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Olivier Schrauwen / Domenica maledetta domenica
Domenica di Olivier Schrauwen, miglior Graphic Novel del 2024 per “New York Times”, “Washington Post” e “The Guardian”,  non è solo un’opera imponente, cioè un’opera che “si impone” con il peso di migliaia di vignette contenute nelle 472 pagine che l’autore belga ha realizzato nell’arco di sei anni. E’ anche un’opera smisurata rispetto alle sue ambizioni: Domenica è infatti il resoconto minuto per minuto (dalle 8:15 a mezzanotte) di una singola giornata di Thibault, cugino dell’autore, che si è prestato a ricostruirla supportando l’esperimento narrativo di Olivier. Il lettore è invitato così a calarsi nel tempo perduto del protagonista, tra i ricordi,  digitali e non, le masturbazioni, mentali e non, e l’ebbrezza chimica e/o alcolica che caratterizzano la sua deriva esistenziale. Un capolavoro che Chris Ware, autore seminale per la generazione di comic artist a cui Schrauwen appartiene, nella sua recensione non esita ad avvicinare a un classico del modernismo come l’Ulisse di Joyce (benché, osserva,  purtroppo meno “favolosamente scabrosa” della giornata di Leopold Bloom) non senza sottolineare fino in fondo il significato dell’ impresa: «nel suo insieme, il libro mi sembra il tentativo silenzioso, sommesso e toccante di catturare ciò che un tempo chiamavamo Dio». Il fumetto, aggiunge,  potrebbe anzi aderire anche più profondamente al desiderio di Nabokov che, a dispetto di Joyce,  auspicava una letteratura in grado di visualizzare e non solo di raccontare il famoso flusso di coscienza. Per il suo esperimento Schrauwen non ha scelto comunque un giorno qualsiasi ma la domenica, il giorno del ringraziamento e del riposo santificato presso tutte le confessioni del mondo cristiano. Una giornata qui santificata  in pigrizia e false partenze, certo, ma non esattamente una domenica come le altre,  come scopriremo nel corso della giornata,  almeno per Thibault, un designer di font sulla trentina che religioso non è mai stato e, tutto euforico, apre gli occhietti sulle note di una funk song di James Brown (Stay on the scene… Like a sex machine) che lo accompagneranno per il resto della giornata. La sua euforia non è però destinata a durare altrettanto a lungo e una domenica nata con i colori rotoscope dei buoni propositi si tinge ben presto di ansiogeni e confusi  bilanci esistenziali. Calendario alla mano, lo stesso giorno convergono infatti il ritorno della compagna Migali da una residency interculturale in Zambia, la deadline di un lavoro che il nostro ha differito al di là di ogni decenza professionale e, dulcis in fundo, la data del suo genetliaco, destinato a richiamare presso la fortezza domestica alcune conoscenze di vecchia data. Tra queste il cugino Rik, compagno di un’adolescenza mai veramente congedata nell’età adulta, su cui Thibault sembra proiettare le proprie insicurezze, e Nola, la fiamma di un lontano flirt giovanile, promossa a amore di una vita intera nel brodoso delirio domenicale. Come fantasmi tutte queste figure – compresa quella di un gatto nero, sardonico e impegnatissimo a “giocare” con il “suo” topo – sono inquadrate dalla fotocamera di Schrauwen, spesso autonoma dai pensieri del protagonista (che non vedremo mai uscire di casa) che, tra ritornelli ossessivi e riflessioni lasciate a metà, emergono dalla pigra risacca domenicale. Secondo un codice visivo preciso, con cui impariamo a familiarizzare dalle prime tavole, nel libro i ricordi sono raffigurati in tinte monocromatiche chiare mentre le congetture spiccano nel caos mentale come semplici disegni al tratto.  Il layout del fumetto si trasforma del resto anche per riflettere lo stato psicofisico di Thibault: quando alla fine fuma un rimasuglio di erba scovata in fondo al cassetto della compagna, la griglia si deforma,  le vignette  serpeggiano sulla tavola e anche i numeri di pagina si spostano andando fuori posto. Le sue doti di procrastinatore apatico e ombelicale nel frattempo ne hanno già fatto l’eroe sproporzionatamente umano di questo racconto monumentale.  L'articolo Olivier Schrauwen / Domenica maledetta domenica proviene da Pulp Magazine.
September 14, 2026
Pulp Magazine