SCUOLA RESISTENTE: LA PUNTATA DI SABATO 14 MARZO 2026
Nuova puntata sabato 14 marzo 2026, su Radio Onda d’Urto, di “Scuola
Resistente”, trasmissione su istruzione e dintorni, a cura del nostro
collaboratore Stefano Bertoldi. Di seguito, il testo introduttivo, sempre di
Stefano Bertoldi, e l’intervista a Pietro e Arianna di “Unìsono”:
“Si chiama “Unìsono” il progetto di inclusione sociale, nato all’interno e in
collaborazione con la fondazione Walter Vinci di Milano e portata avanti da
giovanissimi educatori e operatori nel sociale, tra i quali Pietro e Arianna,
ospiti di Radio Onda d’Urto. Sulla carta la figura professionale dell’insegnante
di sostegno, così come tutti gli “strumenti” messi loro a disposizione a partire
primi anni del 2000, presenta delle opportunità di inclusione sociale che ci
hanno portati – e per fortuna anche se a macchia di leopardo, tutt’ora ci
portano – all’avanguardia nel settore educativo. Le armi in suo possesso,
tuttavia, sono spesso spuntate tanto che è ancora forte l’equivoco
dell’insegnante di sostegno che sarebbe d’aiuto alla singola persona piuttosto
che di sostegno alla classe nel suo complesso: quest’ultimo tipo di azione
presupporrebbe, in caso di necessità, di un cambio nel modello didattico, nel
setting dell’aula, nella progettazione, fin nei minimi particolari, dei sistemi
relazionali interni e tra questi e il docente e la struttura scolastica nel suo
insieme. Operazioni di questo genere, però , raramente vengono messe in piedi.
Nasce, quindi, sulla spinta di queste carenze che peraltro non possono che
peggiorare fuori dal sistema “protetto” delle mura scolastiche, il progetto
“Unisono”: un modello di inclusione sociale che prevede, nei momenti di
socialità e/o ludici vissuti dalla persona con disabilità intellettiva
all’interno e fuori dal proprio gruppo di riferimento, una modifica dei luoghi
fisici e delle modalità di fruizione. Parliamo nello specifico della discoteca e
di tutti i luoghi di fruizione della musica, quasi sempre ad altissimo volume e
per questo non concepiti per una fruizione da parte di persone con disagio
psichico o fisico: occorre attenuare le luci evitando quelle stroboscopiche,
allestire una sala di “compensazione” post-fruizione e una sala in qualche modo
“introduttiva” che prepari ad una successiva fruizione a volume musicale più
elevato. Dal sito web del progetto si evidenzia che nel corso del 2023 UnìSono
ha fatto ballare più di 300 giovani, coinvolto 12 associazioni, 10 promoter/DJ,
12 collaboratori consulenti. Dopo aver realizzato i primi tre eventi
sperimentali, è stato valutato l’impatto del progetto sull’inclusione sociale
dei giovani adulti con disabilità intellettiva. Dai focus group condotti è
risultato che l’esperienza è stata vissuta nel complesso positivamente.
Unìsono è risultato un format impattante contro l’esclusione e l’isolamento
aprendo le porte del “clubbing” a tutti. Infatti, partecipare a un evento al
pari dei propri coetanei in locali radicati sul territorio ha consentito di
sentirsi accolti e accettati dalla propria comunità di appartenenza. Eliminare
le barriere che limitano il coinvolgimento in attività sociale facilita la
condivisione di un’esperienza che permette di creare legami e ampliare la
propria rete di amici. D’altra parte, poter uscire e svagarsi come chiunque
altro permette di sentirsi trattati al pari degli altri.
In conclusione dell’intervista Pietro e Arianna si augurano di diffondere questo
modello anche nelle scuole a scopo didattico e pedagogico per creare quel ponte
tra scuola e società che al momento ancora è deficitario: “d’altra parte – hanno
detto – le esperienze, ormai diffuse e consolidate di co-gestione possono essere
proprio l’occasione giusta per questo tipo di proposta”.
La puntata di sabato 14 marzo 2026 di Scuola Resistente su Radio Onda d’Urto.
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