InvestiRE SGR è un problema in comune
A PISA CONOSCONO BENE INVESTIRE SGR, PROPRIETARIO DELL’IMMOBILE ABBANDONATO E
RECUPERATO DA SPIN TIME, A ROMA, OGGI SGOMBERATO. SANNO BENE CHE, COME TUTTI I
FONDI IMMOBILIARI SPECULATIVI, IMPOVERISCE I QUARTIERI. INVESTIRE SGR, IN
REALTÀ, È NOTO ANCHE A MILANO, FIRENZE, TORINO, TREVISO. QUALCHE RIFLESSIONE
SULLE ANALOGIE TRA IL CASO DI SPIN TIME E L’ESPERIENZA DI DISTRETTO 42 A PISA E
SUL MODELLO PREDATORIO DEI FONDI DI INVESTIMENTO PUBBLICI
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Foto SPIN TIME LABS
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Anche a Pisa seguiamo con profonda preoccupazione e indignazione la vicenda
dello Spin Time Labs di Roma, un’esperienza sociale ed abitativa straordinaria
dove centinaia di persone e famiglie hanno trovato casa, cultura e comunità,
oggi messe a rischio dall’inerzia delle amministrazioni e dalla fame della
finanza immobiliare.
Il comunicato con cui InvestiRE SGR ha tentato di giustificare la propria
condotta per conto del Fondo Immobili Pubblici (FIP) rivela la natura predatoria
di un soggetto che a Pisa conosciamo da tempo. L’inchiesta Pisa Depredata ha già
documentato come i meccanismi di svalutazione del patrimonio collettivo vengano
usati per fabbricare asset speculativi. Nel 2014 il “Municipio dei Beni Comuni”
liberò dall’abbandono l’ex Distretto Militare di Leva in via Giordano Bruno,
dando vita all’esperienza del Distretto 42. Quell’edificio venne celermente
sgomberato per essere alienato e, nel 2017, insieme alla Caserma Artale, un
compendio dal valore stimato tra i 22 e i 40 milioni di euro è passato dal
Demanio al fondo gestito da Cassa Depositi e Prestiti e operato da InvestiRE SGR
per la cifra stracciata di soli 8,4 milioni di euro. Oggi, su quelle ceneri, la
SGR sta completando l’operazione di social housing “Borgo San Martino”.
Cos’è una SGR: la tutela del risparmio non è la garanzia del profitto
Per smontare la narrazione di InvestiRE SGR occorre comprendere come funzionano
questi intermediari. Nate ufficialmente nel 1998 con il Testo Unico della
Finanza (la “Legge Draghi”), le Società di Gestione del Risparmio hanno il
compito di gestire patrimoni collettivi attraverso una rigida segregazione
patrimoniale. La legge prevede che il denaro versato nei fondi costituisca un
patrimonio autonomo e separato sia da quello della SGR stessa, sia da quello
della banca depositaria. In questo modo, se la SGR o la banca dovessero fallire,
i creditori non possono toccare i soldi degli investitori.
Nel caso del Fondo Immobili Pubblici (FIP), le quote di capitale sono state
acquistate da investitori istituzionali e dalle Casse di previdenza dei liberi
professionisti: i contributi dei Medici e Odontoiatri (ENPAM), dei Giornalisti
(INPGI), degli Psicologi (ENPAP) e dei Geometri (CIPAG) sono stati canalizzati
nel mattone pubblico. La SGR si scherma dietro il dovere di tutelare i
pensionati per rifiutare qualsiasi trattativa sociale. Tuttavia, la tutela del
risparmiatore garantita dalla legge riguarda la separazione dei beni dal
fallimento dell’intermediario, non la garanzia del profitto. I regolamenti
finanziari stabiliscono espressamente che chi investe in un fondo immobiliare
chiuso si assume il pieno rischio di mercato. Proteggere i contributi
previdenziali non significa obbligare lo Stato o le città a garantire rendimenti
speculativi o ad evitare minusvalenze a veicoli finanziari in scadenza.
Profitti di rischio e “De Core”: l’incompatibilità dei tempi finanziari
InvestiRE SGR — controllata dalla finanza privata romana della famiglia Nattino
(Banca Finnat Euramerica) insieme alla famiglia Benetton, Casse professionali e
Fondazioni bancarie — gestisce un portafoglio di 7 miliardi di euro distribuito
su 60 fondi suddivisi nelle macro-categorie Abitare, Infrastrutture Sociali,
Uffici e Commerciale, e Ospitalità. Questi strumenti si muovono lungo una scala
rigida di profili di rischio finanziario: dal Core (basso rischio e rendimenti
stabili) al Core Plus, fino al Value-Add (rischio medio-alto che richiede
interventi di riqualificazione) e all’Opportunistic (massimo rischio
speculativo).
