La “maternità surrogata” tra libertà di scelta e condizionamenti
Pubblichiamo questa articolata riflessione sulla gravidanza per altri (gpa) che
è anche la riproposizione di un dibattito di cui abbiamo già dato notizia (La
sostituzione della madre. Note a margine di un recente dibattito /1, La
sostituzione della madre. Note a margine di un recente dibattito /2) poiché la
questione, bioetica oltre che politica, è complessa e controversa e l’autrice ne
dà esaustivamente conto
L’occasione per riaprire il dibattito sulla Maternità surrogata (MS),a più di 50
anni dal primo accordo legale retribuito (USA, 1976),è stata la presentazione
del libro di Luana Zanella, La sostituzione della madre. Ecologia e femminismo
pensano insieme (Moretti e Vitali, 2026), tenutasi il 3 settembre 2026 presso
l’Istituto Gramsci di Palermo. La tavola rotonda, moderata da chi scrive, ha
visto l’autrice dialogare con Daniela Dioguardi, Elia Randazzo, Angela Galici,
Augusto Cavadi e con il pubblico, facendone emergere le implicazioni politiche,
giuridiche, etiche e filosofiche.
Sostituzione della madre?
Luana Zanella (deputata e portavoce di Alleanza Verdi Sinistra alla Camera, con
un lungo percorso tra militanza femminista ed ecologismo) ribadisce una
posizione chiara, già espressa in Parlamento il 26 luglio 2023 con il suo no
alla MS. Il testo si distingue per la coerenza argomentativa nel ricostruire
legami economici, sociali, mediatici e simbolici su scala planetaria intorno
all’assunto di partenza: l’indisponibilità del corpo femminile.
Parlare di sostituzione della madre significa additare “il tentativo millenario
di trovare sostituzioni concrete e simboliche alla matrice femminile della vita,
alle madri che mettono al mondo“(p 11). La sua cifra politica consiste nel
mostrare alcune delle possibili conseguenze indesiderabili della MS sulla vita
delle donne.
L’accento è posto sulla documentazione del coinvolgimento della MS entro
l’industria globale della procreazione, all’interno del paradigma del
capitalismo iperliberista, volto a massimizzare i profitti e a rendere
brevettabile e utilizzabile la natura, umana e non umana. Solo negli Usa, leader
mondiale del mercato della MS, il suo volume d’affari è passato da 4 miliardi di
dollari nel 2023 al 5,1 miliardi nel 2024.
Il racconto comparativo delle modalità adottate nelle cliniche sanitarie
specializzate nella MS, delle tipologie di contratto di surrogazione, del modus
operandi delle agenzie che favoriscono la risposta al desiderio di genitorialità
di coppie del “primo mondo” delinea la profonda diversità di ricadute della MS
in aree del mondo distanti.
Dall’India ai paesi postsovietici, dall’America Latina ai paesi avanzati, emerge
l’intreccio di desideri, capitali e interessi che utilizza delocalizzazioni,
tolleranza politica, sapiente comunicazione sul web, contratti internazionali e
condizioni socioeconomiche profondamente diverse per soddisfare il diritto ad
una filiazione genetica.
L’excursus sulle normative internazionali richiama le risoluzioni dell’Unione
Europea e le relazioni ONU che definiscono la Gestazione per Altri (GPA) una
forma di tratta degli esseri umani e una nuova modalità di violenza contro le
donne. L’ampia sezione antologica dà voce a filosofe, giornaliste e attiviste
che analizzano i rischi della surrogacy, ponendo interrogativi cruciali: cosa si
intende realmente per libertà di scelta? Di quali tutele sanitarie e giuridiche
godono le madri surrogate? Tutti i desideri danno luogo a diritti?
Il dibattito
Nel corso del dibattito si sono sovrapposti diversi piani di analisi che hanno
riconfigurato significati e conseguenze della GPA. Il paradigma neoliberale è la
cornice economico-politica entro cui rientra, insieme a molte altre pratiche di
rilevanza bioetica, la GPA. Assunti teoretici e epistemologici postmoderni,
quali la rinuncia a leggere il cosmo come dotato di senso univoco e di finalità
intrinseche, sono i presupposti dell’intervento di Augusto Cavadi che ha
esplicitato, entro un orizzonte neoliberale, le conseguenze etiche e valoriali
coerenti con questa visione del mondo: la concezione dell’individuo autonomo,
autocentrato e sovrano che, privato di riferimenti normativi condivisi e
ontologicamente fondati, è orientato in primis a soddisfare il desiderio
personale.
