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Michigan, otto settimane dopo: dalla permeabilità alla strategia di attraversamento
Otto settimane dopo le primarie democratiche del Michigan, la novità più interessante non è un nuovo sondaggio né un nuovo endorsement. È un cambiamento di metodo. Sette settimane dopo avevamo osservato che i confini delle coalizioni cominciavano a diventare più permeabili: alcuni elettori e alcuni temi si spostavano da un campo all’altro. Ora Abdul El-Sayed sembra tentare qualcosa di più consapevole. Non si limita a beneficiare di aperture nate altrove. Prova a costruire direttamente un ponte verso un gruppo di elettori che, almeno in parte, si è formato attorno a Robert F. Kennedy Jr. e al movimento MAHA (Make America Healthy Again). Un passo oltre i confini Il 29 settembre El-Sayed ha presentato una nuova agenda sanitaria, Building a Healthier America. Il piano propone di ridurre l’esposizione ai pesticidi, rafforzare la sicurezza dell’acqua potabile, intervenire su PFAS e piombo, ampliare l’accesso a cibo sano e limitare l’influenza delle grandi aziende alimentari, agricole e chimiche. Sono temi che in parte si sovrappongono alle preoccupazioni del movimento MAHA. [1] Il punto politico, però, sta anche nel pubblico a cui questa proposta può parlare. El-Sayed afferma apertamente che Trump e RFK Jr. avevano promesso di “Make America Healthy Again”, ma sostiene che l’amministrazione abbia poi protetto interessi aziendali incompatibili con alcune delle preoccupazioni che avevano alimentato quel movimento. Non respinge quindi in blocco quelle preoccupazioni. Cerca piuttosto di separarle dai leader che oggi le rappresentano. Il Washington Post e CBS hanno letto esplicitamente la mossa come un tentativo di parlare agli elettori MAHA. [2]  MAHA, ma non fino in fondo Qui sta la differenza rispetto a una semplice corsa verso destra. El-Sayed condivide con una parte del mondo MAHA alcune di queste preoccupazioni. Ma non assume l’intero pacchetto politico. Sul tema più delicato, quello dei vaccini, mantiene una distanza netta dalla componente scettica del movimento e ribadisce la propria fiducia nella vaccinazione.  È un particolare importante. La strategia non sembra essere: adottare le posizioni dell’altro campo per conquistarne gli elettori. Sembra piuttosto: individuare un problema riconosciuto da entrambi, proporre una risposta coerente con la propria storia politica e professionale e lasciare aperta la porta a chi arriva da un’altra tradizione. Per un medico di sanità pubblica come El-Sayed, salute, ambiente e potere delle imprese non sono temi importati artificialmente dalla destra populista. Fanno parte del terreno sul quale ha costruito da tempo la propria identità politica. Ed è proprio questo a rendere l’operazione interessante: cercare un terreno comune senza cancellare le differenze. Non spostarsi a destra, ma creare un terreno comune Nelle settimane precedenti avevamo visto altri segnali di attraversamento. Tucker Carlson aveva trovato punti di contatto con El-Sayed sull’opposizione all’interventismo. Mike Rogers, a sua volta, aveva iniziato a prendere le distanze dalla guerra con l’Iran, collegandola al costo dell’energia e alle difficoltà economiche delle famiglie. Ma quei movimenti provenivano soprattutto dall’esterno. Questa volta è El-Sayed stesso a trasformare la permeabilità dei confini in una scelta strategica. Non chiede agli elettori MAHA di diventare progressisti. Dice, in sostanza, che su alcuni problemi concreti — pesticidi, acqua, cibo, concentrazione del potere economico — può esistere uno spazio di interesse comune. Naturalmente, non sappiamo ancora se questo ponte verrà attraversato. MAHA Action non ha appoggiato alcun candidato e non esistono ancora dati che mostrino uno spostamento significativo di questi elettori verso El-Sayed.  Per ora, dunque, è una strategia. Non ancora un risultato. Il resto del quadro non scompare Nel frattempo, le tensioni osservate nelle settimane precedenti restano. Una nuova estensione della petizione “Nonnegotiables” mostra che una parte degli elettori ebrei del Michigan continua a chiedere a El-Sayed cambiamenti più netti sulla politica verso Israele. Altri ebrei democratici, però, continuano a sostenerlo. La divisione interna resta quindi visibile e organizzata. [3]  Anche la battaglia sul terreno si intensifica. Reuters ha rilevato che il messaggio repubblicano che presenta El-Sayed come estremista incontra reazioni miste, mentre i democratici segnalano un aumento del 267% dei volontari dopo le primarie e insistono sui problemi quotidiani delle famiglie. [4]  I sondaggi continuano inoltre a mostrare un piccolo vantaggio medio per El-Sayed, senza trasformare la corsa in qualcosa di diverso da una competizione ancora aperta. Il 29 settembre Cygnal lo dava avanti 45 a 40; Siena, il 24 settembre, 49 a 44; ma un sondaggio del 23 settembre mostrava una parità 45 a 45. La media degli ultimi cinque rilevamenti di 270toWin è 46,6% contro 42,8%. [5]  Dalla permeabilità alla strategia Sette settimane dopo, il dato nuovo era che i confini delle coalizioni cominciavano a muoversi. Otto settimane dopo, vediamo un passo ulteriore: El-Sayed prova a muoverli intenzionalmente. Non sappiamo ancora se funzionerà. Ma la domanda sta diventando più precisa: può costruire punti di contatto con elettori lontani senza diluire le proprie posizioni fondamentali? Se riuscisse a farlo, non sarebbe semplicemente un candidato che si sposta verso il centro. Sarebbe un tentativo di allargare una coalizione creando terreni comuni senza cancellare le differenze. Note [1] Abdul El-Sayed for Senate, 29 settembre 2026, Dr. Abdul El-Sayed Announces Policy Agenda to Build a Healthier America; Building a Healthier America. Abdul El-Sayed for Senate [2] The Washington Post, 29 settembre 2026, This Senate Democratic candidate is making a play for RFK Jr.’s MAHA supporters; CBS News, 29 settembre 2026, Democrat Abdul El-Sayed courts RFK Jr.’s MAHA voters with new health policy platform. The Washington Post [3] Jewish Telegraphic Agency, 29 settembre 2026, More Michigan Jews sign a petition pressuring El-Sayed on Israel. Will it matter? JTA [4] Reuters, 26 settembre 2026, On Michigan doorsteps, Republicans sell Democrats-as-extremists message with mixed success. Reuters [5] 270toWin, 2026 Polls: Michigan Senate, aggiornato al 29 settembre 2026.    Kazuhiro Imamura
September 30, 2026
Pressenza