L’ANPI di Roma è rimasta nella piazza della celebrazione e non si è fatta intimidire
Questa mattina, in occasione delle celebrazioni del Comune di Roma per
l’anniversario del rastrellamento che i nazifascisti operarono il 16 ottobre
1943 deportando 1022 ebrei romani, la delegazione dell’ANPI di Roma (presente
come sempre alla commemorazione) è stata fatta oggetto di un’aggressione verbale
con minacce e insulti ad opera di membri della comunità ebraica.
Un’aggressione annunciata nei giorni scorsi dalle grossolane dichiarazioni del
presidente Fadlun e puntualmente verificatasi con tanto di successiva
imbarazzante rivendicazione che non fa che qualificare lo spessore dell’autore.
I fatti di questa mattina confermano tre elementi fondamentali:
1) L’ANPI di Roma è rimasta nella piazza della celebrazione insieme alle altre
associazioni presenti e non si è fatta intimidire dall’uso della violenza che
grazie alle forze dell’ordine presenti è rimasta solo verbale. Continueremo non
solo a presenziare nei luoghi della Resistenza ma come sempre ad essere il
motore di tutte le iniziative pubbliche (a partire dal 25 aprile) legate al
nostro impegno civile nel nome degli ideali della Lotta Partigiana Antifascista
e della Costituzione Repubblicana. Gli stessi valori su cui le centinaia di
migliaia di donne e uomini della Resistenza hanno fondato l’ANPI.
2) All’interno della comunità ebraica di Roma guidata da Fadlun si manifesta,
ormai da tempo, una difficoltà di fondo a ripudiare le forme di violenza e ad
accettare metodi e condotte democratiche. Fortunatamente altre donne e uomini
ebrei italiani hanno dimostrato in questi mesi (con appelli e manifesti)
sensibilità pubblica, cultura e senso della storia in relazione al tema dei
crimini di guerra compiuti in Palestina dall’esercito dello Stato d’Israele.
3) Proprio l’aver denunciato i crimini di guerra in Palestina e l’aver sostenuto
la popolazione civile di Gaza e della Cisgiordania rappresentano «la colpa»
dell’ANPI agli occhi di Fadlun e di chi ha anche oggi ha insultato e aggredito
verbalmente la nostra delegazione. Costoro sappiano che in nome dei valori dei
padri e delle madri partigiane e costituenti, l’ANPI continuerà a rivendicare
libertà, autodeterminazione, democrazia e Stato per la Palestina ed il suo
popolo.
ANPI Nazionale