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Oltre 30 persone si gettano in mare mentre uomini armati minacciano un’operazione di soccorso
È successo nelle prime ore di oggi, martedì 20 ottobre, durante un soccorso di Sea-Watch 5. Erano circa le 2 di notte. L’equipaggio della Sea-Watch 5 stava prestando soccorso a 65 persone a bordo di un’imbarcazione in vetroresina, quando è arrivato un motoscafo ad alta velocità, con a bordo sei uomini armati, alcuni con il volto coperto. Gli uomini hanno puntato le armi contro le persone che erano ancora a bordo, intimando loro di “scendere”. Nel buio, oltre 30 persone si sono gettate in mare. L’equipaggio della Sea-Watch 5 è riuscito a recuperare tutte le persone finite in acqua, risolvendo una situazione di estremo pericolo. Gli uomini armati si sono infine allontanati, rimorchiando l’imbarcazione in vetroresina ormai vuota, presumibilmente in direzione della Libia. Continuiamo a denunciare questi criminali che mettono a rischio la vita delle persone, eppure dall’Italia e dall’Europa non arrivano sanzioni e nemmeno proteste, ma fiumi di denaro per continuare questo stillicidio. Siete irresponsabili e complici. Aggiornamento A bordo della nostra Sea-Watch 5 ci sono ora 101 persone. Il nostro equipaggio ha appena soccorso altre 36 persone, tra cui bambini e donne incinte. I sopravvissuti e l’equipaggio stanno ora facendo rotta verso Crotone, il porto designato dall’Italia, distante diversi giorni di navigazione.   Sea Watch
October 20, 2026
Pressenza
Sea-Watch, Sea-Watch 5 e Aurora 2 soccorrono 227 persone nel Mediterraneo in 48 ore
Gli equipaggi delle navi di Sea-Watch, Sea-Watch 5 e Aurora 2, hanno soccorso 227 persone da cinque imbarcazioni in pericolo in acque internazionali nel Mediterraneo centrale nell’arco di sole 48 ore. I soccorsi si sono svolti tra il pomeriggio di domenica 11 ottobre e la sera di lunedì 12 ottobre. Durante le operazioni, entrambi gli equipaggi hanno segnalato l’avvicinamento di imbarcazioni non identificate alle proprie navi. In un caso, un soggetto qualificatosi come Libyan Navy ha minacciato l’equipaggio della Sea-Watch 5 di portarlo a processo a Tripoli. Le autorità italiane hanno assegnato alla Sea-Watch 5 il porto lontano di Civitavecchia, a circa tre giorni di navigazione. Giorgia Linardi, portavoce di Sea-Watch: “227 persone sono state soccorse da Sea-Watch nel giro di poche ore. Una delle barche stava affondando e solo grazie alla società civile, alle nostre navi, agli aerei, alle segnalazioni di Alarm Phone non ci troviamo a raccontare altri naufragi. Eppure il governo italiano continua a trattarci come criminali e manda la nostra nave in un porto lontano 900 chilometri, trasformando la distanza in un’arma contro il soccorso civile in mare. Ridurre deliberatamente la capacità di soccorso è una scelta politica con conseguenze letali. Una scelta di cui la storia chiederà conto.” I dettagli delle operazioni di soccorso La Sea-Watch 5 ha soccorso 151 persone in tre operazioni. Domenica l’equipaggio ha tratto in salvo 28 persone da un’imbarcazione che stava affondando, in seguito alla segnalazione dell’aereo di SOS Mediterraneé, e altre 51 persone dopo un allarme del numero di emergenza Alarm Phone. Prima del secondo soccorso, un’imbarcazione non identificata ha girato ripetutamente intorno alla Sea-Watch 5. Lunedì mattina la Sea-Watch 5 è stata allertata per un’altra imbarcazione in pericolo in un’area interdetta nei pressi di una piattaforma petrolifera offshore. Dopo che una nave di rifornimento collegata alla piattaforma aveva autorizzato l’ingresso nell’area per assistere le persone in pericolo, un soggetto qualificatosi via radio come Libyan Navy ha