Le categorie di rischio non sono meri codici contabili, ma determinano l’agire
politico dei fondi e impattano direttamente sulla vita delle persone. Il FIP è
nato come fondo Core perché la sua redditività era garantita in partenza dal
settore pubblico: per l’immobile di Spin Time in via Santa Croce in Gerusalemme,
prima di svuotarlo nel 2010, lo Stato ha versato al fondo oltre 48 milioni di
euro in canoni di locazione, ripagando più di due volte il valore originario del
bene. Al contrario, fondi come il Fondo Housing Toscano (FHT) operano con
logiche Value-Add, muovendosi spesso dopo gli sgomberi per valorizzare
l’immobile sul mercato dell’edilizia convenzionata.
Mentre la finanza incasella l’immobile romano nel profilo Core, per 13 anni è
stata la comunità di Spin Time a metterci il “cuore” (de core, per dirla alla
romana). Attraverso una cura quotidiana e il welfare dal basso, gli abitanti
hanno garantito la manutenzione ordinaria ed evitato che un colosso di 20.000
metri quadrati marcisse nell’abbandono, preservando lo stesso valore
patrimoniale di cui oggi la SGR pretende di monetizzare la vendita.
In questo ingranaggio, Cassa Depositi e Prestiti (CDP) gioca un ruolo ambiguo:
fornisce la liquidità e assorbe i rischi utilizzando i libretti di risparmio
postale dei cittadini, permettendo a InvestiRE SGR di operare a capitale proprio
di rischio praticamente azzerato e di incassare commissioni di gestione
garantite. I tempi dell’investimento immobiliare — scansioni pluridecennali e
scadenze rigide come la liquidazione del FIP fissata per il 2027 — sono
strutturalmente incompatibili con le urgenze quotidiane dell’emergenza abitativa
e con i bisogni primari delle persone.
Il caso di Pisa e la Costituzione
L’esperienza pisana di via Giordano Bruno dimostra il cortocircuito di questo
modello. Con l’esperienza del Distretto 42, la cittadinanza aveva restituito
all’ex caserma una funzione sociale immediata e gratuita. Sgomberato quel
presidio, lo spazio è stato incanalato nel Fondo Housing Toscano per realizzare
il complesso “Borgo San Martino”: un’operazione finanziata per oltre il 60% con
risorse pubbliche e dal risparmio postale di CDP, su cui la SGR della famiglia
Nattino estrae rendita e commissioni private.
L’Articolo 42 della Costituzione parla chiaro: «… La proprietà privata è
riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di
godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla
accessibile a tutti». La tutela della proprietà e dei fondi d’investimento è
subordinata al rispetto della funzione sociale. Non esiste alcun principio
costituzionale che tuteli il margine di profitto degli investitori finanziari
rispetto al diritto alla casa. Di fronte alla scadenza del 2027, la risposta
deve essere netta: le istituzioni non devono cedere ad alcun ricatto e gli
investitori del fondo devono farsi carico della minusvalenza di mercato.
Fermare l’estrazione di profitto sui beni comuni
Quanto accade a Roma e a Pisa dimostra come InvestiRE SGR e il modello economico
finanziario che rappresenta sia una minaccia sistemica per la gestione pubblica
e sociale dei territori. Questo modello si ripete in modo omogeneo in molte
altre città italiane. Firenze: dal 2018 la SGR gestisce la trasformazione
dell’ex Manifattura Tabacchi, affiancando un’esigua quota di social housing a
complessi residenziali di lusso e spazi commerciali. Per un’analisi dettagliata
sulle alienazioni nel capoluogo toscano si veda il reportage su Firenze
Alienata. Milano: Dal 2015 attiva nei progetti di rigenerazione di Cascina
Merlata e dell’area ex Trotto per la realizzazione di grandi interventi in
edilizia convenzionata (“Social & Student Housing”). Torino: Dal 2019 impegnata
nella riconversione ad uso residenziale temporaneo e universitario delle
palazzine dell’ex Villaggio Olimpico MOI, precedentemente interessate da
un’occupazione abitativa. Treviso: Dal 2023 opera tramite il Fondo Veneto Casa
nell’intervento residenziale di via Pisa. L’intera architettura proprietaria
della SGR e le sue ramificazioni sono state ricostruite nell’inchiesta
dell’Associazione Caminantes pubblicata su Global Project.
In vista della Manifestazione e dell’Assemblea Nazionale il 19 e 20 settembre
“Il tempo di Spin Time è ora”, rivolgiamo un invito rivolto a tutti i
collettivi, ai sindacati di base e ai movimenti per il diritto all’abitare è
quello di mappare capillarmente le operazioni di InvestiRE SGR nelle proprie
città. È tempo di fermare l’estrazione di profitto sui beni comuni: la priorità
collettiva deve essere il benessere delle persone e la tutela della funzione
sociale della proprietà, non la capitalizzazione speculativa dei risparmi. È
tempo che chi governa i territori smetta di cedere ai ricatti della finanza, e
trovi il coraggio di amministrare custodendo e preservando il bene comune.
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[Gruppo di Lavoro “Pisa Depredata”]
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LEGGI ANCHE:
> Il tempo nuovo di Spin time
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