Tag - lampedusa 3 ottobre 2003

3 ottobre: nel 2013 a Lampedusa, davanti all’isola dei Conigli…
… FURONO RITROVATI I CORPI DI 368 PERSONE. 20 furono invece i dispersi, mai recuperati. Ammassati su un peschereccio in avaria che si capovolse a pochi metri dall’isola dei Conigli c’erano circa 500 uomini, donne e bambini. In maggioranza eritrei, avevano intrapreso la pericolosa traversata per fuggire dalla Libia. Quando arrivarono, i soccorritori si trovarono davanti un mare di corpi. Le immagini delle bare, molte delle quali piccole e di colore bianco, allineate nell’aeroporto di Lampedusa, scioccarono il mondo e scossero la coscienza dell’Europa. In una c’erano una donna e suo figlio, appena nato, ancora uniti dal cordone ombelicale. Solo otto giorni dopo, tra la Libia e Lampedusa, si rovesciò un’altra imbarcazione in quello che divenne noto come “il naufragio dei bambini”. A bordo erano in maggior parte rifugiati siriani, molti dei quali medici in fuga dal conflitto insieme alle loro famiglie. Delle 268 vittime del naufragio, 60 erano bambini. Alcuni dei genitori sopravvissuti hanno continuato a cercare i loro figli per anni. A distanza di 13 anni, i governi europei mettono in atto politiche di esclusione sempre più egoiste, inumane e razziste, responsabili delle continue stragi nel Mediterraneo. I bambini, le donne e gli uomini morti nel tentativo di cercare protezione, meritano verità e giustizia. Noi siamo sempre dalla parte delle persone rifugiate e migranti.     Amnesty International
October 3, 2026
Pressenza
XIII Giornata della Memoria e Accoglienza, anniversario della strage all’isola dei Conigli
Il Comitato 3 ottobre: «La memoria senza scelte politiche è soltanto una cerimonia». Nel tredicesimo anniversario del naufragio di Lampedusa, l’appello all’Italia e all’Europa: vie legali, soccorso in mare, accoglienza dignitosa, contrasto alla xenofobia e un nome per ogni vittima  Il 3 ottobre non può essere il giorno in cui le Istituzioni ricordano le vittime per poi tornare, dal giorno successivo, a politiche che rendono le frontiere sempre più pericolose. Nel tredicesimo anniversario del naufragio di Lampedusa, nel quale morirono 368 persone, il Comitato 3 ottobre chiede all’Italia e all’Unione europea di trasformare la memoria in scelte politiche concrete. Occorre aprire vie legali e sicure di accesso alla protezione, garantire un sistema europeo di ricerca e soccorso in mare, assicurare un’accoglienza che rispetti i diritti e superare la logica emergenziale con cui continuano a essere affrontate le migrazioni. Tredici anni dopo quel naufragio, nel Mediterraneo si continua a morire. Uomini, donne e bambini perdono la vita o scompaiono lungo le rotte verso l’Europa, spesso lontano dall’attenzione pubblica. Molti corpi non vengono recuperati, altri restano senza nome e molte famiglie non sapranno mai che cosa sia accaduto ai propri cari. Queste morti non possono essere raccontate come fatalità inevitabili né come emergenze imprevedibili. Sono anche la conseguenza della mancanza di alternative sicure, dell’assenza di un sistema strutturato di soccorso e di politiche che antepongono il controllo delle frontiere alla protezione delle persone. «Commemorare i morti e, nello stesso tempo, impedire ai vivi di raggiungere l’Europa in sicurezza è una contraddizione che non possiamo più accettare», dichiara Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 ottobre. «La memoria è credibile soltanto quando modifica le decisioni politiche. Altrimenti resta una cerimonia». Il Comitato esprime preoccupazione per politiche sempre più orientate alla chiusura e all’esternalizzazione delle