Tirocini all’ACN: quando sfuma la differenza tra civile e militare
L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha emanato un bando in cui si dà la
possibilità a studenti e studentesse degli ITS Academy e dell’università di
svolgere dei tirocini presso la loro sede. Nella scheda relativa al profilo dei
tirocinanti, tra attività più o meno tecniche che riguardano l’ambito civile, si
trova una sezione destinata a chi proviene dalla facoltà di Scienze politiche e
di Economia in cui ci si occupa della «ricerca e analisi di politiche
internazionali di sicurezza cyber e di innovazione tecnologica, elaborate anche
nell’ambito di consessi multilaterali (ONU, NATO, OCSE, G7, Consiglio
d’Europa, OECD)».
Balza subito all’occhio in questo caso l’equiparazione di organizzazioni
internazionali politiche e militari che sono attraversate allo stesso modo dalle
problematiche che riguardano la sicurezza cibernetica e l’imporsi di nuove
tecnologie.
E in effetti, sebbene l’ACN si occupi prevalentemente di cybersicurezza sul
piano civile, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 luglio
2024 aveva già previsto l’inserimento all’interno dell’Agenzia di una Struttura
Difesa che avrebbe dovuto operare per potenziare la collaborazione con l’omonimo
Ministero. Volontà che è stata poi concretizzata il 9 giugno del 2025 quando è
stato sottoscritto un atto di intesa tra i due organismi.
Nel comunicato in cui si annuncia la sottoscrizione di questo documento il
Prefetto Bruno Frattasi, all’epoca Direttore Generale dell’ACN, esprimeva in
maniera molto chiara l’orizzonte all’interno del quale doveva essere inserito il
concetto di cybersicurezza:
«la costituzione di un meccanismo di tipo osmotico, che pur dipendente
funzionalmente dal Vertice dell’Agenzia tuttavia conserva, in virtù del
cosiddetto “doppio cappello”, un rapporto di stretta dipendenza con lo Stato
Maggiore della Difesa, risponde ad un’esigenza non più eludibile di progressiva
integrazione della componente civile con quella militare.»
La progressiva militarizzazione dello spazio cibernetico viene definito
“ineludibile”, non più prorogabile vista la complessità geopolitica che pone
delle minacce in cui tutto entra a far parte potenzialmente dell’ambito della
difesa nazionale.
Lo scorso 4 agosto il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della
Difesa Guido Crosetto, ha approvato il disegno di legge che va a modificare il
Codice dell’ordinamento militare. Tra le proposte, all’articolo 7, si trova
l’istituzione di uno «spazio cibernetico di interesse nazionale per la difesa e
la sicurezza militare dello Stato» che non riguarderà più soltanto le reti di
connessione ma anche hardware, software, campi e superfici elettromagnetiche,
fino ad arrivare a tutto ciò che è digitale, inclusi gli aspetti cognitivi che
si possono ritrovare in questo ambito.
Inoltre, viene promossa una nuova figura professionale chiamata «Specialista
Cyber Militare» che verrà formata in maniera specifica nell’ambito della
cybersicurezza militare e dovrà rimanere in ferma per 5 anni, un periodo che
sarà rinnovabile con delle ferme volontarie biennali. Chi decide di continuare
viene premiato con un incentivo economico di 4300 € ogni due anni.
È ovvio che questa novità pone il Ministero della Difesa come competitor della
aziende commerciali che si occupano della sicurezza online e che faticano a
trovare specialisti. È altrettanto ovvio però che arruolarsi nelle Forze Armate
diventerà un occasione per acquisire competenze che poi potranno essere
riversate nel tessuto industriale del Paese. Si verrà così a creare un sistema
di “porte girevoli” in cui la compenetrazione tra logica militare e logica
economica diventerà la regola.
Se poniamo i tirocini proposti dell’ACN all’interno di questo quadro ci rendiamo
conto di quanto sia facile per chi parteciperà vedere nel settore militare
un’ottima opportunità di guadagno, formazione e carriera. Sebbene l’Agenzia non
sia stata toccata dal DDL citato è ovvio che quella osmosi di cui parlava
Frattasi nel suo comunicato è ancora più forte nel momento in cui la difesa si
appropria di uno spazio cibernetico di pertinenza i cui perimetri potranno
essere modificati di volta in volta in base alle esigenze politiche e
all’evoluzione del quadro internazionale.
Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ci
auguriamo che alle giovani generazioni venga proposto un futuro migliore
rispetto a quello che vede una società completamente militarizzata in cui
passare per le Forze Armate è il modo migliore per vedersi pagare gli studi e
avere un accesso privilegiato al mondo del lavoro.
Fonti:https://infodifesa.it/governo-ddl-difesa-nazionale-due-sottocapi-cyber-intel-avanzamenti-missioni-estero/; https://www.cybersecurity360.it/news/ddl-difesa-nasce-lo-spazio-cibernetico-militare-cosa-cambia-per-le-aziende/
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università