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Dall’interno del corteo di Cagliari nella giornata di mobilitazione mondiale per la Palestina
Oltre seimila persone hanno manifestato per la Palestina, ieri, dal pomeriggio fino a sera, per le strade del centro cittadino di Cagliari e nella passeggiata di Via Roma. La risposta alla chiamata del “Comitato Sardo di Solidarietà con la Palestina” – che raccoglie l’adesione di oltre 25 realtà in tutta la Sardegna – e dalla “Rete Palestina Anima Mundi”, di scendere in piazza per denunciare la falsa tregua e il genocidio ancora in atto a Gaza e in Cisgiordania, è stata importante. Moltissimi giovani, famiglie con bambini, uomini e donne di tutte le età. Il raduno alle ore 16:00 in piazza Costituzione, quasi stracolma, faceva presagire, come poi si è avverato, una presenza imponente. Da piazza Costituzione, per via Manno, piazza Yenne, Largo Carlo Felice, il corteo ha raggiunto la passeggiata di via Roma, dove ha preso corpo “Quasi un festival”, con alcune piazze tematiche d’informazione e di confronto. Ho vissuto questo evento, dall’interno di uno spezzone del corteo: il “Presidio stabile per la Palestina Cagliari”, che ha sfilato al centro del corteo nel 345° giorno di presenza in piazza Yenne, ribattezzata “Piazza dell’indignazione”. Un sudario di circa una ventina di metri con scritti i nomi di una parte delle migliaia di bambini e delle bambine uccisi a Gaza, preceduto dallo striscione “Il Presidio r1pud1a la guerra” che viene esposto tutti i giorni durante il presidio. A tenere il sudario tante persone con la short bianca “Can’t Stay Silent” (non posso restare in silenzio), il motto che ha animato a Cagliari la prima grande manifestazione del settembre 2025, “La marcia dell’Indignazione”. Durante il percorso si è svolta una Via crucis, in cinque stazioni, in cui si sono letti brani dell’ultimo rapporto di Francesca Albanese sulla condizione dei diritti umani in Palestina. La manifestazione è proseguita nello spazio da poco ultimato della nuova passeggiata in via Roma, davanti al porto. Alcune persone hanno continuato a scrivere dei nomi di bambini e bambine sul sudario: a me sono apparsi da scrivere nomi di bambini e bambine da zero anni a 2 anni. Nel mentre, si sono animate le tre piazze tematiche organizzate per la manifestazione “Quasi un festival. La fine del genocidio è la fine del sionismo”: Piazza Sardegna liberata, Piazza Palestina liberata, Piazza Resistenza, in cui si sono affrontati i problemi che accomunano la Sardegna e la Palestina: la presenza della fabbrica di bomba Rwm e le servitù militari, di supporto alle forze armate israeliane; la militarizzazione nelle scuole e nell’università; la repressione che ha colpito soprattutto i giovani a causa dei decreti sicurezza; il DDL contro l’antisemitismo, una legge bavaglio che criminalizzerebbe ogni critica contro lo Stato d’Israele; le banche armate e complici del genocidio in Palestina. Per una descrizione più dettagliata delle tre piazze rimando all’articolo su pressenza al seguente link: www.pressenza.com/it/2026/10/imponente-manifestazione-a-cagliari-nella-giornata-mondiale-per-la-palestina/ Spazio anche alla creatività con laboratori di di disegno e la presenza di gruppi musicale, come la Banda Sbandati che ha intonato “Bella ciao” all’inizio della pacifica, intensa, colorata e resistente manifestazione.   Pierpaolo Loi
October 11, 2026
Pressenza
Imponente manifestazione a Cagliari nella giornata mondiale per la Palestina
Si è svolta, ieri a Cagliari, una grande manifestazione in sintonia con altre 50 città d’Italia e d’Europa in difesadella vita del popolo palestinese, e per il riconoscimento internazionale dello stato di Palestina, chiamata “La fine del genocidio”. La democratica protesta è stata indetta dai Movimenti di studenti palestinesi e dalla Rete Palestina Anima mundi, dai Giovani Palestinesi d’Italia, dall’Associazione dei palestinesi in Italia e dall’Unione democratica arabo-palestinese. Concentramento dalle 16:00 nella storica piazza Costituzione: dopo che la Banda Sbandati ha intonato “Bella Ciao”, hanno preso la parola i rappresentanti dei palestinesi e gli organizzatori della manifestazione che hanno illustrato il percorso e le sue finalità, tra cui la fine della guerra a Gaza, il rispetto del diritto internazionale e maggiori aiuti umanitari alla popolazione.  