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SCUOLA: IL DECRETO LEGGE CONTRO GLI STUDENTI MIGRANTI “E’ MARKETING ELETTORALE DI BASSO LIVELLO”. LE INTERVISTE A CHI LAVORA NEL SETTORE
Il Consiglio dei ministri, già in piena versione pre-elettorale, ha approvato nel pomeriggio di giovedì 24 settembre 2026 il decreto legge in materia di scuola che comprende, tra l’altro, il tetto agli alunni stranieri nelle classi e il divieto di indossare burqa e niqab. Dentro il provvedimento un mix di sanzioni, minacce e poco altro. Oltre al no a vestiti che impediscono il riconoscimento del volto, c’è l’obbligo di percorsi di lingua italiana per genitori i cui figli “manifestino problemi di inserimento scolastico”, con multe per chi non ottempera l’obbligo da 200 a 1000, la bozza iniziale prevedeva addirittura di togliere il minore alla famiglia. Più arzigogolato il provvedimento sul cosiddetto “tetto”, che – in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto – a quanto si apprende finora prevede che nella scuola primaria “il numero degli alunni con cittadinanza non italiana e che non sono nati in Italia o che non hanno frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia” non debba superare il 30% del totale in ciascuna classe prima. Nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, il tetto del 30% nelle classi prime riguarda invece gli “studenti con cittadinanza non italiana che non hanno frequentato con esito positivo, per almeno 3 anni scolastici, il sistema di istruzione”. “Il tetto per me fondamentale è quello dei 20, 25 alunni per classe. Se vogliamo ragionare veramente di inclusione, le classi non possono essere di trenta persone”, commenta a Radio Onda d’Urto Christian Raimo, docente e scrittore, autore – tra gli altri volumi – del libro “Tutti i banchi sono uguali.  La scuola e l’uguaglianza che non c’è”.  “Le scuole dovrebbero avere più tempo pieno, ci dovrebbero essere dei corsi pomeridiani con persone qualificate, ma questo non avviene e non di poco: non avviene strutturalmente. Il tempo pieno è stato tagliato, le classi dalla Gelmini in poi non hanno recuperato il taglio di 8 miliardi”. “Queste misure di propaganda”, conclude Raimo, “o di imbellettamento come quella di chiamare licei tecnologici gli istituti tecnici e professionali…non è nemmeno propaganda: è marketing di basso livello, è essere piazzisti”. L’intervista a Christian Raimo su Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica Le valutazioni di Giovanni Rosa dirigente scolastico all’Istituto Superiore Andrea Mantegna di Brescia Ascolta o scarica  Le valutazioni di Ramona Parenzan  autrice e curatrice di libri sull’intercultura  e insegnante di italiano L2 Ascolta o scarica  Le valutazioni di Giovanni Scolari, dirigente dell’Istituto Tecnico Commerciale (ora diventerebbe, stando al decreto, Liceo Tecnologico) Abba Ballini Ascolta o scarica
September 25, 2026
Radio Onda d`Urto
Furundulla 339 – Il tetto, quello vero…
…di cui hanno bisogno le scuole e i milioni di senza casa di Benigno Moi Assodato che le vignette non vanno spiegate… ma sono un sasso buttato come spunto di riflessione, per ogni vignetta almeno un link (forse) Il tetto… Torru graztias a Valditadinanta… E che ci vuole?… Plastic Uomo Band   L’origine del nome dato alla rubrica Furundulla: hastagasa La Furundulla
September 24, 2026
La Bottega del Barbieri