intimato alla Sea-Watch 5 di allontanarsi, minacciando di portare l’equipaggio a processo a Tripoli in caso di mancata obbedienza. L’equipaggio è poi riuscito a smorzare la tensione e a soccorrere tutte le 72 persone. Lunedì la nostra nave veloce Aurora 2 ha soccorso altre 76 persone in due operazioni. Durante la prima, una barca in vetroresina grigia non identificata, con quattro persone a bordo, si è avvicinata molto alla Aurora 2 senza stabilire alcun contatto. In serata l’equipaggio ha contribuito a stabilizzare una sesta imbarcazione fino all’arrivo della Guardia Costiera italiana, che ha preso a bordo le persone. Mentre alla Sea-Watch 5 le autorità italiane hanno assegnato il porto lontano di Civitavecchia, all’Aurora 2 è stato assegnato il porto di Lampedusa, raggiunto ieri intorno alle 21:30. A causa delle limitate riserve di carburante, l’Aurora 2 non sarebbe stata in grado di raggiungere un porto più distante. Secondo il Missing Migrants Project dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), dall’inizio del 2026 almeno 1.982 persone sono morte o disperse nel Mediterraneo. Sea Watch
October 13, 2026
Pressenza
+972 condanna l’escalation di minacce contro i registi di “NAZA”
La violenta campagna da parte di ministri del governo e attivisti di estrema destra non fa che dimostrare quanto Israele tema la verità — chiunque la dica. Nella settimana trascorsa dalla prima del loro nuovo documentario «NAZA» al Festival del Cinema di Venezia, i registi Yuval Abraham (giornalista della rivista +972) e Rachel Szor sono stati bersaglio di attacchi incessanti da parte del governo israeliano e di attivisti di estrema destra. Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu e il Ministro della Cultura Miki Zohar hanno minacciato di revocare la cittadinanza ai registi. Esponenti del governo e dell’opposizione li hanno accusati di «tradimento» e li hanno etichettati come «nemici» dello Stato — una retorica che ha trovato eco in gran parte dei media israeliani. Secondo quanto riferito, anche l’esercito starebbe valutando di intraprendere azioni legali contro le persone coinvolte nel film. Altrettanto preoccupanti sono la retorica violenta e le azioni degli attivisti di estrema destra, che negli ultimi giorni hanno organizzato proteste davanti alle abitazioni delle famiglie dei registi, scandendo «Pena di morte per i traditori». Nella città di Ashdod, nel sud di Israele, è apparso un grande murale che raffigura i volti di Yuval e Rachel con la scritta «Traditori» e circondati da mirini; i video della sua realizzazione, pubblicati online, hanno attirato centinaia di commenti minacciosi, tra cui appelli al loro omicidio. Mercoledì scorso, alcuni attivisti di estrema destra si sono presentati presso la sede di Tel Aviv condivisa da +972 e Local Call. Hanno affrontato in modo aggressivo i membri del nostro staff, riprendendoli e molestandoli in video che hanno successivamente caricato sui social media. Per garantire la loro sicurezza immediata, il nostro team è stato costretto a evacuare l’ufficio. Questi attacchi non sono avvenuti nel vuoto. Esiste un nesso diretto tra decenni di dominio israeliano sui palestinesi, gli ultimi tre anni di genocidio a Gaza e l’estrema disumanizzazione dei palestinesi tra il fiume e il mare e l’attuale campagna di molestie e intimidazioni contro gli ebrei israeliani che resistono al consenso militarista e suprematista di Israele. “NAZA” è prodotto dal Guardian e si basa sulle inchieste che Yuval ha scritto per +972 e Local Call nel corso degli ultimi tre anni. Sebbene la maggior parte delle persone che attaccano il film e i suoi registi non l’abbia ancora nemmeno visto, gran parte delle informazioni in