Virginia Veludo: “Nessuno si salva da solo”
Nell’accogliente giardino della Biblioteca Civica di Luino, all’ombra di un
enorme albero della canfora, si è svolto sabato 29 agosto l’incontro con
Virginia Veludo, insegnante, divulgatrice culturale con il nome di
rossaperpendicolare e autrice del libro E mi sono sentita meno sola. Vivere una
normale giornata in Italia oltre la rassegnazione, all’interno dell’iniziativa
Tax the Rich, con raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa
popolare 1% EQUO.
In un intenso dialogo con Davide Di Giuseppe, insegnante al Liceo Sereni di
Luino, Virginia ha iniziato spiegando l’importanza dell’esperienza diretta come
base del suo libro. Anche Cristina, la protagonista, è un’insegnante, una
persona simile a lei prima che acquisisse la consapevolezza della possibilità di
intervenire sulla realtà. Cristina si sente persa, disorientata, ansiosa,
inadeguata e rassegnata, vittima del deleterio mantra “Ma tanto non cambia
niente, quindi perché impegnarsi?”
Sempre per esperienza diretta, Virginia ha parlato a lungo dello stato
drammatico della scuola, ormai sempre più ridotta a un’azienda, anche nei
termini utilizzati, con un corpo docente frammentato e in gran parte precario,
studenti che stanno perdendo la capacità di capire un testo, ragazze
giovanissime convinte che la gelosia sia normale (e che avrebbero un gran
bisogno di quell’educazione affettivo-sessuale tanto osteggiata dal ministro
Valditara). Una scuola che non fornisce strumenti per alimentare lo spirito
critico, come proponeva Don Milani, fatta per creare cittadini disposti ad
accettare qualsiasi condizione. Certo, ci sono insegnanti coraggiosi e
appassionati che cercano di tamponare la situazione, nonostante l’acqua stia
uscendo da tutte le parti e ragazzi che si oppongono a questa deriva
aziendalista e autoritaria.
E qui si arriva a un altro tema cruciale: perché i giovani vengono tanto
criticati e bersagliati da divieti e termini denigratori tipo “Maranza”? Da una
parte non c’è da stupirsi di certi comportamenti aggressivi, dato che il mondo è
governato da bulli violenti e arroganti che la fanno sempre franca e
costituiscono quindi dei modelli, per quanto deleteri, dall’altra bisogna
ricordare che i giovani fanno paura. Le rivoluzioni e i cambiamenti sono sempre
partiti da loro (un esempio recente è il movimento degli scarafaggi in India,
che con le sue proteste nonviolente ha ottenuto le dimissioni del Ministro
dell’Istruzione). E ancora, bisogna ricordare i tanti che si oppongono ai
progetti di mega resort di lusso, o l’enorme e decisiva partecipazione dei
giovani al voto nel referendum sulla giustizia. Certo, è difficile trovare
un’alternativa, ma bisogna continuare a manifestare e a fare pressione.
Si è poi passati a un tema straziante, quello dei migranti morti in mare,
esemplificato dalla storia del ragazzino maliano annegato con la pagella cucita
nei vestiti in un naufragio che ha causato 900 vittime. Come in tanti altri
punti del libro, ai dati crudi e drammatici si alternano poesie, in questo caso
la bellissima “Casa” della poetessa somalo-britannica Warsan Shire. E i morti in
mare sono solo l’ultima, drammatica conseguenza di un problema causato da noi
occidentali, con le guerre e i disastri climatici da cui i migranti scappano,
per poi trovarsi alle prese con vergognose risposte razziste e tossiche
narrazioni su una presunta invasione.
Virginia ha manifestato la stessa, appassionata indignazione nei confronti del
dramma forse più terribile del nostro tempo, il genocidio a Gaza, chiedendosi
quale sia la linea rossa da oltrepassare per cui finalmente l’Occidente reagirà.
Anche qui la risposta è sempre la stessa: l’importanza di fare pressione sui
governi – complici colonie di Israele e Stati Uniti – e di dare segnali più
chiari possibile. In fondo, tornando al titolo del libro, partecipare aiuta a
sentirsi meno soli.
Un altro aiuto può arrivare dalle poesie: come detto, il libro ne contiene
molte, in particolare di Bertolt Brecht, magnifico esempio del ruolo di poeti e
scrittori nel dare strumenti critici per capire e interpretare la realtà, al
contrario della tendenza all’evasione e al disimpegno di tanti artisti.
Questo tema è tornato anche nelle risposte ad alcune domande del pubblico, in
relazione all’aiuto che la letteratura può dare nel trasmettere modelli diversi
ai ragazzi: c’è bisogno di persone, in particolare insegnanti, che credono in
quello che dicono e offrono un’altra visione del mondo e questo loro lo sentono.
E ancora, l’importanza dei mezzi di informazione indipendenti nel far conoscere
le tante esperienze positive oscurate dai media mainstream, come le vittorie a
catena dei socialisti negli Stati Uniti.
I temi del libro – le tante ricadute sulla vita quotidiana delle scelte
politiche deleterie dei governi – si legano benissimo alla proposta di legge 1%
EQUO – Tax The Rich, un’imposta dell’1% sui patrimoni sopra i 2 milioni di euro
(esclusa la prima casa), che ha giù superato le 60.000 firme e di cui si è
parlato con Dario Ballardini (Coordinatore Campagna 1% Equo) e Antonio Cuomo
(Segretario Provinciale Rifondazione Comunista).
Virginia ha commentato che questa dovrebbe essere la proposta unitaria e
principale di tutta la sinistra, lasciando perdere le sterili differenziazioni
sulle percentuali da adottare. E così si torna al concetto centrale di tutto
l’incontro: “Nessuno si salva da solo”, dunque la partecipazione è l’unico modo
per uscire dall’isolamento e dalla rassegnazione.
Anna Polo