Le Città del Miele: 25 anni a sostegno di un’eccellenza alimentare italiana
Un grande patrimonio, quello dei mieli del nostro Paese, ma anche un “unicum” in
termini di qualità da proteggere, da valorizzare e da far conoscere per
sostenere gli sforzi degli oltre 78.000 apicoltori italiani, che gestiscono
oltre 1,5 milioni di alveari, per una produzione nazionale di 30.992 tonnellate
nel 2025 fatta di ben 60 tipi di miele.
Una produzione però che, come sottolinea l’ISMEA
(https://www.ismea.it/istituto-di-servizi-per-il-mercato-agricolo-alimentare),
non cresce in parallelo al numero degli alveari presenti per via delle
condizioni meteoclimatiche sempre più spesso anomale che compromettono le
fioriture e quindi anche le rese degli stessi. L’avvicendarsi di eventi e
situazioni meteo avverse, anche di opposta natura, conferma quanto il
cambiamento climatico sia il principale fattore limitante delle produzioni
nell’ultimo decennio.
Come certifica l’Osservatorio Nazionale Miele: “La seconda metà della stagione
estiva ha confermato e accentuato la forte impronta climatica già emersa nei
mesi precedenti, con un quadro meteo dominato da insistenti ondate di calore e
dalla scarsità di precipitazioni, salvo locali eventi temporaleschi brevi ma
molto intensi. Gli elevati livelli di evapotraspirazione hanno accelerato lo
stato di siccità dei suoli e ridotto drasticamente la durata delle fioriture
estive causando un blocco diffuso dei flussi nettariferi in molte aree del
Paese”: https://www.informamiele.it/luglio-2026-rilevazione-mensile/.
Comunque, anche nelle annate migliori, la produzione nazionale sfiora il 50% del
consumo nazionale. Le nostre produzioni si confrontano con un mercato che è
oramai unicamente globale, dominato da prezzi molto bassi e da prodotti molto
diversi. Inoltre, se è vero che in Italia si stima un consumo pro-capite annuo
di quasi 700 gr, a fronte di una media europea di 600g (con Germania al primo
posto con 1,5 Kg pro-capite), occorre sottolineare come l’indice di penetrazione
sia ancora basso.
L’anello debole è proprio nella fascia di età più giovane. Si pensi che, per
quanto riguarda lo share di acquisti in volume, il 43% è costituito da
acquirenti oltre i 63 anni; il 21% fra i 55 e i 64 anni; il 18% da 45 a 54 anni
e solo il 12% per gli acquirenti tra i 35 e i 44 anni e il 6% per quelli fino a
34 anni. A livello nazionale l’apicoltura è ben diffusa sui territori regionali
e le regioni italiane più produttive sono il Piemonte, la Lombardia, la Toscana
e la Calabria.
Dal 2001 in Italia c’è anche una rete nazionale dei territori che danno origine
e identità ai mieli italiani, Le Città del Miele: https://cittadelmiele.it/, che
contribuisce non poco a dare visibilità ai mieli nelle loro caratteristiche di
specificità e diversità e promuove i mieli dei territori dando voce e volto agli
apicoltori. Nel corso dell’anno, particolarmente in occasione degli eventi di
“Andar per Miele”, le Città associate in collaborazione con le associazioni
locali di apicoltori organizzano convegni, tavole rotonde e incontri di
presentazione e approfondimento su tematiche tecniche legate all’allevamento
delle api, alle evoluzioni dei sistemi produttivi, alle criticità del settore.
Un contributo rilevante per l’aggiornamento tecnico professionale degli
apicoltori.
Gli eventi annuali promossi e sostenuti dalle Città associate non sono solo una
festa o un mercato dove gli apicoltori di territorio vendono i loro prodotti
dell’alveare. Sono soprattutto uno strumento di comunicazione importante, che
attiva il dialogo diretto con i consumatori, attraverso il quale gli apicoltori
presentano i loro prodotti e fanno assaggiare i loro mieli, specificano le
fioriture d’origine, raccontano i prodotti dell’alveare: espressione massima di
una comunicazione efficace: https://cittadelmiele.it/eventi-citta-del-miele/.
Il 12 e 13 settembre il Convento dei Frati Cappuccini di Renacavata, a Camerino,
uno dei 7 Comuni della provincia di Macerata che fanno parte di Le Città del
Miele, ospiterà la prima edizione di Miele in Convento. Il convento di
Renacavata, che è riconosciuto come il primo monastero al mondo dell’Ordine dei
Frati Minori Cappuccini, fondato nel 1528, ospiterà due giornate per raccontare
l’incontro fra il mondo delle api e quello della vita religiosa, trasformando il
miele in una chiave originale per entrare nella storia, nei saperi e nel
paesaggio di un luogo.
Per i più piccoli sono previsti minicorsi dedicati all’apicoltura, con la
possibilità di osservare e comprendere il lavoro delle api e concludere
l’esperienza con una merenda a base di miele. Il rapporto tra miele e
gastronomia sarà anche protagonista di due menu speciali proposti alla tavola
del refettorio del convento. Tra gli approfondimenti culturali ci saranno
incontri dedicati al miele nell’alimentazione, con degustazioni, a cura degli
esperti della Facoltà di Chimica degli alimenti dell’Università di Camerino
(https://cittadelmiele.it/eventi/miele-in-convento-2026/).
Qui i Musei del Miele: https://cittadelmiele.it/i-musei-del-miele/.
Giovanni Caprio