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A Roma primo incontro del movimento “Tutti per una, l’Italia antifascista per tutti”
Sabato 19 settembre 2026 si terrà a Roma presso il Centro Congressi Cavour – via Cavour n. 50 – dalle ore 11.00 alle ore 17.00, un primo incontro del movimento “Tutti per una, l’Italia antifascista per tutti”, organizzato dall’associazione “La parola che non muore” in collaborazione col “Fronte antifascista”, per la programmazione di iniziative a tutela dei principi e dei valori scolpiti nella nostra Costituzione e a difesa dell’Italia democratica. “Ci siamo riuniti a Roma”, ha spiegato Massimo Arcangeli, ideatore di “Tutti per una, l’Italia antifascista per tutti”, “come primi firmatari di un appello al presidente della Repubblica lanciato dal nostro movimento, e sottoscritto in prima istanza da me e dall’avvocato Antonio Fiumefreddo, per un’iniziativa congiunta che vede la partecipazione di associazioni e di singoli cittadini, provenienti da tutta Italia, con l’intento di ribadire con forza i principi e i valori dell’Italia costituzionale in risposta alla preoccupante avanzata dell’estrema destra nel nostro Paese e al tentativo di Futuro Nazionale di sovvertire l’ordine democratico e di ricostituire il partito fascista”. “Insieme agli altri primi firmatari dell’appello rivolto al Presidente della Repubblica”, ha aggiunto Antonio Fiumefreddo, coordinatore nazionale di “Fronte antifascista”, “abbiamo voluto riunirci condividendo la necessità di difendere i valori fondanti della Repubblica. Il “Fronte Antifascista” è un movimento civico, autonomo e trasversale: non sostiene alcun partito e accoglie tutte le sensibilità autenticamente democratiche, popolari, progressiste e liberali. Il nostro compito è vigilare e reagire dinanzi a ogni tentativo di riportare nella vita pubblica ideologie, simboli e modelli incompatibili con la Costituzione nata dalla Resistenza. L’iniziativa comune intende richiamare l’attenzione delle più alte istituzioni dello Stato sul progetto politico di Futuro Nazionale e sul rischio che esso possa tradursi, sotto nuove forme, nella ricostituzione del partito fascista”. “Rivolgersi al Presidente della Repubblica non significa invocare un’ingerenza nell’indirizzo politico, ma sollecitare una funzione di presidio dei valori supremi dell’ordinamento e di richiamo ai principi costituzionali posti a base della Repubblica”, rimarca l’avvocato Vincenzina Salvatore, e “la giurisprudenza amministrativa conferma che Antifascismo e Resistenza non sono valori esterni, o meramente simbolici, ma parametri giuridici operativi idonei a fondare provvedimenti amministrativi che orientino e misurino l’agire di soggetti pubblici e privati nell’esercizio delle libertà costituzionali”. “Futuro Nazionale pretende di accreditarsi come forza politica democratica mentre nega il fondamento antifascista della Repubblica”, è il commento dell’avvocato Lorenzo Tombelli, “e le posizioni espresse da Vannacci sono il segnale di questa operazione: un tentativo di rendere nuovamente legittimo ciò che la Costituzione ha scelto di escludere”. “Occorre una sensibilizzazione sociale verso le norme e i principi giuridici che riflettono il patrimonio normativo italiano in tema di crimini di odio e di discriminazione”, secondo l’avvocato Marco Natale, “quali elementi necessari per la conquista di una reale eguaglianza sostanziale (secondo l’art. 3 della Costituzione) confliggente con la creazione di uno stato etico (che, invece di amministrare e difendere i propri cittadini, pretende di plasmarne le coscienze)”. “Il quadro normativo e giurisprudenziale italiano possiede già gli strumenti necessari per arginare queste derive”, ha sottolineato l’avvocato Giuseppe Marco Giambarresi, “ma l’efficacia delle leggi Scelba e Mancino dipende dalla fermezza con cui le istituzioni scelgono di applicarle. Non