Ne deriva una sorta di morale provvisoria di stampo cartesiano: “la storia
presenta molti casi in cui si può ritenere illecito… un comportamento
individuale… e, nonostante questo giudizio negativo, optare per una
regolamentazione legislativa. In concreto: giudico immorale… che una donna
conceda in affitto il proprio utero per nove mesi, mi impegno pubblicamente per
una società, alternativa a quella attuale, …in cui nessuna donna sia costretta…
alla GPA; intanto mi mobilito per la tutela giuridica dei diritti minimali di
ogni donna che ritenga di prestarsi a una GPA” (Cavadi, 2026)*.
Analogamente, l’intervento di Angela Galici, a partire da una visione
antiessenzialistica e intersezionale delle donne, ha insistito sull tutela
giuridica delle donne che praticano la Surrogacy. Dall’iniziale constatazione
dell’inarrestabilità del mercato del turismo procreativo, Galici è pervenuta a
focalizzare l’urgenza di una regolamentazione condivisa che possa fornire la più
ampia tutela alle donne che, mosse da condizioni di vulnerabilità, diventano
madri surrogate. L’impegno, di natura sindacale, nel riconoscere e normare la MS
equivale qui a impedire che le donne siano esposte allo sfruttamento e a far sì
che siano sottratte a pratiche clandestine della GPA. Galici ha inoltre
richiamato modelli di MS altruistica o oblativa (come le esperienze a Cuba),
capaci di dar vita a relazioni parentali allargate.
Il merito di queste esperienze suggestive è collocare la MS entro uno schema
etico politico paritario e relazionale, potenzialmente in grado di azzerare le
forme di diseguaglianza operanti nei contratti di MS.
La suggestione lanciata da questa prospettiva, raccolta dall’intervento di Elia
Randazzo, ha condotto alla questione se sia possibile definire aprioristicamente
i caratteri distintivi della genitorialità e della famiglia. Al centro del suo
ragionamento si è posta l’esigenza di non ridurre la filiazione a puro dato
biologico. Condivisibile è il suo richiamo all’adozione come costruzione di una
famiglia su base non biologica.
Da qui la necessità di distinguere tra gestazione e maternità. La prima, in
virtù del concetto di autodeterminazione della madre gestazionale, può esser
portata avanti a vantaggio di genitori intenzionali, omosessuali o
eterosessuali; la seconda, invece è definita dalla volontà e responsabilità di
crescere e prendersi cura di un nuovo essere umano, a prescindere dal legame
biologico. Randazzo ha evidenziato la coerenza tra il diritto di interrompere la
gravidanza o di disconoscere il neonato e la scelta di portare a termine una
gravidanza per altri. Ha perciò messo in guardia dai rischi paternalistici o
antiabortisti insiti nell’assolutizzazione del legame biologico.
Da questo sommario resoconto si possono estrapolare i concetti chiave degli
interventi favorevoli all’accettazione e difesa della GPA. Gli argomenti
favorevoli alla regolamentazione della GPA si concentrano dunque su
autodeterminazione, libertà di scelta, individualismo laico, sovranità sul corpo
e diritto al desiderio.
Profondamente diversa è la lettura di Daniela Dioguardi che concorda con
l’autrice nel rifiutare la MS, criticando alla radice il capitalismo
neoliberista responsabile della mercificazione della natura. Dioguardi ha
evidenziato come la stessa infertilità crescente sia legata all’inquinamento e
all’insostenibilità ambientale di scelte politiche che traggono profitto dalle
guerre, moltiplicatrici di danni ambientali e dall’indebita appropriazione del
corpo femminile.
Pur senza fare della maternità un destino, ha sottolineato l’importanza della
relazione corporea tra madre e nascituro durante la gravidanza. A tale posizione
si è riallacciato l’intervento di Maria Giannì dal pubblico, incentrato sugli
aspetti biochimici, ormonali e fisiologici che legano la salute del bambino al
contatto con il corpo materno durante la gestazione, elementi non riducibili a
sole clausole contrattuali.
Nelle battute finali, Luana Zanella ha ribadito che, dopo oltre sessant’anni di
lotte femministe per il riconoscimento del lavoro di cura, la battaglia della MS
si gioca nuovamente sul corpo delle donne che rischia di tornare, per usare la
celebre espressione di Barbara Duden, un «luogo pubblico».
*Cavadi, Augusto (2026), Gravidanza per altri e paradigma culturale postmoderno,
in Il Blog sul filosofare per la vita scritto da noti filosofi-consulenti
italiani
Redazione Palermo