Notizie allarmanti dall’Avvocatura Generale dello Stato: l’Italia è coinvolta nella guerra mondiale
Per l’Avvocatura Generale dello Stato “è in corso una guerra mondiale a pezzi e
ibrida che coinvolge, tra gli altri, anche l’Italia”. È quanto scritto nella
memoria a difesa dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Direzione
territoriale Emilia Romagna e Marche, per contestare alla giornalista Linda
Maggiori la possibilità di accedere agli atti e ai documenti relativi alle
attività nel porto di Ravenna. L’obiettivo di Linda Maggiori era quello di far
venire alla luce i traffici di armi che da tempo avvengono nel porto e mettere
in evidenza le violazioni della legge 185 del 1990, che vieta il commercio di
armi con Paesi coinvolti in teatri di guerra o riconosciuti colpevoli di lesioni
dei diritti umani.
Per l’Avvocatura Generale dello Stato, “la propalazione, attraverso i mezzi di
informazione, dei dati e delle informazioni de quibus consentirebbe alle potenze
straniere di avere contezza del ruolo strategico, per gli interessi nazionali e
per le relazioni internazionali dello Stato, del porto di Ravenna”, che in
realtà è un porto civile e commerciale e nessuno aveva affermato, fino ad
adesso, che fosse strategico per gli interessi nazionali del nostro Paese.
Il dato allarmante di questo pronunciamento dell’Avvocatura dello Stato è che i
traffici dei nostri porti civili rappresenterebbero informazioni riservate che
non possono essere rese pubbliche senza nuocere agli interessi della nostra
sicurezza. Di fatto, in questo modo, non sarebbe possibile esercitare un
controllo effettivo sulla reale applicazione della legge 185 e nessuno potrebbe
mettere in discussione il commercio con Paesi belligeranti o, ancora peggio,
colpevoli di genocidio.
In questo modo si vorrebbe impedire di fare luce su quanto sta avvenendo in
porti, aeroporti e stazioni del nostro Paese, che sempre più vedono aumentare il
traffico e lo spostamento di armamenti, in un clima di crescente coinvolgimento
dell’Italia nelle operazioni di guerra. Ora, candidamente, anche l’Avvocatura
dello Stato, dichiara che siamo in guerra e giustifica la mancanza di
trasparenza con esigenze di sicurezza nazionale, perché saremmo coinvolti in una
guerra mondiale già in atto.
Un secchio d’acqua gelida sulla faccia di chi fa ancora finta di non capire.
Unione Sindacale di Base