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La guerra in Ucraina sta arricchendo le industrie di armamenti tedesche
Le esportazioni di armi tedesche continuano a raggiungere livelli record. Nella prima metà del 2026, secondo dati preliminari, sono state rilasciate licenze per l’esportazione di armamenti per un valore totale di circa 13,87 miliardi di euro. Ad annunciarlo è stato mercoledì scorso a Berlino il Ministero Federale dell’Economia. Il principale […] L'articolo La guerra in Ucraina sta arricchendo le industrie di armamenti tedesche su Contropiano.
July 17, 2026
Contropiano
L’Unione Europea chiude le porte ai disertori ucraini
Rifondazione Comunista condanna la decisione del Consiglio d’Europa di escludere dalla proroga della protezione umanitaria i disertori che fuggono dall’Ucraina. La decisione di ieri di prorogare fino al 4 marzo del 2028 la possibilità di ricevere protezione umanitaria speciale in Europa per le cittadine e i cittadini ucraini in fuga dalla guerra, contiene questa oscena esclusione. La guerra per procura contro la Russia necessita di carne da cannone e quindi i governi dell’Unione Europea – si legge nel comunicato del Consiglio d’Europa – “hanno convenuto che la protezione temporanea dovrebbe essere concessa solo a coloro che adempiono ai propri obblighi militari in Ucraina”, di fatto tutti coloro che sono considerati idonei in una fascia di età che va dai 23 ai 60 anni. Il provvedimento ha lo scopo di favorire il reclutamento militare che sta sempre più avvenendo in maniera forzata, con tanto di caccia all’uomo nelle città e nei villaggi. Nel giorno in cui l’UE chiude le porte agli uomini ucraini in età da combattimento che devono continuare a versare il proprio sangue per la NATO Zelensky ha insignito Ursula von der Leyen dell’Ordine d’Europa. La “solidarietà europea” verso il popolo ucraino si è tradotta in quattro anni e mezzo di inutile strage. Quante vittime inutili in nome di una vittoria impossibile. Lo abbiamo gridato dall’inizio: l’unica maniera di essere solidali era lavorare per la trattativa. La violazione delle convenzioni internazionali è palese, ma non importa a chi è convinto, per i propri profitti e interessi, della necessità di non dover ricorrere per altri due anni alla diplomazia. Restiamo al fianco di tutti i disertori di ogni guerra, indipendentemente dalla divisa indossata. Rifondazione Comunista invita al rilancio della mobilitazione contro la guerra e il riarmo e alla solidarietà attiva con tutti i disertori ucraini e russi. #noallaguerra #stoprearmeurope #Ucraina Maurizio Acerbo
July 15, 2026
Pressenza
Anatomia del putinismo
Dalla scomparsa della borghesia russa alla metamorfosi del putinismo: ecco le strutture sociali, le tecniche di governo e il lessico politico della Russia… L'articolo Anatomia del putinismo sembra essere il primo su L'INDISCRETO.
July 15, 2026
L'INDISCRETO
Guerra o diplomazia? La scelta che l’Occidente non ha voluto fare
Quando discutiamo della crisi russo‑occidentale, c’è una domanda che nei nostri ambienti politici e mediatici non viene quasi mai posta. Una domanda semplice, ma decisiva: “Che cosa vede la Russia quando guarda verso Occidente?“ Perché noi, in Europa, siamo abituati a raccontare la storia da un solo punto di vista. […] L'articolo Guerra o diplomazia? La scelta che l’Occidente non ha voluto fare su Contropiano.
July 14, 2026
Contropiano
Vertice Nato, più affaristi che guerrieri
Il vertice NATO ad Ankara appena conclusosi, ha messo nero su bianco soprattutto gli impegni economici, in particolare il finanziamento da 140 miliardi di euro per l’Ucraina nel biennio 2026-2027, di cui 60 a carico del prestito europeo, gli altri 80 da reperire su base bilaterale dai singoli alleati, ma con […] L'articolo Vertice Nato, più affaristi che guerrieri su Contropiano.
