Lotta al caporalato con il trasporto sicuro: “Agribus” per il trasporto dei lavoratori del Basso Ferrarese
Il 9 agosto scorso Karboua El Mehdi, un giovane bracciante di 25 anni, è morto e
altri otto lavoratori sono rimasti feriti in un incidente stradale a
Serracapriola (Foggia), dopo che il furgone su cui viaggiavano si è ribaltato
mentre rientrava dal lavoro nei campi in Molise.
Gli incidenti in itinere continuano a colpire in modo sproporzionato i
lavoratori immigrati nel settore agricolo e della logistica. L’analisi ufficiale
elaborata dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering sui
dati INAIL certifica 37 lavoratori stranieri deceduti in itinere, ovvero nel
tragitto casa-lavoro nel periodo gennaio-giugno 2026
(https://www.vegaengineering.com/).
Qualche iniziativa significativa per contrastare tale fenomeno si va
sperimentando con successo. Un anno fa, per esempio, è partito a Ferrara il
progetto sperimentale Agribus, un servizio di trasporto dedicato alle
lavoratrici e ai lavoratori agricoli dei Comuni del basso ferrarese.
L’iniziativa, coordinata dalla Prefettura, che ne ha assicurato anche il
supporto organizzativo, è nata per contrastare il fenomeno del caporalato e
migliorare le condizioni di vita e lavoro nel settore agricolo, garantendo
spostamenti sicuri e regolari, e si inserisce in una strategia più ampia di
contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura. Completamente gratuito
per gli utenti nella fase sperimentale, il servizio di trasporto – di tipo
noleggio con conducente (ncc), non di linea, con percorsi programmati in base
alle esigenze delle aziende aderenti – ha avuto durante la prima sperimentazione
una capacità giornaliera di 150 persone ed è stato attivo da giugno al 13
settembre 2025. L’iniziativa è stata organizzata e finanziata da
FA.V.L.A.F.-E.B.A.T. (Fondo Assistenze Varie Lavoratori Agricoli Ferraresi –
Ente Bilaterale Agricolo Territoriale). Oltre alla prefettura sono stati
coinvolti a vario titolo: la Sezione territoriale di Ferrara della Rete del
Lavoro Agricolo di Qualità, istituita presso la Direzione provinciale INPS, il
comune di Portomaggiore, la gestione dello sportello decentrato di Portomaggiore
a cura dell’Agenzia regionale per il lavoro – Regione Emilia Romagna e la
progettazione tecnica e il supporto operativo di Ami S.r.l., CIDAS Cooperativa
Sociale. La sperimentazione, come sottolineava la prefettura in una nota,
rappresentava il primo passo verso un possibile ampliamento del servizio.
E, infatti, il 15 giugno scorso il servizio “Agribus Agrimove – La legalità si
fa strada”, è ripartito. Il progetto si articola in due servizi complementari:
AgriBus, che offre un servizio di trasporto collettivo con autobus da 50 posti
che collegano l’hub della stazione ferroviaria di Portomaggiore alle aziende
agricole aderenti e AgriMove, che integra il servizio attraverso una piattaforma
digitale di carpooling controllato, che amplia la copertura nelle aree non
raggiunte dalle navette.
La piattaforma consente inoltre di monitorare eventuali concentrazioni anomale
di lavoratori, possibili indicatori di sfruttamento, e di formalizzare i
rimborsi spese tra colleghi, favorendo trasparenza e regolarità. L’accesso ai
servizi è consentito tramite un PASS, disponibile in formato card o digitale con
QR Code, che certifica la regolarità del rapporto di lavoro e garantisce la
tracciabilità degli spostamenti. Due navette collegano hub di carico-scarico,
stazioni ferroviarie e centri aziendali, con una capacità complessiva di 150
persone al giorno. Il servizio prevede tre linee. L’edizione di quest’anno ha
introdotto significativi aggiornamenti strutturali e tecnologici per rispondere
in modo più efficace alla “mobility poverty” e per contrastare l’illegalità nel
reclutamento della manodopera. C’è stato, infatti, un potenziamento della flotta
e delle tratte: rispetto alle due navette utilizzate nella fase pilota del 2025,
sono attivi tre autobus dedicati con una capienza minima di 50 passeggeri
ciascuno.
Le partenze sono comprese tra le 4 e le 7 di mattina, mentre i rientri partono
dalle 12.30 e si prolungano fino alle 17.30. AGRIBUS/AGRIMOVE ha contribuito a
costruire una strategia integrata di welfare territoriale a favore dei
lavoratori agricoli del Basso Ferrarese, con l’obiettivo di contrastare la
mobility poverty e il caporalato, trasformando la mobilità da strumento di
ricatto a diritto garantito.
> “AGRIBUS, ha sottolineato il Prefetto Massimo Marchesiello, segna un traguardo
> significativo nella lotta al caporalato e allo sfruttamento lavorativo nel
> settore agricolo del Basso Ferrarese. Questo servizio di trasporto, ora
> consolidato nell’ambito del programma CAMBIA-FE e cofinanziato dall’Unione
> Europea, integrato con la Rete del Lavoro Agricolo di Qualità istituita presso
> la Direzione provinciale INPS, assicura una mobilità sicura e legale,
> contrastando efficacemente le dinamiche di sfruttamento legate a forme di
> trasporto irregolare. Il riconoscimento ottenuto con il Premio IoMobility
> Awards 2026 ci conferma che il modello ferrarese è replicabile a livello
> nazionale. Un sentito ringraziamento va a tutti i partner per il determinante
> contributo alla realizzazione di questa iniziativa.”
Il progetto AGRIBUS/AGRIMOVE, è stato selezionato tra i finalisti della 4ª
edizione del Premio Future4Cities e sarà possibile sostenere il progetto votando
entro il 4 settembre al seguente link: https://future4cities.willmedia.it/vota.
I vincitori della quarta edizione del Premio Future4Cities 2026 saranno
annunciati il 25 settembre, a Torino, durante la prima giornata del Festival
Future4Cities 2026, ideato da Will Media e FROM e co-prodotto dalle OGR Torino.
Qui per approfondimenti sul Festival Future4Cities:
https://future4cities.willmedia.it/.
Giovanni Caprio