Un Muro di Coscienza contro il sostegno al governo israeliano anche negli aeroporti di Catania e Venezia
Dopo la mobilitazione dello scorso 20 agosto, che ha coinvolto cinque aeroporti
italiani, la rete del Giovedì Bianco è tornata in azione il 27 agosto: agli
scali già coinvolti si aggiungono Catania e Venezia, insieme a diverse piazze
italiane, con la stessa formula del Muro di Coscienza, un muro permeabile di
persone, pensato per rendere visibile il legame tra rotte aeree, accordi
economici e sostegno al governo israeliano. Un’azione di informazione, non di
ostruzione.
Ieri sera il Muro si è formato a Catania (19.00) e Venezia (20.00); hanno
partecipato anche le piazze di Verbania (17.30) e Cagliari (19.00).
I fatti richiamati
La Commissione d’inchiesta indipendente dell’ONU, nel rapporto del 23 giugno
2026, ha stabilito che le autorità israeliane hanno deliberatamente preso di
mira bambini palestinesi, commettendo genocidio, crimini contro l’umanità e
crimini di guerra a Gaza e crimini di guerra in Cisgiordania, proseguiti anche
dopo il cessate il fuoco dell’ottobre 2025. La Commissione chiede che chiunque
abbia prestato servizio nell’IDF a Gaza dal 2023 a oggi sia indagato.
Il punto per gli organizzatori
Il turismo è una leva importante per l’economia di un Paese, ma deve rispettare
il Codice Etico del Turismo (Assemblea Generale ONU, 21 dicembre 2001), che lo
definisce strumento di pace, prosperità e rispetto dei diritti umani, “senza
distinzione di razza, sesso, lingua o religione”.
Le richieste
Controlli rafforzati all’ingresso per i cittadini israeliani; respingimento o
arresto dei soggetti pericolosi; sospensione dei voli diretti Italia-Israele,
sul modello Aeroflot, sanzionato dal 2022; embargo economico e militare totale,
in applicazione del diritto internazionale, che impone agli Stati di non essere
complici di illeciti altrui.
Gli organizzatori ribadiscono due punti fermi: nessuna profilazione dei
passeggeri e nessuna risposta alle provocazioni, cui si è risposto solo con cori
pacifici. Il bersaglio è politico, le scelte del governo italiano, non chi
transita in aeroporto o in piazza.
“Oggi, 301° giorno di Presidio Stabile per la Palestina, un Muro di Coscienza è
nato in Piazza Yenne a Cagliari, tra solidarietà e provocazioni”, racconta Vania
Erby, portavoce del presidio.
“L’obiettivo è fermare ogni complicità con il genocidio documentato dall’ONU.
Per questo esigiamo controlli stringenti, stop ai voli diretti ed embargo
totale”, dichiara Rachele Voltolina, portavoce del gruppo di Venezia.
Perché continuiamo
Il Giovedì Bianco nasce nella primavera 2026 per unire realtà diverse attorno a
obiettivi comuni. Gli aeroporti sono stati scelti perché è lì che si
concretizzano le rotte e gli accordi contestati. A ricordare perché non ci si
può fermare è anche il pastore e teologo palestinese Munther Isaac, di recente
in Italia: anche il silenzio è complicità, ha ribadito, chiedendo boicottaggio,
giustizia e solidarietà dal basso (Fonte: Riforma.it, 25 agosto 2026).
Sempre più gruppi si uniscono alla rete nazionale, sempre più azioni si
moltiplicano in tutta Italia per fermare il genocidio.
Realtà unite il 27 agosto: Catania, Venezia, Verbania, Rete veneta dei comitati
per la Palestina, Cagliari, presidio permanente di Piazza Yenne.
Redazione Italia