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Solidarietà del Partito della Rifondazione Comunista a Fabio Marcelli
Minacce di morte a Fabio Marcelli, la solidarietà di Rifondazione Comunista 12 Ottobre 2026 A nome del Partito della Rifondazione Comunista esprimo forte preoccupazione per le minacce di morte ricevute dal compagno Fabio Marcelli, giurista specializzato in diritto internazionale e copresidente del Cred. L’impegno costante di Fabio Marcelli nella solidarietà con il popolo palestinese e nella denuncia dei crimini israeliani potrebbe essere la ragione delle minacce ricevute. Ricordo che Fabio Marcelli è uno dei giuristi che ha promosso la denuncia di Meloni, Tajani e Crosetto alla Corte Penale Internazionale per complicità nel genocidio a Gaza. Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea Maurizio Acerbo
October 13, 2026
Pressenza
Fabio Marcelli: “Perché difendere la Palestina mi sta costando minacce di morte”
Un giurista esperto di diritto internazionale che ha collaborato con l’Istituto di Studi Giuridici Internazionali (ISGI) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), il copresidente del Centro di Ricerca ed Elaborazione per la Democrazia (CRED), nella dichiarazione che ha rilasciato oggi, 13 ottobre, l’avvocato Fabio Marcelli spiega: > “Qui l’agenzia di pompe funebri. Volevamo avvisare il signor Marcelli che la > bara è pronta”. > > Giovedì 8 ottobre alle ore 12:30 circa ho ricevuto questo sibillino e > minaccioso messaggio. > > Quali gli autori? > > Come ho riferito alle Forze dell’Ordine, prontamente avvisate e assai > cooperative e disponibili, ho motivo di ritenere che il macabro messaggio sia > riconducibile alla mia attività in difesa del popolo palestinese e contro il > genocidio. > > Si tratterebbe quindi delle frange estremiste e organizzate del sionismo che > da qualche tempo stanno praticando, in particolare a Roma, una sorta di > terrorismo a bassa intensità fatto di attentati, aggressioni e intimidazioni > di ogni genere. > > Il fenomeno non va sottovalutato e prima o poi potrebbe scapparci il morto. > > Eppure devo constatare che, al di là dell’indiscutibile buona volontà e > professionalità dei singoli tutori dell’ordine, le alte sfere del ministero > dell’Interno, con in testa il buon Piantedosi, e quindi il governo Meloni nel > suo complesso, appaiono più che altro intente a perseguitare i critici di > Israele, comprimendo arbitrariamente la libertà di pensiero e di informazione, > che a identificare e reprimere coloro che, forti innanzitutto della loro > assoluta impunità, vorrebbero importare in Italia la guerra e il genocidio > scatenati da Netanyahu & C. > > Nessun provvedimento è stato infatti mai adottato nei confronti di costoro, i > cui nominativi e indirizzi sono tuttavia ovviamente noti a Digos e > Carabinieri. > > Basti pensare che il ventunenne Eitan Bondi, autore confesso della sparatoria > del 25 aprile, se l’è cavata con qualche giorno di arresti domiciliari. > > Questa evidente impunità è intollerabile e confligge in modo aperto col > principio dell’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e con il compito > istituzionale di prevenzione e repressione dei reati e tutela dell’ordine > pubblico che spetta alle autorità di polizia. > > Mentre Mohammed Hannuon e altri palestinesi sono ancora in cella sulla base di > accuse formulate sulla base di materiale prodotto in buona parte da organismi > facenti capo al governo genocida israeliano, e Piantedosi e Valditara > reprimono cittadini, studenti e insegnanti che osano denunciare i crimini di > Israele, i terroristi o aspiranti tali sionisti imperversano tranquilli e > sicuri della loro impunità. > > Si tratta d’altra parte dell’altra faccia della complicità del governo > italiano col genocidio che abbiamo denunciato alla Procura di Roma e alla > Corte penale internazionale e che continua, nonostante il tentativo vergognoso > di nasconderla, confermato ad esempio dal rifiuto anticostituzionale delle > Dogane di rivelare la natura, quantitativo e destinazione del materiale > bellico in transito per il porto di Ravenna o altri porti. > > Il governo italiano è purtroppo parte integrante del meccanismo che alimenta > la guerra, non solo in Palestina, e il genocidio. > > La guerra viene promossa mediante un uso scriteriato delle Forze armate e > delle risorse erariali, sostenendo il regime corrotto e guerrafondaio di > Zelensky, che fa di tutto e di più per far scoppiare la Terza Guerra Mondiale > allontanando così la propria inevitabile fine, o mandando contingenti militari > malamente mascherati a puntellare il regime saudita che si trova in forte > difficoltà di fronte alla controffensiva yemenita. > > Anche il regime criminale, terrorista e genocida di Bibi Netanyahu è > inevitabilmente alla frutta. > > I partiti arabi sono destinati a svolgere un ruolo decisivo nella prossima > legislatura israeliana. > > Ciò non comporterà l’abbandono immediato delle attuali politiche, ma il > governo del generale Eisenkot o di altri dovrà fare i conti con pressioni > interne e internazionali crescenti e si apriranno nuove prospettive per un > assetto di quella cruciale regione finalmente conforme al diritto > internazionale e al rispetto dell’umanità oggi martoriata nelle carni > dell’eroico popolo palestinese. > > Personalmente ho sempre nutrito il massimo rispetto e considerazione per la > cultura ebraica che considero parte importante del patrimonio ideale comune > dell’umanità. > > Così pure per la storia e l’identità delle comunità ebraiche. > > Queste ultime non possono però in nessun caso tramutarsi nella longa manus di > uno Stato che attualmente si qualifica come criminale, terrorista e genocida, > e i loro membri devono osservare i loro doveri normativi e costituzionali alla > pari con qualsiasi altro cittadino italiano. > > Uno Stato di Israele depurato da Netanyahu & C. e da ogni ideologia > suprematista, al cui interno ebrei, arabi, drusi ed altri convivano > fraternamente, potrebbe costituire il perno di un nuovo ordine mediterraneo > improntato ai principi della pace e della cooperazione internazionale. > > Sembra un sogno irraggiungibile, ma costituisce in realtà un obiettivo > irrinunciabile, da perseguire combattendo strenuamente l’attuale sciagurata > politica estera di Meloni e dei settori che, anche all’interno del cosiddetto > “campo largo” continuano a considerare se stessi e tutti noi come sudditi > sciocchi e ciechi dell’Occidente in declino anziché come fautori del futuro > condiviso dell’umanità basato sui principi fondamentali consacrati dalla Carta > delle Nazioni Unite e dalla Costituzione italiana. Redazione Roma
October 13, 2026
Pressenza