possiamo permettere che la tolleranza democratica venga strumentalizzata per legittimare la propaganda d’odio o la riorganizzazione di forze che si richiamano apertamente al fascismo. La XII Disposizione transitoria e finale non è un reperto storico da confinare nei manuali, ma un’arma di difesa attiva dell’ordinamento. Tollerare la ricostituzione, anche sotto mentite spoglie, di movimenti che richiamano l’ideologia fascista significa rendersi complici del loro progetto eversivo”. “Il fascismo storico ha lasciato il posto, nella contemporaneità, a forme insidiose e pericolose di neofascismo in cui si coagulano razzismo, islamofobia, antigitanismo, omofobia, antifemminismo, autoritarismo, violenza e squadrismo”, è il commento di Andrea Maestri, avvocato, scrittore e attivista per i diritti umani. “Serve imbracciare la Costituzione come arma pacifica ma potentissima di difesa della democrazia, del pluralismo, delle minoranze. E occorre un antifascismo concreto e militante, non meramente liturgico e celebrativo.” Questi i punti salienti del movimento “Tutti per una, l’Italia antifascista per tutti”: 1. Difesa della Costituzione e della memoria antifascista. Azione: vigilare sul rispetto della “XII Disposizione transitoria e finale del testo costituzionale” e denunciare ogni tentativo, esplicito o surrettizio, di riorganizzazione o legittimazione di ideologie fasciste nel dibattito pubblico e nell’azione politica. 2. Tutela dei diritti civili conquistati. Azione: opporsi a ogni tentativo di riportare indietro di decenni il nostro Paese in tema di aborto, unioni civili, diritti delle persone LGBTQIA+ e uguaglianza di genere. 3. Scuola pubblica, laica e libera da logiche militari. Azione: contrastare l’introduzione di modelli di educazione militare nei percorsi scolastici e promuovere un’idea di formazione fondata sul pluralismo, sullo spirito critico e sulla cittadinanza democratica. 4. Pluralismo dell’informazione. Azione: vigilare contro ogni forma di controllo politico dei mezzi pubblici di comunicazione, a tutela dell’indipendenza dell’informazione e del diritto dei cittadini a essere informati in modo plurale. 5. Cittadinanza inclusiva, non sudditanza. Azione: promuovere attivamente politiche su immigrazione e cittadinanza fondate sui diritti della persona, respingendo visioni della demografia come “dovere di Stato” o modelli sociali patriarcali imposti dall’alto. L’evento del 19 settembre, promosso dall’associazione “La parola che non muore” e a contributo libero, è aperto a chiunque voglia portare un suo contenuto sui temi elencati. Oltre all’avvocato Marco Natale, tra i primi firmatari dell’appello a Mattarella, parteciperanno all’iniziativa Matteo Rubboli, fondatore di “Vanilla Magazine”, Luigi Fusaro, presidente della Fondazione InterAbili (IRF), e la giornalista Beatrice Curci. Sempre il 19 settembre, alle ore 21.00, al Teatro Soms di Casaloldo (MN), andrà in scena Anselmo e Giacomo, due voci per la Costituzione, un evento inserito fra le iniziative del nostro movimento. Cento anni dopo l’assassinio del maestro Anselmo Cessi e a ottant’anni dalla Costituente, uno spettacolo di teatro civico riporta in vita Cessi e il deputato socialista Giacomo Matteotti. Uniti dal martirio antifascista, anche se provenienti da mondi diversi, i due dialogano fra loro nella veste di “padri costituenti in nuce” della futura Repubblica. Sul palco compare anche la Costituzione, che si dichiara figlia di entrambi. Il testo è di Gian Agazzi. In scena Dennis Rizzardi (Cessi), Lorenzo Balducci  (Matteotti) e Marina Castelli, che interpreta la Costituzione e firma le canzoni dello spettacolo. Per aderire al movimento “Tutti per una, l’Italia antifascista per tutti” scrivere alla mail movimentotuttiperuna@gmail.com Ufficio Stampa Letizia Pini letiziapini@gmail.com  Riferimenti social: Gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/1037483942677888 Sito: http://www.movimentotuttiperuna.com/ Pagina Facebook: https://www.facebook.com/share/1CAjvgEA2J/       Redazione Italia
