Isolare i violenti: Trump, Putin, Zelensky, Netanyahu… istituzioni economiche internazionali e governo italiano
È una frase ricorrente: se vogliono far valere le proprie ragioni, i buoni
devono “isolare i violenti”. Come pacifista sono considerata buona, quindi non
mi sottraggo all’invito.
Isolare Trump. È un uomo violentissimo, nel linguaggio e nei comportamenti. Da
quando è presidente ha aggredito paesi sovrani (Libano, Iran…); ha rapito il
presidente del Venezuela; ha sostenuto il genocida Netanyhau militarmente,
economicamente e politicamente. Attualmente non lo stiamo isolando affatto: anzi
custodiamo in Italia una trentina di bombe atomiche che lui solo controlla e
prestiamo le basi alle sue guerre.
Isolare Putin, Zelensky, Netanyahu e i signori delle decine di guerre africane
di cui non conosciamo nemmeno il nome: alimentano i conflitti in corso che danno
profitti miliardari alle nostre industrie belliche. Guerre che la nostra
costituzione ci vieterebbe come “mezzo di risoluzione delle controversie
internazionali”. Attualmente stiamo isolando solo Putin, con sanzioni che
danneggiano più noi che lui
Isolare le istituzioni economiche internazionali: come hanno ribadito 25 anni fa
durante il G8 banca mondiale e fondo monetario internazionale impongono al mondo
le politiche liberiste che, attraverso il meccanismo del debito, soffocano le
economie più povere ; e impongono le privatizzazioni che soffocano i poveri
nelle economie più ricche
Isolare il governo italiano che discrimina poveri e stranieri per assicurarsi
consenso. Che ha stravolto la costituzione con una legge elettorale indegna. Che
sostiene Israele genocida. Che paga il governo libico per ammazzare, torturare e
incarcerare chi cerca di varcare il Mediterraneo. Che sequestra le navi di
soccorso e le boicotta in tutti i modi. Che taglia le spese sociali e la scuola
per finanziare il riarmo.
Se poi l’invito a “isolare i violenti” è un invito a criminalizzare i
manifestanti di Milano, Torino e Bologna credo che debbano essere fatti una
serie di distinguo.
1. Distinguo la violenza contro le persone, che condanno, dal danneggiamento di
oggetti inanimati, che non soffrono, non muoiono e possono essere
sostituiti.
2. Rilevo che borse e scarpe da migliaia di euro non servono a trasportare
oggetti o a proteggere i piedi: servono a suscitare l’invidia sociale di chi
non li possiede. Evidentemente hanno funzionato: i manifestanti erano
davvero infuriati. A forza di sentirsi raccontare che se non hai “quelle”
scarpe sei una nullità, hanno finito per crederci. E, secondo i nostri
governanti, la scuola deve “prepararti al lavoro”, non trasmetterti cultura
e valori che ti permettano di fregartene di quelle scarpe.
3. Osservo che i giovani e le giovanissime che hanno devastato e saccheggiato
le vetrine (peraltro ASSICURATE!!!!) di Milano hanno capito di non avere un
futuro. Altro che scuola come ascensore sociale: saranno fortunat* se non
prenderanno il soffitto della scuola in testa e se porteranno a casa un
diploma squalificato. E non entreranno a scuola, se sono stranieri over il
tetto del 30%. E soprattutto saranno selezionat* in base alla loro classe
sociale di appartenenza. E la loro nonna non troverà posto all’ospedale,
perché i soldi servono per i carri armati.
4. In Francia video indipendenti hanno dimostrato la presenza di poliziotti
infiltrati tra i violenti: vestiti di nero, incappucciati, lanciano sassi e
rientrano nei ranghi della polizia. E qui?
Spero che il mio “isolamento dei violenti” sia sufficientemente deciso.
Norma Bertullacelli – praticante la settimanale ORA DI SILENZIO PER LA PACE
Redazione Genova