#Patti (Messina), domenica 22 marzo, ore 18 #Sicilia: #Militarizzazione e
#Dissesto dei Territori #niscemi #nomuos
La nostra isola è sempre stata cruciale nello scacchiere del Mediterraneo:
questo sia dal punto di vista prettamente militare sia per quanto riguarda la
gestione e la sorveglianza delle rotte - migratorie e commerciali - e delle
risorse marittime tra Europa, Africa e Vicino Oriente.
Tag - Niscemi
MUOS a rischio: a Niscemi la frana lambisce i radar militari americani
In Sicilia, il terreno non sta franando solamente sotto la città di Niscemi. A
seguito delle piogge portate dal ciclone Harry, che a fine gennaio ha travolto
il sud Italia e le Isole causando danni ingenti, sta cedendo anche la terra
sotto il MUOS. La struttura, appartenente alla marina militare USA e impiegata
per le comunicazioni satellitari, si trova a pochi chilometri dalla cittadina
sicula che sta lentamente sprofondando a causa della frana innescatasi con le
piogge. A documentare il cedimento del terreno sotto le antenne statunitensi è
il Movimento No MUOS, che da tempo ne chiede la rimozione.
“Non spetta a noi trarre conclusioni tecniche. Ma riteniamo che quanto sta
accadendo meriti attenzione e verifiche serie da parte delle autorità competenti
e degli organi di informazione” ha commentato il Movimento, che ha diffuso foto
e video del cedimento del terreno. Tuttavia, una relazione consegnata proprio in
queste ore alla Protezione Civile e realizzata da un team di esperti, guidati
dal geologo Nicola Casagli, ha disegnato un quadro della situazione molto più
complicato del previsto. Risulta infatti impossibile “conseguire una
stabilizzazione definitiva” del versante della frana, soprattutto per la “natura
geologica del complesso franoso di Niscemi”. Non è possibile tenere sotto
controllo il cedimento del terreno, insomma, attraverso interventi strutturali
estensivi, proprio per la natura stessa del terreno stesso.
Il Mobile User Objective System (MUOS), concepito dall’amministrazione di George
W. Bush nel 2004, è composto da cinque satelliti geostazionari e quattro
terrestri, uno dei quali si trova proprio a est Niscemi – gli altri sono in
Australia, USA e Hawaii. La Sicilia, infatti, si trova in una posizione
geopolitica strategica per gli interessi degli Stati Uniti, per via della sua
vicinanza con il Nordafrica e il Medio Oriente. L’esercito statunitense impiega
il MUOS per coordinare vari sistemi militari (in particolare droni e aerei senza
pilota) in diverse parti del mondo, compresa nella base di Sigonella, in
provincia di Siracusa. L’installazione delle tre parabole che lo compongono è
stata completata nel 2014, tra le proteste della popolazione. Oltre a rendere
l’isola un obiettivo sensibile in caso di guerre – come quella scatenata da USA
e Israele contro l’Iran, attualmente in corso – c’è il fatto che le parabole
sono state installate all’interno della Riserva Naturale Orientata della
Sughereta di Niscemi, inserita come Sito di Interesse Comunitario (SIC) nella
rete Natura 2000 della UE per la conservzione di flora e fauna rare o
minacciate.
Nel 2022, una sentenza del TAR di Palermo aveva decretato l’illegalità della
struttura, proprio perchè costruito all’interno di un’area protetta, senza il
rispetto delle norme edilizie e senza che fossero stati ascoltati tutti i pareri
nel corso della conferenza dei servizi che decreta il via ai lavori. La
sentenza, aveva sottolineato il Movimento No MUOS, era comunque “inefficace
nella sostanza a meno che il Comune di Niscemi non chieda la demolizione delle
opere costruite”.
L'Indipendente
Niscemi tra frane e militarizzazione
Questa sera alle 19.45 - #Niscemi tra #frane e #militarizzazione - Radio Città
di #Pescara Con Antonio Mazzeo intervistato da Lorella Cappio.
#Niscemi sprofonda, Roma tace: cosa nasconde il #MUOS?
Casa del Sole Tv - LEVANTE 11.02.2026
Mentre il governo blinda l'invio di armi con il voto di fiducia e si mette in
vetrina tra Olimpiadi e Sanremo, in Sicilia un'intera comunità viene inghiottita
dalla terra — e dall'indifferenza.https://www.youtube.com/watch?v=jcCdlh9v-Q0
Propaganda militare nelle scuole tra Piemonte, Molise e Sicilia… perfino a Niscemi
Come costantemente denunciato dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle
scuole e delle università, la grande “fiera” dell’orientamento rappresenta una
delle maggiori vetrine per l’ingresso del personale in divisa e delle forze
armate nelle scuole.
Nello specifico segnaliamo una serie di casi in cui dal Nord al Sud della
penisola, tra fine gennaio e inizio febbraio, i Carabinieri sono entrati nelle
scuole per presentare la carriera nell’Arma.