September 16, 2026
Pressenza
Per la costruzione di un Fronte Democratico costituzionale pacifista e antirazzista
In questa congiuntura di estremo pericolo per le sorti sia dell’umanità che del pianeta, mentre diverse, gravissime, crisi si intersecano influenzandosi a vicenda, è necessario che le forze sociali, sindacali e politiche di autentica opposizione trovino unità, a livello sia nazionale che europeo e internazionale, per indicare una via d’uscita alternativa alle torsioni autoritarie, messe in atto da governi e classi dirigenti cinice e miopi, che sono causa esse stesse della crisi in atto. E’ lo stesso sistema atlantico/occidentale, di cui il nostro governo è complice tassello, a dover venir messo sotto accusa per la subalternità nei confronti della politica statunitense, al di là delle moine che effettuano verso i capi di turno, anziché portare avanti le forze profonde che si agitano e crescono nel nostro continente. Rendiamocene conto: l’Europa viene fatta rotolare verso al guerra, malgrado i suoi popoli in grande o massima parte vi si oppongano, pur non avendo ancora trovato la forza politica capace di segnare la strada alternativa. Nei prossimi mesi avranno luogo elezioni in diversi Paesi europei, tra cui l’Italia. In tale prospettiva, è fondamentale porsi fin da subito tre questioni dirimenti intorno alle quali forgiare l’unità di tutte le forze antifasciste e democratiche presenti in Italia e nell’Unione. Occorre, innanzitutto, imporre il ritorno alla via diplomatica per un’uscita dalla guerra in Ucraina, cui il centro-destra imperante in Europa continua ad opporsi fin dall’inizio, nell’ambito di un progetto che non può che essere quello atlantico – e suicida – di una guerra generalizzata alla Russia. A tale fine, basterebbe convocare una conferenza regionale per la sicurezza in Europa, una Helsinki 2, che gli Stati europei, a parole amanti della pace e del rispetto del diritto internazionale, si sono finora dimenticati di convocare, dimentichi, si direbbe, degli indubbi, enormi benefici che i popoli europei e russi ebbero a ricavare dalla Helsinki1. Occorre anche porre fine alla spaventosa corsa all’economia di guerra per tirar fuori il mondo occidentale dalla crisi in cui si va sempre più incartando, ed investire di pari passo in politiche che creino possibilità di lavoro, ricerca e crescita sia umana che economica. Ribadiamolo: col riarmo si rotola sempre di più, e a velocità sempre crescente, verso il baratro. Una politica comune europea, fedele ai suoi valori fondanti, per quanto ci glissi sopra la sua attuale dirigenza, non può parimenti prescindere da una chiara condanna del genocidio del popolo palestinese, attraverso la rottura di ogni collaborazione culturale, economica, militare (intelligence compresa) con Israele, nel rispetto intransigente del diritto internazionale e di coloro che sono chiamati a darne attuazione. Né possiamo dimenticare la necessità di abolire le leggi crudeli, inumane e criminali con cui sia l’UE che i suoi stati membri, tra cui l’Italia della Meloni e non solo, continuano a dare quotidiana attuazione a quello che a tutti gli effetti altro non è che un dumping di migranti alla ricerca di una vita dignitosa nel nostro continente. Quelle che sono state fin qui elencate non costituiscono, evidentemente, altro che un primo abbozzo di idee e progetti di trasformazione che potrebbero trovare rispondenza in vasti settori dell’elettorato italiano ed europeo e come tali risultare facilmente sviluppabili e migliorabili dal basso. Quello che qui preme sottolineare è l’urgenza di costruirvi intorno un sistema unitario pluripartitico di azione politica comune. Enrico Calamai Mauro Carlo Zanella Redazione Roma
September 12, 2026
Pressenza