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Di lavoro si continua a morire. In Lombardia siamo all’emergenza, con 75 vittime nei primi sei mesi
Marcello Erbini, l’operaio cinquantacinquenne di Mazara del Vallo (Tp) che era rimasto vittima di un grave incidente mentre operava su un’autocisterna, non ce l’ha fatta. Dopo quattordici giorni trascorsi in condizioni critiche all’ospedale Villa Sofia di Palermo, è morto martedì 18 agosto. “Ancora una volta ci troviamo di fronte a un drammatico incidente sul lavoro che dimostra come la piaga degli infortuni continui a colpire il nostro territorio. La sicurezza nei luoghi di lavoro non può restare uno slogan o un adempimento burocratico: occorrono prevenzione reale e un impegno straordinario di tutte le istituzioni e del sistema produttivo per fermare questa scia inaccettabile”, hanno sottolineato i segretari generali di Flai, Fai e Uila Trapani. “Un episodio che riaccende i riflettori sui rischi presenti nel settore agroalimentare e vitivinicolo locale, proprio alla vigilia di una fase operativa intensa e delicata per le aziende agricole del territorio trapanese. Restiamo in attesa che gli organi inquirenti e il Servizio Prevenzione e Sicurezza del Lavoro (Spresal) chiariscano l’esatta dinamica dei fatti, ma la frequenza con cui continuano a verificarsi infortuni gravi, anche nel nostro comparto agroalimentare, impone una riflessione immediata e interventi concreti. Occorre rafforzare gli organici degli enti ispettivi (ASP, Spresal, Ispettorato del Lavoro) per garantire un monitoraggio costante e capillare sui cantieri, nei campi e negli stabilimenti industriali.” La UIL nei giorni scorsi ha denunciato come in Lombardia l’emergenza infortuni travolga ormai tutte le provincie, con oltre 60mila denunce nei primi 6 mesi. L’aumento regionale (+6,9%) supera la media nazionale e anche le malattie professionali sono in forte crescita (+11,8%). Le 75 vittime sul lavoro in Lombardia (una tragedia ogni due giorni e mezzo) dimostrano che siamo di fronte a una gravissima emergenza. I dati INAIL relativi al primo semestre 2026, rielaborati nel secondo Rapporto mensile dalla UIL Lombardia, delineano un quadro di estrema gravità per la tutela dei lavoratori sul territorio regionale. Le denunce complessive di infortunio hanno superato la soglia dei 60mila casi, attestandosi a quota 60.532 con un incremento del 6,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, superando nettamente il dato medio nazionale. L’aumento riguarda indiscriminatamente tutte le province lombarde, guidate dagli incrementi percentuali di Pavia (+12,4%), Monza e Brianza (+10,1%) e Bergamo (+7,8%), mentre Milano concentra oltre 20mila denunce, rappresentando da sola un terzo dell’intero dato regionale. Particolarmente allarmante risulta anche il bilancio delle malattie professionali, che registrano un balzo dell’11,8% sfiorando i 2.900 casi, con una forte accelerazione per le patologie muscolo-scheletriche e un vertiginoso incremento delle denunce legate ai disturbi psichici e comportamentali (+73,7%). Sul fronte delle vittime, le 75 denunce mortali registrate nei primi sei mesi segnano un’equivalenza drammatica di un lavoratore deceduto ogni 2,4 giorni, evidenziando come la modesta variazione rispetto al 2025 non rappresenti affatto un segnale di miglioramento strutturale. Il fenomeno colpisce in modo marcato anche le fasce più fragili: gli infortuni tra i lavoratori nati fuori dall’Unione Europea crescono del 10,6%, mentre le denunce nel perimetro studentesco raggiungono circa 12.600 casi, collocando la Lombardia al vertice nazionale col 24% degli eventi complessivi. La UIL Lombardia ribadisce la necessità indifferibile di superare gli interventi frammentari, mettendo in atto una vera prevenzione di filiera nei comparti più esposti come trasporti, logistica, manifattura, costruzioni e sanità. Risulta prioritario rafforzare i controlli degli organi di vigilanza, intervenire sull’organizzazione del lavoro e sui carichi psicosociali e garantire una formazione effettivamente accessibile e comprensibile per tutti i lavoratori, per arrestare una scia inaccettabile di infortuni e patologie sul lavoro. “I dati sugli infortuni e sulle malattie professionali”, ha sottolineato il Segretario Generale UIL Lombardia Antonio Albrizio, “confermano che la sicurezza nei luoghi di lavoro deve essere affrontata a 360 gradi. Non dobbiamo infatti dimenticare che in Lombardia assistiamo a una recrudescenza inaccettabile di infortuni e a un crescendo di aggressioni, fisiche e verbali, ai danni di lavoratori impegnati nel frontline. La vita delle persone sopra ogni cosa; non si tratta solo di rispettare le norme sulla prevenzione degli incidenti, ma di tutelare l’incolumità fisica e la dignità delle persone in ogni contesto lavorativo. Serve un impegno corale delle istituzioni per potenziare i controlli, garantire presidi di protezione efficaci e promuovere una nuova cultura del rispetto e del lavoro sicuro. Serve un piano regionale inter-istituzionale con obiettivi misurabili, organici stabili nei servizi PSAL (Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) delle Agenzie di Tutela della Salute (ATS) e nell’Ispettorato attraverso una banca dati condivisa e con una trasparenza sui risultati della vigilanza. L’obiettivo resta uno solo: Zero Morti sul Lavoro”. Qui il Rapporto completo: https://www.uilmilanolombardia.it/wp-content/uploads/2026/08/26.08.17-Rapporto_mensile_UIL_Lombardia_Sicurezza_Giugno_2026.pdf Giovanni Caprio
August 21, 2026
Pressenza