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Dichiarazione urgente sulla detenzione illegale di Yurii Sheliazhenko
Le organizzazioni firmatarie dell’appello si dichiarano sconvolte dalla detenzione e dalla privazione della libertà del difensore dei diritti umani Yurii Sheliazhenko, avvenuta il 19 marzo, da parte delle autorità ucraine a Kyiv. Ciò avviene a poche settimane da un appello congiunto alle autorità affinché cessassero tali persecuzioni nei confronti degli obiettori di coscienza e interrompessero la persecuzione in corso nei confronti di Yurii Sheliazhenko. Secondo le informazioni disponibili, Yurii Sheliazhenko è stato fermato da agenti della Polizia del Distretto Pechersk di Kyiv senza un’adeguata base giuridica e senza il rispetto delle garanzie procedurali previste dalla legge ucraina. In particolare, vi sono indicazioni che: – non è stato redatto alcun verbale di detenzione; – non sono stati forniti chiari motivi giuridici per la privazione della libertà; – è stato ostacolato l’accesso all’assistenza legale; – è stato ostacolato il contatto con l’Ufficio Statale di Investigazione ucraino; – è stato trasferito, o si intendeva trasferirlo, a un Centro Territoriale di Reclutamento e Supporto Sociale (TCC) senza il dovuto procedimento legale. Si osserva che un eventuale coinvolgimento del TCC non esclude la responsabilità delle forze dell’ordine per la privazione iniziale della libertà. Tali azioni possono costituire violazioni della Costituzione dell’Ucraina e della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, in particolare dell’Articolo 5 (diritto alla libertà e alla sicurezza), nonché dell’Articolo 9 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici (ICCPR). Yurii Sheliazhenko è un noto obiettore di coscienza, dichiaratosi pubblicamente tale dal 1998, pacifista e difensore dei diritti umani. È inoltre accademico, segretario esecutivo del Movimento Pacifista Ucraino (organizzazione membro di War Resisters International), direttore dell’Istituto di Pace e Diritto in Ucraina e membro del consiglio dell’European Bureau for Conscientious Objection e di World Beyond War. Egli ha inoltre denunciato in precedenza le pratiche crudeli della cosiddetta “busificazione”, la coscrizione forzata e la registrazione militare obbligatoria in Ucraina, che in alcuni casi hanno persino portato a torture e morti nei centri di reclutamento militare. Condanniamo con fermezza tutte queste azioni come gravi violazioni dei diritti umani, incompatibili con un ordinamento democratico. Invitiamo le autorità ucraine a rilasciare immediatamente Yurii Sheliazhenko e a cessare ogni procedura di coscrizione forzata. Ricordiamo che il suo caso è stato precedentemente incluso in una Comunicazione dei Mandati del Relatore Speciale sul diritto alla libertà di riunione pacifica e di associazione; del Relatore Speciale sulle questioni delle minoranze e del Relatore Speciale sulla libertà di religione o di credo. Il caso di Yurii Sheliazhenko, la comunicazione dei Relatori Speciali e la risposta delle autorità ucraine sono stati inoltre evidenziati dall’OHCHR nel suo rapporto sull’obiezione di coscienza al servizio militare, in particolare nel capitolo intitolato “Astenersi dal limitare indebitamente i diritti umani di coloro che rappresentano o sostengono i diritti degli obiettori di coscienza”. Il suo caso è stato inoltre richiamato nel Rapporto Annuale 2023/2024 di Amnesty International. Ribadiamo il nostro appello alla comunità internazionale affinché adotti tutte le azioni opportune per garantire che i difensori dei diritti umani e gli attivisti per la pace non vengano criminalizzati per le loro azioni a favore della pace e della nonviolenza; inoltre, affinché il diritto all’obiezione di coscienza sia pienamente attuato in linea con gli standard internazionali e che gli obiettori di coscienza ricevano la necessaria protezione contro le persecuzioni nel loro paese di origine, anche attraverso il riconoscimento dell’asilo.   Connection e.V. European Bureau for Conscientious Objection International Fellowship of Reconciliation War Resisters’ International   Pressenza IPA
March 20, 2026
Pressenza
Il grido di Yurii Sheliazhenko
