Difesa civile non armata, obiezione alla guerra, economia di Pace
RETE PACE DISARMO SI MOBILITA: IL COORDINAMENTO NAZIONALE DI RIPD CHIEDE AL
SENATO DI AVVIARE SUBITO L’ESAME DELLA LEGGE “UN’ALTRA DIFESA È POSSIBILE” E
INVITA LE ORGANIZZAZIONI ADERENTI ALLE GIORNATE “PER UNA ECONOMIA DI PACE” DEL
14-22 NOVEMBRE E ALLO SCIOPERO STUDENTESCO DEL 20 NOVEMBRE.
A seguito del confronto avvenuto nella propria riunione del 12 ottobre 2026, il
Coordinamento nazionale della Rete italiana Pace Disarmo esprime soddisfazione
per il successo della Campagna “Un’altra difesa è possibile” con la raccolta di
firme sulla Proposta di legge istitutiva del Dipartimento della Difesa civile
non armata e nonviolenta promossa dalla nostra Rete congiuntamente alla Cnesc e
Sbilanciamoci.
Chiediamo adesso all’Ufficio di Presidenza del Senato della Repubblica e ai
gruppi parlamentari di incardinare al più presto la nostra Proposta di Legge
nelle commissioni competenti, la nomina di un senatore/senatrice
relatore/relatrice ed avviare così al più presto la discussione di merito.
I temi dell’obiezione di coscienza, della difesa civile non armata e
nonviolenta, della prevenzione dei conflitti, dei corpi civili di pace tornano a
trovare legittimità nel dibattito pubblico e allargano la discussione e la
mobilitazione contro ogni deriva bellicista e le politiche di guerra e di
riarmo.
Si muovono nella stessa direzione e in sintonia con la nostra proposta sia la
campagna “Obiezione alla guerra”, promossa dal Movimento Nonviolento per il
sostegno concreto agli obiettori e disertori dei paesi in guerra e l’istituzione
di un Albo degli obiettori aperto a chi ne fa richiesta, sia la Legge di
iniziativa popolare “io obietto la guerra”, lanciata in questi giorni da
Emergency per il diritto all’obiezione di coscienza al servizio militare.
Salutiamo con favore la decisione di molti Comuni, a cui spetta la gestione
delle liste di leva dei ragazzi diciassettenni, di informarli del loro diritto
di obiettare al servizio militare e di servire la Patria con la
nonviolenza. Ugualmente nello stesso solco si inserisce la campagna “Sollèvati.
La coscienza non si arruola” promossa da Pax Christi, focalizzata sulle
dichiarazioni preventive di obiezione di coscienza, sul contrasto al possibile
ripristino della leva militare e sulla promozione della difesa non
armata. Similmente, in questo contesto è inserita la campagna per l’obiezione di
coscienza preventiva avviata dal M.I.R. rivolta in particolare ai cittadini di
età compresa fra 18 e 45 anni, che potrebbero essere chiamati o richiamati a
svolgere un servizio militare anche in zone di guerra affinché si dichiarino
preventivamente ed ufficialmente obiettori di coscienza con il coinvolgimento
anche delle Amministrazioni Comunali, affinché svolgano un’opportuna
informazione nei confronti dei giovani iscritti nelle loro liste di leva.
Il Coordinamento Nazionale di Rete Pace Disarmo invita le associazioni e i
comitati aderenti alla RIPD a promuovere nei territori, nei luoghi di studio e
di lavoro, nelle parrocchie e nei circoli di aggregazione insieme a tutte le
forze disponibili, momenti di confronto e di azione comune sui contenuti delle
nostre proposte per la pace, la difesa non armata e nonviolenta, l’istituzione
dei corpi civili di pace e la creazione di un istituto indipendente di ricerca
sulla pace.
Il Coordinamento nazionale RIPD impegna tutta la Rete a promuovere e partecipare
alle mobilitazioni, nei territori e nelle città “Per una economia di pace”
promosse congiuntamente con Sbilanciamoci e previste nelle giornate dal 14 al 22
novembre prossimo, con al centro:
* lo sciopero studentesco e giovanile europeo “Per il nostro futuro, non per le
loro guerre” del 20 Novembre (contro il riarmo, la militarizzazione e il
ripristino della coscrizione militare obbligatoria o in qualche modo indotta
da ingenti finanziamenti statali),
* le giornate europee di mobilitazione “Stato Sociale no Stato di Guerra”
promosse da Stop Rearm Europe, la discussione della legge di Bilancio in
Parlamento con le controproposte della società civile.
Aggiungiamo la nostra alla voce dei ragazzi e delle ragazze che si rifiutano di
andare “ad uccidere e morire” per le guerre dei potenti della Terra, e
facciamola arrivare forte a chi in Italia ed in Europa vuole farci credere che
la guerra è ineluttabile.
Il momento di “svuotare gli arsenali e riempire i granai” è adesso!
“PER UNA ECONOMIA DI PACE”
MOBILITAZIONI DAL 14 AL 22 NOVEMBRE
Mentre Governo e Parlamento si preparano a discutere la Legge di Bilancio 2027,
la Rete Italiana Pace e Disarmo e Sbilanciamoci! hanno deciso di lanciare la
proposta di giornate di mobilitazione territoriale diffusa, sul modello di
quanto realizzato nel 2025.
Vogliamo dire con forza che serve una Legge di Bilancio orientata alla pace, al
disarmo, alla nonviolenza e al welfare, e non alle armi: contro la guerra e il
riarmo, usiamo la spesa pubblica per i diritti, l’ambiente, la sostenibilità, il
lavoro, l’istruzione e la sanità.
Chiediamo a tutte le organizzazioni delle nostre reti e ai gruppi territoriali
di preparare iniziative nel proprio territorio tra il 14 e il 22 novembre:
convegni, eventi, approfondimenti, marce, sit-in, momenti di silenzio, incontri
con amministratori e parlamentari, e qualunque altra forma di mobilitazione che
riteniate utile. Dal piccolo momento di confronto alla grande piazza, ogni
formato è benvenuto: conta che in tutta Italia si parli di come usare
diversamente la spesa pubblica.
Le iniziative potranno sostenere tre filoni.
Il primo è la Controfinanziaria 2026 di Sbilanciamoci!, con le sue proposte per
una manovra alternativa.
Il secondo è il percorso di discussione della legge “Un’altra difesa è
possibile”.
Il terzo è l’insieme delle nostre proposte per fermare il riarmo e ridurre le
spese militari.
Vi chiediamo di segnalare le vostre iniziative territoriali alle strutture di
coordinamento di Sbilanciamoci! e Rete Pace Disarmo, così da inserirle nel
calendario nazionale e darvi visibilità.
Insieme possiamo dimostrare che un’altra spesa pubblica, un’economia di pace,
non solo è necessaria ma è già sostenuta da tante realtà in ogni parte del
Paese.
Rete Italiana per il Disarmo