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Amnesty International: “Lev Shlosberg dev’essere scarcerato immediatamente”
Il 17 agosto il tribunale di Pskov ha condannato il giornalista e vicepresidente di Yabloko a 11 anni e un mese di colonia penale perché, ai sensi degli articoli 280.3.1 e 207.3.2.d del codice penale, colpevole di “ripetuto discredito nei confronti delle forze armate russe” e di “diffusione di informazioni deliberatamente false sulle forze armate russe”. Lev Shlosberg non aveva fatto altro che esercitare il proprio diritto alla libertà di espressione: ha preso parte a un dibattito online sulla guerra contro l’Ucraina e ha condiviso sulle piattaforme social la prima pagina di un’edizione del quotidiano inglese Daily Mirror con le foto del presidente russo Putin e di una donna ucraina coperta di sangue. “Le autorità russe devono liberare immediatamente e senza condizioni Lev Shlosberg e annullare la sua condanna – ha dichiarato Marie Struthers, direttrice di Amnesty International per l’Europa orientale e l’Asia centrale – Devono abrogare le leggi che criminalizzano chi esprime pacificamente posizioni contro la guerra, porre fine alla persecuzione di membri e sostenitori di Yabloko e rispettare, per tutte le persone in Russia, i diritti alla libertà di espressione, di associazione, di riunione pacifica e di partecipazione politica”. Lev Shlosberg è il vicepresidente di Yabloko, l’unico partito politico russo che si oppone alla guerra di aggressione russa contro l’Ucraina. Il 10 agosto la corte suprema ha vietato la partecipazione di Yabloko alle elezioni della Duma del mese prossimo. Il 17 agosto decine di suoi sostenitori sono stati fermati mentre era in corso l’esame del ricorso contro la decisione della corte suprema. Alla fine del processo, Shlosberg ha preso la parola affermando che “migliaia e migliaia di persone sono state prese di mira per le loro opinioni pacifiche, non violente e umanistiche. In questo tribunale, in realtà, io sono la Federazione Russa, messa in gabbia perché vogliono costringerla al silenzio”. Amnesty International
August 18, 2026
Pressenza
UNICEF: bambini vittime di attacchi nella Federazione Russa e in Ucraina
Negli ultimi giorni sono stati uccisi e feriti numerosi bambini. Nella Federazione Russa, secondo le notizie, una ragazza di 13 anni è rimasta uccisa e due bambine, di 7 e 9 anni, sono rimaste ferite quando domenica un drone ha colpito nei pressi di un parco giochi nella regione di Belgorod. Secondo le notizie, tre bambini sono tra le sette persone uccise ieri in un attacco nella regione di Krasnodar, che ha ferito circa 40 altre persone. In Ucraina, secondo le notizie, almeno sei bambini sono stati uccisi in attacchi avvenuti negli ultimi sette giorni: un bambino di 8 anni e almeno tre bambini uccisi insieme a tutta la loro famiglia nella regione di Dnipropetrovsk, e due bambine – di 5 e 10 anni – nella regione di Sumy. Nello stesso periodo, secondo le notizie, almeno 19 bambini sarebbero rimasti feriti. Un parco giochi. Una spiaggia. Una casa di famiglia. I bambini hanno il diritto di sentirsi al sicuro nei luoghi in cui vivono e giocano, ovunque si trovino. L’UNICEF esorta nuovamente tutte le parti a rispettare gli obblighi previsti dal diritto internazionale umanitario, compresa la protezione dei bambini e delle infrastrutture civili. Gli attacchi che uccidono e feriscono i bambini devono finire. UNICEF
August 4, 2026
Pressenza