July 10, 2026
Contropiano
Tortura, detenzione e diniego del servizio civile: l’EBCO esorta l’Ucraina a rispettare il diritto all’obiezione di coscienza
L’Ufficio Europeo per l’Obiezione di Coscienza (EBCO) condanna la tortura e la morte, avvenuta mentre era in custodia militare, dell’obiettore di coscienza ucraino Dmytro Koval e chiede all’Ucraina di porre immediatamente fine alla persecuzione, alla detenzione arbitraria e ai maltrattamenti nei confronti degli obiettori di coscienza, di adottare una legislazione che garantisca il servizio civile alternativo in tempo di guerra e di assicurare che venga fatta giustizia per tutti gli abusi commessi durante la mobilitazione. Siamo profondamente preoccupati per una recente notizia diffusa dai media ucraini riguardante la tortura fino alla morte dell’obiettore di coscienza Dmytro Koval e di altre persone, almeno 26 in totale, presso il reggimento d’assalto di Skelya. Pur accogliendo con favore l’annuncio dell’avvio di un’indagine ufficiale, sottolineiamo che ciò non è sufficiente per garantire che i responsabili delle torture inflitte agli obiettori di coscienza in questo e in altri casi rispondano delle proprie azioni. L’Ucraina deve impedire il ripetersi di tali incidenti modificando l’attuale politica volta a costringere con la forza le persone a cambiare la propria religione o il proprio credo, se incompatibili con il servizio nelle Forze Armate ucraine, in violazione degli articoli 7 e 18, paragrafo 2, del Patto internazionale sui diritti civili e politici, che devono essere pienamente rispettati in tempo di guerra e non possono essere oggetto di deroghe. Deploriamo che l’Ucraina non abbia rispettato l’impegno previsto dalla Roadmap per lo Stato di diritto di adottare, nel secondo trimestre del 2026, una legge che preveda un servizio alternativo non militare in tempo di guerra, e che tale impegno fosse limitato esclusivamente alla tutela degli obiettori di coscienza per motivi religiosi, discriminando i pacifisti non religiosi. Esprimiamo preoccupazione per il fatto che il progetto di legge impreciso, discusso durante la riunione a porte chiuse dei funzionari senza la partecipazione della società civile, dal titolo «Discussione sull’opportunità di introdurre un meccanismo per lo svolgimento del servizio alternativo (non militare) in condizioni di legge marziale», tenutasi presso l’Ufficio del Presidente dell’Ucraina il 17 febbraio 2026, fosse restrittivo e discriminatorio, non conforme agli standard internazionali e che, alla fine, anche in questa forma di compromesso, non abbia raggiunto la fase di approvazione da parte del governo, per non parlare dell’adozione da parte del Parlamento. Ancora più preoccupante è stata la motivazione addotta per la mancata ottemperanza agli obblighi, ovvero: il Ministero della Difesa e lo Stato Maggiore «insistono categoricamente» affinché il servizio «alternativo» venga svolto in posizioni non combattenti all’interno delle Forze Armate dell’Ucraina. Questa posizione è in profonda contraddizione con le convinzioni religiose di un numero significativo di obiettori di coscienza ucraini. Più di un centinaio di obiettori di coscienza sono stati arrestati in seguito a decisioni giudiziarie lo scorso anno, mentre migliaia sono trattenuti con la forza nelle unità militari. Le punizioni per l’obiezione di coscienza, le detenzioni arbitrarie e gli atti di violenza sono state segnalate dall’ONU, dal Consiglio d’Europa e dai Commissari parlamentari ucraini per i diritti umani, dalla Commissione internazionale indipendente d’inchiesta sull’Ucraina e da altri organismi per i diritti umani. Come documentato anche nel nostro rapporto annuale, queste violazioni devono essere interpretate nel contesto più ampio della progressiva riduzione dello spazio civico per le voci pacifiste e contro la guerra in Ucraina, compresa la persecuzione illegale nei confronti di Yurii Sheliazhenko, segretario esecutivo del Movimento pacifista ucraino, arruolato con la forza e torturato per la sua fede quacchera. Yurii ha proposto diverse riforme che devono essere prese seriamente in considerazione dal governo ucraino, come l’obbligo per gli uffici di leva di fornire telefoni affinché i detenuti possano contattare i propri familiari o un avvocato, e l’esposizione di informazioni sui diritti dei detenuti, compreso il diritto all’obiezione di coscienza. Il suo caso dimostra che la repressione dell’obiezione di coscienza non si limita al rifiuto individuale del servizio militare, ma colpisce anche coloro che documentano