Gli Stati Uniti si preparano ufficialmente ad abbandonare l’UcrainaDopo anni di serrato sostegno all’Ucraina, la speranza iniziale USA di arrivare
ad un indebolimento definitivo della Russia si va affievolendo: le
controffensive ucraine stentano a guadagnare terreno, l’economia russa si
ristruttura in senso bellico evadendo le sanzioni e gli stessi Stati Uniti si
trovano confrontati con l’aumento globale delle materie prime energetiche.
In questo scenario, il desiderio di uscire dal conflitto limitando le perdite
economiche e massimizzando i guadagni inizia a prevalere, tra l’establishment
USA, sulla coerenza politica e sulla solidarietà con l’alleato ucraino mandato
al massacro. Ad inizio della scorsa settimana, il presidente Donald Trump ha
firmato la sospensione di alcune sanzioni contro la Russia e autorizzato
l’importazione di Diesel. Allo stesso tempo, crescono le tensioni tra Trump e il
suo omologo ucraino Zelensky, considerato un ostacolo alla risoluzione del
conflitto perché troppo intransigente ed indisposto a qualsiasi trattativa con
la Russia.
Si delinea uno scenario in cui l’unica forza politica a rimanere saldamente
favorevole al sostegno allo sforzo bellico ucraino è l’Unione Europea – una
scelta dalle conseguenze sempre più evidentemente disastrose per l’economia ed
il costo della vita, eppure ciecamente sostenuta dall’establishment politico
europeo e dalla stampa.
Ne abbiamo parlato con Francesco Dall’Aglio, ricercatore presso l’Istituto di
Studi Storici al dipartimento di storia medievale della Accademia delle Scienze
di Sofia (Bulgaria)