frontiere, che delegano il controllo dei flussi migratori a Paesi nei quali non sono garantiti il rispetto dei diritti fondamentali e l’accesso alla protezione. La sicurezza dei confini non può prevalere sulla tutela della vita, sul diritto d’asilo e sugli obblighi previsti dalle convenzioni internazionali. Il confronto politico sulle migrazioni è inoltre accompagnato da un linguaggio che alimenta paura, ostilità e divisione. Parole come “invasione” o “minaccia” cancellano le storie individuali e trasformano uomini, donne e bambini in un problema dal quale difendersi. «La xenofobia non nasce improvvisamente: viene costruita attraverso le parole, le semplificazioni e la continua rappresentazione dell’altro come un pericolo», sottolinea Brhane. «La politica e l’informazione hanno una responsabilità precisa: possono alimentare il pregiudizio oppure contribuire a costruire una società consapevole, capace di riconoscere a ogni persona la stessa dignità e gli stessi diritti». In questa prospettiva, le nuove generazioni hanno un ruolo centrale. La scuola deve offrire gli strumenti per conoscere i fenomeni migratori, riconoscere la disinformazione e contrastare razzismo e discorsi d’odio. Non si può chiedere ai giovani di costruire una società più giusta senza fornire loro conoscenze, occasioni di confronto e una lettura dei fatti libera dalla propaganda. Fare memoria significa anche restituire dignità alle persone morte nel Mediterraneo. Ogni vittima ha diritto a un nome, all’identificazione e a una sepoltura dignitosa; ogni famiglia ha diritto di conoscere la sorte dei propri cari. Il Comitato 3 ottobre chiede procedure coordinate a livello nazionale ed europeo per l’identificazione dei corpi, la conservazione dei dati e il contatto con i familiari. «Non esistono morti senza identità», conclude Brhane. «Esistono persone alle quali non siamo ancora stati capaci di restituire il nome. Il modo in cui l’Europa tratta i morti e i vivi alle proprie frontiere dice molto dei valori che sceglie di difendere. Il 3 ottobre ci chiede di decidere da che parte stare». Redazione Italia
October 3, 2026
Pressenza
Francesca Albanese a Lampedusa per la XIII Giornata della Memoria e dell’Accoglienza
DAL 30 SETTEMBRE AL 3 OTTOBRE 2026  “VOCI DEL MEDITERRANEO” ORGANIZZATO DAL COMITATO 3 OTTOBRE RIUNISCE OLTRE 650 STUDENTI, DOCENTI E ACCOMPAGNATORI DA ITALIA ED EUROPA. IL 2 OTTOBRE L’INTERVENTO DELLA RELATRICE SPECIALE DELLE NAZIONI UNITE E IL DIALOGO ISTITUZIONALE CON UNHCR, IOM E UNICEF. Francesca Albanese sarà a Lampedusa venerdì 2 ottobre per la XIII Giornata della Memoria e dell’Accoglienza. Alle 18.30 la Relatrice speciale delle Nazioni Unite sul Territorio palestinese occupato terrà un intervento pubblico nel programma di Voci del Mediterraneo, la manifestazione promossa dal Comitato 3 ottobre che, dal 30 settembre al 3 ottobre, porterà sull’isola studenti, persone sopravvissute ai naufragi, familiari delle vittime, organizzazioni umanitarie e rappresentanti delle agenzie delle Nazioni Unite. L’edizione 2026 è dedicata all’eredità del naufragio del 3 ottobre 2013: il diritto delle vittime a essere identificate, il diritto delle famiglie a conoscere la sorte dei propri cari e la responsabilità delle istituzioni nel garantire memoria e giustizia. Il Mediterraneo viene così affrontato come spazio di vite, relazioni e diritti, oltre la rappresentazione delle sole emergenze. «Il 3 ottobre non può essere soltanto una data commemorativa. A Lampedusa riuniamo studenti, persone sopravvissute, familiari e istituzioni perché la memoria produca responsabilità pubblica. Identificare le vittime e restituire risposte