In Piemonte i militari hanno coinvolto decine di studenti del Liceo
“Govone-Gallizio di Alba” all’interno di un percorso di incontri con le classi
terminali delle scuole superiori che si concluderà all’ITS “Vallauri” di
Fossano. In un’ottica demistificante rileviamo il fatto che, oltre a segnalare
con toni di grande apprezzamento queste attività di orientamento, la propaganda
dei quotidiani locali – nei loro aspetti di cronaca spicciola e di narrazione
delle vicende di un “piccolo mondo antico” lontano dai grandi scenari della
geopolitica mondiale – presenta l’Arma “come presenza attenta e vicina alla
comunità, capace di dialogare con le nuove generazioni e di offrire ascolto a
chi vive condizioni di maggiore fragilità”. Oltre alle studentesse e agli
studenti delle scuole, infatti, i militari hanno condotto incontri anche nelle
strutture socio-sanitarie e assistenziali all’interno del progetto “Dalla parte
di chi soffre”: non occorre ribadire quanto possa essere subdolo un messaggio
che si rivolge a persone molto giovani o molto anziane o molto malate e/o in
difficoltà, chiaramente più permeabili alle manipolazioni di quanto potrebbero
(nel migliore dei casi) esserlo altri gruppi di popolazione
(https://www.gazzettadalba.it/2026/02/carabinieri-scuola-comunita-cuneo/).
Se ci spostiamo dal Nord al Sud Italia, la situazione non cambia: anche nel
piccolo comune di Guglianesi nel Molise i Carabinieri incontreranno nei prossimi
giorni le classi quinte liceo del Comprensivo “Giulio Rivera” per un incontro di
educazione civica/orientamento
(https://www.omnicomprensivoguglionesi.edu.it/20260128115718unidos/). In questo
caso mettiamo in evidenza come la triade educazione civica/orientamento/FLS
(Formazione Scuola Lavoro, ex PCTO) rappresenti un punto nodale in cui soggetti
esterni al mondo scolastico riescono a inserirsi in un discorso educativo che
per sua natura dovrebbe mantenersi al di sopra e al di là della propaganda,
fornendo piuttosto gli strumenti critici per individuarla e decostruirla.
Ma al netto di quanto fin qui ribadito, ecco il paradosso: tra le centinaia di
incontri proposti dall’Arma troviamo anche quello tenutosi a Niscemi presso
l’Istituto d’Istruzione superiore “Leonardo da Vinci”. Lungi da noi voler fare
del facile “benaltrismo”, ma non possiamo fare a meno di segnalare quanto a
maggior ragione risulti stridente, nella drammatica situazione del piccolo
comune siciliano, la propaganda delle forze armate il cui intervento nelle
scuole è giustificato non solo dalle necessità dell’orientamento in uscita ma
anche dal volersi sostituire a ben più qualificati soggetti (docenti, formatori,
psicologi, pedagogisti) nell’affrontare alcuni temi di attualità. L’incontro ha
toccato temi come “la prevenzione e la lotta ai fenomeni di disagio giovanile,
bullismo, cyberbullismo e ogni forma di estremismo violento” e leggiamo che “è
stata svolta anche un’attività esperienziale attraverso un percorso sensoriale
interattivo, che ha visto gli studenti cimentarsi in alcune prove pratiche
indossando speciali occhiali in grado di simulare le alterazioni percettive e
cognitive conseguenti all’assunzione di droghe”
(https://www.libertasicilia.it/niscemi-i-carabinieri-incontrano-gli-studenti-del-leonardo-da-vinci-per-promuovere-la-cultura-della-legalita/).
Il caso di Niscemi è una rappresentazione tragicamente plastica di tutte le
contraddizioni di un paese che, letteralmente e metaforicamente sull’orlo
dell’abisso, è destinatario di un martellante messaggio propagandistico,
accortamente elaborato come “cultura della difesa”, i cui obiettivi sono il
riarmo e la militarizzazione della società, che non possono prescindere da una
strategia economica di disinvestimento dal welfare in direzione del warfare. E
mentre la terra, sempre più fragile per l’incuria, l’abbandono, lo sfruttamento
selvaggio, si sgretola sotto i nostri piedi, l’unica nozione di “sicurezza” che
viene pervasivamente trasmessa all’opinione pubblica è quella che si concretizza
nella guerra verso il nemico esterno e la repressione del dissenso sul fronte
esterno.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
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#nomuos #Niscemi, Corteo-manifestazione pacifica Comitati No Muos "Niscemi non
cade, la parola ai niscemesi"
Servito a denunciare le condizioni di abbandono del territorio, con l’ulteriore
aggravante che nella base americana a tutt’oggi vengono autorizzati interventi
di adeguamento e ampliamento del medesimo presidio militare. La militarizzazione
– secondo i manifestanti – accentuerebbe anche il rischio idrogeologico.
https://www.youtube.com/watch?v=4VD-kioSSsI
Antonio Mazzeo: #Niscemi frana tra #MUOS, #Sigonella e borghesia mafiosa
Alla fine dei conti c'è la realtà degli accordi con la borghesia mafiosa. Nel
mezzo, ai danni della popolazione e del territorio, c'è il MUOS, che ha
inaugurato una nuova era in termini di comunicazione satellitare.
https://www.youtube.com/watch?v=RpM_fRTKAx4