Monterotondo: gli alberi di Piazza della Libertà tra promesse di trapianto e la realtà degli atti
Mentre in molti si godono le vacanze estive e le festività di Ferragosto, a
Monterotondo la mobilitazione per la salvaguardia del patrimonio verde di Piazza
della Libertà non si ferma.
Negli ultimi giorni, l’attenzione del Comitato costituito per difenderlo si è
concentrata sulle palesi contraddizioni tra le rassicurazioni fornite
dall’amministrazione comunale durante l’assemblea pubblica dello scorso 21
luglio e la realtà documentale emersa dagli atti di progetto. Sebbene in quella
sede sia stato sostenuto che le alberature non saranno abbattute ma trapiantate,
negli elaborati di progetto definitivo (Relazione Agronomica GE.040) non esiste
alcun progetto di trapianto, né una relazione tecnica dedicata a un piano di
manutenzione; il progetto prevede unicamente la rimozione integrale degli alberi
e la loro sostituzione con 31 nuove essenze a sviluppo ridotto.
A smontare ulteriormente la narrazione ufficiale contribuisce il fronte tecnico
e scientifico. Il Comitato ha commissionato all’agronomo Dott. Emanuele Bracci
una nuova perizia fitosanitaria sulle alberature di Piazza della Libertà
(relazione n. 29-26 del 10/08/2026) che ne certifica lo stato di salubrità e la
presenza di esemplari di grande pregio ecologico e paesaggistico (come,
peraltro, già emerso nella precedente relazione del 2023).
Ma a non tornare sono anche i dati economici delle operazioni propagandate
adesso dall’amministrazione con l’intento di contenere la reazione della
cittadinanza rispetto all’abbattimento delle alberature previsto dal progetto.
L’unica voce di spesa inserita nel quadro economico (la lavorazione “a corpo”
NP021) del progetto all’esame della Conferenza dei Servizi ammonta, infatti, a
60.399,86 euro: una cifra del tutto insufficiente a coprire i costi complessi di
espianto, trasporto internazionale e cure colturali triennali per 22 piante
mature, i cui oneri reali — alla luce dei parametri di mercato per interventi
analoghi — arriverebbero ad un importo superiore a 1,4 milioni di euro.
La voce di costo NP021 (€ 60.399,86) risulta del tutto insufficiente e priva di
rispondenza all’intervento di trapianto professionale.
Di fronte a queste criticità, il prof. Carlo Boldrighini, presidente di Italia
Nostra-Sezione Aniene e Gianluca Pirozzi, presidente dell’Associazione Centro
Storico in Movimento, hanno trasmesso una memoria tecnica contenente una lista
di ben 12 richieste puntuali al referente della Conferenza dei Servizi[1],
richiamando gli obblighi di trasparenza e di certezza degli elementi relativi ai
costi sui quali è chiamata a determinare la CdS attualmente in corso.
Riportiamo, al riguardo, la conclusione del documento presentato: “[…] La
conservazione in loco è, secondo l’unica perizia estimativa agli atti, l’opzione
economicamente più vantaggiosa: costo di gestione straordinaria € 23.783,33,
convenienza netta di gestione su vent’anni € 81.555,14, a fronte di un valore
attuale del patrimonio arboreo di € 102.244,26 destinato a più che raddoppiare.
Ne consegue che l’affermazione della conservazione integrale delle alberature,
allo stato degli atti, non è verificabile, non è finanziata e non è progettata.
Essa non può pertanto essere assunta a presupposto di alcuna determinazione
conclusiva della Conferenza dei Servizi, né essere rappresentata alla
cittadinanza quale impegno dell’Amministrazione.”
[1] La Conferenza dei Servizi è uno strumento di semplificazione amministrativa
previsto dalla Legge 241/1990. Permette un esame contestuale e simultaneo dei
vari interessi pubblici e pareri di più enti o uffici diversi, evitando che il
cittadino o un’impresa debbano richiederli uno alla volta con tempi molto
lunghi.
Redazione Roma