alle famiglie è un dovere, così come offrire ai più giovani strumenti per leggere le migrazioni oltre paure e stereotipi» dichiara Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 ottobre. I NUMERI DELL’EDIZIONE 2026 Il programma coinvolge 50 istituti scolastici: 40 scuole italiane, 9 scuole europee provenienti da Francia, Germania, Paesi Bassi, Slovenia, Spagna e Regno Unito, e l’Università degli Studi di Palermo. Sono attesi 331 studenti da Italia ed Europa, ai quali si aggiungono 226 studenti dell’Istituto Majorana dell’IC Pirandello di Lampedusa. Con loro parteciperanno 96 insegnanti e accompagnatori, per un totale di 655 presenze della comunità educativa. Nelle giornate dell’1 e 2 ottobre il programma offre 30 proposte formative presentate da formatori, associazioni e ONG, con oltre 55 formatori presenti e oltre 75 sessioni di laboratorio. I laboratori affronteranno diritti, rotte migratorie, salute, informazione, contrasto agli stereotipi, accoglienza, memoria e identificazione delle vittime. IL PROGRAMMA DAL 30 SETTEMBRE AL 3 OTTOBRE Voci del Mediterraneo si apre mercoledì 30 settembre in Piazza Castello con i saluti delle autorità, il benvenuto degli studenti di Lampedusa e un incontro tra arte e memoria con Gabriel Seroussi. La serata prosegue con Unchilded – Giocare alla guerra, lo spettacolo scritto da Alessandro Ienzi e interpretato da William Cochart dedicato all’infanzia interrotta dai conflitti. Giovedì 1 ottobre l’Istituto L. Pirandello ospita le prime due sessioni di workshop. Nel pomeriggio studenti e formatori presenteranno i lavori realizzati e i progetti futuri di Semi di Lampedusa 2027. La giornata si conclude in Piazza Castello con il dibattito One Day One Day e con Sotto lo stesso cielo, musical delle studentesse e degli studenti del Liceo G. Marconi di Pesaro. Venerdì 2 ottobre si apre con Oltre i naufragi: storie di vita e di ricerca, incontro tra studenti, persone sopravvissute e familiari delle persone scomparse, con gli interventi di Tareke Brhane e Pietro Bartolo. Dopo i workshop e il percorso alla scoperta dell’isola, alle 18.30 è previsto l’intervento di Francesca Albanese. Alle 21.00 Piazza Castello ospita Lampedusa, crocevia di dialogo multilaterale, confronto sulla cooperazione e la tutela dei diritti nel Mediterraneo. Con Francesca Albanese interverranno Francesca Bonelli, rappresentante dell’UNHCR per l’Italia, la Santa Sede, Malta e San Marino; Pietro Bartolo, già europarlamentare e fondatore di Rete Lampedusa; Salvatore Sortino, capo missione IOM per Italia e Malta e rappresentante presso la Santa Sede; Nicola Dell’Arciprete, coordinatore della risposta per rifugiati e migranti dell’UNICEF in Italia. Modera la giornalista Eleonora Camilli. Seguirà la proiezione di 23mila vite. Sabato 3 ottobre la commemorazione si apre alle 8.00 in Piazza Castello con il coro Le voci del mare dell’Istituto Omnicomprensivo L. Pirandello e i saluti delle autorità, con il cardinale Matteo Maria Zuppi in collegamento. Seguirà marcia verso la Porta d’Europa. Alle 9.30 persone sopravvissute ai naufragi, studenti, docenti, istituzioni e comunità locale osserveranno un momento di raccoglimento; alle 10.30 sarà deposta in mare una corona di fiori. La partecipazione dell’Istituto alle giornate dell’1 e 2 ottobre si inserisce nel percorso educativo e nel confronto istituzionale del progetto, con particolare attenzione alla cultura dei diritti umani, al dialogo e alla responsabilità individuale. Il progetto Voci del Mediterraneo è sostenuto con i fondi Otto per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. Redazione Sicilia
September 29, 2026
Pressenza