Dopo aver percorso la Via Manno e il Largo Carlo Felice, si è fermato in via Roma, per informare i cittadini di cosa fa, o meglio non fa il Governo Italiano per la Palestina. Siamo partiti in circa un migliaio, accompagnati dal rullo delle ragazze con una decina di tamburi e arrivati a fine percorso in circa seimila persone, tra cui molti giovani; inoltre, hanno sfilato varieassociazioni pacifiste, e alcuni partiti del campo largo e della galassia della nuova sinistra. Molte le bandiere, comprese anche quelle della repubblica di Cuba assediata da decenni dal Blocao, il feroce blocco economico, energetico e sanitario che fa soffrire il popolo cubano, quanto il genocidio in Palestina. La serata chiamata anche “Quasi un festival in via Roma” ha sorpreso molte persone, in quanto oltre al rituale corteo per le strade, è stata arricchita da tre piazze originate dalla creatività delle persone che hanno organizzato la giornata di mobilitazione. Ogni “piazza” – ovvero un cerchio di persone tra i giardinetti – nella quale c’è chi introduce e informa, poi la parola passa ai presenti. Le tre piazze si svolgono insieme: ci si può fermare, ascoltare, intervenire e spostarsi. Piazza Palestina liberata (foto di Pierpaolo Loi) La prima piazza, “Palestina liberata”: “Il genocidio in Palestina e la responsabilità dell’Europa”, intervento di Fawzi Ismail, Associazione Amicizia Sardegna Palestina. Dopo si prosegue con “Ma io che c’entro? Che ci posso fare? Contro la normalizzazione dell’occupazione, dal turismo alla cultura”, intervento di Claudia Ortu dell’Assemblea cagliaritana di Poter al Popolo! La situazione dei prigionieri politici palestinesi, con Samed Ismail. Il collaborazionismo di UNICA (Università di Cagliari) negli ultimi tre anni di genocidio. Piazza Sardegna liberata (foto di Pierpaolo Loi) La seconda piazza, “Sardegna Liberata”: Come la Saras alimenta il genocidio. Viene presentato Il dossier “Soffocare la macchina bellica”. Da Domusnovas a Gaza. RWM, la fabbrica che ferisce due terre, con Graziano Bullegas e Antonio Muscas. La lotta contro l’occupazione militare della Sardegna, con “A foras” e “No radar”, storia di una battaglia vinta. Piazza Resistenza (foto di Pierpaolo Loi La “Piazza Resistenza”: “La conoscenza non marcia. Per un’istruzione e una ricerca libere dalla militarizzazione”. Con interventi di esponenti dell’”Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e della università”. La nuova repressione: Giulia Lai ha preso la parola a nome delle persone denunciate a seguito di alcune manifestazioni dell’autunno 2025. DDL antisemitismo e le vittorie civili contro la nuova dittatura del pensiero: interventi di Adriano Sollai e Maria Elisabetta Pini. “Banche armate e complici del genocidio: il caso di Poste italiane”, con Carlo Bellisai e Filippo Lunesu. “Azione nonviolenta”, con Ivano Peddis di Ultima Generazione. E infine, “criticare il Governo di Israele non è antisemitismo”: è gravissima la legge che il Governo italiano sta facendo approvare dal Parlamento; sarebbe la prima volta che in Italia si va contro il diritto di parola garantita dalla nostra Costituzione e dal Diritto Internazionale, sempre difeso dall’ONU. Diritto che non può essere calpestato da temporanei capi di governo, seppure espressi dal nuovo imperialismo, che ha molte sfaccettature del nazionalsocialismo e del fascismo, con alle spalle i padroni del web che pensano di dettare al mondo libero le regole che più gli fanno comodo e che permettono a meno di una decina di persone di stabilire quale debba essere il nostro pensiero. Giancarlo Nonis Redazione Sardigna
October 11, 2026
Pressenza
La piazza di Milano per Gaza incontra i presidi sardi
In settembre una rappresentanza milanese ha raggiunto alcuni dei presidi nell’isola per consolidare i contatti nati con la creazione della rete “Palestina Anima Mundi” che raccoglie più di 150 presidi in tutta Italia. Il 10 settembre abbiamo partecipato al primo presidio, quello che si svolge tutti i giorni in Piazza Yenne a Cagliari dalle 19 alle 20. Undici persone presenti. La loro media di persone partecipanti è di 10/15, ad agosto hanno infatti molto faticato a garantire la quotidianità. Gruppo piccolo, persone provenienti da esperienze e/o militanze diverse, ma coeso e motivato. Hanno un account Instagram che si chiama: presidiopalestinacagliari. Il presidio è in una zona di movida, zeppa di tavolini da aperitivo; è faticoso per loro sopportare l’indifferenza della clientela seduta, per fortuna passano diverse persone grate e/o che chiedono di fare foto o di farsi fotografare. Vivono sostanzialmente le nostre stesse situazioni nel contatto e nelle reazioni di chi passa in piazza: ringraziamenti, approvazione ma anche provocazioni, dileggi e insulti. Hanno adottato una sorta di protocollo di “prevenzione/sicurezza” che consiste nel filmare immediatamente quello che sembra o potrebbe essere un incontro conflittuale/aggressivo. L’11 settembre, a Carloforte, secondo