PIÙ CHE UN ARRESTO È STATO UN VERO RAPIMENTO QUELLO DELLA POLIZIA URCRAINA FATTO DUE GIORNI FA NEI CONFRONTI DI YURII SHELIAZHENKO, RICERCATORE UNIVERSITARIO IN FILOSOFIA E PACIFISTA NONVIOLENTO, PRELEVATO DALLA POLIZIA SENZA VERBALI, SENZA ACCUSE RESE NOTE, SENZA LA POSSIBILITÀ DI ACCEDERE A UNA DIFESA LEGALE. DA OLTRE VENT’ANNI, SHELIAZHENKO PERCORRE UNA STRADA CONTROCORRENTE: QUELLA DELL’OBIEZIONE DI COSCIENZA, DEL RIFIUTO DELLA GUERRA CON LA RUSSIA, DELLA CRITICA ALLA CRESCENTE MILITARIZZAZIONE DELLA SOCIETÀ E DELL’IMPEGNO PER IL DISARMO. LA REPRESSIONE NEI SUOI CONFRONTI È COMINCIATA DA TEMPO, RICORDA UN PONTE PER…, CON CUI NEL 2022 HA ORGANIZZATO LA CAROVANA #STOPTHEWARNOW, PORTANDO SOTTO GLI OCCHI DEL MONDO UN’UCRAINA DIVERSA: QUELLA CHE NON HA MAI SMESSO DI DISERTARE LA GUERRA E LA SUA CULTURA Dopo due giorni di arresto e violenze, il 21 marzo Yurii Sheliazhenko è stato liberato, ma ovviamente la sua situazione resta assai insicura -------------------------------------------------------------------------------- Esprimiamo profonda preoccupazione e indignazione per la detenzione di Yurii Sheliazhenko, segretario esecutivo del Movimento Pacifista Ucraino, accademico e membro del board dello European Bureau for Conscientious Objection (EBCO), fermato a Kiev nella notte del 19 marzo dalle autorità ucraine. Secondo le informazioni disponibili la privazione della libertà sarebbe avvenuta senza adeguata base legale, senza regolare verbalizzazione del fermo, con ostacoli all’accesso alla difesa legale e con il rischio di trasferimento forzato a un centro territoriale di reclutamento. Sheliazhenko era da tempo sotto minaccia di arresto e coscrizione forzata, in un contesto in cui le autorità ucraine affermavano che, in tempo di guerra, il diritto all’obiezione di coscienza non viene riconosciuto. Yurii Sheliazhenko ha dichiarato pubblicamente la propria obiezione di coscienza molto prima della guerra russo-ucraina. Ha sempre condannato con nettezza l’aggressione, sostenuto la resistenza nonviolenta, e chiesto da subito di una soluzione negoziata del conflitto che consentisse di fermare la strage di civili e militari. Proprio per queste sue posizioni pacifiste è oggi oggetto di una persecuzione giudiziaria e politica che colpisce non soltanto la sua persona, ma il principio stesso della libertà di coscienza. Sconcerta che un governo che dichiara di voler aderire all’Unione Europea violi in modo così plateale i diritti civili e politici di un proprio cittadino, un pacifista per la sua attività pubblica nonviolenta. La repressione contro di lui non comincia oggi. Il 3 agosto 2023 la sua abitazione fu perquisita e i suoi dispositivi sequestrati; il 15 agosto 2023 il Tribunale distrettuale di Solomyanskyi di Kyiv lo sottopose a un regime di arresti domiciliari parziali, vietandogli di lasciare l’abitazione la notte, misura prorogata ripetutamente mentre la pressione giudiziaria nei suoi confronti è proseguita almeno fino al febbraio 2024. La sua vicenda è stata più volte segnalata compreso nelle comunicazioni dei Relatori speciali ONU sulla libertà di riunione e associazione, sulle questioni delle minoranze e sulla libertà di religione o di credo e dell’OHCHR. Un Ponte Per ha incontrato Yuri Sheliazhenko a Kiev, insieme ad altre organizzazioni pacifiste il 29 settembre 2022 durante la Carovana #StopTheWarNow. Durante quell’incontro di fronte alla statua di Gandhi, Yuri lesse la dichiarazione pacifista “Peace Agenda for Ukraine and the World”, che condannava esplicitamente l’invasione russa e ogni guerra, ma chiedeva anche negoziati e libertà per l’obiezione di coscienza, che gli costò l’apertura di un procedimento penale per una presunta “giustificazione dell’aggressione russa”, che poteva comportare una pena sino a cinque anni di reclusione. Ci uniamo all’appello delle organizzazioni europee e internazionali EBCO, IFOR, WRI e Connection e.V (link) per l’immediato rilascio di Yurii Sheliazhenko, per la fine di ogni procedura di coscrizione forzata nei suoi confronti e per il pieno rispetto del diritto all’obiezione di coscienza, della libertà di opinione e della libertà di espressione riconosciute dal diritto internazionale e garantite all’interno della Unione Europea. Chiediamo al governo italiano di intervenire con urgenza presso le autorità ucraine affinché cessino queste violazioni e siano garantiti standard di legalità e diritti fondamentali conformi agli obblighi europei e internazionali. -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Il grido di Yurii Sheliazhenko proviene da Comune-info.
March 20, 2026
Comune-info
Neocolonialismo e debiti di ricostruzione
Chi ricostruirà la città di Gaza, se davvero la tregua attualmente negoziata diventerà una pace stabile? Chi investirà in abitazioni e infrastrutture che, ovviamente, i cittadini palestinesi non possono pagare, e chi otterrà dei profitti dagli appalti di costruzione? Ma anche, quale grado di indipendenza potranno avere le istituzioni politiche palestinesi, seppure dovessero raggiungere lo status di nazionalità autonoma? Il debito è un mostro vorace che non perdona neppure chi lo gestisce, in quanto ritarda soltanto la crisi da sovrapproduzione, fino alla prossima guerra. Continua a leggere→
February 21, 2026
Rizomatica
USA-Europa
Archivio Primo Moroni ─ Calusca City Lights ─ CSOA Cox 18 via Conchetta 18 – Milano (MM2 Romolo, bus 90/91 e 47, tram 3)   Venerdì 21 marzo 2025, ore 20.30   USA – Europa tra protezionismo americano e riarmo europeo nell’accelerazione del “nuovo disordine mondiale”   Dopo tre anni di “guerra per procura” tra […]