le violazioni, promuovono la nonviolenza e difendono il diritto di vivere secondo coscienza. Nel rapporto del 2025 della Commissione Europea, si sottolinea che l’Ucraina deve istituire garanzie che proteggano gli individui dal perseguimento penale in caso di obiezione di coscienza, tenendo conto del parere amicus curiae della Commissione di Venezia del marzo 2025. Nel Memorandum sugli elementi relativi ai diritti umani per la pace in Ucraina, Michael O’Flaherty, Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, ha raccomandato all’Ucraina di rispettare gli standard internazionali in materia di obiezione di coscienza, sintetizzati dalla Commissione di Venezia e ha insistito affinché le autorità ucraine istituiscano un meccanismo per prevenire le violazioni dei diritti umani durante la mobilitazione. Accogliamo con favore l’avvio del primo ciclo di negoziati di adesione tra l’UE e l’Ucraina e speriamo che la posizione comune dell’UE, che sottolinea la necessità di rafforzare l’allineamento del quadro giuridico e istituzionale dell’Ucraina con l’acquis dell’UE e gli standard europei in materia di diritti fondamentali, possa essere d’aiuto nel corso dei negoziati. L’EBCO esorta l’Ucraina a: * porre immediatamente fine alla detenzione arbitraria, alla tortura e ai maltrattamenti nei confronti degli obiettori di coscienza; * rilasciare gli obiettori di coscienza e i prigionieri di coscienza attualmente detenuti; * adottare una legislazione che garantisca un servizio alternativo autenticamente civile in tempo di guerra, in conformità con gli standard internazionali; * attuare pienamente le raccomandazioni della Commissione di Venezia, dei meccanismi delle Nazioni Unite per i diritti umani e degli organi del Consiglio d’Europa.  L’EBCO esorta l’Unione Europea a: * assicurarsi che i negoziati di adesione con l’Ucraina includano un esame del rispetto degli standard internazionali in materia di obiezione di coscienza; * garantire l’accesso all’asilo e alla protezione umanitaria per gli obiettori di coscienza che subiscono persecuzioni; * sollecitare il ritiro della recente proposta della Commissione europea di non concedere protezione umanitaria «alle persone appena arrivate che non sono autorizzate dalle autorità ucraine a lasciare l’Ucraina in considerazione dei loro obblighi militari» Per ulteriori informazioni si prega di contattare: Daniele Taurino, Presidente dell’EBCO, ebco@ebco-beoc.org, +39 3283736667 Sam Biesemans, vicepresidente dell’EBCO, ebco.brussels@skynet.be, +32 477268893 Yurii Sheliazhenko, Movimento pacifista ucraino, shelya.work@gmail.com, +380 97 3179326   Redazione Italia
July 8, 2026
Pressenza
Uccisa la donna utilizzata per l’attentato di Montecarlo
Come volevasi dimostrare, senza neanche dover immaginare uno scenario “dietrologico”. L’attentato contro l’oligarca ucraino Vadim Yermolayev, addirittura nell’enclave ultra-esclusiva di Montecarlo (mai toccata da certi eventi, se non nei romanzi di 007), è stato deciso dalla junta di Kyev ed eseguito dai servizi segreti del paese. Come per il Nord […] L'articolo Uccisa la donna utilizzata per l’attentato di Montecarlo su Contropiano.
July 7, 2026
Contropiano
Quando la Nato ci attacca
La notizia meriterebbe la prima pagina di giornali e TG e dovrebbe essere al centro del dibattito politico italiano. Ma sappiamo già che non sarà così. La Procura della Repubblica di Amburgo ha accusato l’ufficiale ucraino Serhii Kuznetsov per gli attentati che, nel settembre 2022 nel mar Baltico, distrussero i […] L'articolo Quando la Nato ci attacca su Contropiano.
July 5, 2026
Contropiano
L’internazionale terrorista “nostra alleata”
E’ singolare come l’informazione mainstream eviti accuratamente di “unire i puntini” collegando notizie che già a prima vista risultano obiettivamente di identica natura. Il caso in prima pagina, dopo qualche tentativo di confinarlo a un “curioso episodio di cronaca nera”, è quello dell’attentato contro Vadim Ermolaev, oligarca ucraino con passaporto […] L'articolo L’internazionale terrorista “nostra alleata” su Contropiano.
July 4, 2026
Contropiano
Ad Ankara si riunisce il vertice annuale della Nato
Il 6 e 7 luglio i paesi membri della Nato si riuniranno per il loro vertice annuale ad Ankara. I temi prioritari in agenda riguardano l’aumento delle spese militari dei paesi europei (sui quali insistono gli USA) e il sostegno militare all’Ucraina nella guerra contro la Russia. Ma a complicare […] L'articolo Ad Ankara si riunisce il vertice annuale della Nato su Contropiano.
July 4, 2026
Contropiano