esso contenute è già di dominio pubblico — innanzitutto grazie ai giornalisti palestinesi e agli operatori dei media a Gaza, oltre 250 dei quali sono stati uccisi dagli attacchi israeliani. Nel frattempo, i giornalisti palestinesi nella Cisgiordania occupata vengono regolarmente arrestati dalle forze israeliane e devono affrontare ostacoli e restrizioni alla libertà di movimento diffusi. Israele sta attualmente detenendo 39 giornalisti provenienti dalla Cisgiordania e da Gaza nelle sue prigioni notoriamente brutali, più della metà dei quali senza alcuna accusa né processo. Quando chi documenta e denuncia la realtà subisce una persecuzione violenta, ciò dimostra solo quanto chi detiene il potere tema la verità. Ma il silenzio non è un’opzione. Accogliamo con favore il sostegno dimostrato ai nostri colleghi da una minoranza di giornalisti, registi e organizzazioni della società civile israeliani. Chiediamo alle persone di coscienza e ai governi di tutto il mondo di opporsi alla campagna di persecuzione e alle minacce violente contro Yuval e Rachel e di proteggere i diritti dei giornalisti palestinesi a Gaza e in Cisgiordania, insieme a tutti coloro che si oppongono al genocidio, all’occupazione e al regime di apartheid di Israele.       +972 Magazine
September 19, 2026
Pressenza
La guerra aperta di Israele contro la giustizia internazionale
Non ci vuole molto per capire chi ha destituito il procuratore della Corte penale internazionale Karim Khan. Dopo aver emesso mandati di arresto contro il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il suo ex Ministro della Difesa Yoav Gallant per il loro ruolo nel genocidio di Gaza, è stata dichiarata […] L'articolo La guerra aperta di Israele contro la giustizia internazionale su Contropiano.
July 30, 2026
Contropiano
Melodramma Trump, e Israele punta sull’atomica
Nella tragedia c’è sempre anche un angolo per la commedia. La novità di Trump è quella di aprirci anche un siparietto di melodramma: “Sono da molto tempo sulla loro [dell’Iran ndr]lista“, ha detto al New York Post. E per questo ha aggiunto di aver ordinato che, se dovesse essere ucciso, “li […] L'articolo Melodramma Trump, e Israele punta sull’atomica su Contropiano.
July 11, 2026
Contropiano
Trump sabota il suo accordo, ma si va avanti
Trattare con le bombe è un’arte, ma né Trump né, a maggior ragione, il genocida Netanyahu, sono degli artisti. Neanche il tempo di far incontrare nella stessa stanza la delegazione iraniana – di altissimo livello, come vedremo – e quella statunitense che già il tycoon prendeva a minacciare la controparte […] L'articolo Trump sabota il suo accordo, ma si va avanti su Contropiano.
June 22, 2026
Contropiano
Firenze. I fascisti minacciano il CPA. Respingiamoli
Il 19 giugno Futuro Nazionale porterà Roberto Vannacci a Gavinana per chiedere lo sgombero del CPA Firenze Sud. Non si tratta di una bravata folkloristica né di una semplice provocazione locale. Si tratta di una pratica politica fascista, orientata all’imposizione di un immaginario securitario e identitario attraverso l’occupazione squadristica del […] L'articolo Firenze. I fascisti minacciano il CPA. Respingiamoli su Contropiano.
June 13, 2026
Contropiano
Napoli. Solidarietà a un attivista minacciato a Napoli Est
Da un po’ di tempo, sta crescendo un clima di intolleranza e di esplicito fastidio contro ogni voce dissonante verso la mistificante e narcotizzante narrazione agitata da Palazzo San Giacomo circa la mirabolante attività di “Bonifiche Ambientali” che sarebbero in corso a Napoli Est. Vogliamo essere più precisi: un attivista […] L'articolo Napoli. Solidarietà a un attivista minacciato a Napoli Est su Contropiano.
June 12, 2026
Contropiano