Studenti e giovani in presidio davanti all’ateneo di Lecce
DALLA MATTINA DI IERI, LUNEDÌ 12 OTTOBRE, UN GRUPPO FORMATO DA GIOVANI
DEMOCRATICI DI LECCE E ALTRE AGGREGAZIONI DEL TERRITORIO È ACCAMPATO DAVANTI AL
COMPLESSO UNIVERSITARIO STUDIUM 2000 PER DENUNCIARE IL CARO-AFFITTI E LE
CRESCENTI DIFFICOLTÀ DI ACCESSO AGLI ALLOGGI PER STUDENTI E GIOVANI LAVORATORI.
Il comunicato dei Giovani Democratici di Lecce spiega:
> Il presidio, che proseguirà nei prossimi giorni attraverso momenti di
> confronto e assemblee aperte, porta nel capoluogo salentino la mobilitazione
> nazionale avviata dai GD a Roma in piazza Bologna *.
>
> La mobilitazione avviata nella giornata di ieri non rappresenta un’iniziativa
> isolata, bensì l’inizio di un percorso di rivendicazione politica che intende
> coinvolgere la comunità studentesca e richiamare le istituzioni alle proprie
> responsabilità.
>
> Le tende diventano così il simbolo delle difficoltà di una generazione
> costretta a confrontarsi con un mercato abitativo sempre meno accessibile e
> con politiche pubbliche incapaci di garantire risposte adeguate. Per i Giovani
> Democratici, la risposta alla crisi abitativa deve tradursi in interventi
> concreti: un rafforzamento dell’offerta di alloggi pubblici destinati agli
> studenti, maggiori strumenti di sostegno economico per le famiglie più
> vulnerabili, controlli sui contratti di locazione e politiche capaci di
> contrastare le distorsioni del mercato immobiliare.
«Il diritto allo studio e quello al lavoro sono indissolubilmente legati al
diritto all’abitare – ha dichiarato Enrico Bove, segretario dei Giovani
Democratici di Lecce – Non possiamo continuare a considerare la casa un
privilegio riservato a chi può permetterselo, mentre per migliaia di giovani la
possibilità di studiare, lavorare e costruire il proprio futuro dipende sempre
più dalle condizioni economiche della famiglia di provenienza. Negli ultimi anni
anche nel capoluogo salentino il diritto allo studio è stato progressivamente
compromesso dall’aumento dei canoni di locazione, dalla diffusione di contratti
irregolari o in nero e dalla crescente conversione degli immobili residenziali
in strutture turistico-ricettive. A fronte di un’offerta di alloggi pubblici
ancora insufficiente e talvolta inadeguata, studiare a Lecce rappresenta un
sacrificio economico sempre più gravoso per moltissime famiglie. È una crisi che
attraversa i confini nazionali, come dimostra anche il caso dello sfratto di
Maricarmen Abascal in Spagna, e che impone alla politica di rimettere il diritto
all’abitare al centro delle proprie priorità».
«Se non garantiamo un sostegno stabile alle fasce economicamente più
vulnerabili, viene meno il diritto allo studio e, con esso, la possibilità per
tanti giovani di restare e costruire il proprio futuro in questo territorio –
aggiunge Alessandro Mongelli, membro della segreteria GD Lecce con delega
all’Università e alle politiche abitative – Non possiamo accettare che la
condizione economica rappresenti il principale criterio di accesso
all’istruzione universitaria».
* Emergenza casa, i Giovani Dem protestano con le tende a Roma: “Il Piano del
governo è di cartone” – Un presidio permanente a piazza Bologna per lanciare la
mobilitazione “Generazione senza casa”. La segretaria GD Virginia Libero attacca
l’esecutivo: “Mentre Palazzo Chigi pensa alla legge elettorale, le persone non
sanno come pagare l’affitto”/ FANPAGE, 8 ottobre 2026
Redazione Italia