://www.mural.com.mx/detectan-77-descargas-irregulares-en-sistema-antiguo/ar3298073?v=2
[v]“Jalisco no entregará su agua a una empresa israelí”, segura Pablo Lemus
(16/10/2026)
https://www.nacion321.com/estados/2026/10/16/jalisco-no-entregara-su-agua-a-una-empresa-israeli-segura-pablo-lemus/#:~:text=
[vi] Nueva marcha contra agua sucia en Guadalajara reúne a 10 mil personas
(19/10/2026) https://www.jornada.com.mx/2026/10/19/estados/027n1est //
Guadalajara vuelve a salir a las calles para pedir agua limpia y en protesta por
la represión (18/10/2026)
https://elpais.com/mexico/2026-10-18/guadalajara-vuelve-a-salir-a-las-calles-para-pedir-agua-limpia-y-en-protesta-por-la-represion.html
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*Carlos de Tavira Leveroni è stato professore presso la Facoltà di Filosofia e
Lettere dell’Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM). Attualmente
svolge un soggiorno di ricerca presso il dottorato di ricerca in Mutamento
Sociale e Politico dell’Università di Torino. Si è occupato di ricerche sulla
teoria della democrazia e sulla disobbedienza civile.
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