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“SCOMPARSI I COMPROMESSI DI CLASSE ED EGEMONIA IN CRISI. NELLA RICOMPOSIZIONE DEL CAPITALE I FASCISTI PROVANO A FORMARE UNA NUOVA MASSA”, TESTIMONIANZE DALLA GERMANIA
Germania. Il giorno dopo il voto in Sassonia-Anhalt, il cancelliere conservatore e guerrafondario Merz che non nasconde la disfatta – ‘siamo scossi e scioccati’ – prova a rassicurare il paese e l’Ue che non mollerà il Cancellierato: ‘Arrendersi non è un’opzione’, ha detto Merz, ribadendo quella narrazione bellicista diventata da mesi la sua cifra politica, dal riarmo Ue allo scontro con Mosca, con pesantissimi tagli al sistema di welfare. Ha quindi gioco facile la leader di Afd Alice Weidel nel definire Merz ‘un peso per lo sviluppo della Germania’, mentre il nazicandidato del land, Siegmund, non esclude l’immediato ritorno alle urne in Sassonia – Anhalt per fare il cappotto e andare così al potere in solitaria, senza alleanze. Il tutto mentre il 20 settembre si vota in altri 2 land tedeschi; la capitale Berlino e il land nord-orientale del Meclemburgo, dove Afd è data ampiamente in testa, trainata dagli ultimi disastrosi dati economici: giusto oggi, dopo cinque mesi di crescita, gli esportatori tedeschi hanno subito una flessione di circa l’1%. Cosa rappresenta e come si può spiegare la vittoria elettorale dell’Afd in Sassonia-Anhalt? L’intervista a * Thomas Atzert, compagno e insegnante all’Università di Francoforte. Ascolta o scarica. * Angela Klein, direttrice di Sozialistische Zeitung. Ascolta o scarica.
September 8, 2026
Radio Onda d`Urto
GERMANIA: AFFLUENZA RECORD E NEONAZISTI DI AFD AL 44% NELLE ELEZIONI IN SASSONIA – ANHALT. TREMA IL CANCELLIERATO MERZ
Affermazione eclatante di Afd – i neonazisti di Alternativa per la Germania – alle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, piccolo land (2 milioni di persone) nell’Est della Germania, con il boom dell’affluenza, all’80%. I risultati del voto di domenica 6 settembre 2026 vedono l’ultradestra neonazista volare al 43,8% e puntare così a governare un Land tedesco per la prima volta. Afd cresce del 23%, mentre la Cdu di Merz crolla dal 37% al 17,4%. Non a destra, l’Spd al 9,3%, Verdi all’8,9% e Linke all’8,6%. Dopo una nottata di conteggi, pure i sovranisti di sinistra Bsw, ex costola della Linke, entrano nel Parlamentino di Magdeburgo, di poco sopra la soglia del 5%, al 5,3%. Il Bsw non ha escluso in campagna elettorale collaborazioni con l’Alternativa per la Germania “su singoli provvedimenti”, pur senza offrire – finora – una disponibilità esplicita a formare un governo insieme. Da sola, però, AfD – seppur di poco – non ha la maggioranza dei seggi, assomandone 39 su un totale di 83, con la quota per un monocolore nero fissata a 42 scranni. Il voto nel piccolo land tedesco, travolto da una crisi iniziata di fatto con la riunificazione a inizio anni Novanta e mai sanata, fa comunque tremare mezza Europa, a partire dai palazzi di Bruxelles della Commissione Ue – guidata dalla tedesca Von Der Leyen – e, a Berlino, la cancelleria del sodale di partito, Merz, che parlerà solo alle ore 13 di lunedì 7 settembre. La Cdu guarda ora con forte preoccupazione alle prossime elezioni regionali, quelle del 20 settembre, nella città-stato di Berlino e nel Meclemburgo-Pomerania, land del nord dove si trova il grande porto baltico di Rostock, non troppo dissimile per popolazione e situazioni socioeconomica rispetto alla Sassonia – Anhalt. La corrispondenza su Radio Onda d’Urto con Nicola Carella, nostro collaboratore, dalla Germania. Ascolta o scarica L’analisi di Beppe Caccia, studioso di Storia del pensiero politico e ricercatore della Fondazione Rosa Luxemburg di Berlino Ascolta o scarica
September 7, 2026
Radio Onda d`Urto