presidio. Normalmente si svolge in Piazza Repubblica, ma per approfittare della gente convenuta per “Ortoforte 2026”, manifestazione per la valorizzazione delle biodiversità, le 10 persone presenti si sono poi spostate verso Piazza Pegli. Qui anche una simpatica coppia di Roma che vive da anni a Berlino si è unita a noi. Ci è stato raccontato che i carlofortini sono tendenzialmente simpatizzanti, ma con una certa timidezza nell’esporsi; questo spiega perché eravamo solo una decina (in realtà in quantità simile a Cagliari!). Testimonianza di simpatia alla causa viene da più bandiere in bella mostra in abitazioni e negozi e dalla locandina con gli appuntamenti del presidio, esposta in biblioteca e negli uffici della pro loco. Abbiamo registrato solo attestazioni di solidarietà provenienti sia dai passanti che dagli stand della manifestazione Ortoforte 2026. Il 12 settembre abbiamo partecipato al presidio settimanale del sabato a Bosa in Piazza Monumento, dalle 20 alle 21. I numeri delle presenze di media sono simili a quelli di Cagliari e Carloforte. La piazza di Bosa è apertamente ostile, ad esempio frasi ricorrenti sono: “Esponete il tricolore non quella bandiera di m./di terroristi.”  Non è quindi un caso la persistenza di quella scritta storica (PNF, Partito Nazionale Fascista), peraltro recentemente rinfrescata come è evidente nella foto. Le modalità del presidio prevedevano che partecipanti con abiti neri, a turno, facessero un intervento, ma nonostante la puntuale comunicazione alle autorità, si sono sentiti rivolgere l’accusa di occupazione di suolo pubblico. Hanno pertanto iniziato a sperimentare una semplice camminata con bandiere e cartelli in ordine sparso in piazza, non in corteo per evitare altre contestazioni. Da tempo una radio locale, Radio Planargia, ha dato loro uno spazio letterario di 90 minuti il mercoledì e in replica il sabato, in cui hanno trasmesso diverse letture e interviste ad attivist* e scrittrici o scrittori come, ad esempio, Raffaele Oriani (autore di “Il popolo meraviglioso”). Hanno realizzato azioni in collaborazione con l’equipaggio di una barca della Flotilla che si è fermata un mese in porto. In una di queste azioni, la prima domenica di agosto, si è proiettata la scritta “Maria era palestinese” sulla torre aragonese durante la festa della Madonna. Un’altra azione ha visto manifestanti camminare sulla spiaggia, mentre  l’imbarcazione della Flotilla li seguiva in mare a poca distanza. Il 13 settembre l’ultimo dei nostri incontri coi presidi sardi si è svolto a Sassari in Piazza d’Italia dalle 20 alle 21. Tutto si svolge ogni domenica davanti alla Prefettura, sulla cui facciata è esposto lo striscione con la scritta “Cessate il fuoco, pace!” e viene comunicato alle autorità. Presenti una cinquantina di persone, numero che rappresenta la loro media. La modalità prevede per tutta la durata del presidio interventi al microfono di più persone. Quella sera si è letto un articolo sul documentario “Naza”, seguito da una breve relazione sul festival di Emergency appena svolto, da un ragionamento/risposta sulla domanda: “Perché non esponete la bandiera italiana?” e da un’esposizione del rischio dietro l’approvazione DDL antisemitismo. Il saluto di Milano alla piazza è stato completato dall’esecuzione della canzone “Pane e piombo” di Renato Franchi. Tra un intervento e l’altro, le persone partecipanti al presidio gridano slogan e fanno rumore con fischietti, cucchiai e pentole.   Redazione Milano
September 26, 2026
Pressenza
10 Ottobre: solleviamoci uniti per una Palestina libera
La Rete Palestina Anima Mundi risponde unita alla giornata mondiale di mobilitazione indetta per il 10 Ottobre per la difesa del popolo Palestinese. Solleviamoci contro ogni censura e contro ogni complicità. Lottiamo insieme contro l’occupazione illegale della Palestina. L’onda siamo noi. Il Diritto Internazionale, come le costituzioni antifasciste, sono la prima barriera che protegge i popoli dallo strapotere di gruppi finanziari e fanatici irresponsabili. Da un secolo oramai, in Palestina, vediamo questa barriera violata: l’occupazione, l’Apartheid, un modello che il sionismo sta già esportando altrove. Se questa barriera cadrà, cadrà per tutti i popoli. In Italia ci vogliono zittire per legge, con il DDL 1004 ci vogliono togliere il diritto di criticare Israele. Pretendiamo il rispetto del Diritto Internazionale la fine di ogni relazione politica, economica e militare con Israele sanzioni, embargo e la fine di ogni complicità libertà di parola e manifestazione garantite a tutti e tutte. Tutti e tutte ancora uniti il 10 ottobre. #palestinalibera Redazione Italia
September 25, 2026
Pressenza