A Massarosa presidio contro i fondi israeliani nel fotovoltaico
Ieri 10 ottobre, giornata internazionale di mobilitazione per la Palestina,
c’era l’imbarazzo della scelta fra le realtà che avevano preparato
un’iniziativa. Anche vicino alla Versilia: Pisa, Livorno, Lucca, Massa.
Ma alla mattina il Coordinamento Versilia per la Palestina, unitamente ai due
Forum per la Pace Versilia e Lucca, ha deciso di dedicarsi a un problema locale
dove Israele allunga i suoi tentacoli economici sui nostri territori. In
sordina. Con noi è sceso in strada il Comitato dei residenti che lamenta disagi
e mancato ascolto da parte del Comune.
I fatti: nella frazione Pian di Mommio di Massarosa un anno fa sono iniziati i
lavori per un campo fotovoltaico a terra di 2 Mw, su terreno agricolo privato il
cui diritto di superficie è stato ceduto alla società Sunprime Solar Belt.
L’autorizzazione è stata concessa dal Comune con Procedura Abilitativa
Semplificata.
L’energia prodotta verrà messa in rete, cioè venduta senza apportare beneficio
economico ai residenti (come invece avviene per le CER). I residenti lamentano
disagi di varia natura e si sono costituiti in Comitato. Il finanziamento fa
capo a fondi israeliani e per questo è stato contattato il Coordinamento.
La consapevolezza che le energie rinnovabili siano indispensabili e urgenti non
può andare a discapito della vivibilità dei residenti, della produzione agricola
ma prima ancora del rispetto dei diritti umani da parte di chi finanzia queste
imprese.
Quindi dal nostro punto di vista ci dev’essere esclusione totale di capitali
collegati a governi che calpestano i diritti umani e praticano apartheid e
genocidio, nella fattispecie il governo sionista di Israele. Perché in questo
caso dietro all’usuale gioco societario di scatole cinesi ci sono il maggior
fondo di investimento israeliano, Noy Fund, che ha anche finanziato un grande
centro di addestramento IDF nel Negev, e una grande società israeliana
produttrice di energia rinnovabile, la NoFar Energy.
La società in oggetto (Sunprime Holdings) non è compromessa come la Shikun &
Binui inserita nella lista nera Onu, oggetto di boicottaggio mirato del BDS e
nell’occhio del ciclone in Toscana perché in attesa di approvazione definitiva
di cinque grandi impianti, con comitati e Comuni che sono insorti e che il 16
manifesteranno a Firenze sotto la Regione.
Con la Sunprime è più difficile perché i “crimini ” dei suoi finanziatori si
“limitano” a essere grandi pezzi dell’economia israeliana, ma a quanto pare non
hanno operato nei Territori Occupati e non sono nella black list. La sostanza,
però, è molto simile, il boicottaggio totale o allargato è pienamente legittimo
perché i capi di accusa non sono molto diversi.
Così noi invitiamo il Comune, in altre occasioni molto sensibile ai nostri temi,
a praticare la coerenza, appellandosi anche in Regione dove un consigliere di
AVS sta sollevando il problema, affinché fatti del genere non accadano più.
Uno strumento è quello messo in campo dal Comune di Bologna tramite i cosiddetti
appalti etici e su questa strada bisogna avviarsi, facendo cordata con gli altri
Comuni nella stessa situazione perché solo uniti si possono sperare risultati.
Per noi è stato l’inizio di un percorso, a breve chiederemo un incontro con
tutti gli amministratori e consiglieri comunali per spingere in questa
direzione.
Essere solidali con la Palestina significa praticare il duro mestiere di passare
dalle parole ai fatti.
P.S. Nel pomeriggio sono stata al corteo a Pisa, partecipato e giovane, circa
1.500 persone.
Redazione Toscana